Vanno a due a due i poeti

Io ci pensavo stanotte, mentre il vento faceva tremare tutta la casa e devastava i fiori in terrazza. Ad essere precisi pensavo a un sacco di cose, visto che non riuscivo a dormire.

Questa era solo una delle cose, la più lieve.

Pensavo che di uomini poetici, in tutta la mia vita, io ne ho incontrati solo due. A distanza di circa quindici anni l’uno dall’altro.

E’ anche vero che quello che per me è un uomo poetico, magari non lo è per voi, e viceversa.

Uno tipo il protagonista de “Il marito della parrucchiera”, per intenderci. O un Antonio Albanese in alcuni dei suoi film, volendo esagerare. Se non trovassi intollerabile Benigni, ci metterei anche lui negli esempi.

Insomma, un uomo delicato e surreale, con la capacità inconsapevole di scompigliare il mondo soffiandoci sopra. Senza malizia, trasparente. Essenziale, capace anche di farti del male per il fatto di non saper nascondere nulla. Uno capace di toccarti con il potere della fantasia, ma senza arroganza, senza compiacimento. Insomma, non lo so spiegare, ma so com’è.

Non è che se ne incontrino tanti.

Io ne ho incontrati solo due, appunto. Oddio, ce ne sarebbe anche un terzo, ma era proprio troppo poetico, sconfinava quasi nel primitivismo. Ma quella è un’altra storia, la storia di Mario Brasil che fino a diciotto anni visse nella giungla.

Per cui valgono solo quegli altri due.

E di tutti e due mi sono innamorata, non in modo capriccioso o passeggero. Proprio per sempre. Sempre sempre. Definitivamente.

Anche se loro non mi amano, anche se non mi vogliono, anche se non li dovessi sentire e vedere mai più in tutta la mia vita.

Il fatto che esistano mi riempie di gioia, anche se non esistono per me.

Perché danno pienezza al mondo.

L’esatto contrario di chi lo sporca il mondo, giusto per capirci.

Ne ho incontrati due, come dicevo. Entrambi più grandi di me. A distanza di quindici anni l’uno dall’altro.

Voglio ipotizzare che non ci sia due senza tre.

Voglio anche mantenere inalterate le periodicità.

Il prossimo dovrei incontrarlo, ad occhio e croce, tra i miei cinquanta e cinquantacinque anni.

Lui potrebbe averne tra i sessanta e i settanta.

Non so se sedermi ad aspettare o fare finta di nulla.

E’ che in certi giorni mi sfugge un po’ il limite esatto tra poesia e idiozia.

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50 Risposte to “Vanno a due a due i poeti”

  1. ladritta Says:

    io, nel frattempo, farei altro. sedersi ed aspettare non è mai molto producente.

    ma perchè benigni no???

  2. AnnaBella Says:

    beh in realtà il vecchio detto “siediti sulla riva del fiume e aspetta vedrai passare il cadavere del tuo nemico” suggerirebbe il contrario

    I cinesi, sempre loro, dicono che c’è un tempo per agire e uno per stare fermi.
    Riuscire a distinguere le due situazioni mi sembra già un passo avanti.
    Non so se sia vero, posso solo dire che ogni vota che ho acquietato il cuore e la mente, il cambiamento che aspettavo si è presentato.
    E’ successo nel lavoro, nella vita sentimentale, in tutto.
    Sono una che quando le cose non le vano a genio si fa prendere dalle fregole e vorrebbe il cambiamento tutto e subito.
    Invece no.
    Finchè non si riacquista l’equilibrio il cambiamento non arriva, e se pure arrivasse forse non saremmo in grado di vederlo.
    Forse non c’azzecca granchè con la poesia ma va bene ugualmente…

  3. AnnaBella Says:

    già perchè beningni no? Io ci voglio bene assai a quell’omino là

  4. brezzamarina Says:

    temo che questo limite sfugga a volte pure a me..infatti piú che innamorarmi di uomini poetici…etc.., 😉

  5. fuoridaidenti Says:

    lo rividi ieri nel piccolo diavolo. pensa che all’epoca mi parve da scompisciare e ieri invece era leeeento ma leeento che me ne sono andato a letto con un libro di Marìas (che una volta ne leggevo uno o due al giorno e mo’ mi ci vogliono 10 giorni almeno). Oh, te l’ho detto che ti voglio bene?

