Lettera dal fronte di una domenica

Cara sorella lontana,

sono giorni difficili e duri, ma tu che ne sai, tu. Tu. Della mia domenica a mangiare in solitudine, con la badante polacca che ha fatto sparire chissà dove l’apriscatole e io che volevo i borlotti mi trovo obbligata a preferire i cannellini, grazie all’apertura a strappo. Questa è la vita, che credi? Confusamente condizionata dalle circostanze. Per esempio.

Dovrei aver fame, l’orologio biologico mi situa già nel dopopranzo. Ma non ho voglia di mangiare, son giorni che mi nutro a spizzichi. Mi sdraio sul tappeto persiano dove mia figlia sbriciola flauti del mulino bianco e ne aspiro noncurantemente le briciole. O poco più. Al momento mi basta.

La scorsa settimana mi si è risvegliato quel dolore nella guancia destra, quel maledetto nervo facciale per il quale neppure il cortisone è sufficiente. Urlare di dolore non mi allevia. Te lo ricordi l’altra volta? Quando al mattino mi sono svegliata con metà faccia insensibile e priva di espressione? Questa volta non è stato così terribile, è durato meno. Tre giorni appena. Per curarmi ho cambiato il colore dei capelli, virandoli dal castano scompigliami tutta a un castano non c’è tempo. Sfumature sobrie, autunnali.

Del resto alcune cose sono superflue, come sterilizzare l’ago per le iniezioni letali dei condannati a morte. Non si può mai sapere, dici tu. Vabbè, prendiamolo per buono.

Con l’ottimismo residuale mi sono spalmata su viso e collo una maschera energizzante alla Palmaria Palmata che se ci rimetti il tappetto al contrario puoi usarla ben tre volte. Invece dei quindici minuti previsti l’ho tenuta su per trentasei, obbligando tutti i pori del viso a un esercizio aerobico high impact.

Dice il foglietto: la maschera energizzante risveglia, tonifica, illumina pelli spente e senza tono, aumenta la microcircolazione cutanea, la tua pelle ritrova vitalità e freschezza, è più soda, riprende luminosità e colore.

Se funziona te ne mando qualche bustina. Le useremo per farcire i tramezzini in tempo di dieta  emotiva.

Qui il tempo è buono. C’è nebbia al mattino e di notte, ma i giorni sono chiari e luminosi, troppo caldi per la stagione. Indosso calze a rete in cui si impigliano avanzi di parole. La sera le metto in fila per ricomporre il puzzle, ma ne vengono fuori solo cose come: miebbetertinereoraaleieaccia o nostandiquechevofronta o iavomiufa. Troppo poco per costruirci un boomerang e colpire un bersaglio mobile.

Passo le mie giornate per analogia, talvolta per similitudine. La mia vita ricorda un disegno fatto con i chiodini della Quercetti.

Tua nipote cresce bene. Ancora non è esperta della sottile arte di farsi dei nemici, ma la vedo di giorno in giorno progredire in altri campi. Legge libri esoterici adatti alla sua età, manuali di self-help illustrati. Coltiva in un vasetto che le ho regalato i primi semini di masochismo e menta rotundifolia.

Stanotte ho sognato che bevevo matè con quella strana cannuccia che mi hai regalato. Dalla bombilla venivano su liquido e frammenti di foglie marcite, nonostante il filtro dai fori minuscoli. Era chiaro che il sogno alludeva al fondo delle cose, al grattare in fondo alle pentole.

Questo mi ricorda che i fagioli si stanno attaccando e che devo lasciarti.

Hai vinto una scommessa, ricordi?, ti devo cinquecento euro. E’ un fatto di principio, i debiti si pagano. Ed è anche un fatto di onore. Ti pagherò con il prossimo stipendio o, se preferisci, con la collezione delle mie gastroscopie, che ha aggiunto nuovi e superbi esemplari alle precedenti.

