Prendi l'arte e mettila da parte

L’arte è come le ciliegie: un’opera ne chiama un’altra. Così che quando ho visto l’ormai discusso “Ricciolo di donna” di Silla Ferradini ho pensato che avrei voluto scrivere una grande storia d’amore tra un pelo pubico e uno del naso.

Solo che era molto difficile l’incipit: come e dove si erano incontrati? Quando si erano visti per la prima volta? Quali erano state le tappe della conoscenza?

Il resto sarebbe venuto da sé, con tutte le difficoltà degli amori a distanza, le gelosie, il peso dell’assenza, le piccole gioie strappate alla quotidianità, il dramma degli addii, la fine prematura dell’uno o dell’altro.

Ho chiesto consiglio a Marina e mi ha suggerito la possibilità di un apporto eterologo.

Ma che sei matta? Io voglio scrivere una storia d’amore, mica un trattato di erotismo. Una cosa romantica, culturale, una trama dai risvolti psicologici.

Allora ho provato a immedesimarmi nei due peli e a cercare posizioni che permettessero l’incontro.

Ho concluso che la vicenda poteva assumere credibilità  solo a patto di ambientarla nel corpo di un’acrobata del Circo di Pechino.

Sarebbe cominciata per esempio così: a quattordici anni ero ormai capace di far roteare sedici piattini per lato tenendomi in equilibrio su un solo piede. Non immaginavo che di lì a poco la mia schiena flessuosa mi avrebbe resa complice e  testimone di un amore destinato a seminare scandalo alla  corte del saggio Imperatore Li-shih-min…

So che questa storia mi avrebbe preso dei mesi, forse degli anni. Poi nessuno l’avrebbe mai pubblicata, come è nel destino delle grandi opere.

Per sradicare ogni velleità letteraria sono andata a farmi fare la ceretta.

Nello strappo inguinale ho versato qualche lacrima.

Ho fatto male?, mi ha chiesto l’estetista.

No, non tu, ho risposto. E’ solo il mio Ego sconfitto.

Signo’, siete l’unica cliente che parla così. Si vede che avete fatto le scuole grosse, io tengo la licenza media.

E per un attimo ho sentito la voce dell’Ego che mi sussurrava: io non ti conosco, vedi che figure mi fai fare, cretina!

Annunci

25 Risposte to “Prendi l'arte e mettila da parte”

  1. ilfuocoinparadiso Says:

    Forse sono l’unica donna al mondo che prova piacere nel farsi fare una ceretta..Certo l’inguine non piace a nessuno ma quelle che sono le gambe..non saprei proprio rinunciare!!
    Spero passerai a trovarmi.
    Ti abbraccio, Roberta.

  2. Flounder Says:

    pervertita 😀

  3. ghita Says:

    Ora ti faro’ morire d’invidia: non so cosa sia una ceretta alle gambe (all’inguine si’) !
    Non ho un solo pelo nemmeno a pagarlo oro :)))
    😛
    Bacio
    ghita

  4. ghita Says:

    Ah…cmq tu sei bravissima: aspetto il tuo romanzo piu’ o meno tricologico….
    Sbaciuk
    ghita

  5. UnaVolpe Says:

    Scusa Flo… ora pero’ non mi dire nulla…. ma c’e’ una unica maniera che un pelo del naso venga a conoscenza con un pelo pubico, insomma immedesimarsi nelle posizioni che pertessero l’incontro a me…. mi sembra cosa pericolosa…
    Ma che c’avete voi.
    Una mette tasselli e mi sovvengono righelli.
    Una si fa la ceretta e mi sovviene Tokio surprise.

  6. Climacus Says:

    Bellissimo quando dici: ‘per sradicare ogni velleità letteraria, sono andata a farmi fare la ceretta.’ L’idea che anima il racconto, una storia d’amore tra Pel Di Naso e Pel di Fica è diabolicamente libidinosa, proprio nella sua dimensione autologica, ben più attraente di un eterologo cunnilingio. Anche perché nell’incontro tra naso e monte di Venere, lingua e sacro tempietto non comparirebbero neppure nei titoli di coda. Il godimento travalicherebbe l’erotismo lubrico per sondare vellicamenti così sottili (due peli fornicanti) da procurare vertigini. Mi è venuto caldo.

  7. Flounder Says:

    ghita
    ora mi hai finalmente fornito la chiave di lettura giusta. conosco la vera ragione dei tuoi dolori: è che non hai mai sperimentato la sofferenza vera 😀

    unavolpe
    è colpa tua, non sei sufficientemente romantica. anche se non posso contraddirti: il fisher è un evidente simbolo fallico, checché verdad ne dica.

    climacus
    anche a me piace quella frase, mentre la scrivevo ridevo da sola. non avevo però compreso a pieno il potenziale erotico (e autoerotico) della storia.
    ora che mi ci hai fatto riflettere mi vergogno un po’. devo cambiare il nick in almudena ?

  8. Flounder Says:

    fammi chiudere il tag, va’

  9. figliodinessuno Says:

    beata te, a cui basta una ceretta per strappare le velleità letterarie. magari ci penso su. vivrei meglio probabilmente… meno peli, meno tormenti, meno ambizione.
    ma l’inguine no.

  10. Climacus Says:

    Voglio conoscere ghita. Se, per un provvidenziale errore di progettazione, non ha peli nemmeno sotto le ascelle, non riuscirà a liberarsi di me neppure con l’insetticida o l’inetticida. Flo’, che vor di’ almudena? Exscuciame por la insipientia.

