Viene giù a catinelle

E’ che il cielo sopra Napoli ultimamente ha la consistenza e il colore di quello sopra Berlino.

Né denso né pastoso. Solo cupo (e metallico). Impossibile da bucare.

Chiuso in entrambe le direzioni.

Perché uno certe cose se le immagina sempre con un senso univoco.

Invece no.

Le nuvole le puoi forare da sopra, con un raggio di sole. Le puoi stracciare da un lato, con un colpo di vento.

Ma puoi anche dissolverle dal basso, con un soffio che si infila in un buchetto nascosto e a partire da quello dà origine a un vortice d’aria che fa tana libera tutti.

Piove. Da mercoledì della passata settimana. Ininterrottamente da sette giorni, centosessantotto ore, diecimilaottanta minuti.

La città si sfalda, si annacqua. I cornicioni si polverizzano educatamente educatamente e si sparpagliano sui marciapiedi come lo zucchero a velo del pandoro e dalle voragini che ogni giorno si ampliano e approfondiscono sbucano mani che al passaggio ti sfiorano le caviglie, con sensualità.

L’acqua arriva ormai nelle case, ha inzuppato i libri e ucciso i gatti. Lunghi fiumi carichi di oggetti inutili riempiono le strade fino ai tombini: una pendola e uno stivale ostruiscono una feritoia di scolo e lì, in quell’angolo, s’ammassa di tutto. Ho perso padre e madre, figli mai nati e antichi amori. L’acqua me li ha lavati via, come ricordi inopportuni e tracce di fango sulle scarpe.

Piove. E la città e abitata da omini grigi con impermeabile e bombetta. simili a quelli di Magritte. Mi hanno detto che sono angeli, ma non ci credo. Ora basta parlare di angeli e creature fatate. Semmai siano esistite, sotto questa pioggia è impossibile che sopravvivano.

Piove. Ma già la temperatura è nuovamente aumentata. Questa mattina dalle crepe nei palazzi spuntavano fiori tropicali, liane e gigantesche rafflesie che ingombravano le strade cariche di immondizie e topi morti. Nella luce livida che sporgeva obliqua dalle fessure dei vicoli, le pozzanghere riflettevano ricordi del dopoguerra e scene di fame. Salivano dall’acqua e si proiettavano sulle facciate delle case, si intrecciavano con le fondamenta corrose. Uno spettacolo di morte.

Piove. Lungo l’autostrada ho visto braccianti stagionali vestiti con muta e boccaglio. Raccoglievano ortaggi con retini da pesca. Uno gridava. Ho rallentato e aperto il finestrino, le sue parole arrivavano a tratti, spugnate. Sono musulmano, io, non so nuotare. E per protesta voleva darsi fuoco. Si è cosparso di benzina ma i fiammiferi in tasca erano fradici. Così si è salvato, nel nome di Allah.

Avevo dei pensieri. Ne erano almeno cento, ma con quest’acqua si sono diluiti. Ne conto due o tre, non di più. E i capelli dell’uomo che forse è mio marito – chi lo direbbe più, così scolorito e umido – si fanno più radi, trascinati dal risucchio dell’acqua nei tombini. Ogni giorno l’acqua ne stacca via un pezzetto, raccolgo pezzi di braccia e gambe e li asciugo con cura con il phon. Poi li imbottisco di carta di giornale perché mantengano consistenza.

Piove anche in casa. Così tanto che nessuno si accorge se piangi.

Ho messo dovunque piante da idrocoltura e la sera dormiamo su letti galleggianti, cullati dallo sciabordio.

Ci perseguitano (o forse ci confortano) sogni aridi e visioni di deserto.

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51 Risposte to “Viene giù a catinelle”

  1. contrabasso Says:

    Bellissimo. Vero fantasioso libero.

  2. brezzamarina Says:

    ..questa Napoli sotto la pioggia mi fa pensare a quel bel film “Il giudizio universale”..

