Guardami oltre la spiaggia

Quando si frequenta una località balneare da un certo tempo, diciamo pure anni, l’arrivo in spiaggia è contraddistinto da una forma di saluto un po’ anomalo. Perché le donne, tutte le donne, hanno una sorta di ossessione per il peso. Che non è solo una questione di forma, di silhouette.

Molto di più. E’ un fatto di sostanza.

Così che invece di chiederti: ciao, come stai, come è andato l’inverno? , vanno direttamente su un: ammazza quanto sei dimagrita!

E dal tono impiegato tu sai che loro sanno, che non hai bisogno di aggiungere nulla se non qualche modesto dettaglio a corollario.

Ci sono soglie di peso al di sotto delle quali tacciono, perché tradiscono qualcosa di delicato, di molto grave. Ci sono dimagrimenti che indicano qualcosa di cui si può ancora parlare, per quanto si sa a priori che sarà doloroso. E infine modesti sottopesi, appena percettibili. E vuol dire che l’inverno trascorso è stato davvero buono. Si ammicca, si fanno piccole allusioni, ci si sorride.

Le mie vicine di ombrellone sono tutte un po’ più grandi di me, vanno dai quarantatré ai cinquanta e passa anni. Ci ho messo un po’ a farmi accettare. Perché in fondo non si spiegavano per quale ragione non frequentassi le mie coetanee, o anche quelle un pochino più giovani.

Ma è che sopra i quaranta le donne hanno un’ironia diversa, una luce splendida, un maggiore distacco dalle cose. E questo mi piace molto.

Così nel tardo pomeriggio, mentre le bambine prendono l’ultimo bagno e organizzano le loro bancarelle, noi ci mettiamo in riva al mare e ci raccontiamo, senza tanti fronzoli, senza il martirio della pancia tirata o la ricerca spasmodica della posizione strategica che metta in ombra la cellulite.

Oggi c’era anche la nostra vicina iraniana, quella che legge i fondi del caffè e cucina le polpettine speziate. Ha uno sguardo luminoso e un modo di parlare che affascina.

E quando finalmente ho messo giù il telefono mi ha detto: ti devo dire una cosa, ma te la dirò alla fine dell’estate.

Perché è brutta?, ho chiesto io.

Perché è bella, ed è una cosa che non t’aspetti, ha risposto.

Ho chiuso gli occhi. Il sole abbagliava ancora. Vedevo piccoli lampi violacei che disegnavano linee, formavano macchie che ricordavano i contorni frastagliati di una mappa geografica. Quando li ho riaperti Mitra sorrideva ancora, in un modo così intenso da mettermi in imbarazzo.

Come se avesse visto zone di me ancora inesplorate, sentieri seminascosti dai cespugli.

E in fondo, il mare.

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32 Risposte to “Guardami oltre la spiaggia”

  1. gurb Says:

    Ciao Flounder, trovo qualcosa di molto malinconico in questo post.
    Bello come sempre.
    *Gurb

  2. contrabasso Says:

    Dev’essere bello che qualcuno veda in fondo a te il mare.

  3. Flounder Says:

    ah, ma questo era ciò che sembrava a me. magari lei vedeva le alpi apuane.
    o qualcosa del paese suo.

  4. Matho Says:

    in ogni caso il concetto non cambia.
    del resto io preferirei che qualcuno vedesse il mare in fondo me e non me in fondo al mare.

  5. contrabasso Says:

    Va beh, non te l’ho voluto dire, ma Mitra è il nome di un angelo.
    L’angelo se ne sta lì appollaiato, sulla cima delle alpi, e scruta il mare.

  6. contrabasso Says:

    Matho, te ultimamente ti si vede in fondo allo stagno veramente.

  7. Matho Says:

    Che vuoi farci quando si nasce rospi ….