  6. Median Says:

    Non c’e’ alcun limite, ma tu fai finta di nulla.

  7. Flounder Says:

    sono a casa con la febbre
    😦
    mi sento maliZZimo

  8. minoio Says:

    mi noio. illimit’è la noia de’le coinscid’enze!

  9. augustab Says:

    Non c’entra, ma quale sarebbe il titolo del libro che ti leggeva e di cui parli da bu?

  10. Flounder Says:

    non lo so, non me lo ricordo. sono passati moltissimi anni.
    l’unica cosa di cui sono certa è che fosse Céline.

    allora Beningni.
    per me è troppo rumoroso, è eccessivo.
    in compenso ho trovato un altro uomo poetico di riferimento: Bruno Ganz in Pane e Tulipani.
    insomma, questo genere qua.

    io mi siedo e aspetto, tanto sono ammalata.
    calma, ti devo far avere tutte le password 🙂

  11. ^AleA^ Says:

    Anni fa avevo un fidanzato (che poi non ho mai convertito in marito) così surreale che veniva agli appuntamenti coi cioccolatini, ma poi se li mangiava prima che io arrivassi, e me lo diceva pure. Non so perchè, ma invece di tirargli una cosa in testa, sto fatto mi inteneriva molto. Era un matto totale ed è stata una delle storie più strampalate e belle della mia vita, e ancora oggi ho con lui un legame speciale.

    Riguardati, mia enciclopedica amica! 😉

  12. Flounder Says:

    Median e Brezza, l’idiozia alla quale mi riferivo era la mia.
    sono stata un po’ sintetica, in effetti 😀

  13. fuoridaidenti Says:

    Quello che dici dica Céline io non lo ricordo in nessuno dei libri che ho straletto. E la cosa mi stufa assai perché stiamo parlando del mio scrittore preferito (eccetto che un paio di pamphlet l’ho sviscerato in lungo e largo). Non raccolgo la tua eredità, però il mio post era quello che ti dicevo che non sapevo se scrivere o passarti. Ma fondamentalmente non sapevo quanto mi/ti sarebbe costato scriverlo Pia (tu l’avresti fatto meglio, lo so). Prendi qualcosa di caldo e stai a letto. Fosti tu a non voler venire a vivere con me. Tuo padre tua madre tua zia. Tutte scuse, tutte zavorre

  14. fuoridaidenti Says:

    Ti sta bene com’è andata a finire. Anzi, com’ è finita a tutt’e due

  15. Flounder Says:

    e se non era Céline allora chi era?
    posso mica telefonare oltr’alpe per chiedere: scusa, ma il libro che mi leggevi sedici anni fa che era?

  16. Flounder Says:

    calma, io ho preso la tachipirina e sono confusa: ma sono davvero Pia?
    e prima chi ero? 😀

  17. manginobrioches Says:

    Flo’, io prima sognavo sempre d’incontrare un omino di Folon, uno di quelli che volano, poi l’ho incontrato. Girava l’angolo, e aveva un parapioggia pieno zeppo di stelle (davvero, l’ombrello più bello che abbia mai visto). M’ha guardata e m’ha detto: vuole una pioggia di stelle, signorina? Che potevo fare? Sinceramente ancora non mi pare vero. E comunque, mi pare fantastico che tu li ami, quei due, a fondo perduto e lo stesso. (quanto al prossimo, non si sa, magari col fatto che non esistono più le mezze stagioni e il tempo è più veloce, che ne sai che non ci metti solo cinque anni?). riguardati, che ci stai a cuore, a me e al tipo delle stelle.