  3. Effe Says:

    Napoli è la Venezia del sud

  4. Effe Says:

    I più, non si deve preoccupare, è solo la stagione dei monsoni.
    Napoli è sempre stato un luogo del tropico, solo che non lo si voleva dire
    (non è che nellì’acqua galleggia anche qualche anno di una lontana giovinezza? Perchè, nel caso, sarebbe mio)

  5. ghita Says:

    Da sotto le Alpi imbiancate, ma scintillanti di sole….sogghigno
    Una che pensa, dopo aver avuto la casa alluvionata per quattro volte: “un po’ anche a voi”
    ghita con profonda comprensione 🙂

  6. Flounder Says:

    Effe, sei qui.

    http://www.pignon-ernest.com/

    la peau des murs

  7. Flounder Says:

  8. e.l.e.n.a. Says:

    anche a me viene in mente un film.
    è il finale di “arriva la bufera” di Luchetti. dove c’è l’esplosione del vulcano e si riversa tutta l’immondizia sul paese a tonnellate e c’è la musica che canta “chist’è ‘o paese d’ ‘o sole, chist’è ‘o paese d’ ‘o mare” …

    [inquietante e, anche questo terribilmente onirico].

    mi è anche venuto in mente che quando ero piccola piccola perché poi da bambina più grande non ci giocavo più, quando una bambola non mi piaceva più le staccavo le braccia e le gambe.

  9. Flounder Says:

    mi avete citato due film che non conosco. tutto ciò mi conferma che
    avrei dovuto fare la regista e non la trade commissioner.

    o l’onesta mamma di famiglia senza grilli per la testa.

  10. contrabasso Says:

    Io invece ho pensato a “cecità” di Saramago.
    Forse per il disfacimento delle cose, gli oggetti alla deriva, non so bene.

  11. Flounder Says:

    In questo breve ma sintetico post, che trae ispirazione dalle reali condizioni atmosferiche e dalla perturbazione che avvolge le regioni meridionali da più giorni, l’Autrice ha inteso simboleggiare e metaforizzare il suo stato d’animo interiore, esponendo alle luce le cataste di oggetti fradici e ammuffiti che albergano nella sua subcoscienza.

  12. Flounder Says:

    (climacus, grazie per quest’ultimo commento)

  13. brezzamarina Says:

    Flou..mi permetto di affermare che Il giudizio universale ti piacerebbe assai..

  14. hladik Says:

    ciao flo anche a me stanotte è venuto in mente il cielo sopra berlino, ma non venire a leggere il post, perchè è fatto con un italiano così determinatamente trasandato che … 🙂

  15. Flounder Says:

    edddààààài.
    vabbè. verrò con la matita rossoblù.

  16. all Says:

    subcoscienza o coscienza sub?
    film venuto in mente: blade runner.
    -ade -ner, come trade commisioner.

  17. all Says:

    s

  18. Flounder Says:

    coscienza sub mi piace.
    vorrei averlo pensato prima io.
    vorrei anche aver scritto di come l’umidità faccia male alle cicatrici. che sono cose che sotto la pioggia ci danno da pensare.
    piove ancora.
    mi sono fatta dei colpi di sole bellissimi, con funzione apotropaica.

  19. e.l.e.n.a. Says:

    all, appena ho dato pubblica commento ho pensato anche io a blade runner.

    è curioso, invece, che sia io sia brezza abbiamo citato due film grotteschi, forse per un lascito subliminale del post di qualche giorno fa…

  20. Flounder Says:

    è che anche questo post è grottesco. come il sogno della notte scorsa, d’altronde. se lo raccontassi mi toglierebbero la patente e il godimento dei diritti civili
    è come se ultimamamente vedessi il mondo attraverso lenti deformanti.
    (speriamo che il mondo non guardi me allo stesso modo, per quanto inizi a sospettarlo)

  21. all Says:

    pioggiapioggiapioggiapioggiapioggia
    parola che scende dritta come una p
    o cade curvando come una g, se c’e’ vento

    bah sta pioggia

  22. Effe Says:

    mi sono riconosciuto subito (ma anche no)

  23. Climacus Says:

    Non mi ringraziare, Flou, lo sai benissimo che noi il termine subcoscienza ‘un lo si usa più da quando avevamo 12 anni. Noi adesso si parla solo di inconscio, ché troppi strati di coscienza ‘un ci piacciono pe’ niente. Più tardi leggo il nostro post, amor mio 🙂

  24. Climacus Says:

    (caruccia la poesia della Merisi qui in basso)

  25. Climacus Says:

    TSè, la sorella di Caravangelo

  26. Climacus Says:

    Ah, Merini!

