I giovedì del ramino

Accadeva di giovedì.

I giovedì del ramino, del pub freccette e ultimo giro di birra, i giovedì dell’apple pie  e della fiaba di Cappuccetto Rosso, i giovedì di Stacey e John che si amano sconsideratamente (o forse si amano solo al giovedì).

I giovedì dello zio George, che nella penombra della sua stanza di cieco passa il pomeriggio con Jane e Angela, nell’unico giorno che mamma e papà dedicano a loro stessi, mamma infermiera e papà imbianchino. Zio George-in-pensione, zia Clarissa-torte-in-cucina con Angela, la più grande  delle due.

Jane è più vivace, la piccola Cappuccetto Rosso curiosa, che fa mille domande e non si ferma davanti a niente. Che chiede allo zio George perché, se è cieco, tiene perennemente le cortine abbassate, in questa stanza che odora di tabacco e di colonia.

Viene qui sulle mie gambe, piccina, che ti spiego, che ti racconto una storia.

I ciechi hanno odori e sensibilità, conoscono le cose con le dita.

E la sua mano scende. Scende e risale. Sotto la gonna, tra le mutandine dagli elastici smollati, lungo le cosce infantili illividite dal freddo londinese. Freddo di sobborgo, dove ci si diverte con poco.

Il lupo non la mangia in un sol boccone, la divora poco a poco, la consuma impercettibilmente.

I giovedì diventano terribili.

Non per papà John e mamma Stacey. Che non sanno niente, che non vedono niente. Ultimo giro e riprendiamo le bambine. Tua sorella Clarissa è un vero angelo. Anche zio George, e la sua infinita pazienza.

I giovedì della paura, del segreto, del mal di pancia e nausea nella notte.

(E’ tua zia che vi da troppe torte, vi rimpinzate come maialini. John e Stacey si abbracciano rumorosamente nella notte. Il suo corpo-freccetta la riempie sulla scia dell’ultima freccetta lanciata.

Zio George-il-lupo, voglio che muoia, che le talpe del terreno gli cavino gli occhi..mamma…mamma, corri, devo vomitare, mammaaaa….Nel buio della notte un grido rotto, un abbraccio spezzato, giri di birra sprecati, in attesa di un altro giovedì per amarsi, per odiarsi, per lasciarsi consumare)

Cappuccetto Rosso muore ogni giovedì, sotto gli occhi di tutti.

L’hanno uccisa ancora una volta, qualche anno fa, al funerale dello Zio George. Ha parlato con Stacey e lei ha detto: sta’ zitta, ormai è tardi, non si infanga la memoria dei morti. Ha parlato con Angela e lei ha detto: era toccato anche a me, cos’altro potevamo fare?

(Un giorno io e Jane saremo vecchie. Immagino spesso cosa sarà di noi. I suoi capelli biondi e arruffati completamente grigi, come quelli di Stacey. Siederemo in uno dei parchi in cui oggi accompagnamo le nostre bambine a giocare, sulla stessa panchina e berremo le prime gocce di sole della primavera. Ci racconteremo come abbiamo sempre fatto. Nessun segreto.

Ci chiederemo ogni giorno, con la stessa onestà, se siamo riuscite a evitare il male facendo ciò che era in nostro potere. E ci risponderemo di sì, per quel tanto che sarà possibile.)

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10 Risposte to “I giovedì del ramino”

  1. FataTitania Says:

    splendido blog, davvero…ho trovato incredibile la descrizione degli avvenimenti alla residenza borbonica…e la tua traduzione…!!

  2. 7soci Says:

    ma guarda che oggi è mercoledì non giovedì
    perchè ci rattristi ?
    non c’è il sole lì a napoli?
    ciao Oara
    socio2

  3. Zaero Says:

    Bel post.Davvero.

  4. brezzamarina Says:

    brividi diversi, ma forti alla lettura degli ultimi due post..

  5. utente anonimo Says:

    te lo dico con calma e fuoridaidenti. come in ogni buon film americano. non è stata colpa tua

  6. odorediluna Says:

    complimenti!

  7. Flounder Says:

    per socio2
    nemmeno Rossella

    per Odore di luna
    molto facile scrivere storie quando sono vere

    per anonimo 217 etc etc
    mi hai fatto troppo ridere…

  8. Matho Says:

    vedi che ho ragione io: si nasce belli e si deve per forza morire buoni!

    lo dico elegantemente:
    pisciare su certe tombe non solo è lecito ma doveroso.
    M.

  9. decupando Says:

    le verita’ nasconste
    se si potesse fare un giro nei giardini dei vicini sicuramente troveremmo in ognuno di essi un fiore reciso…. male.
    non sempre pero’ quei fiori sono morti..
    a volte hanno avuto la fortuna di trovare la linfa vitale in una zolla di terra…. o in se stessi…
    credo che in molti abbia(no) conosciuto un lupo cattivo
    un bacio

  10. FataTitania Says:

    arsenico e vecchi merletti lo trovo adattissimo, eccomi pronta a linkarti di rimando!

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