Tariffa mista chilometri/tempo. Per le corse notturne è previsto un supplemento.

Quel giorno andò così: c’era il sole.

Allora la polaroid (ma forse era un 35mm, quella volta lì) la si poteva scattare in esterni.

Andò così, e a voi non resta che leggerlo qui.

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58 Risposte to “Tariffa mista chilometri/tempo. Per le corse notturne è previsto un supplemento.”

  1. Flounder Says:

    superfluo dire che sono commossa assai.

  2. contrabasso Says:

    Mamma che tristezza.

  3. brezzamarina Says:

    meraviglioso!

  4. shemale Says:

    Stavo per dire qualcosa, ma anche il mio di mestiere non è quello di fare domande…
    E “Tariffa mista” non è un bel racconto.
    E’ bellissimo.

  5. Flounder Says:

    ci sono cose che accadono, a volte con un tempismo che lascia riflettere.
    il giorno in cui ho scritto questa storia, che era il 30 ottobre scorso, colonna sonora Every del Marlango (ve la posto stasera) e lacrime a profusione (me ne avanzano ancora diverse boccette che cedo su richiesta), ebbene, ho pensato che non l’avrei mai potuta postare sul blog.
    perché era troppo lunga e anche troppo intima.
    la sera stessa mi è arrvata una mail da Sacripante con il tema della successiva monografia. era questo il tema. e la storia era lì.
    ci sono delle coincidenze perfette.
    questa storia voleva essere letta.
    allora ho pensato che se certe cose vanno così è proprio così che deve essere.
    per un po’ questo pensiero mi ha fatto compagnia, aveva il valore di una piccola magia.
    poi mi sono accorta di essere stupida, perché alcune cose hanno una direzione sola.
    proprio come i treni.

  6. Flounder Says:

    shemale, detto tra noi (io e lei)
    dovremmo specializzarci un po’ di più in quest’abbittì dei sentimenti. ci farebbe un gran bene.

  7. anonimo Says:

    complimenti flounder.
    e’ bellissimo.

    cosima

  8. broono Says:

    Tu dovresti essere un po’ meno generosa in questa mania che ti è presa ultimamente di distribuire liete fini come se piovessero.

    Marzullo vorrebbe sapere:
    Il plurale di “lieto fine” è “Lieti fini” perchè si verificano solo in presenza di un uomo o è “Liete fini” perchè la sensibilità è donna?

    Terza cosa poi è tempo di colazione:

    Ora non ti posso più offrire il seguito del racconto.
    Il primo incontro si svolse su un taxi e risulterei decisamente usurpatore.
    La nostra tassista era donna, quel giorno.
    Così, dettagli che assumono tutt’altra forma, dopo il tuo racconto.
    Le donne fanno domande anche quando sono tassiste.
    Per fortuna, aggiungo io, visto come andò.

    Buon giorno mon amùr.

  9. Flounder Says:

    lieti fini sono sempre i secondi. tranne che a volte.
    come in questo caso, ad esempio.

    il racconto lo voglio lo stesso, che c’entra.

    ciao cosima.
    (stamattina sono sovrastata dalla burocrazia)

  10. broono Says:

    Salve.
    Sono la burocrazia.

    Ok…vado al bar.

  11. Effe Says:

    nulla è mai un caso, ma il suo è un bel caso letterario

  12. Flounder Says:

    la ringrazio, effe.
    e arrossisco, in tutta onestà.

  13. riccionascosto Says:

    Bello e triste.
    Come un brivido soprappensiero, quando hai un abito troppo leggero, o il cuore troppo pesante (appunto).

  14. Bustrofedon Says:

    Bè, anche tu a tristezza non scherzi.

  15. Flounder Says:

    vi serve una boccettina di lacrime?
    ve la mando per Natale?

  16. mrka Says:

    uh, ti vedo nella preparazione dei ragali di natale, uno spargimento di colpi al cuore. ah, flounder.
    m.

