Osmosi

Pensavo spesso – quando ero incinta – a come gli uomini ci trasformino. A livello biologico, intendo dire.

All’embrione nato dall’unione di due cellule che resta in continua comunicazione col nostro corpo di femmine: sangue, cellule, umori. Uno scambio perenne.

Come alla fine lui, l’altro, l’uomo, entri a far parte del nostro corpo e ne resti catturato.

Pensavo come non avvenga invece il contrario, come le nostre femminee cellule non entrino mai così in profondità nel circolo dell’uomo. Come egli resti dunque sempre avulso, separato. Distinto.

(poi magari scopro che mi sono fatta un film su come vanno queste cose della biologia, e allora forse mi rassereno)

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38 Risposte to “Osmosi”

  1. amabeth Says:

    lasciamo perdere la biologia, l’uomo viene accolto, le nostre cellule lo circondano, lo bagnano, e quando fai un bagno in mare il sale ti rimane sulla pelle…

  2. QuotaZero Says:

    È un Dare&Avere fondamentale. Un dualismo che inficia le possibilità di visuale, fisica e metafisica. Fondamentale, direi.
    E divertente, anche, se, nel divertimento, rientrano Abbattimenti di Steccati da Pregiudizio&Conformismo.
    Ma non è facile.

  3. bolilla Says:

    è vero.
    potrebbe essere questa partita aperta allora. che nel tentativo di cercare la pariglia genera una perenne rincorsa ad un impossibile equilibrio?

  4. all Says:

    lui si da’, e lei prende. proprio mentre lei si da’, e lui prende. il complotto della vita

  5. Flounder Says:

    questa ̬ solo una parte della riflessione. come ben sapete Рe se non lo sapete, adesso ve lo dico Рio non amo parlare o scrivere di sesso, per una sorta di pudore atavico.
    ma il fatto che non ne parli, non vuol dire che non sia capace di rifletterne, soprattutto in questo momento storico in cui anche la filosofia, delusa dalla politica e da altri ambiti, sembra aver riscoperto l’importanza dello studio dell’uomo nel privato.
    tutto questo per dire che – gravidanza a parte – mi pare che più o meno vada sempre così: che sia la donna ad assorbire l’uomo e solo in maniera molto residuale, avvenga il contrario.
    e secondo me questi dati biologici così essenziali finiscono poi per spiegare una serie di cose.
    (ma se credete che sia una stronzata, con tutto quel che ne deriva, non esistate a contraddirmi. non aspetto che questo, in effetti)

  6. brezzamarina Says:

    non voglio contraddirti, solo seguire la linea che hai tracciato nel trarre spunti dai meccanismi biologici per fare riflessioni piú ampie. Mi piacerebbe sottolineare il fatto che, grazie ai mitocondri di origine esclusivamente materna presenti nell’embrione [organelli con un loro DNA che si dividono e moltiplicano autonomamente, distribuendosi in tutte le cellule che dall’embrione hanno origine], il contributo genetico ‘femminile’ in qualsiasi essere umano, uomo o donna, é quello prevalente..

  7. Giocatore Says:

    Una suggestione vale quel che vale: può funzionare, più o meno bene. arrendersi al “fisicalismo” o al “meccanicismo” non sempre giova. Ma si può provare. Rivendico, piuttosto, una forte dose di “cultura” e di “antropologia” nei meccanismi di sviluppo delle relazioni uomo/donna. Scoprirci animali animati, è sempre bello. Ma
    ridurci, autoridurci, a meccanismi biologici è, appunto, una riduzione.

    Ma tu offri un’immagine, una suggestione. Non, spero, una “teoria scientifica”, no?

    abbracci
    (ma superficiali e non accoglienti, avulsi e distanti, cioé…da uomo)

  8. Flounder Says:

    no. non è una teoria. è una di quelle cose che tu chiameresti “pontificazioni arbitrarie”.
    anche io credo alla cultura e al potere della sovrastruttura.
    però a volta l’animalità, la riconduzione a meccanismi semplici ed essenziali spiega meglio o aiuta a chiarire delle cose, laddove la cultura può solo correggere e non creare.

