(Il corsivo è il testo di una splendida canzone di Javier Girotto degli Aires Tango, cantata da Monica Demuru e Peppe Servillo degli Avion Travel. Si intitola Regina ed è talmente bella che ve la dovete comprare per forza)

E’ arrivata la sera e di nuovo ti sei seduto dall’altra parte del tavolo.

La luce del lampadario della cucina mi ha preso alle spalle e mentre raccontavi di tua madre misuravo la lunghezza dell’ombra che si proiettava davanti a me coprendo il piatto, il bicchiere.

Troppo corta per arrivare fino a te.

Parlavi. In uno di quei rari attimi di intimità che ci siamo permessi. Che mi hai consentito.

Per contro le tue ombre si estendevano fino a me. Lunghissime. Tingendo di nero l’acqua del mio bicchiere.

Verrai a trovarmi, lo prometti.

Resterai qui, lo prometti.

Chiuderai le finestre. Promesso anche questo.

Prometti, prometti, prometti. E’un’assicurazione contro la morte.

Forse è così, tu non lo sai.

Le tue parole carburante. La chimica perenne del mio corpo in fiamme.

I tuoi occhi distribuiscono luce. E’ la mia, quella che hai rubato, lo so.

Io lo so prima, lo so prima di te.

Ma non lo dico. Nemmeno a me. 

Ti aspetterò in fondo ad un caffè

Che hai preso a un bar distratto mentre pensi a me

Qualcuno che la chiama già un’ossessione

Forse ti dirà che sei andato

Uscito di città

Non sei venuto più da me

Perché?

Che orgoglio c’è a vivere di strategie? 

Stanotte ho sognato di incontrarti di nuovo. Il tuo sorriso  mi sovrastava, mi ingoiava tutta intera.

Avevi i polpastrelli consumati, bruciati. Come si fa con i morti ammazzati, perché nessuno possa più riconoscerli.

Come un regolamento di conti.

La chiamano passione, il totale di due malintesi.

E far da specchio alle persone non basta per dirsi di conoscerle.

Per quanto fosse dolce mi sento adesso amara.

E’ colpa di un caffè mancato, dici tu.

E’ colpa di un caffè di troppo, dico io.

Mi aspetterai in fondo ad un caffè

Che ho preso a un bar pensando ancora a te

Ti aspetterò convinta che

Ritornerai facendo il re

Ed io sarò regina tua perché

Perché ti so far ridere e piangere

E’ questo quello che tu vuoi

Non si esce mai da un bar

Con un’idea, si sa

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35 Risposte to “”

  1. 7soci Says:

    l’ho già comprata
    s2

  2. Flounder Says:

    urca, che tempestività.
    se no te lo masterizzavo.

  3. Matho Says:

    questa seconda recensio è meglio della prima.
    il clarinetto basso è il principe dei fiati.
    M.

  4. broono Says:

    secondo me avresti dovuto scrivere tutto uguale, senza corsivo, lasciando ai lettori l’arduo compito di scoprire quali erano le frasi di una bellissima canzone e quali le tue.

  5. Climacus Says:

    Molto bella l’immagine delle ombre, con l’acqua che si tinge di nero. Buono anche il ritmo del testo, quando si fa mimesi della canzone e quasi la assorbe.

  6. fuoridaidenti Says:

    non ho tempo per leggerti, ma mi basta la citazione degli airestango per dire che sono d’accordissimo comunque. A più tardi

  7. fuoridaidenti Says:

    e invece, cazzo, il tempo l’ho trovato. E così m’hai pizzicato certe corde che mi porto mentre vado a farsi scarciofare la testa (vedi tu che razza di dissonanze!)

  8. brezzamarina Says:

    emozione!!!!! la frase sulle promesse mi ha colpito al cuore..

  9. Flounder Says:

    pausa caffè, anche se sarebbe quasi pranzo, ma ‘nzomma…

    per Matho
    seconda recensione? e la prima qual’era?

    per Broono
    non ti posso rispondere. la tua presenza qui mi emoziona.

    per Climacus
    mi pare di aver intuito che oggi è il giorno della bontà. le frustate me le dai nel pomeriggio o rimandiamo a domani?

    per fuoridaidenti
    adoro Servillo, mi piace come si contorce sul palco.

    per Brezzamarina
    sulle promesse ho scritto un’enciclopedia in 12 tomi. sono classificate per genere, specie, razza e data di scadenza.

  10. brezzamarina Says:

    le promesse.. io, di norma, non le chiedo mai..quando non riesco a rispettare questa regola vuol dire che si tratta di qualcosa di veramente eccezionale..

  11. Flounder Says:

    io nemmeno le chiedo.
    a maggior ragione non capisco le finte.
    e mi incazzo.

  12. Matho Says:

    recensio come versione, redazione.
    l’hai pubblicato due volte nel giro di pochi minuti e nella seconda con qualche aggiustamento per me migliorativo (o stavo dormendo?).
    tutto qui.
    perdona la leggerezza dei miei interventi.
    M.

