Mar adentro

Ora, sebbene io sia una donna razionale, pragmatica, solida e quadrata, votata alla scienza e poco incline alle superstizioni, non escludo tuttavia una serie di fenomeni e circostanze.

Sarà che negli anni mi sono soffermata a studiare il corpo e le sue interazioni con la psiche tanto da ricavarne sufficienti prove, sarà che sotto sotto il richiamo del magico e del misterioso è talmente forte, fatto sta che ci sono almeno due cose alle quali credo ciecamente: una è il modo in cui il corpo immagazzina una serie di dati ed esperienze, che poi ripropone come sintomo o malattia.

L’altra è quella strana comunicazione fatta di cose sottili e imperscrutabili, in virtù della quale due persone che non si sono mai viste prima, vengono inevitabilmente attratte, quel che sia la sede dell’incontro casuale: una stazione, un convegno, una sala d’attesa.

A me accade di essere immediatamente scossa, tirata come da un filo invisibile e di provare la necessità assoluta di avvicinarmi. Non dipende dal sesso e neppure dall’età. E’una sorta di richiamo ineludibile.

In questa lunga attesa ospedaliera c’erano tante donne.

Una era bella. O meglio: aveva una bellezza repressa, triste e sfiorita. Era lì accompagnata dal marito taciturno ed estremamente protettivo, e si teneva un po’ in disparte dal chiacchiericcio generale. Aveva due zigomi alti, dei bei capelli lunghi e ricci, una bocca piena e un bellissimo naso.

Occhi belli ma spenti.

Poi il marito si è allontanato per una telefonata e nel frattempo è passato un medico che l’ha salutata e le ha chiesto come stava. Ha sorriso e ha risposto: bene, sono qui per il controllo, spero che la menopausa arrivi presto.

Ma non era in età da menopausa, così questa frase mi ha colpito molto.

Mi ha visto che la scrutavo, un po’ da lontano, allora si è avvicinata e ha iniziato a raccontarmi del perché era lì.

Operata sette volte di cisti ovariche, di una tale grandezza da non potersi intervenire in laparoscopia. Un ventre devastato. Impossibile tentare la riduzione per via farmacologia, a causa di  altri problemi.

Ma non era lì il punto.

Il punto era questo marito che vuole un figlio ad ogni costo e che la porta in giro per cliniche opedaliere sperando che riescano a renderla madre e che presiede ad ogni visita, ad ogni controllo con fare inquisitorio.

Ecco perché aspettava la menopausa, per essere liberata dall’incubo.

Io non so trattenere le parole, è un mio difetto. Così m’è scappato da dire: immagino che un’adozione non risolverebbe il problema, abbiamo a che fare con un bisogno che annienta la sostanza delle cose.

Mi ha guardato con stupore e ha aggiunto: è proprio così, come lo ha detto bene.

Poi è tornato il marito e mi ha guardato con ostilità. Si è messo lì, riprendendo il suo ruolo di sentinella. Poi si è allontanato di nuovo.

Lo sa, ha continuato lei, ci sono delle cose all’interno delle mie cisti. A volte è una sorta di vegetazione, come fossero alghe, una volta sembrava un polpo, con tutti i suoi tentacoli. Anche i medici si stupiscono, in una c’era un albero, con radici e foglie.

E mentre lo raccontava spariva la tristezza, il viso si illuminava e aveva un’espressione da bambina felice.

Mio marito crede che sia colpa mia, ma non mi sa dire come.

E lei lo pensa?

Sì, anche io lo penso, ma non come colpa.

Mentre parlava immaginavo di vedere la sua pancia piena di disegni galleggianti, un piccolo mondo submarino di ippocampi e coralli, una piccola gioia condotta in assoluta segretezza, una sorta di rivincita del potere creativo. Il prezzo elevatissimo della libera immaginazione.

Poi lei e il marito sono entrati per il consulto.