  27. all Says:

    al da merini da caravaggio non me l’aveva mai detto nessuno, arrossisco

  28. brezzamarina Says:

    “alle 18 avrá inizio il giudizio universale..alle diciotto avrá inizio il giudizio universale” …;-P

  29. ladritta Says:

    non so come mai ma mi viene in mente il verga ed il suo verismo quando ti leggo.

  30. demils Says:

    quel dentro buio un po’ calpestato. catena. alzo gli occhi al cielo di piombo.
    dal mio sedile sul bus guardo l’erba ai lati dell’autostrada: e il ritorno si consuma, i denti stridono.
    torna da me.

  31. Flounder Says:

    al, ma climacus mica diceva a te. gesù. lo diceva alla poesia messa in basso a sinistra del blog, quela che a suo tempo accompagnò la chiusura dello stesso.

    ladritta, così mi dispiaccio 🙂
    io speravo che mi dicessi che ti facevo venire il realismo magico di certi sudamericani.

    demils, ma torna da me lo dici a me?
    (no, così, per regolarsi)

  32. Flounder Says:

    E poi voi non sapete.
    Non sapete che stamattina c’era anche la nebbia, così fitta da avvolgere anche il terrazzo.
    Così densa che sotto la Reggia non si vedeva la Reggia.
    E sì che parliamo di un monumento che non brilla certo per leggerezza.
    Noi non siamo gente di nebbia e neve. Non siamo gente di ghiaccio e grigiore
    Noi gridiamo, sporchiamo, sputiamo in faccia. Facciamo rumore e colore.
    La nebbia ci confonde, ci rende instabili. Ci fa paura.
    Smarriamo confini e identità, diventiamo indiscriminati.
    Non non vi uccideremmo mai nella nebbia, piuttosto vi daremmo una coltellata a viso aperto.
    Noi moriamo per rissa e rapina, in quelle bettole dei Quartieri che frequentate in certi quadri e libri d’arte. Dove il colore gocciola come sangue.
    Noi non vi lasceremmo mai scomparire nella dissolvenza.

  33. Climacus Says:

    mi è venuta in mente una poesia di eliot ‘-cosa faremo domani, cosa faremo mai?- L’acqua calda alle dieci e se piove, un’automobile chiusa alle sedici. E ci faremo una partita a scacchi premendoci gli occhi senza le palpebre in attesa che bussino alla porta.’
    Oppure ‘il fiume non porta bottiglie vuote, carte da salumaio, fazzoletti di seta, scatole di cartone, mozziconi di sigarette o altre testimonianze delle notti estive. Le Ninfe sono partite.’

    Mi sei piaciuta molto. Il tana libera tutti mi ha mandato in sollucchero. Solo l’episodio del musulmano che si dà fuoco cancellerei. E’ indegno (l’episodio, non il musulmano) del resto. Ciao.
    Anche l’educatamente dei cornicioni non mi piace.
    E non dire che gli omìni sono simili a quelli di magritte: credi che il lettore vada imboccato?
    No alle parole spugnate.

    Bello bello bello. Soprattutto l’inizio, con quel cielo e i tentativi di bucarlo.
    E il finale, con i sogni aridi, il marito che perde i capelli, le lacrime.
    Brava perdìo!
    Ciao

  34. Climacus Says:

    (splinder di merda)

  35. Flounder Says:

    clim, clim,
    le tue critiche precise e costruttive io le amo.
    perché lo anche io che citare magritte è una cazzata, sfoggio inutile e ridondanza.
    e che educatamente non va bene per niente, ma sotto l’impulso della fretta (perché questo è un post frettolosissimi) non trovavo altro e nemmeno volevo pensarci.
    però le parole spugnate, simili al baccalà messo ad ammollare perché perda sale, quelle no, me le tengo.
    e anche il musulmano. che mi ricorda una storia vera di uno che si dette fuoco in una fabbrica di scarpe perché il datore non gli faceva fare il ramadan.