  18. chartos Says:

    Io non aspetterei. Nonostante ciò che si pensa delle persone “poetiche” sia piacevole, interessante, attraente per come l’hai magnificamente descritto, la felicità passa anche attraverso la prosa. La poesia può essere lett, ascoltata, scritta e vissuta, piacevolmente aderenti ad una prosa che ci avvince con la propria concretezza. L’attesa poi se da una parte ci lascia trepindanti, a volte ingiallisce le pagine che vale la pensa scarabocchiare assieme si da quando ci aspettano bianche.

  19. Matho Says:

    OFF TOPIC:

    ma che mi combini?
    ci metti anche le foto secsi e conturbanti nel santino?

  20. Flounder Says:

    mi piace leggervi uno dietro l’altro, brioche e chartos. uomo e donna. visione sentimentale e pragmatica del mondo, in opposizione netta.
    poesia vs prosa
    pioggia di stelle vs parapioggia
    folon vs mordillo

    li amo a fondo perduto, sì.
    ma proprio che mi taglierei un mignolino, se fosse necessario. e anche molto più.

  21. Flounder Says:

    matho, ebbene sì.

  22. lupesio Says:

    Ogni volta che passo di qui mi incanto a rileggere i tuoi post.
    Sarà perchè il mio blog è così diverso dal tuo, tutto politica, canzoni e qualche poesia. Sarà perchè sinceramente non ho trovato qualcuno che scriva come te.
    Ma il tuo blog mi spinge a tornare.
    Buonanotte, Flo

  23. anonimo Says:

    in effetti, anche a me ‘sto limite esatto, tanto esatto non lo è.
    non mi riferisco solo ad alcuni giorni, però.
    … ohmmaro’, flounder.
    mi stai dando un’appiglio per una speranza poetica.
    idiota, ma poetica.
    grazie, anche se questo sembra solo un confuso farfuglìo.
    lisa

  24. anonimo Says:

    (il mio, ovviamente)
    lisa

  25. shemale Says:

    Passera,
    il limite esatto tra poesia e idiozia ti sfugge come sfugge sempre anche all’idiozia e alla poesia, che sono due persone veramente confusionarie. Due “poeti” in tutto mi sembrano, però, obiettivamente pochi, questo te lo devo dire. Consolati col fatto che hai incontrato me, che non sono un poeta, ma un idiota sì (e potrei scivolare in un attimo dall’altra parte). Certo, peccato per la questione del sesso….
    Baci

  26. Flounder Says:

    shemale, è esattamente ciò a cui già pensavo da sola. di te, intendo. al punto da averti in chiesto in moglie.
    che, detto tra noi, non è poco.

    lupesio, per te qui ci sarà sempre un grappino. nei momenti difficili anche un sacco a pelo. se ti cacciano di casa potrai dormire qui, nel mio blog 🙂

    e poi voglio dire un’altra cosa, io che stamattina dovrei essere in tribunale e invece sto qui a casa, col febbrone, la tosse, la nausea, il mal di gola e un fastidioso senso di impotenza che mi percorre la schiena.
    volevo dire che ultimamente sto perdendo il controllo del blog: è pieno di gente che non conosco, che magari mi ricordo di aver incrociato altrove. lo shinystat è impazzito. mi pare di avere in mano il Golem. ho creato un mostro e adesso lui si ribella a me e fa ciò che vuole.
    non mi fraintendete per ciò che ho scritto (e sto per scrivere), è una cosa che ho scritto anche l’altro giorno a uno dei blogger del quore.
    sinteticamente è questo: certi giorni apro il blog e la posta, vi leggo e mi chiedo: ma voi, in definitiva, chi cazzo siete?
    in quei giorni ho ancora il senso di una certa sanità mentale.

    in altri giorni invece apro il blog, leggo la posta, i commenti e mi chiedo: ma io, chi cazzo sono?
    e ho paura, giuro.
    ho paura 😀

  27. Flounder Says:

    buongiorno, lisa.

  28. zop Says:

    l’homo poeticus è un’invenzione letteraria, si sa! (e forse per questo il marito della parrucchiera è un film bellissimo). PS le tue parole si riconoscono anche se cambi icona!