  17. anonimo Says:

    Hai ragione ci vuole calma in certe cose.
    Bel racconto cara, continua please
    🙂

  18. anonimo Says:

    didolasloggata qua sopra 🙂

  19. anonimo Says:

    hmmm sotto
    scusa

  20. Su Says:

    dipende. Hanno qualche effetto miracoloso tipo acqua di Lourdes?

    Io ho lacrimato sangue, una volta (non in senso metaforico), ma non ho pensato di conservare la reliquia. Avremmo potuto fare uno scambio tra collezioniste.

  21. ladritta Says:

    è già la deconda volta che vado a finire in quel posto, oggi. ma ne è valsa la pena.

  22. charm Says:

    non e’ stata una stupidaggine, e’ stata una piccola magia davvero.

  23. cletus Says:

    cronaca di un ripensamento annunciato. 🙂 bello il montaggio.

  24. fuoridaidenti Says:

    11 e 47 sulla ruota di Napoli (se vinco si fa a mezzi). Tanto per non ripeterti “Complimenti!” (m’hai spertugiato l’anima, sogliolé)

  25. demils Says:

    je ne sais pas, tout court.

  26. manginobrioches Says:

    l’abito era quello giusto, in effetti: fuori tempo.

  27. Flounder Says:

    a conclusione di una giornata troppo lunga per i miei gusti (quella di ieri), ma nulla in confronto a quella di domani, ieri notte volevo postare la colonna sonora, ma il sistema faceva le bizze.

    volevo ringraziare, come nella migliore tradizione dei titoli di coda:
    – le FFSS, con particolare riguardo ai cuccettisti e al personale della saletta Club Eurostar
    – la Cooperativa Radiotaxi
    – il gestore del Bar dello Sport
    – la sarta Titina Del Gaudio (alla quale prima o poi dedicherò un intero, bellissimo post)
    – l’APT della città di K.

    controcommenti sparsi

    per Su: siete una famiglia strana, voi, tra impiccagioni e lacrime di sangue. devo approfondire.

    per deb: noi in quel posto ci finiamo spesso e con immenso piacere. forse faccio stampare i pdf precedenti e ne faccio regali natalizi, all’insegna del motto “sparagno e cumparisco”

    per calma: il 47 lo capisco e te l’appoggio, sull’11 mi devi ragguagliare. e comunque, per tua opportuna informazione, sono mesi che gioco l’11 e il 47, insieme a un altro paio di numerelli. mai usciti. nemmeno uno.
    perché magari, se fossero usciti, certe cose avrebbero preso una piega differente.
    perché a volte non è solo questione di calma (non mi seguire, che sto criptoragionando).

    ciò detto, sfaterò due miti.
    mito numero uno: le magie.
    non esistono. ma bisogna crederci lo stesso, fa bene al fegato e al colesterolo.

    mito numero due: che non si muore per amore.
    io l’ho sempre detto, sostenuto e sottoscritto. che lo dice pure battisti e nemmeno pavese era morto per amore, diciamo la verità. ma non è vero. è che non ero mai morta per amore, e allora non lo sapevo. adesso lo so.
    è che si muore in un modo diverso, poi lo spiego meglio un’altra volta.

  28. shemale Says:

    Passera,
    ho letto il tuo commento (anzi, i tuoi commenti) a e.l.e.n.a. e me ne sono appropriato (citando a chiare lettere la fonte).
    Non ho potuto farne a meno.
    Ho sempre avuto un debole per le “botte da genio”.
    Blogbaci

  29. Flounder Says:

    l’importante è che tu ti sia appropriato anche dei refusi.
    non lasciarmeli sbadatamente in giro, che poi la gente pensa che non conosco l’ortografia. custodiscili tu.

  30. shemale Says:

    Mi dispiace, mi servivano anche i refusi, ma per metterli in giro…

  31. manginobrioches Says:

    non si muore per amore? e Tenco, allora? e zia Giuseppina? e io?