Quando è uscita ci ha salutato, con un’espressione compunta. Ha detto: ne ho un’altra, ma è ancora piccola.

Ma gli occhi le brillavano.

Un’altra piccola opera d’arte, totalmente autogestita.

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47 Risposte to “Mar adentro”

  1. hobbs Says:

    …te sei una cosa da non riuscire a capacitarsi…

  2. Nuvolavola Says:

    Floù.. questa volta sarò molto seria, questo tuo post mi tocca tanto tanto da vicino.. poichè ho “diciamo” ormai tatuata la rosa dei venti sull’addome e non so quante cicatrici.. 5 laparoscopie in 7 anni e.. beh, sai, a volte può accadere il contrario, delle volte la ricerca di un figlio può essere la salvezza, così almeno è stato nel mio caso..

    mi ritrovo in questa donna e ritrovo in suo marito il mio.. tanti anni di attesa, tante insistenze da parte sua affinché gli dessi un figlio.. tanta lacerazione in me.. tanta sua protezione che diventa quasi plagio e assoggetamento ( oltre che suo godimento).. però, la mia malattia, l’ho scoperta grazie proprio a quelle insistenze ed al fatto che dopo 5 anni con tutto “funzionante” questo figlio non arrivava.. niente, nessun riscontro con nessun esame, sembrava tutto ok.. così si decise per una laparoscopia, la prima, e lì scoprirono il disastro..

    ciò nonostante, e poichè l’endometriosi (addominale, perciò vagante su ogni organo dell’addome), come le cisti ovariche e i fibromi, sono recidive, mi era stato detto che non potevo proprio avere figli.. iniziai perciò a valutare la possibilità di un’adozione ma non persi ne tenacia ne speranze, e dopo il secondo intervento e la proibizione assoluta di tentare una gravidanza, feci l’ esatto opposto.. a letto per 8 mesi, per non perderla..

    mia figlia è stato uno splendido regalo. non solo mi riempie la vita, ma mi ha salvata.

    non scrivo tutto ciò per cercare inutili pietismi ne commiserazione. io sto bene. quando arriva, vado, tolgo e torno a casa. aspetto però come liberazione la menopausa anch’io, come questa donna… ma a volte le cose non sono come appaiono.. certi mariti però, sarebbero da sopprimere..

    ciao, scusa lo sfogo trascinata dall’emozione nel leggerti..

  3. fuoridaidenti Says:

    Ognuno si porta dentro la sua morte. Chi piccola, chi grande (liberamente estrapolato a braccio a come viene viene da “I quaderni di Malte Laurids Brigge” di R.M.Rilke).
    Gran bel pezzo Flou

  4. Nuvolavola Says:

    (alleggeriamo va, che già mi mordo le dita per aver cliccato su invio..)

    io non ho dentro di me un mondo submarino così creativo con alberi, foglie, polpi e radici.. ho un mondo a parte fatto di gelatina, colla di pesce, cream caramel e tutti quei dolci vibranti succulenti.. sarà per questo che amo tanto cucinare 😉

  5. Flounder Says:

    nuvola, non stavo generalizzando.
    questa donna qui il figlio lo voleva, ma come libera scelta e non come esito di un dramma esistenziale.
    resta il fatto che nel ventre delle donne ci sono architetture e misteri, mondi possibili e impossibili, sogni e desideri raggomitolati, gesti repressi che si ribellano, forse anche qualche scontrino della spesa e resti paleolitici.

  6. giorgi Says:

    I sintomi parlano è l’azzeccatissimo titolo di un libro che spiega proprio questo rapporto tra malattia e coscienza, psiche e corpo. Le cisti di quella donna sono le sue creature, la risposta del suo corpo al non-desiderio di maternità. Che mostro di marito.

