Nasceva  come niente,  un angelo, come fiotto di luce. Come grumo di sangue, fascio di nervi, ossessione precoce.

Tra nascere e morire passa un istante, forse di meno. Un ‘arcata dentale, un sorriso.

I  miei denti ti segano, rasenti allo spasmo. La mia bocca dimenticata.

Riciclata.  

Nel cassonetto dell’alluminio, insieme a ciò che taglia e fa più male.

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14 Risposte to “”

  1. Calibano Says:

    forse un solo istante, ma che si può rendere indimenticabile…

  2. prufrock1962 Says:

    che bello, questo squarcio in una tela…

  3. anonimo Says:

    ma non eri già stata dal dentista?
    s2

  4. fuoridaidenti Says:

    E’ tempo di sangue e di ferite. Anche per me, se me le lasciano postare

  5. zop Says:

    che virulenza questo post. bello!

  6. brezzamarina Says:

    mi comunica emozioni forti..mi sento quasi morsa..:-)

  7. UnaVolpe Says:

    E’ diverse volte che leggo questo tuo pezzo, mi hai stupito, non intuivo questa forza, e’ triste e oscuro, c’e’ amarezza e disincanto.
    Non che queste cose non debbano esistere anzi, fanno parte di noi.

    Non mi fare preoccupare.
    Sorridi

  8. caporaleReyes Says:

    m’hai fatto venire i brividi. ragazza, non fa per me. ma cosa t’è successo ieri?

  9. brezzamarina Says:

    credo che s2 abbia lasciato da me un commento destinato a te..

  10. Flounder Says:

    a volte Mamon, il figlio di Lucifero, si impossessa di me e digita attraverso le mie dita. dopo mi sento così spossata che devo correre a farmi un panino con la mortadella.
    poi c’è un’altra versione, ma non ve la racconto.

  11. dirtyinbirdland Says:

    è il tuo sorriso, sì? un sorriso che saessere tutto il resto… come, ad esempio, mordere le mie parole delicatamente, sempre

  12. Climacus Says:

    quando Mamon si impossessa di me e digita attraverso le mie dita, mi sento così spossato da avventurarmi in pseudo-liriche pseudo-espressioniste così spossate che, una volta lette, mi getterei volentieri nel carrello della spesa per rifugiarmi in una disperazione storpia e ridanciana (come un giullare grifagno) contornata da ovetti kinder e duplo.
    Il post mi ha fatto sorridere: è la parodia di certe poesie adolescenziali veementi, tristi e scadenti. Io, almeno, l’ho percepito e interpretato in questo modo. Posso sbagliare. Buona serata.

  13. Flounder Says:

    clim, poi te lo dico in privato 🙂

  14. Climacus Says:

    Fico!

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