Ognuno ha le sue manie. Certe piccole manie, appunto. Me compresa.

Anche se a volte nel mio caso penso che si tratti soltanto di una, fungendo le altre da corollario inevitabile. Una delle derivazioni principali è questa smania di analizzare, cercare di capire, leggere tra le righe delle cose dette o scritte. Trovare sfondi veri o ipotetici dietro i comportamenti altrui.

Stasera non sarò breve, mi devo sfogare. E questo è il posto giusto, dove se uno si annoia passa e chiude. Perché la lettura di un blog non è un fatto obbligatorio. Il blog non ti arriva al mattino sulla scrivania, insieme al cornetto e al quotidiano. No, te lo devi andare proprio a cercare.

Né io una di quelle che va in giro per la rete o altrove a supplicare un saluto, un commento o una carezza virtuale.

Amo le cose ricevute, non quelle estorte. All’estorsione non segue piacere. E neppure riconoscenza.

Poi c’è questa storia dell’autobiografico che mi irrita.

Quando per gioco mi hanno detto di aprire un blog ho risposto di no. Scrivevo da anni su un forum, mi sembrava una cosa vivace e interattiva, e dopo anni ci conoscevamo tutti. Di questa conoscenza che conduce per forza a quelle intimità un po’ fasulle, dove uno legge e chiede quanto ci sia di reale, vissuto, insomma “vero”. Una cosa che alla lunga diventa un po’ pesante, come se dovessi stare sempre lì a giustificarti, a spiegare, a documentare i perché e i per come.

Per quanto mi riguarda è tutto vissuto. Non necessariamente nel fatto bruto. E’ che a me le emozioni si traducono istantaneamente in immagini, talvolta prive di connessione con l’accaduto. E’ che se qualcuno  mi consegna una storia e tutto il suo carico di partecipazione affettiva, la storia diventa mia. E’ che se assisto al dolore di altri e lo comprendo, finisco per viverlo anch’io. E allora posso scriverne. Prima no, non so immaginare. Non ho fantasia e ho bisogno di stimoli costanti. A volte scopro che i miei commenti ai post di altri sono di gran lunga migliori delle cose scritte qui. Perché in quel momento, in quella pagina, mi hanno acceso qualcosa. Altrimenti passo e chiudo.

Mi piace che entri qui uno come Climacus, che mi scrive che il finale non va bene. E che io mi riconosca in questa critica. Mi piace che qualcuno dica che una storia non gli piace. E che io lo accetti o meno.

Sono notazioni che rimangono all’esterno.

Non si entra nel merito delle cose scritte, dei sentimenti provati, della correttezza e modalità delle emozioni espresse. E’ così che si fanno le critiche in quest’ambito.

Poi entra uno come l’utente anonimo di ieri sera, che butta una frase carica di significati. Li cerco uno per uno e non comprendo. Davvero non capisco.

La critica passa dal prodotto a me, entra nel merito del mio essere, di ciò che sono o posso essere.

Ci sono due possibilità. Se è uno sconosciuto è una critica davvero stupida. E anche provocatoria. La richiesta di un parere personale, espresso in modo palese, di una mia ferma posizione sul fatto narrato: “riusciresti a esprimere il tuo parere sui fatti che millanti?” e ancora  “con le parole che scrivi riesci a essere anche calda e persuasiva o solamente rigida e conforme al buono stile?”

Come essersi formati un’idea sul mio conto, sulla mia persona, da dieci o undici pagine di blog e avere aspettative o richieste in merito. Lo trovo stupido e arrogante, per quanto io possa apparire saccente. Che vuol dire millantare? Perché questo bisogno di circoscrivere i dettagli e validarli nella loro realtà?

Se invece è una persona conosciuta la cosa cambia completamente. E diventa volgare. Volgare di sostanza, volgare dentro. Perché se mi conosci sai chi sono, se sia capace o meno, se voglia farlo oppure no, se questo sia il posto giusto o non ancora. E non occorre provocarmi in modo così sciocco.

Credo di aver finito. E’ un post da passa e chiudi.

Rientra nelle mie piccole manie.

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22 Risposte to “”

  1. hladik Says:

    boh flo’ io non so certo se è una persona nota che si fa ignota per attaccare non è neppure questione di volgarità, è il nulla io credo, sai io ho una bella schiera di difetti, ma tra questi uno ha anche i suoi pregi: il vuoto glaciale sa scendere in me quando mi sento davvero ferito, mi fa paura questa freddezza a volte … paologalloni mi ha detto che come aspetto fisico sembro uno della gestapo che si è pentito ed è diventato buono … ecco in quei momenti no sono glaciale … poi a volte capita che quando le persone mi attaccano ma senza troppa ferocia manco riesco a farmele stare antipatiche figurati … io ti dico solo: sia che sia vero l’ipotesi 1 che la 2 lasciarlo perdere devi e basta ciao ciao flo’

  2. Flounder Says:

    hladik…ho fatto una premessa: a prescindere da tutto io ho la mania di sezionare e cercare di capire, laddove molti lascerebbero perdere. a volte è una grossa perdita di tempo. in alcuni casi ripaga ampiamente: si riesce a vedere l’invisibile che si era a stento manifestato

  3. prufrock1962 Says:

    “Non ho fantasia e ho bisogno di stimoli costanti”, mi ci specchio. eppoi l’ossessione di “vedere” e non guardare gli altri. anch’io.

