Los hombres marineros

Frettolosa e carica di zaini e zainetti apro la cassetta della posta e leggo una grafia maldestra: Ehi bambina, ti sono cresciute le tette? Firmato:  Ernesto Guevara detto il Che.

Che istintivamente mi verrebbe da rispondergli: scusi, Comandante, e a lei è cresciuto …?…ehm…non son cose da dirsi, queste, non a lui. E poi sono pur sempre una signora.

Giro la cartolina e scoppio in una sonora risata. E’ una di quelle kitsch, con una scritta e un cuore. Solo che il cuore è disegnato da due generose forme femminili. Troppo generose.

Secondo me è un fotomontaggio, non può esistere in natura una cosa così. Oppure sarà una malattia genetica ad esito fatale. Un virus che gira lì sulla Riviera.

Non faccio in tempo a entrare in casa che già il telefono squilla. Sento un parlottio di sottofondo e una musica caraibica.

Dove siete?

Qui, al chioschetto. C’è anche il juke box. Lo sai che ci vuole un euro per sentire una canzone e non hanno nemmeno Celia Cruz?

Mannaggia. Come vi va la vita? Non dovevate fare una gita in barca?

Sento Ernesto che inizia a innervosirsi: sì, sì, dovevamo fare la gita in barca. Solo che le barche non c’erano e allora io ho detto prendiamo un gommone.

Bene, allora siete andati in gommone?

Ma che dici, bambina! Non appena ha visto il gommone questo qui ha dato di matto, dice che non si poteva, che davamo il cattivo esempio, che sono anni che spara sui gommoni e non ci poteva proprio salire.

E allora?

Allora alla fine abbiamo preso il pedalò, ma poi arrivati in mezzo al mare si era stancato e ha detto che non pedalava più, che lo facessero anche prigioniero politico. E come se non bastasse si è messo una bandana gialla, che dice che i veri Capi di Stato hanno la bandana.

Sento Fidel che cerca di strappargli il telefono e intanto grida: segnorita, no le des cuenta, es un permaloso y tambièn estùpido.

Quando tornate?

Fra un po’, bambina. Ti abbiamo preso anche un regalo, ma è una sorpresa. Una cosa che non immagineresti mai.

Li conosco. Come minimo sarà una padella antiaderente. Vabbè.

Allora, Comandante, vi saluto. Volevo dirle solo una cosa: lo sa che quella cartolina non mi è piaciuta per niente?

Ride come un matto, andrebbe registrato.

Comandante, si ricorda come diceva il suo amico Karl? A ciascuno secondo i suoi bisogni eccetera eccetera? Si vede che non avevo bisogno, ecco. E’ inutile che continua a fare lo spiritoso.

Bambina, accosta il telefono che ti dico un segreto. Lo sai che Karl l’era un bischero?

Li lascio che ridono a crepapelle…ahahaha…un bi-schero, un bi-schero…

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12 Risposte to “Los hombres marineros”

  1. keywords Says:

    ahahahhahaah… no, vabbè… non sta bene ridere alle spalle del che. :-\

  2. LucaConfusione Says:

    non sta bene??

  3. AnnaBella Says:

    il che non sta bene….

  4. Flounder Says:

    posso assicurarvi che stanno meglio di tutti noi messi insieme.
    almeno in apparenza.

  5. keywords Says:

    che cosa?

  6. dirtyinbirdland Says:

    eheheheh. ho riso da dentro 😉 un bi-sche-ro 😉

  7. brezzamarina Says:

    la serie ‘cuba libre’ mi piace assai 🙂

  8. Flounder Says:

    anche a me, ma non durerà molto.

  9. Flounder Says:

    nel senso che necessita di continua ispirazione. dipende tutto da quei due.

  10. Bustrofedon Says:

    ..e che io mi sono appena comprato un quadro del Che, grande, affascinante, assolutamente inadatto al mio ufficio, romantico, rompicoglioni, un quadro quadro e non un poster, un quadro di vernice, un quadro con il basco, un quadro da foto di Korda, soldi spesi dietro un sogno, soldi spesi dietro una provocazione, un quadro di rivincita, un quadro che sta lì e mi guarda senza mai perdere la tenerezza, un quadro del passato, un quadro di quello che ero e che non sono,…

  11. AnnaBella Says:

    sono certa che piacerebbe anche a fidel il quadro.. spedisciglielo col gommone!

    😀

  12. Flounder Says:

    bustrofedon, e io che ce l’ho come screensaver il Che. passa il capo e mi dice: ma quello chi è?
    è il Che.
    maddai.
    massì che è lui.
    ma non sembra lui.
    massì che è lui. è il Che a Riccione, per questo ti sembra diverso.
    poi ripassa dopo un po’: scherzavi, vero?
    no, che non scherzavo.
    forse non è Riccione ma Bellaria. siamo lì, dai.

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