L'inconfessabile

Ci sono giorni che hanno la consistenza di acqua e sabbia, che scivolano via lisci, facilmente, privi di intoppi. Che si ha un po’ la tendenza a sottovalutarli, come se non ti insegnassero nulla.

Giorni privi di immediatezza, ecco.

E poi giorni che ti fanno rimpiangere quelli di prima, o giorni in cui impari improvvisamente qualcosa di nuovo. Qualcosa che spesso già sapevi, solo che in quel giorno lì lo impari meglio, definitivamente. Ti si fissa in vari punti del corpo e diventa certezza.

Ieri era uno di quei giorni. Forse il più impegnativo della mia vita.

Più impegnativo degli esami di maturità, più della prima volta in cui ho fatto l’amore, più della mattina in cui ho messo al mondo mia figlia. Più denso di tutta la somma dei giorni che lo hanno preceduto e forse di quelli a venire. O così mi sembra, in questo momento.

Forse un giorno, quando si sarà trasformato in patina, in scaglia di passato, riuscirò a raccontarne.

Oggi no.

Ieri ho imparato che tutte le storie abitano dentro di noi, intrecciate a qualcosa. Che si nutrono di desideri e sogni e di quelle paure che non possono essere pronunciate mai. Di quelle paure che solo a menzionarle con il loro nome ti trasformano in lacrime e polvere.

Allora un braccio non è un braccio, una casa non è ciò che mostra, un pensiero si traveste da clown.

Ieri ho imparato la consistenza e lo spessore di un foglio bianco.

Il bianco non esiste, è pura illusione.

Il bianco ha una storia dentro, o un’assenza, ma anche questa, a suo modo, è una forma di storia.

Ci sono giornate in cui qualcuno ti ascolta stupito e chiede: ma quante storie possiedi?

E tu rispondi: tutte. Tutte quelle che esistono.

Così che chi ti è di fronte e ascolta si asciuga gli occhi ai tuoi racconti. E finalmente le cose hanno un nome, per interposta persona, per mediazione e trasposizione. Diventano statue e quadri, incroci di strade che avevi dimenticato di aver percorso.

Ci sono giorni in cui anche un cavalluccio marino può nascondere un segreto.

Inconfessabile.

Poi si ha solo bisogno di dormire.

(e mai colonna sonora fu più pertinente)

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19 Risposte to “L'inconfessabile”

  1. Detroit Says:

    il bianco non è mai bianco. mi hai ricordato opalka e la sua ricerca dell’infinito.

  2. riccionascosto Says:

    Ci sono giorni così.
    E poi passano, e riesci a dormire (per fortuna, perché ci sono cose che non puoi reggere a lungo)

  3. Flounder Says:

    Le rouge ça change et ça devient un coup sur deux vif ou carmin
    Soit vermillon soit coquelicot, effrayant ou abricot
    Le rouge n’est pas tout le temps le sang , le rouge du piment
    Sucre d’orge doux ocre et sucré , apaisant et enivrant
    Choisis ce rouge là ou celui là

    Le sang coule dans le sable et disparaît
    Quand le pays bleu blanc rouge éteint sa télé
    On oublie sa couleur marron foncé qu’il laisse à tout jamais
    Choisis le rouge que tu préfères, rouge de couleur ou de colère
    Soutine, matisse ou bien Gauguin. Hitler, Mussolini, Pétain

    C’est la mort et la vie tout à la fois
    Qui ne sent pas la Tchechouka
    Mais une odeur moins colorée, de chair et de bois brûlé
    1.2.3… Soleil personne ne bouge
    Dans un ciel bleu comme la mer rouge
    Il fait trop chaud on ne peut pas bouger
    Ni parler ni penser ni parler ni penser

    giusto per non farvi impazzire: Stéphane Sanseverino, francese di origine napoletana.
    è un genio.

  4. Flounder Says:

    ci sono post, come questo, che possono lasciare sconcertati, me ne rendo conto.
    come squarci su un privato troppo intimo di cui si intravede a stento una forma. come se a un tratto cessassero le risa e calasse il silenzio.
    a volte scrivere è un po’ come vomitare, a volte è cercare un senso e ribadirselo.
    a volte è un esorcismo contro la paura.