  7. brezzamarina Says:

    mi ricorda molto vagamente una certa puntata di X-Files diretta da David Lynch..ma solo per i dettagli ‘pulp’..l’atmosfera e la poesia dell’analisi psicologica sono 100% Flounder..(inimitabili) 🙂

  8. brezzamarina Says:

    per FDD: de “I quaderni di Malte Laurids Brigge” mi lessero una bellissima pagina riguardo allo scrivere..mi piacerebbe recuperarla..

  9. riccionascosto Says:

    Il corpo risponde alla mente, e intreccia discorsi complessi per farsi sentire…
    E’ una verità profonda, questa, Flo’.

  10. cf05103025 Says:

    E’ una cosa magica e sacra che questa donna debba proliferare arbori dentro di sè.
    Io credo che dovrebbe lasciare il marito e forse trovarne un altro, che costui fa generare nella poveretta queste florazioni forse per recondita ribellione, con un altro congeniale forse partorirebbe creature.
    Questi uomini qui sono veramente da bastonare, giuro, lo dico io uomo.
    Io tengo tre figli grandi di cui due leggtimi carnali ed uno adottivo, ecco. Mi/ci parve giusto. Oh!

    In tempi lontani, precristiani, forse più cattivi forse più umani, una donna simile sarebbe divenuta una sorta di vestale o femmina consacrata ad un dio.

    Comunque, o Flòu, la storia l’hai raccontata benissimo, fluente e magica oltre ogni dire.
    MarioB.

  11. Flounder Says:

    In realtà questa storia è nata un po’ prima dell’incontro di ieri mattina. E’ nata la sera precedente, quando con l’ecografia mi hanno intravisto – per fortuna erroneamente – un mostro nella pancia e mi hanno spedito difilato in ospedale.
    Un mostro, sì. Una cosa che tecnicamente si chiama teratoma ed è uno dei tumori che trovo simbolicamente più inquietanti.
    E’ un tumore dell’ovocita, che pur non essendo fecondato, non viene espulso ma inizia a proliferare. E siccome l’ovocita contiene in nuce tutto l’essere umano, tutti i tessuti, tutti gli organi, può svilupparsi nelle forme che crede, senza alcuna logica e previsione. Può prendere la forma di un feto mostruoso, o di un rene, o di un polmone, o di un abbozzo di qualsiasi organo.
    Solo l’idea mi impressiona, questa specie di auto-creazione.
    E poi ne parlavo col blogghèr di fiducia e lui sollevava un’altra questione: quella della nascita senza macchia e senza colpa.
    Se le cose stanno così, allora non esiste.
    E questo, in un certo senso, modifica tutte le congetture sulle ragioni e il senso del Male.
    Lo incorpora alla vita stessa.
    Insomma, roba da rifletterci.
    (senza venirne a capo di nulla, ovviamente)

  12. pispa Says:

    siamo portatrici sane del potere di procreare
    che per noi è fisiologico
    mentre per alcuni uomini significa immortalità
    si vedono riflessi in una sana e robusta progenie,
    come maghi che comandano la vita.

    tutto ciò che è disfunzionale alla creazione di altra vita, soprattutto loro ovviamente, è guardato con timore e sospetto..
    bah.

  13. all Says:

    a me fa piu’ del marito egocentrico fa piu’ rabbia una donna, se intelligente, che si sottopone alle volonta’ di un marito egocentrico.
    quando poi moglie e marito si accorgeranno che un figlio non sara’ “sana e robusta progenie”, ma un nuovo individuo del tutto originale e imperfetto come loro, e quindi in qualcosa spiacevole, fastidioso, indesiderabile, allora moglie e emarito mi faranno piu’ compassione che rabbia.
    compassione nel senso etimologico della parola.

  14. all Says:

    si e’ un po’ sgrammaticati oggi, ma il concetto e’ quello la’

  15. Flounder Says:

    all, a me fanno rabbia tutte le persone che si servono dei figli per giustificare – prima, durante e dopo – ogni sorta di frustrazione, debolezza o mancanza
    (ma io sono cattiva, si sa)

  16. Gurbj Says:

    Sei davvero Brava:-).