  11. Zahir0n Says:

    (digressione)

    peli corti riccetti impertinenti
    peli lunghi dritti indifferenti
    peli soffici come alghe di mare
    peli tesi come dita da baciare
    peli biondi evanescenti
    peli rossi seducenti
    peli neri quasi blu
    peli curati a testa in giu’
    peli impenetrabili intricati
    peli radi e delicati
    peli ingordi un po’ affamati
    peli anoressici e spelacchiati….

    ^_^

    (bel blog….)

  12. brezzamarina Says:

    Almudena é una delle piú grandi! Flo, in questo post sei degna di quel nome 🙂

  13. Flounder Says:

    ho fatto una follia.
    a livello di peli. ho metà testa color arancio, l’altra castana.
    il risultato è quasi abominevole, se avessi fegato mi scatterei una foto e ve la mostrerei

    clim, almudena grandes. la scrittrice spagnola

  14. UnaVolpe Says:

    Dio bonino…non so romantica io?
    Ragassuole… non fate confusione… qui ci vuole metodo..anzi METODO.
    Si parla di peli e dunque anche con una dimostrazione per assurdo mi si dimostri che pelo di naso (o di fica)sono sinonimo di Romanticismo.
    (questo si che e’ un bel quesito, altro che quelle sciarade di S1 che tocca aspettare una settimana per aver soluzione tale e quale alla settimana enigmistica… lo chiameremo Bartezzaghi tie’)

  15. Nuvolavola Says:

    sempre grande flou…
    (nessun commento al post se no…) ;O)

  16. Flounder Says:

    volpicina, non ci siamo.
    io ho detto pelo pubico.
    non pelo di fica e nemmeno di farfalla e nemmeno di fessa o pucchiacca (sto citando Benigni, che si sappia!).
    e il romanticismo per me è cogliere la levità e la grazia che si celano anche dietro le cose più triviali.
    come scomporre la realtà in singoli elementi, separare l’acqua dall’olio, ammirare fiori tra le immondizie.
    poi il pelo nasale avrebbe detto: ti amo. e il pelo pubico avrebbe provato un fremito.
    un sentimento profondo e radicato.
    talvolta incarnito. 😀

  17. UnaVolpe Says:

    Ma lo vedi!
    Sciocca.

  18. farolit Says:

    hi hi hi… “una grande storia d’amore tra un pelo pubico e uno del naso…”

    Io l’avrei iniziata direttamente da lì, dal primo loro fatale inatteso incontro: pelo chiaro e pelo scuro (non parenti della stessa flessuosa cinese fanciulla)… sì il pelo del naso scuro travolto da un’onda feromonica avrebbe seguìto l’invisibile ma chiaro tracciato del pelo pubico dorato, e lì riconosciutisi e avvinti, avrebbero perso le loro radici, morendo avviluppati in un ultimo abbraccio… “avvinti… così infatti li trovò la giovane Hinghe alla sera, spogliandosi per andare a dormire: due peli differenti arricciolati l’uno nell’altro: riconobbe il suo e l’altro, quello della giovane sconosciuta forse iraniana che l’aveva sopraffatta e baciata in silenzio … per tutto il pomeriggio”.

    Ma se vogliamo buttarla sul prosaico (il dibattito sul pelo l’ho già iniziato nel post sul ritratto di signora): “donne di tutto il mondo uniamoci, facciamo outing, veniamo allo scoperto! Libero pelo in libero corpo!
    Che si sappia che non siamo affatto naturalmente glabre, siamo pelose e orgogliose dicotanto pelo”

    Frida Calo, autoritratta, può farci da Manifesto

  19. gurb Says:

    :-)))
    Grande Flounder.
    *Gurb

  20. binariozeta Says:

    anch’io ho notato quella cosa dello sradicamento della velleità… fantasiosa la soluzione della contorsionista cinese…
    possibile sviluppo di questo amore folle… anzi follicolare: i due peli si stringono in un legame indissolubile, un nodo appassionato che costringe il corpo in una intollerabile postura introflessa. il tragico finale: bisogna recidere. in che modo? circo di pechino: lanciatore di coltelli.

  21. Flounder Says:

    al circo di pechino non si usano i coltelli.
    in compenso candele con fiamme accese, quelle sì

  22. anorexia Says:

    complimenti, mi è piaciuto questo racconto breve, sarebbe bello che la scrivessi davvero questa storia d’amore impossibile.

  23. Flounder Says:

    zahiron
    bellissimopoema

    anorexia
    solo se mi prometti che ti mangi un panino wurstel e maionese con un chilo di patate fritte e un gelato con panna

    farolit
    mi hai fatto venire in mente la scena di un film di qualche anno fa con mastroianni e sandrine bonnaire, credo che fosse “verso sera”, in cui lei è la nuora e lui entra in bagno e la trova col rasoio a depilarsi le gambe e si disgusta.
    allora le dice che sua moglie, morta anni prima, non aveva peli. lei lo contesta e risponde che ce li aveva sicuramente.
    e si apre un dialogo bellissimo su come gli uomini vorrebbero le donne, immaginandole pure e perfette, che se hanno i peli si radano pure, ma di nascosto, in modo da non contaminare l’immagine che loro serbano.
    uno dei più bei dialoghi cinematografici che abbia mai ascoltato

    volpe
    sciocca a muà? 😀

  24. binariozeta Says:

    quando mandi un altro post, aspetti che ricresca il pelo?

  25. Flounder Says:

    binario, più di un post al giorno?
    eccheddiamine!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: