La stella di Laura

Se avete bambini, portateli a vedere “La stella di Laura”.

Se non li avete, fateveli prestare.

E insieme a loro imparate che non si possono trattenere le stelle e la loro magia. Bisogna lasciarle libere di andare, prima che si spengano per sempre.

Oppure imparate a diventare stelle e volate via con loro.

Secondo ciò che vi riesce più facile.

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30 Risposte to “La stella di Laura”

  1. odorediluna Says:

    una bimba di quattro anni dice resiste seduta al cinema?

  2. Flounder Says:

    a quattro anni ancora non c’è stata mai?
    hai voglia se resiste.
    poi ne parlerà per mesi, ricordando dettagli del tutto secondari. associando la meraviglia a tutto quello che è successo in quella giornata.

  3. LucaConfusione Says:

    io sono un bambino
    e mi sono visto proprio stasera
    Laputa – Il castello nel cielo
    di Myazaki
    bellssimo
    le megere dal cuore dolce
    i pirati
    i bambini che si amano
    gli amici
    gli alberi
    e volare (E IO ODIO VOLARE)

  4. brezzamarina Says:

    “imparare a diventare stelle” mi ricorda una storia riportata in Damian di Hesse..e il motivo per cui mi feci tatuare proprio una piccola stella…chiederó a un’amica se mi presta le sue pargole 🙂

  5. Matho Says:

    opto per la seconda che hai detto anche so non ho bisogno di diventarlo:
    io stella ci sono nato.
    così almeno dice la mia mamma anche se, devo dirlo per completezza di informazione, altri (=altre) propongono di far terminare diversamente la s impura iniziale.
    mah!

  6. Climacus Says:

    Molto bene. Mi chiedevo come avresti potuto continuare a vivere senza i miei commenti, che narrano in compendio le vicende di un giovane dall’indole… (Indole mi sembra eccessivo)

    un giovane che ama la propria indolenza e che per essa sarebbe disposto a imprese epiche. Sulla luna la mia indole, dice pressapoco il giovane. Il giovane sa bene che se rinunciasse alla propria lentezza – che nulla ha a che vedere con lo spirito di gravità, ne è anzi un’antitesi svogliata, pur avendo già rinunciato alla leggerezza-, dovrebbe accettare una nuova condizione, un’etica senza morale peculiare all’individuo adulto, dove l’amore è appagamento, l’affettazione è slancio, il carattere non ha varianti, la felicità è potere.
    La lentezza, d’altro canto, è l’impedimento alla contemplazione attiva, adeguamento al bello per successivi peregrinaggi nel comico e nel sublime, che è premessa alla mimesi dell’esteta. Il giovane senza indole -non ancora uomo senza qualità-, è impastoiato alla prassi della rinuncia, pur avendo in sé la straordinaria malleabilità e duttilità che gli permetterebbe di completare una perfetta metamorfosi nell’oggetto amato.
    Va detto inoltre che il giovane è incapace di amare l’essenza individuata delle cose, ma solo gli accidenti che gli consentono di astrarre dall’immediatezza di ciò che gli è presente e quasi d’ostacolo, per tornare a se stesso, alla propria indole, alla luna, arricchito dal desiderio di frantumarsi e dalla paura di integrarsi nell’immanenza.
    La scrittura è già di per sé astrazione. La bellezza che l’accompagna non può che decretare l’innamoramento del giovane, un panico anelito, che Flounder accende di turbamento, quasi circondandolo.

    La volontà non è di dio, ma è la scaturigine dell’idea di dio come di tutto il resto. Alla domanda sulla volontà, infatti, avrei risposto con Schopenhauer. Avrei anche detto noluntas, lasciando che la parola risuonasse nell’aula, solitaria e ieratica.

    Ho provato un senso folle di ammirazione leggendo la frase:
    “la spontaneità non è un valore assoluto da promuovere a ogni costo, è solo un autismo appreso in altre circostanze.”

    Ho scoperto con infinito rammarico che hai cancellato il post in cui ti sei aperta con grande coraggio a una confessione su ciò che fai e che sei, qualcosa di molto più intimo di una dichiarazione d’amore. L’avrei cancellato anch’io. E’ da qui che nasce il rammarico. Beh, ci sentiamo. Ciao

  7. Climacus Says:

    automatismo. Scusa il lapsus

  8. fuoridaidenti Says:

    E’ davvero cosa rara beccare due perle in un post(o) solo. La tua dritta (che, giusto che devo portare la mia marmocchia al cinema mi fa comodo) e il pluricommento di clim. Buongiorno.

  9. Detroit Says:

    bè, io non ne ho e non ci penso proprio a farmeli prestare per andare al cinema.
    (ma come stanno fermi!urlano e si muovono)
    divento bambina io, con tanto di faccia stupita da deficiente.