  17. anonimo Says:

    a una mia amica giorni fa le hanno trovato una pallina pelosa, con qualche unghia qua e là.
    e ho pensato, tutto d’un botto, al pezzo dell’Ariosto, di quando Astolfo va sulla luna
    (reminescenze poetiche atte a sublimare l’inquietudine)

    i mondi sottomarini, sono delle piccole perle preziose.
    cisti anche loro, a suo modo.

    lisa

  18. fuoridaidenti Says:

    Cavolo, Flou, chiama le cose fuoridaidenti no?

  19. Flounder Says:

    in che senso?
    (non lo faccio abbastanza?)

  20. cf05103025 Says:

    Uno dice:
    mi hanno trovato dentro una pallina pelosa con unghie e varie,
    l’altro dice:
    era un gemello mal sviluppatosi.
    Cose così, ma vere.
    Uno dice:
    ma se io non mi svilluppavo finivo così in pancia a mio frate?
    L’altro dice:
    Sì.

    Sic transit gloria mundi.

    MarioBù.

  21. Zu Says:

    Il fatto della pallina pelosa è menzionato in La petite marchande de prose (La prosivendola) di Daniel Pennac. Potremmo invitarlo ad aprire un blog (oppure a Scritture di strada).

  22. anonimo Says:

    … certo che mi riferivo a Pennac.
    cioè, lui si è riferito a me.
    sicuro.

    lisa

  23. maurogasparini Says:

    l’ultima frase vale tutto il prezzo del biglietto.
    complimenti

  24. cf05103025 Says:

    Non avev leggiù la merchand de prose
    avev leggiù un autre chose,
    c’est la vie comme ca,
    un la pass un po’ qui et un po là,
    la ballett de pil
    c’est une chose balorde:
    un se la trouve et est lorde
    et nun sa qui rengrazià
    si la natur ou la mammà,

    Marius

  25. apocrifo Says:

    Ciao Flo,grazie.

  26. Flounder Says:

    io ‘sto fatto della prosivendola non me lo ricordo mica.
    (il che non mi stupisce, visto che a volte rivedo film che sono sicura di non aver mai visto prima e poi dopo tre quarti d’ora me ne ricordo)

  27. Flounder Says:

    grazie, gasparini.

    pennac è uno troppo simpatico. lo avevo incontrato una decina d’anni fa all’Istituto di studi filosofici, a napoli, dove aveva tenuto una conferenza ed era stato gentilissimo e paziente con tutti quelli di officina 99 e dei centri sociali tosti che gli davano addosso e gli dicevano che rappresentava questa periferia in un modo troppo edulcorato.
    lui lo farebbe un tavolinetto a belleville, ne sono sicura.

  28. Zu Says:

    Si trova verso la fine del capitolo 43:
    “…une série de radiographies décelèrent une présence étrangère dans la poitrine de l’enfant. La boule de chair et de poils que les chirurgiens lui ôtèrent était l’embryon nécrosé d’un jumeau qui s’était lové autour de son coeur.”

    Così tradotto da Yasmina Melaouah*:
    “…una serie di radiografie rivelarono un corpo estraneo nel petto del bambino. La palla di carne e di peli che i chirurghi estrassero era l’embrione necrotizzato di un gemello che gli si era acciambellato attorno al cuore.”

    * una delle poche traduttrici al mondo che condivide i diritti d’autore con lo scrittore (altro punto a favore di Daniel Pennac, per come la vedo io).

  29. EnArcheEnOLogos Says:

    Flounder: ah, mi pareva, le donne hanno dentro un universo colorato e pluriforme e incantato e magico… e gli uomini solo merda? Insomma… solita Retorica dell’Utero?

