Sentàbamos nos en frente de la Revoluciòn

Ernesto Guevara detto il Che ieri era in vena di confidenze. Si vede che ultimamente si era sentito un po’ solo. O forse non gli avevano dato il sigaro che gli spetta. O non aveva visto il suo programma preferito alla tv. Non so.

Fatto sta che mi ha dato una foto di Fidel, scattatagli di nascosto. Per la verità è solo un pezzo di foto, come se fosse stata strappata una parte per nascondere qualcosa.

E lì Ernesto ammiccava.

Poi l’ha detta: Fidel aveva il dito nel naso e non gli andava di mostrarsi in giro così. E rideva come un bambino mentre me lo diceva. Che Fidel fa le caccole e le appiccica sotto le sedie. E anche le bolle con la saliva.

Ma non è questo.

Mi ha raccontato che in fin dei conti nemmeno a Fidel gliene è mai fregato un gran che della Rivoluzione. Che un giorno che non avevano niente da fare – presente quei pomeriggi torridi a Cuba sotto il sole quando neppure i cani hanno la forza di muovere un passo? – insomma che quel giorno lì non era il caso di giocare a calcetto e allora si erano dati alla Rivoluzione.

Che in realtà se avessero saputo ballare avrebbero preferito imparare il son. Ma erano due tipi un po’ scoordinati.

E poi non sapevano nemmeno baciare, che se a Cuba balli il son come minimo devi essere un grande amatore. Ma faceva troppo caldo anche per quello. Invece la Rivoluzione la potevano progettare a tavolino, poi darla da eseguire agli altri. E quando sarebbe tornato un po’ di freschetto avrebbero ricominciato a giocare a pallone. Poi però la gente ci ha preso gusto e sono stati costretti a continuare.

Che dopo hanno litigato perché a Fidel piacevano i begli abiti, quelli di fattura italiana, con le cravatte di Marinella e le giacche di Brionj, e invece per anni a portare ‘ste mimetiche. E anche che  tutto il mondo aveva le magliette con la faccia di Ernesto e lui no, non se lo filava nessuno.

Ernesto dice che non è colpa sua se era più carino, sono le donne che fanno il marketing di queste cose. E che la storia di essere duri senza perdere la tenerezza l’aveva messa in giro Fidel per screditarlo, per far credere alle donne che lui fosse un mollaccione. Forse anche un po’ gay.

Insomma la Storia sta cambiando. Ernesto me la racconta in tutt’altro modo e io non posso che credergli. Di tanto in tanto si inalbera, quando metto un po’ in discussione le sue parole.

Mi chiama bambina, credo che sia per la differenza di età. O per la miopia. O forse è una tecnica per far vedere che lui non guarda le donne.

Ma non mi azzardo a contraddirlo. Adesso sto aspettando che mi racconti come sono andate davvero le cose a Baia dei Porci. E se mi autorizza anche a mettere le foto sul blog.

Comandante, stia tranquillo, questo è un posto sicuro. E’ in buone mani.

Nel frattempo quelli del programma di protezione speciale lo hanno ripreso. Hanno una maglietta con su scritto Casida de salud mental.  Ma Ernesto mi dice che è un nome in codice e non mi devo preoccupare. E mi faceva gli occhiolini come per dire: poi ti racconto il resto. E mandava bacini con la mano.

 

(lo so che due post nella stessa giornata sono troppi, ma Ernesto mi ha detto che oggi era il giorno che gli facevano leggere il blog, sennò poi deve passare un’intera settimana. Ciao, Ernesto)

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25 Risposte to “Sentàbamos nos en frente de la Revoluciòn”

  1. verdad Says:

    comandante stia tranquillo: è un post sicuro. E’ in buone mani. [Io lo sostengo da mo’…]

  2. dirtyinbirdland Says:

    ti posso leccare il naso? deliziosa

  3. Flounder Says:

    verdad, diglielo, diglielo. che a me non mi crede 😀

    non me l’hanno mai leccato il naso. me credo di non potermi sottrarre a una profferta così gentile 🙂 (poco però, eh)

  4. gurb Says:

    :-)))
    Bellissimo.
    *Gurb

  5. Flounder Says:

    grazie, gurb.
    ma non è merito mio. solo in parte.
    è che Ernesto mi fa venire delle idee brillanti. mi tira dei sassetti, io li acchiappo al volo e continuo.

  6. glider Says:

    l’importanza di chiamarsi ernesto
    talvolta

  7. anonimo Says:

    10 e lode

  8. Flounder Says:

    e il bacio accademico? 😉

  9. Bustrofedon Says:

    …c’e’ un foto all’Hotel Sevilla, sul Prado, che ritrae Ernesto, Fidel e Camillo Cienfuegos, su un campo da baseball con la divisa della squadra più incredibile che abbia mai solcato un diamante: Los Barbudos.
    Da quando l’ho vista, ho sempre pensato che forse avrebbe dovuto giocare di più…

  10. sedutoinpiedi Says:

    anch’io lo penso

  11. Flounder Says:

    vabbè.
    ma ‘sto bacio? arriva o non arriva? 😉

  12. verdad Says:

    smack!

  13. anonimo Says:

    miao
    S1

  14. Flounder Says:

    se non ci fossero le donne, a questo mondo…

    ciao socio 1, da quanto tempo.

  15. anonimo Says:

    trascorso un po’ di tempo ad ever cura di me (forzosamente)
    S1

  16. Flounder Says:

    cioè? vacanze coatte?
    gamba rotta?
    ricovero psichiatrico?

  17. anonimo Says:

    piccola operazione chir.
    s1

  18. Flounder Says:

    mi spiace.
    tanti auguri. 🙂

  19. anonimo Says:

    perche ti spiace?
    dovrebbe spiacerti se fossi rimasto sotto i ferri. Ma poichè son qui vivo e vegeto…
    Comunque prenderò in considerazione il ricovero psichiatrico per la prossima volta
    S1

  20. Flounder Says:

    bene. la nota polemica non si è persa e questo è l’importante.
    mi spiaceva a prescindere, l’idea del dolore, del fastidio, della cura forzosa.
    uff, quanto si deve essere precisi?

  21. anonimo Says:

    q.b.
    S1

  22. Flounder Says:

    lo sapevo 😀

    agente flounder in servizio

  23. anonimo Says:

    sei acuta ragazza!
    S1

  24. Flounder Says:

    non quando occorre veramente.
    purtroppo.

  25. Flounder Says:

    Al Master sul masochismo ci insegnavano che anche l’ostinazione fa parte della malattia. O un certo altruismo insopprimibile.
    Non andai mai a ritirare il diploma perché era troppo bello perché lo potessi meritare.

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