  4. Climacus Says:

    Guarda, secondo me il commento dell’anonimo vuole essere provocatorio, nonostante nel complesso sia incomprensibile. Un’incomprensibilità che pare studiata per suscitare rabbia.
    Ho provato a mettermi nei tuoi panni, a immaginare che fossi io il destinatario delle ‘critiche’: la mia prima reazione è stata -pruriginoso? Ma che cazzo stai dicendo?- La seconda è stata: -questo mi sta pigliando per il culo.- Magari è un tuo amico che si è divertito a burlarsi di te senza cattiveria. Ma è solo un parere personale. Da quando il mio personale anonimo polemista non mi ha più scritto commenti rabbiosi, mi sento molto più solo. Un po’ ti invidio. 🙂

    Anch’io ho partecipato per molto tempo ad un forum. Si parlava di letteratura. Mi sono ritrovato in pieno nelle tue considerazioni sulle ‘intimità un po’ fasulle’. Ok. Buona giornata 🙂

  5. fuoridaidenti Says:

    Non l’accetteresti il consiglio montalbaniano di stracatafottertene eh? Eppure è così, sei brava e vai avanti. Del resto non si scrive altro che frammenti della propria esistenza, anche quando si inventa di sana pianta. Te lo dice uno che in qualche forum ci bazzica ancora. E poi scusa, nei forum non c’è sempre qualcuno che trolla così, solo per rompere i maroni? Scrivi scrivi e scrivi.

  6. AdrenalinA Says:

    Io ti leggo da poco e ti trovo tutto fuorchè saccente. Hai un modo talmente diretto di raccontare le cose che ti entra dentro senza che tu lo voglia (credo)…penso anche che se scrivi così lo sei anche nella vita vera, ma ovviamente la rete riflette di noi quello che vogliamo mostrare, a volte anhce i nostri lati migliori che nella vita di tutti giorni fatichiamo a lasciarli uscire…non sempre per colpa nostra. L’utente anonimo….uno che non ha il coraggio di firmarsi, a parere mio, è uno che non ha merito di nessuna risposta, è uno che non ha il coraggio di avere un confronto “vero”. Baci e buona giornata 🙂

  7. 7soci Says:

    Cara Flo, non è che pigli questa cosa del blog un po’ troppo seriamente? Come fai a sentirti ferita da un commento di non si sa chi, postato non si sa perchè?
    Se non interrompi la sequenza di eventi generata dalla farfalla brasiliana finirai per dover contrastare un uragano. Se posso un piccolo consiglio: piglia tutto con più leggerezza e magari anche chi ti è vicino non subirà l’influenza di 62 ecc.
    S1

  8. UnaVolpe Says:

    ….
    “Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”.
    “L’essenziale e’ invisibile agli occhi”, ripete’ il piccolo principe, per ricordarselo.
    “E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
    “E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurro’ il piccolo principe per ricordarselo.
    “Gli uomini hanno dimenticato questa verita’. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
    “Io sono responsabile della mia rosa…” ripete’ il piccolo principe per ricordarselo.
    ….

    buonagiornata

  9. FataTitania Says:

    già mia cara, una delle mie manie, invece, sembra essere quella di farsi lasciare…un abbraccio e buona giornata!

  10. zop Says:

    i commenti sono potenzialmente una gran possibilità di conferme e discussioni. naturalmente ci sono anche quelli idioti o fuori luogo… come le persone… perché preoccuparsene? basta evitarli come si evitano i rompiscatole… 🙂

  11. Flounder Says:

    adoro i commenti. anche quelli taglienti, anche quelli critici. ma non quelli stupidi. e nemmeno quelli melensi.
    ieri sera mi sono ricordata di due fatti della scuola, che avevo totalmente rimosso. uno è questo.
    secondo liceo, sui 17 anni. i temi di italiano erano di tre specie: letteratura, attualità o il famoso “commenta la frase/poesia di…”.
    io sceglievo sempre questo qui, o al massimo quello di attualità, mai quello di letteratura.
    una volta ho preso 2. due al compito di italiano, uno choc, sono scoppiata a piangere di rabbia. mi era venuta un’idea strana. ho letto la frase è l’ho commentata decina di volte, ogni volta adottando uno stile diverso: come lo avrebbe fatto un prete, un bambino, un politico, etc etc.
    all’epoca non sapevo dell’esistenza di uno che si chiamava Quenau, lo avrei scoperto solo molti anni dopo. però mi era sembrata un’idea molto carina, ne ero bella fiera.
    fino a che la prof di italiano mi ha chiesto: e che vuol dire? cosa hai cercato di dire? qui di tuo non c’è niente!
    ero troppo giovane per fornire la risposta che potrei dare oggi, all’epoca la sentivo crescere, ma era difficile spiegare. c’era tutto di mio, tranne ciò che lei voleva vedere o immaginava di “dover” vedere.
    certi sassetti rimangono a lungo nelle scarpe, fino a che non trovano l’occasione di essere sputati fuori.