    Nuovolavola: “certi mariti però, sarebbero da sopprimere”? Sono d’accordo (vivo sulla terra e noto quanto l’idiozia umana non abbia limiti). Mi chiedo però cosa fare delle donne che se li sposano… Possiamo sopprimere anche loro?

    Flounder: il figlio come libera scelta (o non scelta) credo sia pura fantasia dell’umano teorizzare: siamo animali (del DNA, dei virus con un po’ di ciccia intorno) e come tali nel codice genetico abbiamo scritto a chiarissime lettere “scopa e continua la specie”. Il resto (letteratura, dei, amore, sentimenti, figli-sì, figli-no, ect.) ce lo mettiamo noi. Il sapere che siamo solo il sogno di noi stessi ci rende la vita migliore o peggiore? Non lo so.

    Giorgi: “Che mostro di marito”? Vedi sopra Nuvolavola.

    cf05103025: “Io credo che dovrebbe lasciare il marito e forse trovarne un altro”: sante parole. Ma quando hanno scelto “quel” marito c’ero io a consigliarle? Chi c’era?

    all: “a me piu’ del marito egocentrico fa piu’ rabbia una donna, se intelligente, che si sottopone alle volonta’ di un marito egocentrico”: appunto, almeno un ex-aequo per la stupidità. Allora non sono l’unico coglione a pensarla così.

    pispa: “siamo portatrici sane del potere di procreare/che per noi è fisiologico/mentre per alcuni uomini significa immortalità/si vedono riflessi in una sana e robusta progenie,/come maghi che comandano la vita.//tutto ciò che è disfunzionale alla creazione di altra vita, soprattutto loro ovviamente, è guardato con timore e sospetto”. Bellissimo quadretto: il maschio come fuco inseminatore per continuare la specie (il che è corretto), ma la donna invece no, non appartiene al quadro, la donna è Madonna, la donna è portatrice sana. Mi chiedo allora: il maschio no? E un portatore di procreazione “insano”?

    Capisco sempre meno degli esseri umani che abitano questo pianeta, ma una cosa credo di averla intuita: non esiste differenza fra maschio e femmina di Homo Sapiens Sapiens, siamo uguali in tutto e per tutto. Sia nel coltivare dentro di noi universi colorati e pluriformi, sia nel somigliare molto a quel DNA che ci fa biologicamente solo animali.

    Mettetevi l’anima in pace, l’anima non esiste.

    🙂

    non-io

  30. Flounder Says:

    enarche’, ma stai nervoso? 😀

    nessuna retorica dell’utero. ma nemmeno del cazzo, se per questo. (…oops, che parolaccia).
    ma che le donne abbiano un immaginario più ricco e articolato non l’ho detto io. è un fatto.
    il punto è che quando uno si sposa non sempre sa cosa accadrà dopo, perché la vita insieme mette in moto una serie di dinamiche a volte del tutto imprevedibili.
    c’è chi ripercorre il ruolo che aveva uno dei suoi genitori all’interno della coppia, chi lo stravolge completamente, chi sembra una persona matura e poi dà di testa perché non riesce a procreare, chi diventa un pozzo senza fondo e risucchia e ti carica del compito di soddisfare tutte le tue aspettative, farti da mamma, papà, sorella, nonno, marito e figlio.
    se si sapesse prima sarebbe molto più facile.
    che poi uno scopre di aver accanto un mostro o una persona del tutto incompatibile e se lo tenga, può essere che avvenga per una serie di paure. non c’è niente di male in questo.
    io disapprovo solo la lamentazione non costruttiva o l’autolesionismo esasperato.
    sul commento di pispa anche io sono un po’ in disaccordo, per quanto ammetterai che una gestazione di nove mesi fa un po’ la differenza.
    che ci sia una responsabilità diversa, quanto meno durante la gravidanza, è un fatto innegabile, non è un discorso sessista.

    zu, ma a chi succedeva questo fatto del gemello?
    (marò, che amnesia, è la vecchiaia)

  31. Nuvolavola Says:

    EnArcheEnOLogos Mi chiedo però cosa fare delle donne che se li sposano… Possiamo sopprimere anche loro?
    Ti rispondo così, riprendendo l’ultimo commento di Floù. Le donne che se li sposano non sanno ancora cosa potrà accadere dopo. Ma è importante non vivere nella commiserazione di se. Esiste la consapevolezza. E il divorzio, grazie al cielo..

