Che calore, che calore, comme coce 'o sole

Il caldo fa diventare pazzi. Lo dicono pure i telegiornali, mica è un luogo comune.

A casa dei miei genitori succedono cose terribili. Loro vivono da vent’anni al quinto piano mal coibentato di un condominio che comprende 15 famiglie. A partire da aprile in casa loro si registrano 40 gradi, iniziano a incattivirsi, a gridare, a tirar fuori aggressività da ogni poro. Mio padre voleva acquistare il terrazzo condominiale situato sull’appartamento per isolarlo meglio, ma il proprietario ha detto no. Allora voleva far installare i condizionatori, ma mia madre ha detto no, che poi le viene la bronchite e l’attacco di cervicale. Allora mio padre esce il pomeriggio in moto e lascia mia madre nella calura e quando torna lei è cattivissima e litigano tutta la sera.

Ma il problema non è solo questo. Il problema ha un nome e un cognome, si chiama Ciro Bennato.

Che l’estate scorsa ha rilevato la licenza di un bar che si trova al piano terra.

Era un baretto tranquillo, dove il massimo della libidine consisteva nell’andare a giocarsi la schedina. Un baretto che aveva conosciuto momenti di gloria una ventina di anni fa, quando la città vinceva gli scudetti di pallacanestro e tutti i giocatori andavano a prendere l’aperitivo lì. Il proprietario si faceva scattare le foto e raccoglieva gli autografi di Oscar, Gentile e di quelli coi cognomi slavi. Poi il proprietario ha avuto l’ictus ed è arrivato Ciro Bennato.

Che ha fatto un bar fighissimo, con la musica techno tutte le sere, du-dùn, du-dùn, du-dùn.

Solo d’estate, quando la gente esce e resta fino alle due per strada.

Il caldo uccide. Ha cominciato il signor Manganaro del primo piano, proprio sopra il bar. Ha chiamato mio padre, che un tempo era anche il suo capufficio, e gli ha detto: dotto’, venite a sentire, qua non si può campare. Mi devo prendere gli psicofarmaci, all’età mia.

Mio padre è andato, ha sentito i vetri tremare, pure i bicchieri nella cristalliera, pure le sedie sotto il sedere si muovevano. Tutto. Allora ha chiamato la polizia, ma loro hanno detto che la licenza è in regola. Allora ha chiamato l’Assessore, che ha confermato. Allora ha chiamato il Sindaco, che abita due strade dopo. Lo ha chiamato tutte le sere all’una, fino a che il Sindaco ha cambiato numero di telefono.

Niente da fare, la licenza è a posto, du-dùn, du-dùn, du-dùn.

Poi è stata la volta del signor Cafarelli, terzo piano. Che da giugno ospita le nipotine treenni che vengono da Roma e con questo caldo non si può dormire con le finestre chiuse, ma col casino della musica le bimbe piangono. Il signor Cafarelli ha chiamato mio padre e gli ha fatto vedere il fucile a canne mozze. Gli ha detto: dotto’, o fate qualcosa o io faccio succedere una disgrazia.

Mio padre ha detto: cercate di restare calmo. E soprattutto: ma perché venite sempre da me che non sono nemmeno l’Amministratore di condominio?

Il signor Cafarelli ha risposto: siete stato l’amministratore per dieci anni, per noi lo sarete sempre. Chillo che sta mo’ è nu strunz’.

E così mio padre si è convinto ed è andato a parlare con Ciro Bennato. Che si è piantato a gambe larghe e gli ha detto: dotto’, avete ragione, qua non si può vivere. Fossi in voi cambierei casa.

E poi per qualche settimana mio padre si è trovato le gomme dell’auto tagliate e ogni volta che passa, Ciro Bennato gli fa un sorriso e gli chiede: dotto’, fa  caldo al quinto piano con le finestre chiuse? Ma perché cambiate sempre le gomme del Kangoo?

Il caldo miete vittime. Domenica sera è stata la volta di mia madre, insieme alla signora Natale.