  10. Flounder Says:

    matho
    snella?
    spella?
    scella?
    ?=O**8 (tipo: faccina perplessa che comunque si fuma una sigaretta e manda due baci? mah)

    climacus
    ogni tanto sparisci e io sono in pena, mi chiedo dove tu possa essere finito, benedetto iddio. in quale caserma, bordello, ospedale psichiatrico o consesso di filosofi mangiabambini.
    mi è piaciuto troppo questo pezzo qua il giovane è incapace di amare l’essenza individuata delle cose, ma solo gli accidenti che gli consentono di astrarre dall’immediatezza di ciò che gli è presente e quasi d’ostacolo, per tornare a se stesso, alla propria indole, alla luna, arricchito dal desiderio di frantumarsi e dalla paura di integrarsi nell’immanenza
    è esattamente la spiegazione di ciò che rende infelice i 3/4 dell’umanità e provoca le malattie mentali.

    detroit
    dovresti dedicarti ai cartoni animati per bambini. nel senso di disegnarli.

  11. Detroit Says:

    l’anno scorso ho tentato di disegnare cappuccetto rosso per il concorso alla firea del libro di parigi. finivo sempre per disegnare donne nude.

  12. Detroit Says:

    comunue l’albero dei seni che mi uscì allora dalla penna continuo ad usarlo.

  13. marcosoriano Says:

    le stelle sono come le poesie, da sempre sono lì, bisogna solo scoprirle e lasciarle andare, e non credo ci sia molta possibilità di scelta

  14. Flounder Says:

    marcosoriano
    tu sei troppo buono. c’è gente che pur di tenersi una stella manderebbe in distruzione l’intero universo.
    c’è gente a cui non importa che una stella si spenga, purché possa imprigionarla in un cassetto.
    lo chiamano amore.
    con la complicità dei poeti.

  15. zop Says:

    non mi è mai venuto in mente di farmi prestare un bambino… ci penserò su! 😉 z

  16. brezzamarina Says:

    be’ zop..puoi sempre presentarti con un bavaglino e dire che quello é il tuo 5%..;-)

  17. Flounder Says:

    Società di servizi e animazione
    affitta bambini referenziatissimi per le seguenti attività:
    accompagnamento al cinema, solo spettacoli di animazione,
    possibilità di pomeriggi soleggiati ai giardinetti,
    gare di tiro sassetti nell’acqua,
    furto di margheritine di campo,
    piccole attività di manutenzione cerebrale,
    concerti con bicchieri e cucchiaini.
    Nella tariffa promozionale sono previsti un biberon, un ciucciotto, congrua scorta di pampers e fornitura pomeridiana di popcorn e gelati.
    Per ogni bambino preso in prestito diamo in omaggio un palloncino e un pesciolino.
    I bambini dovranno essere restituiti entro le ore 19.30, pena l’esclusione da future attività di formazione/animazione

  18. anonimo Says:

    questa storia della stella mi ricorda molto il Piccolo Principe… e a proposito di libri e di bambini ho spulciato in libreria il nuovo libro di Benni “Margherita Dolcevita” che, guarda un pò, pare parli dell’umanità “adulta” vista da una bambina con scadenza.
    Non ricordo le testuali parole ma nell’ultima di copertina si lege qualcosa che suona così: “ho imparato che sarebbe meglio se noi (bambini) prendessimo le decisioni e lasciassimo i grandi a fare i temi sulla guerra…”

  19. odorediluna Says:

    e allora vada per La stella di Laura!
    😉

  20. anonimo Says:

    Queste parole mi rendono del tutto impossibile evitare di vedere quel film! 🙂
    Io ‘odio’ le persone che lasciano nei commenti ad altri, riferimenti al proprio blog. Ma questa cosa delle stelle mi ha troppo ricordato una cosa che ho imparato qualche giorno fa, e che credo ti piacerebbe!(http://arcobaleno.clarence.com/permalink/196383.html)
    Ciao!
    Irene

  21. Flounder Says:

    Irene , qui un’autocitazione non si nega a nessuno. Bella quella cosa che ho letto sul de-sidere
    e anche quella sulla seduzione.

  22. glider Says:

    io ne conoscevo un’altra:
    “L’etimologia della parola desiderio ci rimanda al De bello Gallico: i desiderantes erano i soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo desiderare: stare sotto le stelle ed attendere.”

    un po’ più tragica invero.

  23. brezzamarina Says:

    questa é la cosa piú bella che ho imparato oggi. grazie Glider.

  24. glider Says:

    grazie a te, mi porterai dei fiori in piazza di torre argentina, ora vado che marco giunio bruto mi sta facendo i capricci, mi darà dei dispiaceri quel ragazzo…

  25. Flounder Says:

    stare sotto le stelle e attendere
    è esattamente ciò che faccio.
    quindi ciò è desiderio?
    e io pensavo fossimo al crollo verticale della libido!

  26. anonimo Says:

    beh però la stella cometa ha il codone!
    ehm…

  27. glider Says:

    oddio, la stella cometa è trans!

  28. caporaleReyes Says:

    ne hanno fatto un film? è uno dei primi libri comprati per mia figlia. commovente. e bellissime illustrazioni (ma come han fatto a farne un film, saranno 10 pagine?)

  29. ^AleA^ Says:

    Bella questa cosa di de siderare.
    L’idea di affidarsi alle stelle mi sembra una prtica consigliabile. Oltretutto per lasciarle fare il loro mestiere di avveratrici di sogni, occorre necessariamente lasciarle libere di esistere e di agire. Il che è da sè un’ottima tutela per gli astri.

    MarmotWhenYouWishUponAStar

  30. anonimo Says:

    proporrei a questo punto un partito d’azione per la tutela degli astri da presentare alle prossime elezioni

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