  5. shemale Says:

    Non so se tutte le storie abitano davvero dentro di noi.
    Ma so che abitano dentro di te.

  6. Flounder Says:

    volevo dire più banalmente che nessuna storia che raccontiamo è puro frutto di fantasia.
    ma molto spesso non ci accorgiamo dei simboli che contengono, della loro potenza. e scoprirlo può essere un’esperienza sconvolgente, a volte.
    anche per chi crede di conoscere tutto Рo quasi Рdi s̩.

  7. shemale Says:

    Certo.
    In fondo, la fantasia è solo un modo di riaggregare diversamente elementi della realtà. E le forme di questa riaggregazione, la scelta stessa degli elementi diviene una sconvolgente e inaspettata epifania di noi stessi, a saper leggere con attenzione fra le righe.
    Hai perfettamente ragione: “tutte le storie abitano dentro di noi”.
    Ma c’è chi manifesta un’inclinazione particolare per il narrare e il fantasticare. Forse è una smania di comprendere meglio se stessi (e anche il mondo). Forse è persino una richiesta di aiuto. “Ditemi voi chi sono.”, sembra chiedere a volte l’autore ai lettori.
    Tu hai questa smania irrefrenabile e eccezionale di costruire storie, che tanti altri non hanno.
    E, forse, queste tue storie meravigliose sono anche un modo per chiedere aiuto.

  8. mrka Says:

    la fantasia si arrampica nel terriccio ( seppur bello, eh) dei giorni. poi magari ci protegge, un poco ci nasconde. la fantasia rimane un vestito che non ci copre totalmente, così a volte si intravede il sotto. ( io non sempre ne sono felice, a volte mi arrabbio quando scopro riferimenti inconsapevoli al mio quotidiano, ma che ci vuoi far).

  9. Climacus Says:

    Uffa, io ero tornato qui per fare il polemico, ma questo post è troppo importante e bello perché mi metta a scrivere cazzate. Ecco.

  10. Climacus Says:

    Sottolineo importante.

  11. all Says:

    ehi flo non avere troppa fretta di raccontarlo, questo Giorno… a raccontarli, certi giorni perdono d’importanza (per chi li racconta, non per il lettore).

  12. manginobrioches Says:

    Flo, è che le storie cercano il tramite della scrittura, e di noi, per esprimersi. e s’imprimono, e ce le portiamo dentro e fuori.
    non c’è foglio bianco che sia privo di segni, non c’è storia che non parli di noi (però le tue storie lo fanno meglio).

  13. cf05103025 Says:

    Tu mi mettesti in crisi
    per via di un’iniziale
    una crisi esiziale
    ché fui influenzato
    anzi tormentato
    da domanda interiore
    che mi squassava l’ore
    se non esiste il bianco
    ed io son così stanco
    forse sto sparendo
    o sono già sparito
    non vedo già più il dito
    che digita e fa click
    e le ossa fanno crickk

    Mar.

  14. manginobrioches Says:

    oddio, mi s’è sbiancato Mario…

  15. Effe Says:

    ma lo sapevi già, credo, che le nostre storie ciraccontano

  16. Flounder Says:

    sì che lo sapevo. lo sapevo benissimo. ma ci sono dei giorni in cui lo vieni a sapere in un altro modo.
    lo vieni a sapere nella carne oppure certe immagini perdono il carattere di simbolo e ti rivelano cose sconvolgenti.
    fino a che non succede certe cose le sai, ma non le sai veramente.

  17. Flounder Says:

    mario, non sparire, per carità.
    anche tu conosci il potere del bianco e degli sfondi.
    (ma quanto siamo stanchi, tutti, eh?)

  18. cf05103025 Says:

    son ricomparso
    però di sete riarso
    ed ho visto la notte,

    preferisco la botte

    MarioB.

  19. cristhina6000 Says:

    ciao

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