Sono salite in terrazza con due secchi di acqua gelata e li hanno tirati addosso al dj. Si è fermata la musica, la gente al bar non urlava nemmeno. Poi hanno concordato la linea di azione: ognuna fornirà un alibi all’altra per la serata e tutte e due scagioneranno gli altri condomini. Quella sera il signor Natale, ignaro delle prodezze della moglie, è sceso da Ciro Bennato per supplicarlo di abbassare il volume, poi è successo il fatto dell’acqua e allora Ciro Bennato gli ha tirato un ceffone. Il signor Natale gli ha dato un cazzotto, ma siccome ha 58 anni e Ciro ne ha 27 alla fine si è fatto più male lui.

Il caldo rende sospettosi. Allora il signor Natale con la faccia contusa è salito da mio padre e gli ha detto: dotto’, se scopro chi ha tirato i secchi d’acqua, quant’è vero Iddio gli faccio scontare quello che Bennato m’ha fatto a me. Pure se scopro che è stata mia moglie o vostra moglie.

Le mogli stavano in cucina a farsi una partita di pinnacolo e hanno fatto finta di niente. Poi la signora Natale ha detto a mia madre: signo’, ma voi lo sentite il caldo?

E mia madre ha risposto: eccome non lo sento? E mica so’ sorda!

Almeno stasera non teniamo la musica, du-dùn, du-dùn, du-dùn.

E si sono fatte l’occhiolino.

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25 Risposte to “Che calore, che calore, comme coce 'o sole”

  1. zop Says:

    anche io sono vittima del caldo. non che mi possa far impazzire, perché pazzo lo son già… però non ce la faccio più… z

  2. Matho Says:

    e brava la signora natale ….

  3. fuoridaidenti Says:

    Ma Cafarelli è Marcello Cafarelli, quello che faceva il cassiere al Banco di Napoli?

  4. Flounder Says:

    no, no.
    ma anche se fosse..la praivasi…

  5. contrabasso Says:

    Ah ah ah, mi piace assai!

  6. glider Says:

    allora, se è storia vera, una soluzione c’è.
    chiamare ASL, dirgli di venire a fare rilievo fonometrico ex DPCM 01 03 91 e successive modifiche.
    quelli vengono, misurano il disturbo e necesse est tagliare volume altrimenti multone, ma multone multone.
    ‘o vero!

  7. Flounder Says:

    la cosa è più complicata di come sembra, perché Ciro Bennato, che è uno pseudonimo qui coniato all’uopo, tiene due fratelli che entrano ed escono da poggioreale per una serie di attività imprenditoriali “capisci a ‘mme”.
    che quando i poliziotti vengono chiamati, fanno prima una telefonata al bar per dirgli di abbassare il volume e poi arrivano. per evitare lo scontro.
    il caldo uccide. assai.

  8. fuoridaidenti Says:

    come dire, pigliamola a pazzià che altrimenti l’ulcera morde e rimorde

  9. brezzamarina Says:

    mi sembra una commedia di De Filippo…fantastica!! 🙂

  10. glider Says:

    ah, o’ malamente.

  11. duenovembre Says:

    ebbrave le signore!!

    😀

  12. Flounder Says:

    uè, buongiorno a tutti. fa caldissimo.
    ogni tanto guardo con un po’ di ansia la signorina qui a lato, quella della meteorologia, col terrore di vederla comparire in bikini, magari in topless.
    83,5% di umidità. sapete cosa significa? tutto appiccicoso, sudaticcio. che se vedessi arrivare il principe azzurro gli direi: no, stamattina nun cià faccio.

    brezzamarina, la verità tremenda è che io sono nata e cresciuta in una commedia di de filippo, che quand’ero piccola e le leggevo mi chiedevo stupita a chi potessero interessare dei libri in cui si raccontavano le stese cose che succedevano a casa delle mie nonne. fu il mio primo grande interrogativo sulla scrittura.
    in quel benedetto pc rubato c’erano storie divertentissime, tipo la vigilia di natale che si trasforma in tragedia per via del capitone sfuggito che per recuperarlo finirono in tre all’ospedale, per mettersi i punti in fronte. o il domestico di mia nonna, che era un femmeniello e dalla nonna si metteva gonna e crinolina, o pierino il siringaio, che oltre a fare le iniezioni veniva a sbrogliare i sogni a domicilio. un universo mitico.

