Inciuci

Secondo alcuni la faccenda andò esattamente così. Lui montò in auto, come ogni mattina, liberando il parabrezza dall’umidità della notte con un colpo di tergicristallo.  E come ogni mattina, dopo meno di un chilometro, parcheggiò davanti al solito bar.

Solo che quel giorno il bar era chiuso per via di un lutto improvviso e siccome si era svegliato presto e non aveva voglia di aspettare ancora per il caffè,  decise di tornare indietro, al bar di fianco al portone del suo palazzo, dove il caffè era notoriamente cattivo ma per quella mattina sarebbe andato bene. E uscendo dal bar avrebbe incontrato la moglie in compagnia di un altro, evidentemente ed inequivocabilmente abbracciata a lui, nell’atto di salire in auto, l’auto di lui,  che dimostrava circa 35 anni, sorriso sfacciato ma non ebete e un blouson di pelle marrone. (Coloro i quali insistono  invece sul fatto che il blouson fosse nero hanno poi ammesso con onestà che in fin dei conti il particolare è del tutto irrilevante, a fronte di quanto accadde).

Qualcuno sostiene invece che l’elemento casualità c’entri poco o nulla, perché fin dal giorno prima il barista  lo aveva informato delle condizioni di salute della nonna – ricoverata da tempo –  e già la sera prima, al rientro dal lavoro, aveva notato la chiusura del bar in un orario insolito e dunque aveva ragionevolmente immaginato che il giorno seguente sarebbe stato ancora chiuso.

Sicché parrebbe che lui avesse già qualche sospetto in merito e che avesse compiuto a bella posta il giro dell’isolato per coglierla in flagrante. Tra i sostenitori di questa versione dei fatti, alcuni ritengono che fosse mosso solo da sospetti personali e indizi raccolti distrattamente nel tempo e che avesse deciso finalmente di dare un volto alla sua immaginazione; altri, per contro, sono sicuri che lui avesse ricevuto una soffiata, un’informazione nemmeno troppo discreta. Una parte pensa che glielo avesse detto il suo migliore amico, dopo un tribolato esame di coscienza e lunghi parlottii tra sé e sé. Qualcun altro invece crede che si sia trattato di pura vendetta, una cosa mossa dall’invidia e da un sentimento piccino di veder sfumare la serenità altrui per ridurre la realtà al livello della propria infelicità personale.

C’è poi un’altra possibilità.

E cioè che fosse stata lei a provocare il tutto. Su questa ipotesi si fondano due scuole di pensiero.

Secondo alcuni il comportamento della signora fu dettato da una pesante leggerezza che le impedì il calcolo corretto dei tempi necessari a  tutelare la sua rispettabilità. Altri addirittura sostengono che lo avesse fatto a bella posta, stufa della clandestinità e di una situazione che si trascinava pericolosamente e  senza sbocchi. Oppure, come qualcuno si è arrischiato a sostenere, il “la” lo avrebbe dato lui, l’altro, ma di questo non c’è nessuno davvero sicuri e quindi la questione non è stata approfondita.

Comunque, al di là di ragionevoli dubbi e congetture, ciò che è davvero  unanime è che nessuno si sarebbe aspettato la reazione che effettivamente ebbe, nonostante avessero provato a  prevederla in tutte le sfumature possibili.

Allora quando lo videro uscire dal bar i presenti ipotizzarono il peggio, soprattutto quando affrettò il passo in direzione della coppia abbracciata. Lo seguirono  mentre si avvicinava con ampia falcata ai due. Qualcuno chiuse gli occhi, nonostante la curiosità fosse grandissima. Lui si avvicinò all’altro, lo staccò bruscamente dal braccio di lei, gli piantò uno sguardo fisso e intenso che gli fece strizzare gli occhi nel tentativo di sottrarvicisi e poi, inaspettatamente, lo strinse tra le braccia e lo baciò sulle guance. Lo abbracciò ancora una volta, risalì in auto e se ne andò.

Da allora se ne è fatto un gran parlare. Qualcuno ridendo ha supposto che sotto sotto fosse un finocchio, ma si sa che lo dicono solo per scherzare. Altri si interrogano sul seguito della vicenda, chiedendosi che fine abbia fatto lui, che fine abbia fatto lei, che fine abbia fatto l’altro. Ma poiché l’appartamento è disabitato da diversi anni e nel quartiere nessuno li conosceva davvero bene il tutto si limita a ipotesi prive di consistenza.

Così dopo un po’ lasciano perdere e ritornano a parlare di calcio.

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7 Risposte to “”

  1. Nuvolavola Says:

    sostengo inequivocabilmente l’ipotesi della seconda scuola di pensiero

  2. fuoridaidenti Says:

    era solo l’effetto dovuto all’astinenza della caffeina. capita. può capitare

  3. Matho Says:

    lo baciò sulle guance e lo strinse forte come per fargli coraggio sussurrandogli impercettibilmente all’orecchio:
    -adesso son cacchi tuoi … -.
    andò via felice come non gli capitava più da tanti anni cancellando immediatamente tutto dalla memoria. tutto, ma proprio tutto.

    o no?

  4. anonimo Says:

    (pure secondo me è andata così)

  5. 7soci Says:

    bravvo matho
    cappitto hai
    s2

  6. Climacus Says:

    Difficilissimo narrare un episodio che si dichiara già accaduto come fosse in fieri, riportando con cronachistica dovizia il succedersi delle congetture anziché il succedersi degli eventi. A me sembra che tutto quadri. Sei promossa a pieni voti, mia campionessa!

  7. Matho Says:

    a essedue, ma alora
    l’hai capito pure te
    che quela là era ‘na sola.
    mortacci stracci!
    mejo berce sopra ‘na biretta …
    (anche se abiamo il core de fero ci mettiamo a piagne anche noi …)

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