Ti abbraccio con affetto.

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18 Risposte to “Lettera dal fronte di una domenica”

  1. anonimo Says:

    ehi non faccio in tempo a scoprirti che già riposti… scherzi a parte, mi trovo molto nel leggerti, mi piace questa tua scrittura che racconta storie, così affine come scelta alla mia, in un contesto blogghistico dove in presunti blog letterari si leggono perlopiù prove tecniche di scrittura, a presto NM

  2. Flounder Says:

    ti ci devi abituare. in alcuni giorni battere dita sulla tastiera è una forma di respirare.

  3. anonimo Says:

    bene, è il genere di abitudini che preferisco, ciao

  4. madreignazia Says:

    SORELLA

    ….spiare dal buco della serratura …

    MA LO SAI CHE E’ PECCCATO?

  5. Flounder Says:

    ci si abitua in fretta
    a ciò che non conviene

    (che perla di saggezza, mi stupisco di me stessa)

  6. cyrano56 Says:

    tua figlia coltiva la sottile arte di farsi dei nemici…una cyrana in erba?
    Bello anche questo post. se lo vuoi, c’è un abbraccio per te.

  7. Aega Says:

    No, no! Sono capolavori del cinema italiano. Opere uniche nel loro genere!;)

  8. manginobrioches Says:

    analogie, similitudini, e parole che restano impigliate malamente. molto bello: ho sempre pensato che si vive per, e di, metafora.

  9. Flounder Says:

    lo penso anch’io. e in alcuni giorni mi fa paura.

  10. humoresque Says:

    Quanta bellezza.
    E così poco tempo per contemplarla.

  11. broono Says:

    Ricordati di dedicare una mezz’oretta, oggi, alla ricerca dell’apriscatole.

    Così quando ti tornerà voglia di borlotti potrai soddisfarla immediatamente come merita.

    Dover trovare una seconda volta un espediente per lo stesso insoddisfatto bisogno fa perdere alla pelle quel vantaggio regalatole dalla crema.

    Sono tutti modi di curarsi che richiedono concatenazione, per essere efficaci.

    A considerarli singolarmente solo perchè risolvono singoli bisogni, se ne riduce il potenziale offerto dal totale.

    Un commento stupido, lo so.
    Ma ho dovuto anch’io trovare un espediente per resistere alla tentazione di commentare l’immagine di te con crema in faccia e calze a rete che mangi cannellini dalla scatola mentre aspiri briciole dal tappeto.

    Sarei risultato indelicato.

    😉

  12. anonimo Says:

    a dirla tutta ho registrato pure l’altra, quella delle fossette. e c’è pure un finale satanista buono per halloween (apparecchiature obsolete, incapacità varie)

  13. Flounder Says:

    qualcuno è in grado di dirmi cosa accade alla homepage di splinder e alle finestre dei commenti pop-up?
    mi esce un finestrone con scritto by zoroca e una ircchat, tutte cose incompatibili con il firewall.
    qualcuno sa di cosa si tratta?

  14. Flounder Says:

    urca, c’è anche un pinguino che succhia da una cannuccia un succo di frutta con il logo microsoft.
    ma questo è un attacco di hackers.
    uau.

  15. Flounder Says:

    l’agente Flounder ha scoperto che questi Zoroca Team hanno già sferrato due potenti attacchi a splinder, nel 2004 e nel 2003, sempre di questi tempi.
    sono la banda del buco di halloween.

  16. Flounder Says:

    avrebbero potuto cancellarci tutti i blog, vi rendete conto?
    anche il mio blog, che vale 32mila e rotti dollari.
    adeso vado a stipulare un’assicurazione sul blog. contro furto, incendio e mass effacement

  17. manginobrioches Says:

    avrebbero pure potuto commentarci, accidenti.

  18. ceciliaxls Says:

    bel post, mi piace tutto.
    ciao flou, un abbraccio
    cec

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