  32. Flounder Says:

    la verità è che non ci credevo.
    pensavo che quelli che raccontavano di morire per amore, in realtà morivano di altre cose: solitudine, ego sconfitto, paura del cambiamento, vecchiaia, ragadi ai ventricoli, disaffezione a loro stessi.

    che poi quelli che dicono di morire per amore diventano quasi sempre cattivi e meditano vendette, o si perdono in ricordi passati che piano piano lievitano come pizze fino a soffocare i polmoni e diventano cataratte agli occhi che impediscono di vedere il nuovo.

    ecco, io mi pensavo che così succedeva.
    invece no. succede anche in un altro modo: senza pastacresciuta nei polmoni, senza solitudine, senza vetriolo, senza depressione, senza perdere lo stupore di sé e degli altri.
    come una specie di albero che ramifica all’interno, pieno di frutti che cadono e marciscono perché nessuno li raccoglie.

    che certi giorni ti guardi dentro e senti un odore e una consistenza di cotognata. e stormi e stridi di gabbiani, che loro si sa, mangiano di tutto.

  33. brezzamarina Says:

    quest’immagine é davvero bella..meriterebbe un racconto o un post a parte..e in effetti é frutto di certe ramificazioni interne che a volte mi ritrovo anch’io (con orgoglio misto ad orrore)..ma penso che in parte siano ‘congenite’..certe fasi accentuano solo la proliferazione..

  34. manginobrioches Says:

    ecco, quando scrivi cose così, Flo’, come questa cotognata coi gabbiani, e l’amore come una discarica incontrollata, ecco, io penso che se fossi un uomo mi piacerebbe sposarti, proprio.

  35. Flounder Says:

    brioche, possiamo sempre fare un tentativo.
    (tanto certe cose peggio di come vanno non possono andare, mal che vada avremo materiale per 40, 50 post)

  36. manginobrioches Says:

    (potremmo anche farci un blog)

  37. Flounder Says:

    vorrei scrivere ancora d’abiti, è un tema che mi conquista.

    della donna che conservava una vecchia pelliccia nell’armadio, ma non la indossava più dal giorno che il figlio era stato in galera. perché lui andava alle manifestazioni ambientaliste, così diceva. e invece un giorno aveva accoltellato un giovane fascista.

    o dell’uomo che andava a trovare la sua amante, con un corredo di calze e mutande nuove. e poi la moglie se lo riprendeva, risucchiandolo dal buco del calzino che aveva lasciato a casa, da quell’elastico smollato che consentiva rimbalzi.

    e la sarta Titina del Gaudio che cuciva abiti per tutte le belle della città, ma aveva la figlia Ninuccia, così sgraziata che per lei non valeva la pena sprecare fatica.

    ora sono stanca, poi lo faccio,

  38. Effe Says:

    olà, nasce il genere sartoriale, storie su misura (mi raccomando, non scordi le taglie forti)

  39. AnnaBella Says:

    effetto slinding doors..

    una riprende il treno verso casa
    una va alla ricerca dell’amante straniero
    chi delle due avrà fatto la scelta giusta?

  40. AnnaBella Says:

    slinding sono le sorelle gemelle brutte di sliding!

  41. manginobrioches Says:

    ecco, vedi, ci sono mogli (un sacco, vado constatando) che propongono universi raffermi d’elastici smollati, che però sono rassicuranti, e tengono, alla fine. alle amanti restano le etichette: acrilico.

  42. shemale Says:

    Che bel salottino spettegolante!
    Posso partecipare?
    In quanto “she”, ovviamente…

  43. AnnaBella Says:

    che gli amanti si tengano i loro elastici smollati allora anche perchè saranno loro gli “acrilici” altro che…
    la FU amante a parer mio è invece di fresco lana adatta in estate, inverno e al cambio di stagione, e soprattutto originale al 100%…

  44. shemale Says:

    Beh? Già finito?