  8. contrabasso Says:

    Salendo in montagna sabato ho trovato un rospo gigantesco che stava fermo al centro della carreggiata.
    Era davvero il rospo più grosso che avessi visto. L’ho preso con una carta e l’ho adagiato nella terra. A te potrei darti un bacio, ma la pancia ce l’hai fredda e viscida?

  9. Flounder Says:

    cavolo, anche io venerdì sera ho visto un rospo, dietro il muretto del giardino.
    una volta ne ho baciato uno e da allora non mi da più tregua. è convinto di essere diventato il mio fidanzato e nell’intimità vuol essere chiamato richardgere, tutto attaccato.

  10. contrabasso Says:

    Eccola là, la mia terapia.
    Flounder ho deciso, mi dichiaro: ti voglio conoscere. Sì sì sì.

  11. Flounder Says:

    senti, contrabbasso, una turpe diceria messa in giro sostiene che il blog sia uno strumento malefico per rimorchiare. a questo punto, per non smentire la leggenda metropolitana, io acconsento solo a patto che poi tra noi nasca una torbida storia d’amore carica di intrigo e mistero.
    (però aspe’ che devo chiedere prima al rospo)

  12. contrabasso Says:

    Io al rospo sono disponibile a dire richardgere, dici che è un buon inizio per il torbido?

  13. Flounder Says:

    ah, tu volevi proprio il ménage à trois ?
    perbacco, non ero pronta a tanto!

  14. contrabasso Says:

    Va beh, c’ho provato (vado famosa per innamorarmi dei rospi).
    Ma allora chiedo definizione di torbido intrigo misterioso.

  15. Matho Says:

    un amorre torpido

  16. Flounder Says:

    contrabba’, se è misterioso è misterioso. mica si può dire così.

  17. contrabasso Says:

    da bradipo?

  18. contrabasso Says:

    E signorì, allora devi essere pronta a tutto eh!

  19. Flounder Says:

    mi togliete pure il breil?

  20. contrabasso Says:

    Vedo che sei veloce ad adeguarti, già ti sei fatta l’idea che saremo più di due…evoluzione rapida.
    Io, comunque, l’orologio non lo porto mai.

  21. zop Says:

    e tu aspetterai fino alla fine dell’estate questa cosa bella che ti devono dire? 🙂 z

  22. Flounder Says:

    uh zop, non me lo dire. che detesto le attese, i sospesi, gli annunci programmatici. ho pensato di estorcerle qualcosa con la violenza. forse la picchio nel prossimo fine settimana.

  23. fuoridaidenti Says:

    Flou, ti doveva solo dire che in settimana ti contatterò. E’ tanto semplice no?

  24. Flounder Says:

    perché noi della praivasi ce ne freghiamo, è ove’? 😉

  25. AnnaBella Says:

    perché noi della praivasi ce ne freghiamo, è ove’? 😉

    proprio come me
    😀

  26. AnnaBella Says:

    ma dopo che lo hai baciato il rospo oltre a Richard Gere quale altra allucinazione hai avuto
    😀

  27. Flounder Says:

    buongiorno mia diletta.
    dev’essere andata come shrek. alla fine ho baciato il rospo e anche io mi sono trasformata in ranocchia.

  28. fuoridaidenti Says:

    ma a te certe volte ti vedo meglio nella parte della fata madrina però

  29. Flounder Says:

    la fata madrina di shrek?
    non me la ricordo mica. mi ricordo solo quella ruffiana della mamma di azzurro.

  30. AnnaBella Says:

    buongiorno a te, anzi ora è quasi tempo di dire buonasera…
    devo dire che invece io ti immagino un pò come campanellino… magari circondata da girini… e con qualche, ma solo qualche, anno in più
    😀

  31. AnnaBella Says:

    ah dimenticavo, mi presenti l’amica iraniana? chissà se invece di affondare nel caffè riusciamo aleggerne il fondo…
    mi sta venendo la gastrite!

  32. fuoridaidenti Says:

    la fata madrina è la mamma di azzurro (ruffiana l’hai detto te)

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