  29. Flounder Says:

    zop, e lo dici così!
    dopo la perdita dell’illusione del principe azzurro adesso devo rassegnarmi anche a questo?

  30. cyrano56 Says:

    anch’io solo due, prima: adesso è arrivato il terzo ed è il più poeta di tutti, e vado verso i 50…che coincidenza! ma perchè aspettare? lascia perdere, chiamalo: se lo chiami con determinazione, arriverà. Questo è il primo augurio che ricevi per il 2006. Ricordatene a Capodanno, quando scocca la mezzanotte. Chiamalo…

  31. Flounder Says:

    sotto l’impulso febbrile e la spinta di droghe potenti come il paracetamolo 1000mg ho acceso la tv. paolo fox mi parlava, a me.
    a flounder del toro con ascendente leone.
    ha detto così: perché voi del toro avete la tendenza al riciclo, non buttate via mai niente. rimuginate, pastrucchiate, reimpastate, paciugate…eccheccazz’ apritevi al nuovo.
    fate come fa l’ariete
    fate come fa il gemelli.
    osate!

    paolofox, vafancu’.

  32. brezzamarina Says:

    tu eri stata sintetica, ma chiara..io invece intendevo proprio il confine tra poesia e idiozia degli uomini di cui mi innamoro..é che ultimamente sono in mood [sfuttiente] (pronunciato alla siciliana come dice un mio zio). riprenditi..ricordati le tre elle..latte, letto e lana. ;-p

  33. PlacidaSignora Says:

    Il confine? Chissà. I grandi veri poeti del passato erano spesso pessimi uomini (carattere e comportamento). I poeti “dentro” invece di solito sono buoni e gentili. Per questo vengono scambiati per idioti. ma se non ti amano davvero sono un po’ idioti sul serio ;-*

  34. Flounder Says:

    i poeti dentro sono buoni e gentili.
    e fantasiosi.
    e amano. di nascosto, quando non possono dirlo. in silenzio, quando non possono ricambiare.
    ma amano, anche loro. 🙂

  35. PlacidaSignora Says:

    Allora va bene ;-*

  36. Flounder Says:

    Vanno a due a due i poeti,
    verso chissà che luna,
    amano molte cose, forse nessuna.
    Alcuni sono ipocriti e gelosi come gatti,
    scrivono versi apocrifi, faticosi e sciatti.
    Sognano di vittorie e premi letterari,
    pugnalano alle spalle gli amici più cari.
    Quando ne trovano uno ubriaco in un fosso,
    per salvargli la vita gli tirano addosso.
    Però quando si impegnano lo fanno veramente,
    convinti come sono di servire alla gente.
    E firmano grandi appelli per la guerra e la fame.
    Vecchi mosconi ipocriti, vecchie puttane.
    Vanno a due a due i poeti
    e poi ritornano quasi sempre,
    come gli alberi di Natale quando arriva dicembre.
    Si specchiano nelle vetrine dentro ai loro successi,
    poveri poeti soliti, quasi sempre gli stessi.
    Però è un avvenimento, il più sensazionale,
    quando in televisione li vedi arrivare.
    Profetici e poetici, sportivi ed eleganti,
    pubblicare loro stessi come fanno i cantanti.
    Vanno a due a due i poeti, traversano le nostre stagioni,
    e passano poeti brutti e poeti buoni.
    Ma quando fra tanti poeti ne trovi uno vero,
    è come partire lontano, come viaggiare davvero.

    Francesco De Gregori, Poeti per l’estate

  37. Effe Says:

    Fatto gli è che il poeta lo sa, lui che vede di sottecchi, lui che guarda di sbieco e a mezza altezza e riparandosi gli occhi con la mano (solo così si può osservare la verità) lui lo sa, il poeta, sa che l’amore non esiste, che è solo e addirittura un inganno necessario.
    Ma è poeta, e lo tace.
    Per amore.