  32. Flounder Says:

    prima che enarchè protesti aggiungerò – per la par condicio – che nemmeno gli uomini riescono a immaginare che potrebbero ritrovarsi accanto a una santippe permenentemente con l’emicrania.
    sembra che gli uomini abbiano maggiori capacità di sopportazione, non li si sente mai lamentare o dire che hanno sposato un mostro.
    (non dirò altro, per l’amor del cielo. per quanto lo vorrei..ahh, come lo vorrei)

  33. all Says:

    (che la nostra capacità di sopportazione sia inversamente proporzionale al nostro immaginario?)

  34. Zu Says:

    (rispondo a #30)

    Krämer, quello che aveva sparato in testa a Benjamin Malaussène.

  35. Zu Says:

    La capacità di sopportazione è inversamente proporzionale a quella di proiettarsi nel futuro: se vivo alla giornata, potrò scavallare molti ostacoli senza interrogarmi, ma se tendo a crearmi una prospettiva mentale di anni, lustri, decenni di ripetizione di una situazione sgradita, probabilmente mi sarà più arduo sopportarla inerte.
    (questo ragionamento l’ho imparato da una donna)

  36. EnArcheEnOLogos Says:

    Breviter.

    Flounder, ebbene sì, oggi sto nervoso assai; ma, sebbene questo influisca sul mio modo di scrivere, non influisce sulle mie idee, corrette o fallaci che siano.

    Sempre per Flou: non è un fatto “che le donne abbiano un immaginario più ricco e articolato”, è una opinione, sulla quale dissento, nel senso che io “non so” chi abbia migliore immaginario (sono agnostico anche in questo). Quel che dici sarebbe un “fatto” se e solo se fosse possibile misurare numericamente il concetto di “immaginario” e se su queste misurazioni si fossero fatte delle statistiche su tutti gli esseri umani da Adamo ed Eva ai giorni nostri. Il che non è. Ed io rimango nell’ignoranza.

    Sulla questione “ho sposato il Dottor Jekyll e ho poi scoperto Mr Hyde”, parliamone. Vale anche per chi afferma “ho sposato una Santa e adesso mi trovo a fianco un’Arpia furiosa”. Si cambia, è vero. Ma possibile che si cambi così tanto da invertire la rotta del tutto? Non so, non ho certezze, ma credo che non dipenda dall’essere maschio o femmina.

    Abbi dubbi.

    🙂

    non-io

  37. all Says:

    giusto, ma che fregatura sarebbe un’immaginazione fallace… voglio dire, magari vivendo alla giornata senza saper vedere aldilà del naso si può avere il culo di mister magoo, che avanza beota e beato invecchia.

  38. all Says:

    (rispondevo a Zu)

  39. Flounder Says:

    comincio ad avere seri dubbi sul fatto di aver realmente letto La prosivendola (in realtà so di averlo fatto, lo so, ma era il lontano 1995 o giù di lì)

    caro enarche’, se tu stai nervoso, io sto più nervosa di te.
    ma cercherò di essere imparziale nello scriverti che tu sei parziale.
    e poi stravolgi un po’ le cose.
    io non ho detto che l’immaginario delle donne sia migliore, per carità.
    ho detto solo più ricco e più articolato, il che non è indice di meglio o peggio.