  45. AnnaBella Says:

    Beh partecipa!
    🙂

  46. Tristanbantam Says:

    sono felice di leggerti su sacripante, scrivi di “nodi” come se non ti fossi mai occupata d’altro e infatti si cade un po’ nelle tue parole, si rimane impigliati :-)*

  47. AnnaBella Says:

    è che prima faceva la parrucchiera!
    😀

  48. anonimo Says:

    Ohibò.
    Una volta proprio una volta una mia ex donna amante donna si presentò all’improvviso viso a casa mia, dopo ben ben un anno che non la sentivo/vedevo (io altra solitudine/città/vita/mondo). Driiin. Aprii la porta. Era lì, sulla soglia. Nel suo fasciante abitino scuro d’autunno. Lei disse: “Ti amai”. Io dissi: “Ti amerò”. Lei: “Ti scoperò”. Io: “Ti scopai”. Fanculeggiai la porta sulla sua faccia. Chiuso.
    Non la vidi più, ma quella sera mi masturbai furiosamente per ben ben mezz’ora pensando alle sue cosce nel nylon della sera.
    Ora non ricordo neppure come si chiamasse.
    Forse Gelsomina.
    Oh, potenza della parole mai capite!
    Salute.

    non-io

  49. Su Says:

    [OT : eheheh… e ancora non ti ho raccontato degli episodi di trasmissione del pensiero…

    erano il clou dell’aneddotica familiare, ma dopo la tua storia della mano mi appaiono miserrimi :-D]

    Ma ancora non ti ho detto del racconto. Decisamente sopra la media. Decisamente.
    Sono i dettagli che fanno la differenza e nel tuo ci sono dei dettagli che ti colpiscono per la capacità di riempire di significati un’immagine consueta ( le calze color carne abbronzata, per esempio).

    La cosa curiosa però è che quando leggo qui i tuoi post, anche quelli molto metaforici, non riescono a non sembrarmi “storia vera”, un’esperienza vissuta che sente l’urgenza di essere raccontata, invece quando ho letto questa storia m’era sembrata possedere la distanza di una narrazione non necessariamente autobiografica, poi invece ho letto qua sotto che tu l’avevi giudicata troppo intima.

    Beh, più che cosa curiosa forse è solo la conferma del fatto che non capisco nulla…

  50. Flounder Says:

    annabella, chi è che va alla ricerca dell’amante straniero?
    (son stanca e distratta)
    seconda domanda: il fresco lana sarei io?
    (sono molto stanca e molto distratta)

    passiamo al capitolo amanti .
    she, le partecipa come she per farci le pulci o per apprendere? partecipi piuttosto come male , eventualmente, e ci dia un parere spassionato: è vero che gli amanti clandestini sono composti al 50% di acrilico, al 35% di viscosa e al 15% di piuma d’oca?
    è vero che l’elastico smollato di un boxer o un paio di slip si può usare anche come fionda per lanciare sensi di colpa e centrare il bersaglio mobile?

    ciao tristan.
    tu che sei zen dovresti sapere cosa dicono i maestri: se vuoi dipingere un quadro meraviglioso, diventa meraviglioso e poi dipingi con naturalezza.
    qui è uguale: se vuoi scrivere di nodi, annodati e poi scrivi spontaneamente.

    su, come dico spesso, io non ho molta fantasia, per cui non posso che appigliarmi a storie vere, mie o d’altri.
    questa è intima proprio perché non è nascosta dalla metafora, non c’è gioco, non c’è artificio. è pura nudità.
    allo stesso modo in cui non sono calze color carne abbronzata.
    è proprio carne abbronzata, in pieno autunno.
    per sfidare lo scorrere del tempo.

  51. AnnaBella Says:

    straniero inteso come di altra città, non estraneo. In questo caso è lei che va a cercare lui, quindi lo straniero è lui.

    Il fresco lana è chi cerca, si, l’acrilico è l’amante “non ritrovato”, naturale l’uno, artificiale, per quanto ben confezionato, l’altro.

    Personalissssssssima deduzione…..

  52. Flounder Says:

    ci devo pensare.
    potrebbe venirne fuori qualcosa cone l’amante della tasmania

  53. AnnaBella Says:

    si ma la tasmania non si adatta a tutte le stagioni…

  54. zop Says:

    :))) z

  55. Flounder Says:

    l’amante lato estate e lato inverno? 🙂

  56. AnnaBella Says:

    no quello è double face non ti fidare
    😉

  57. unalettrice Says:

    La piccola Flounder va a sfidare il mondo? Mette il musetto fuori casa?

  58. Flounder Says:

    anche le branchie.
    però l’acqua era assai torbida.

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