  13. zass Says:

    la situazione è incandescente a dir poco. Maronna santa quanto mi sta sui coglioni ciro bennato. Che bel padre che tieni

  14. fuoridaidenti Says:

    La siringaia ce l’ho anch’io. La signora Italia. Che faccio, la riesumo?
    Facciamo così, se riesumi il domestico femminiello e pierino il siringaio io riesumo don Ciro ‘a panza il portiere e Italia la siringaia.
    PS Le mie casse dello stereo, Le cantate dei giorni (sia pari che dispari) di Eduardo è i 5 volumi della storia naturale di Plinio sono le uniche cose che ho strappato ad una moglie con le unghie e con i denti.

  15. AnnaBella Says:

    si sembra proprio una commedia di de filippo o un così parlo bellavista, che sempre da de filippo riprende.
    Anche qui tirano i secchi d’acqua dalle finestre, per lo più ai bambini che giocano nei cortili con la ricorrente frase “a regazzì, la volemo fà finita co sto pallone o ve lo devo bucà?” A volte le portiere (come vengono chiamate anche se non lo sono purchè facciano la guarida e/o rompano le scatole) diventano perfide e ricordo da ragazzina secchiate di acqua e/o olio bollente che arrivavano dritte drite dal settimo piano.
    una volta ne tirai uno anche io perchè la partita a scopone attrezzata proprio sotto alle mie finestre stava diventando troppo rumorosa per essere le 2 di un caldo pomeriggio estivo, solo che mi ringraziarono per l’attimo di frescura!

  16. AnnaBella Says:

    ah un piccolo appunto: la musica tecno fa “unz, unz, unz…”
    🙂

  17. Detroit Says:

    ehehe se non ci fossero le donne…

  18. Flounder Says:

    scusa,annabella, ma non vorrei contraddirti: unz unz unz lo fa la banda del paese. la techno fa du-dùn du-dùn du-dùn
    poi mi sono chiesta come faccia il latino americano e lì ho avuto difficoltà.

    calma, riesumiamo tutto, ma mo’ non ho tempo. la mia collega va in ferie a luglio e mi lascia in eredità gli internazionali di atletica.

    zass, bello assai mio padre. anche se è un nevrotico ossessivo con forte componente masochista. il che poi spiega una serie di cose…che vabbè, lasciamo perdere che è meglio 😀

  19. AnnaBella Says:

    se ti serve un mano per gli internazionali di atletica……

  20. AnnaBella Says:

    se ci riuscirò ti manderò un commento audio così unz unz unz lo sentirai da te
    la banda fa unpappà unpappà
    al limite posso concederti la variante unz pappà unz pappà
    la latino americana mmm dubbio forse fa olè?

  21. Flounder Says:

    unpappà lo fa la banda senza ottoni.
    unz pappà mi pare perfetto.

    quella latino americana non fa.
    (mueve la colita, colita, mueve la colita, ta-ta)

  22. LucaConfusione Says:

    colita
    sindrome del colon irritabile all female?

  23. Flounder Says:

    luca, me l’ha insegnata mia figlia.
    l’altro giorno mi ha chiesto pure se sapevo fare un movimento sexy, un movimento sensual o se ero troppo vecchia.
    tra me e me ho detto: speriamo ..

  24. LucaConfusione Says:

    te l’ho detto che ti voglio bbene?

    “Chillo che sta mo’ è nu strunz’.” fa ottimo repertorio per il mio futuro da cabarettista

  25. AnnaBella Says:

    allora fa
    bomba!

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