  12. hladik Says:

    vorrei avere il tuo carattere flo’ in tante cose e il tuo desiderio di spaccare le cose che ti capitano io non ci riesco neppure quando devo

  13. Flounder Says:

    facciamo che ci scambiamo di casa una settimana come un reality show e tu fai la mamma di mia figlia e io il marito di tua moglie e poi torniamo e ci raccontiamo come è andata e poi lo scriviamo anche nel blog e la gente che legge dice ma che cazzate scrivete non è possibile e noi rispondiamo sì è vero però a tuo rischio e pericolo che magari tua moglie sceglie me o il mio ex marito ti gonfia di botte?

  14. hladik Says:

    ahahah flo’ facciamo che ci penso durante il week end e poi lunedì ti dico però le botte no devi convincerlo che sono uno mansueto e che è solo un esperimento

  15. Flor Says:

    Credo che l’approccio con i post altrui debba essere fatto con la dovuta delicatezza e oggettività, spogliandoci dei nostri meccanismi mentali. Mettersi nei panni di chi ha scritto, o comunque levarci i nostri, oltre a consentirci di capire meglio, diventa anche una questione di rispetto. Poi se proprio uno non riesce a trattenersi dal dire qualcosa di provocatorio e offensivo, pur avendo la possibilità di chiudere e passare ad altri blogger più vicini al suo modo di pensare e di vivere le cose, beh, almeno non usi l’anonimato perchè, secondo me gli fa fare una figuraccia, mettendo chiaramente in evidenza tutti i suoi limiti. Un bacio. Flor PS: mi ha affascinato molto la descrizione delle ciocche tirate e delle anche appoggiate. Starò sicuramente attenta la prossima volta, per vivere in presa diretta quello che mi hai scritto.

  16. brezzamarina Says:

    cara Flounder, proprio a te che sei la mia impareggabile commentatrice..;-) a parte questo, ti capisco sai. Di solito io sorvolo su molte cose per una mia pigrizia e incapacitá di prestare attenzione alle cose non importanti peró capita sempre quel giorno che magari una mezza riga, scritta su di me con l’intento quantomeno di ‘dar fastidio’, riesce a ferirmi (come é capitato qualche giorno fa sul blog di un tipo che io nemmeno avrei letto se non me lo avessero segnalato). Poi, come credo sia ormai successo anche te, tutto assume l’importanza che si merita, peró, per un attimo, qualcuno che nemmeno sa che faccia hai é riuscito a farti del male..e questo é molto triste, ma sempre piú triste per lui che per te. un bacio.

  17. zop Says:

    mandami il tuo tema che ha preso due!!!!
    lo pubblico tra gli esercizi di stile!!! pensa che il mio prof del liceo era salvatore guglielimo, autore di una monumentale guida al noovecento allora tra i testi più aodttati. lì queneau non veniva neppure citato! la scuola… bah…

  18. Flounder Says:

    zop, e tu credi che io possegga ancora un foglio protocollo di vent’anni fa?
    l’anno seguente presi un tre al compito di greco. la prof entrò in classe e annunciò: vorrei farvi sentire il testo di questa versione, linguisticamente impeccabile. la riconobbi e gongolai. poi alzai il ditino e chiesi: quanto mi ha messo?
    tre. secco.
    perché in quel bastardo di dizionario che si chiamava rocci per ogni parola c’erano almeno dieci significati diversi. e io avevo scelto TUTTI quelli sbagliati, facendoli combaciare in modo che il risultato finale avesse un senso.
    ancora oggi però mi chiedo: ma chi aveva stabilito che il senso vero fosse l’altro, quello ufficiale?
    e non mi so rispondere.

  19. UnaVolpe Says:

    Apprezzo tantissimo chi sa cogliere e comporre armonia nelle cose, anche in un compito di greco, e’ un talento dell’anima.

  20. fuoridaidenti Says:

    la tua versione della versione di greco era il mio standard tanto per il greco che per il latino. Fa piacere oggi perpetrare la tradizione nei figli. La classe non è acqua.

  21. Flounder Says:

    a volte il rocci me lo sogno ancora. mi fa venire in mente un racconto surreale, tipo che mentre cerchi una parola cadi in una feritoia tra i duecento significati e non ne esci più, come da un segreto mondo sottomarino…

  22. sardokan Says:

    Io passavo di qua e son stato colpito dalla tua frase “Amo le cose ricevute, non quelle estorte. All’estorsione non segue piacere. E neppure riconoscenza.”
    Ti volevo solo dire che è geniale e mi ci riconosco tanto.

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