X-Files

Ta-tààn, esclamò l’agente Flounder rientrando in casa prima del previsto.

(Alcune missioni segrete sono così segrete che se non ve lo dicessero non avreste nemmeno il tempo di accorgervene).

Però in alcuni casi dire ta-tààn non serve assolutamente a nulla.

Perché tu te ne vai, è vero. Ma il mondo continua a girare allo stesso ritmo, sicché torni a casa e sei nel punto esatto di prima, nel momento immediatamente successivo a quello in cui sei partita. Anche se mentre eri via ti sembrava che fosse trascorso tantissimo tempo e che alcune cose avessero preso una forma differente o si apprestassero a farlo.

A volte  sembra proprio così.

Ma questa volta l’agente Flounder non si fece ingannare dall’assoluta assenza di eventi eclatanti, dalla mancanza di dettagli, dall’apparente calma che la circondava.

Uguale la casa, uguali gli odori, solo il caldo sembrava essere aumentato. Visto dall’esterno.

Dall’interno invece stava succedendo qualcosa di terribile, insospettato.

Ma queste sono cose che un’agente ben addestrata tiene per sé, non le scrive nemmeno nel blog. Ci sono alcuni x-files che si tengono segreti anche a se stessi.

Però ha paura di vacillare (questo non ditelo a nessuno), ha paura di perdere quell’aplomb tipico degli agenti segreti, ha paura di commettere passi falsi (a volte anche gli agenti migliori si mettono nei guai).

L’agente Flounder si avvide che qualcuno aveva pasticciato in sua assenza nella blogchat. Il pensiero la fece sorridere. E di nuovo ebbe paura di quel sorriso che tradiva una piccola frattura nella sua mania di controllo, nella sicurezza che le cose stessero andando per il verso giusto.

Si tolse l’uniforme di servizio,  tirò fuori dal freezer un cibo speciale per agenti segreti (la ricetta è così segreta che non la conosce nemmeno lei, lo cucina bendata) e in quel momento ebbe l’assoluta certezza che il caso era ben lungi dall’essere risolto. Era solo al principio.

Non c’è sfida migliore, per un agente segreto, che un caso difficile. E quello lo era.

E l’odore sensuale del gelsomino in terrazza non avrebbe reso le cose più facili. Tutt’altro.

Perché alcuni profumi hanno il potere di annientare anche il più professionale degli agenti.

Sapeva anche questo.

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15 Risposte to “X-Files”

  1. LucaConfusione Says:

    il gelsomino ce l’ha la licenza di profuma re ssiiiii??
    perché altrimenti son euro… concilia?

  2. ^AleA^ Says:

    Bentornata, agente Flounder!
    C’era un vuoto segreto, qui! 🙂

  3. hladik Says:

    hei flo’ allora posto che l’esistenza è solo la nostra percezione del mondo, non è vero che la tua casa è rimasta come se tu fossi uscita un solo minuto ma è vero invece che tutto è stato diverso a prima durante la missione e tutto è tornato ad essere uguale a prima al tuo rientro … come dico sempre: “uno dei dieci libri che ho letto in vita mia” (che in effetti sono pochi di più, la montagna incantata di Thomas Mann inizia con il viaggio del protagonista verso la svizzera e vi si spiega che viaggiare nello spazio dà gli stessi effetti di allontanamento del trascorrere del tempo … la cosa meravigliosa, anche se più spesso questo effetto è disagevole … è che tornando il tempo, quel tempo illusorio ma vero che pulsa in noi, torna indietro è, come dire reversibile.
    ma a proposito di agenti lo hai letto il piccolo racconto di paolo galloni sul sul blog? una delle ultime puntate la trovi qui con il richiamo alle precedenti
    http://galloblog.splinder.com/post/4178051

  4. brezzamarina Says:

    eh..i gelsomini..

  5. ghita Says:

    Mi sei mancata….
    ghita

  6. Climacus Says:

    avresti anche potuto avvisarmi che non ti saresti fermata a cena.
    🙂

  7. anonimo Says:

    beh ti saluto qui… 🙂

  8. Flounder Says:

    non mi salutate anonimamente.
    mica mi posso ricordare tutti gli IP a memoria.
    esibite regolare tesserino, please.

    hladik, quando recupero un attimo di tempo mi leggo il racconto di Paolo. ma ho un lavoro che mi incombe, sebbene sia in ferie.

    i gelsomini sono terribili. di sera il profumo mi riempie la casa.
    non ho alcuna intenzione di chiudere le finestre: accada quel che accada.
    il peggio mi troverà qui, ad attenderlo.

  9. AnnaBella Says:

    ecco qua! fine dell’anonimato
    da ora in avanti qualsiasi saluto anonimo non sono io!!!!

  10. Flounder Says:

    ta-tààn

  11. anonimo Says:

    Ma sono io, non mi riconosci??? La tua amica Melassa P., esule…

  12. Flounder Says:

    naaaa, come facevo a riconoscerti?
    io pure ho deciso che voglio fare l’esule. sennò mi rovino il fegato 😀

  13. AnnaBella Says:

    ma melassa p è quela malata di diabete? 🙂

  14. Su Says:

    io tengo così segreta la maggior parte degli x-files che spesso mi chiedo che cavolo l’ho aperto a fare un blog, se poi le uniche cose interessanti che potrei dire me le tengo per me, va be’.

    E pensa che quest’anno il mio gelsomino sul terrazzo s’è innamorato del fiore del passione, ed anche ora, mentre scrivo, li osservo dalla finestra pericolosamente intrecciati…

  15. Flounder Says:

    su, sei in un momento di pericolo.
    non resistere, affrontalo a viso aperto. anzi, a narici aperte 😀
    poi pure il tango….

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