  36. caeiro Says:

    piove sulla pioggia
    sarebbe bello scrivere,
    come Lindbergh,
    lettere da sopra la pioggia
    e invece noi le scriviamo
    da sotto la pioggia
    e piove ancora
    piove pioggia
    e non solo

    (“Deve essere stata una costosa
    distillazione la marea del mare,
    il cielo è più professionale:
    premedita se stesso.
    Il tempo, questo tempo è inaffidabile,
    vengono giù gelati, poi rane,
    un giorno baci celebri,
    un altro giorno
    eliche in funzione…”
    ecco i negozi – panella-battisti)

  37. Flounder Says:

    ghita,
    pensavo ieri sera alla tua casa alluvionata, deve essere stato terribile.
    e poi stanotte ho sognato di trovarmi in un inseguimento di camorra e che volevamo uccidermi solo perché avevo la stessa auto del tipo che aveva sgarrato. c’era acqua dovunque, guidavo e l’auto si impantanava.
    in assoluto io credo di avere un cattivo rapporto con l’acqua. anche se si tratta di bere.
    me l’ha detto anche un indovino indiano. è una bella storia, uno di questi giorni la ripropongo, anche se alcuni la conoscono già.

  38. Effe Says:

    non vi lamentate, che con il federalismo un po’ di nebbia l’avete avuta finalmente anche voi

  39. Gardenia Says:

    vivo in un tal paese di nebbie che – se mi affaccio alla finestra – penso di essere il nocchiero di un vascello fantasma…
    molto elegante il tuo post e raffinata la scrittura, g*

  40. Flounder Says:

    a me la nebbia fa una suggestione che non ne avete proprio idea.
    che mi ricordo ancora di un viaggio bologna-modena che pensavo saremmo morti in autostrada.
    o quando a milano da piazza duomo non vedevo il duomo.
    è vero quellche scrivevo prima, di questo senso di spaesamento, di indeterminatezza.
    così come sono profondamente convinta del fatto che il clima influenzi i caratteri e crei attitudini.

  41. stratagemma Says:

    Chissà se poi
    stare in questa bolla
    che agitata fa cadere dal cielo
    pioggia o neve
    o fa alzare quel velo di nebbia
    e trovarlo normale
    per aver perso lo stupore
    è cosi sano.
    Mia figlia mi ha detto
    è tanto che non vedo la neve cadere.

    In Oman un tipo una volta raccontava agli amici
    davanti a me
    che era stato a Roma
    ed era piovuto per un giorno intero.

    Stratagemma

  42. Flounder Says:

    maro’, stratage’.
    era questo l’elemento mancante.
    la boule.
    (adesso mi verranno in mente cose bellissime, lo so, lo so. grazie assai)

  43. Flounder Says:

    (tipo per esempio: l’anello di congiunzione tra la scimmia e il poeta è la boule con la neve che cade su santo domingo )

  44. stratagemma Says:

    ..per servirla.. 🙂

  45. stratagemma Says:

    Se i miei pensieri si diluissero scriverei un libro…

  46. Flounder Says:

    ho rimaneggiato.
    oggi sono una in progress.

    a partire dall’8 dicembre solo post a sfondo natalizio, nel bene e nel male. cominciate a organizzarvi.

  47. contrabasso Says:

    E no! E no! Educatamente non va ASSOLUTAMENTE tolto!
    Esprime una volontà di non disturbare, le cose e noi disfatti in un silenzio composto!
    Lo rivoglio!
    Che si metta ai voti.

  48. Flounder Says:

    uff.
    sono combattuta. a me non mi piace, però secondo me ci azzecca.

  49. Magogg Says:

    Che bello quì . .

  50. riccionascosto Says:

    Pure io lo rivoglio, educatamente.
    Ché a polverizzarsi con scrusci fragorosi sono bravi tutti. Invece l’educazione è timida, arriva quatta quatta, neanche te ne accorgi e puff… senza disturbare, come dice contrabbasso.

  51. Flounder Says:

    vabbè, ve lo rimetto.

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