    la cosa grave è proprio questo tipo di pensiero che prende la dicotomia e anziché lasciarla tal quale, la gerarchizza (perché di fatto nel maschilismo e in alcune frange di femminismo è proprio questa l’operazione che viene compiuta)

    poi a me piace guardare anche un pochino oltre, nelle altre culture. e allora poi mi pongo domande tipo: come mai in alcuni posti agli uomini si pratica la circoncisione e alle donne la clitoridectomia?
    come mai alla donne si pratica l’infibulazione e agli uomini nulla di simile?
    come mai non esiste una glandectomia per fare il pari?
    che cosa si va realmente a castrare nella donna e perché?
    sono dell’avviso personalissimo che la mutilazione del corpo in realtà non miri al corpo, ma ad altro. a tutto quello che simbolicamente gli corrisponde (e in certo modo spaventa).
    il che secondo me costituisce a contrario, la prova di un riconoscimento implicito di un potere creativo e immaginifico che turba.

    (mo’ mi fermo)

  40. Flounder Says:

    all, rispondo a te che rispondi a Zu:
    ma sai quanta gente vive così?
    (le statistiche su quanto culo abbiano, invero non le posseggo, e però…)

  41. EnArcheEnOLogos Says:

    Flou, se stiamo nervosi entrambi sarebbe salutare non affrontare questi argomenti adesso.
    Ma una risposta te la devo.

    Sebbene non sia cosa migliore o peggiore, continuo a negare a mio avviso “che le donne abbiano un immaginario più ricco e articolato”. Questa differenza non la vedo proprio. Io non gerarchizzo nessuna dicotomia uomo-donna, la lascio tale e quale; semmai mi era parsa proprio tua e di altre, nei commenti qui, la gerarchizzazione. Forse mi sono sbagliato. Se tutti crediamo che esistano differenze (ma non quella dell’immaginario!) senza una scala di valori, siamo tutti d’accordo. Non ne parlo oltre.

    In quanto alle aberrazioni presenti in altre culture che costituirebbero “la prova di un riconoscimento implicito di un potere creativo e immaginifico che turba”, siamo nel campo della Pura Metafisica Antropologica, e siccome non mi occupo né di metafisica né di panormale, non ne commento oltre.

    🙂

    non-io

  42. Flounder Says:

    (io oggi in realtà cercavo qualcuno con cui litigare, lo ammetto)

  43. Flounder Says:

    Cara Coscienza,
    ma come succede che mi trovo sempre a un passo dal burrone?
    Tua vertiginosa Flounder

    Cara Flounder,
    è un problema di manovra.
    Tua patentata Coscienza.

    Cara Coscienza,
    credi che ci sia un’indole masochista a supporto?
    Tua retorica Flounder

    Cara Flounder,
    credo semplicemente che ci sia una cattiva regolazione del minimo.
    Tua meccanica Coscienza.

  44. VENTODITERRA Says:

    Comunque Flou ha ragione nel nostro corpo noi produciamo meraviglie; la mia prima opera d’arte, avevo 23 anni, era grande come pompelmo giallo e pieno come la voglia di vivere che avevo dentro; la seconda, a 36 anni, era di una bruttezza speculare alla vita che trascorrevo allora.
    Poi, per evitare che la produzione potesse scadere troppo, dopo 2 anni sono stata graziata dalla menopausa (ma anche dalla separazione dal marito che, al contrario di quello della tua storia, viveva con assoluto distacco il mio peregrinare tra medici e di figli non ne voleva proprio sentir parlare … ).

  45. Flounder Says:

    alcune riflessioni prendono corpo precocemente. a me, a sedici anni, stupi enormemente – e nemmeno saprei dire oggi se in senso positivo o negativo – la lettura dell’Uomo dal fiore in bocca, di Pirandello.
    da allora non ho mai più smesso di pensarci e di intravedere disegni e messaggi dietro una malattia. sono certa che vada proprio così.

  46. AnnaBella Says:

    noi siamo cio’ che pensiamo e cio’ che mangiamo……

  47. Flounder Says:

    io mangio radicchio a iosa (ecco spiegata l’amarezza…)

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