  13. Flounder Says:

    matho, non ti sfugge nulla.
    io scrivo in due minuti, ma poi sono una maniaca della revisione. potrei prendere un pezzo e rivederlo fino alla fine dei miei giorni.

  14. Matho Says:

    una delle mie Maestre mi ripeteva sempre che il meglio è il nemico del bene (è un banale detto popolare).
    macinare troppo significa molte volte stravolgere il significato originario e reale di fatti ed eventi.

  15. brezzamarina Says:

    una volta dissi ad un uomo che preferivo di gran lunga le sorprese alle promesse…sono stata accontentata..

  16. keywords Says:

    La chiamano passione, il totale di due malintesi. – mi ha colpito molto questa frase… bella, forse vera.

    Sai cosa penso? (No, vabbè… non lo sai)…penso che quando arriva il momento di doversi promettere cose… vuol dire che già si sa che quelle cose probabilmente non si verificheranno mai.

  17. Flounder Says:

    tra tante frasi hai acchiappato quella d’autore.
    credo sia di Gesualdo Bufalino, letta in una cartina di un anti-bacio perugina tanto tempo fa.

  18. Climacus Says:

    Bufalino, lo amo: voglio farti un regalo.

    Versi lasciati sopra il cuscino
    Ecco declina già l’anno di nuovo
    ma l’ombra dietro i vetri che si stria
    ancora sazi, ancora ingordi ci ritrova
    del suo cibo di mala follia.

    Diluvi corrono come coltelli
    per ogni viottolo del sangue triste:
    ah brama vana, perduti duelli,
    tentazione di non esistere!

    Possederti mi è dunque terrore,
    e quando sudicia e dolce sul fianco
    piangendo mi muori, nel cuore
    un vento ascolto battere stanco.

    Coi capelli avvinti e le bocche funeste
    come non serve contro la sorte
    ogni sera cercare questa celeste catastrofe che simula la morte.

    Come non serve affondare la faccia
    sul tuo petto di tacita pietra,
    ora che già il predone fiutò la nostra traccia
    e sceglie il dardo dentro la faretra.

    Gesualdo Bufalino, L’amaro miele (1982)

  19. Flounder Says:

    ogni sera cercare questa celeste catastrofe che simula la morte

    anche lui la petite mort.
    bella. grazie

  20. hladik Says:

    la chiamano passione il totale di due malintesi :–) definizione affascinante anche se forse è nell’apatia e nella non passione che non capiamo, io vorrei che la passione fosse il medium di tutta la mia vita poichè quando non ne sento mi sento morto

  21. fuoridaidenti Says:

    mi sa che con gli airestango esordii nel tuo blog (era Poemas? boh)

  22. broono Says:

    non posso non seguirti.
    il tuo richiamo mi emoziona.

  23. Flounder Says:

    lo zibellino? ahahahaha

  24. broono Says:

    eccola…uno vuole fare il dolce…

    una vetrata in frantumi.
    sgrunt.

    😉

  25. Flounder Says:

    oddioooo, sbaglio sempre il timing.
    e anche il tuning.
    🙂

  26. broono Says:

    l’importante è che ti venga bene lo spezzatino.

    timing e tuning sono cose che interessano a quelli che scrivono con le k.

    quelli che non sanno cosa sia, il profumo della cucina.

    vediamo se mi distruggi pure questa.

    😉

  27. Flounder Says:

    lo sapevo, lo sapevo.
    gira e rimesta alla fine le volete sempre davanti ai fornelli.

    (ci sono riuscita?)
    e comunque se ti invitassi a cena ti farei una paella. ma sempre a pagamento. per il di cui altrove 🙂

  28. Flounder Says:

    per matho
    il meglio è nemico del bene solo se si allea col peggio (che non significa una cippa, ma suona bene)

    per hladik
    non sia mai che ti finisca la passione. nel caso fammi sapere che te ne mando un duecento grammi a fettine sottili

    per fuoridaidenti
    e cosa scrivisti quando esordisti?

    per Broono
    ti lascio la (pen)ultima parola. adesso chiudo e vado via. a fare lo spezzatino che ti piace tanto..doodoo doodoo…doofour

    per keywords
    non spiattellare più queste tristi verità nel mio blog. soffre molto.

  29. 7soci Says:

    stai facendo carriera
    minimo 30 commenti
    ancora duemila contatti
    e non ricordo più
    se vinco un viaggio in perù

    s2

  30. hladik Says:

    grazie flo’ ma la passione non finisce trasmuta e ti fa correre verso il vuoto verso la negazione di te verso i “no” verso la fuga l’indolenza

  31. Flounder Says:

    socio2, ma non eravamo rimasti d’accordo che il viaggio in Perù me lo regalavi tu per il compleanno?

  32. fuoridaidenti Says:

    e chi s’arcorda cocca? era un post sul tango (sempre che era qui e non altrove) Fatti un esame di coscienza, che il periodo è altamente propizio per questo genere di cose

  33. Flounder Says:

    eccola, la canzone.
    accapponatevi la pelle.

  34. Flounder Says:

  35. anonimo Says:

     e io che allora pensavo l’avessi messa per me 
    s2

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