  38. Flounder Says:

    ecco, effe.
    che ci inganni dello stesso inganno per tutta la vita. non gliene vorremo, per questo.

  39. anonimo Says:

    tessera di riconoscimento utente anonimo lisa:
    luogo di provenienza: sooltanato.
    segno zodiacale: ariete ascendente gemelli (ma rimugino e rimpasto tutto quello che mi pare,e sorattutoo, piace. embeh? l’ho sempre detto io che paolofox è un quaqquaraqquà.)
    … possono bastare, come credenziali?
    😉

    è che ora mi sento un pò maleducata ad essere entrata qui senza nemmeno salutare… però con questi post c’è l’istigazione al commento maleducato, eh!
    buoni giorni a te, flounder.

  40. anonimo Says:

    ovviamente,
    lisa.

  41. Flounder Says:

    ohi, lisa.
    lo sapevo che venivi dal sooltanato.
    voi sudditi di laggiù siete sempre bene accetti da queste parti.

    ha detto paolo fox che ariete e gemelli si sono un po’ stressati nei primo otto mesi del 2005, ma adesso cambia tutto. si sono talmente rotti le palle che capovolgeranno tutte le sorti: amore, lavoro, famiglia, taglio di capelli.
    senza pietà.
    un 2006 bellissimo, nuovo, eccitante.
    bbeati a vvoi, bbeati.

  42. ^AleA^ Says:

    Ariete ascendente gemelli?
    Anche io!!!!
    Non so tu, ma è stato un anno catastrofico. Quest’anno a mezzanotte del 31dicembre devo fare un’iradiddio, per essere sicura che il 2005 si sia estinto a dovere e per propiziarmi il 2006.
    Meno male che manca poco!!!

  43. riccionascosto Says:

    No, no, l’unico oroscopo accettabile (anche se non ci si crede) è quello si Brezsny (che solo per imparare a scriverlo, deve meritarlo sul serio) su Internazionale.it.

    Nel senso che, anche se non ci credi, leggerlo è un piacere.
    (A proposito, Flo’, in che rapporti sei con il fuoco?)

  44. Flounder Says:

    infatti è l’unico che leggo, riccio.
    con il fuoco in che senso?
    in genere tendo alle scottature, anche in senso fisico, anche al sole.
    è grave?
    ci sarà un santo anche per questo? 😉

  45. riccionascosto Says:

    No, no, è che questa settimana ti tocca fare Prometeo (oppure riceverne il dono che, come sai, è appunto il fuoco).
    Per i santi l’esperta è la Placida Signora, ma credo che ne esista uno per le scottature (chissà che direbbe zia Cuncia) 😉

  46. riccionascosto Says:

    No, no…

    (veramente non dovevo dire niente, ma siccome non c’è due senza tre…) 😉

  47. Flounder Says:

    riccio, me lo devo studiare con cura ‘sto fatto del fuoco, perché il destino spesso si presenta dietro forme inattese, che tu non te lo immagini.

    il buon Brezsny certe cose me le dice da anni, ma io mi distraggo sul più bello.

  48. Flounder Says:

    (vale anche se mi viene il fuoco di sant’antonio per troppo stress?)

  49. riccionascosto Says:

    Ah sì, me lo immagino (pensa quello che il buon Rob ha in serbo per me, questa settimana… io sarei cancro, come Placida)

    Il fuoco di sant’antonio mi ricorda qualcosa… ma non si curava con l’uovo sbattuto? Tocca trovare un santo tuttofare; ti direi San Silvio (che al generale farebbe piacere) ma ho paura rimarrebbe indigesto

  50. anonimo Says:

    il fuoco di sant’antonio si cura col sangue di gallina, almeno dalle mie parti (estremo contado fiorentino).

    sono tornata qui solo adesso, ma nemmeno un’ora fa ho fissato dal parrucchiere…
    mammamia,devo iniziare a preoccuparmi??
    brutto bastardo di un paolofox, non avrai il mio scalpo!
    😀
    Alea: carramba che sorpresa!!
    lisa

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