Sfido, io

Una volta un amico mi ha chiesto: perché i bambini si dondolano sulle sedie, facendole vacillare su un solo piede, anche se sono già caduti e sanno che è facile farsi del male?

Io ci ho pensato per anni, è una cosa alla quale penso spesso.

E’ per la sfida, per l’adrenalina, ho risposto, per l’emozione di sentirsi invincibili e coraggiosi.

Ma fin dove può arrivare una sfida? Chi lancia la sfida ha sempre l’asso nella manica? E’ già sicuro di vincere? Se è così dov’è il piacere, da dove monta l’adrenalina?

O non ce l’ha e allora il meccanismo di sfida serve solo ad esercitare un tentativo di controllo sulla realtà, per sopprimere la paura e altre vulnerabilità e avere il controllo psicologico su un altro essere umano e sulle proprie emozioni?

O la sfida serve ad essere scoperti? E allora si seminano indizi che permettono di risalire all’origine delle cose, quasi una specie di tentativo maldestro di ottenere una punizione liberatoria.

Oppure dietro c’è solamente una specie di follia, che non tiene conto dei risultati e delle conseguenze?

Perché la gente provoca? Perché la gente alza la posta? E perché ce ne sono altri che accettano la sfida invece di lasciar perdere e cambiare strada?

Anche questa domanda è una sfida, lo so.

Perché l’ho raccolta?

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6 Risposte to “Sfido, io”

  1. anonimo Says:

    e perchè c’è gente che cova tutto come fosse una sfida, sino alla necessità di proporre un altro tema nel proprio blog nella stessa giornata?

  2. Zu Says:

    Probabilmente la motivazione sarà composita, variegata in modo diverso per ciascuno, ma punterei molto sulla “specie di follia”, il lato bambino coi suoi pregi e difetti: freschezza e immaturità.

    Come bonus, una poesia fresca fresca di Carlo Molinaro.

  3. QuotaZero Says:

    Non vorresti diffidare dallo sfidare le sfide?

  4. shemale Says:

    Uno si sfida per misurarsi, immagino. E misurare gli altri. E’ un modo “cavalleresco” (in senso medievale) per conoscere il mondo (sempre meglio della guerra, comunque)
    Che male c’è?
    Basta che si rispettino le regole fondamentali e non si prendano a calci in bocca gli avversari. La finale di Champions League o quella del Campionato del Mondo sono sfide per eccellenza, a posta altissima, tenuto conto del contesto. E io non me le perderei per nulla al mondo.

  5. Flounder Says:

    Sfidare vuol dire s-fidare. Togliere la fede.
    Ha a che fare con la fiducia, con la certezza. Che si cerca in qualche modo di corrompere – fosse anche a fin di bene – per spostare un limite costrittivo.

  6. shemale Says:

    Beh, è un po’ tardi adesso, però quello che dici non è vero. Il termine sicuramente nasce come togliere la fede (“sfidare l’autorità paterna”, cui non si riconosce più alcun primato), ma slitta poi verso un significato di “contesa” che non presuppone l’esistenza di alcun primato o autorità. La Roma e la Juve si sfidano, non perchè si siano tolte la fede, ma perchè non se la sono mai data e si contendono alla pari (e lealmente) un primato.

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