  9. didolasplendida Says:

    Penso che la spiegazione biologica sia l’unica che ci possa fare accettare certi comportamenti, certi abbandoni. L’uomo fa punto e a capo e si vive un’altra vita, con un’altra donna, altri bambini piccoli, fa le stesse cose…

  10. cyrano56 Says:

    purtroppo non me la sento di contraddirti: l’uomo generalmente resta in superficie, quando si tratta di unione e unità con la compagna e sono convinta che anche dopo il sesso si stacchi a livello interiore e corporeo più facilmente e velocemente di quanto succeda alle donne; certo, esistono delle eccezioni…eccezioni, appunto.

  11. Flounder Says:

    anche io penso sia così. poi, per amor di coascienza e cultura, uno ci fa tutte le speculazioni che vuole, come sostengono questo qui e questa qui .

  12. Flounder Says:

    se la pontificazione si trasforma in teoria, il risultato mi pare di una tragicità estrema.
    come se il concetto di appartenzenza venisse automaticamente negato in natura.
    o quanto meno negato univocamente.
    (sappiate che non potrei sopportarlo)

  13. Giocatore Says:

    Non lasciate che un filosofo vi parli del sesso, vi prego…

  14. Flounder Says:

    oh, giocatore, così non se ne esce.
    o siamo animali e ci scegliamo per annusamento e allora la finiamo con tutte le menate dell’abbandono, o siamo evoluti e allora anche il filosofo ha ben diritto a dire la sua.
    a me l’idea del “ti tengo se ti contengo” mi pare appropriata. semplice ed essenziale, ancora prima delle logiche di possesso che possono derivarne.
    (oggi sono in modalità [tattile] )

  15. Flounder Says:

    (anche [molto tattile], volendo essere precisi)

  16. broono Says:

    Ah!…Ma è di sesso che si sta parlando?
    Di animalità?

    E perchè non compare la parola sudore?
    Perchè non è stato usato il verbo “Bere”?
    Ci sono dizionari per ogni argomento, e quello dell’animalità è un altro, cavoli.
    Non si depista così la gente normale.

    In ogni caso io tra due mesi circa faccio un anno esatto nel quale i miei mitocondri non hanno pontificato arbitrariamente né su una sovrastruttura, né su una sottostruttura, quindi se serve posso prestarmi all’analisi per una raccolta dati utile a produrre una forma seppur minimalista di sondaggio dedicato e/o caso studio.

    Dimostro per esempio che a non far lavorare per nulla i mitocondri non è che stai benissimo e salti di gioia, però anche a farli lavorare troppo non è che c’hai garantita la salute mentale.

    E comunque io un po’ lo aspettavo un tuo post che parlasse di sesso.
    Lo aspettavo perchè ero curioso di leggere come sarebbe uscita la parte animale di Flò, quando non di letteratura o di mente si parla.

    Ecco, leggere che è uscita e s’è messa a parlare di letteratura e di mente, devo dire la verità, mi inquieta un po’.

    Però hai una sovrastruttura di un certo livello e una intrastruttura da nobel, quindi puoi permetterti di tutto, anche di parlare di sesso come si parla di fenomenologia del relativismo classista.
    Spero, più che altro, non mentre lo fai.
    (Fare è una voce del dizionario di cui ti parlavo qualche riga sopra, di quelle voci là che uno si aspetta di trovare. Un dizionario tipo quello che ha usato, magistralmente, Amabeth, per dire)

    Sono scassacazzo, lo so.
    In questi giorni poi, non ne parliamo.
    Sopportami.
    O supportami, visto che di sovrastruttura stiamo parlando.

    (Cazzo è un altro vocabolo di quel dizionario là, ma qui si entra proprio nella versione “Per animali animali”. Se serve una versione più morbida è stato pubblicato un fornito dizionario dei sinonimi, provvisto anche di una divertente sezione sui contrari)

  17. Flounder Says:

    no, broono, non parlavo di sesso e basta. non ne sarei capace, in ogni caso.
    (devo sempre ripetere a scanso di equivoci che il sesso è come il blog: ha senso farlo ma non parlarne).
    parlavo di appartenenze.
    di cui il sesso è una componente fondamentale.

  18. all Says:

    che sia la donna ad assorbire l’uomo e solo in maniera molto residuale, avvenga il contrario.

    se consideri il momento della congiunzione (invece che scrivere scopata, preferisco pescare dal dizionario del club del congiuntivo), la donna assorbe una piccola parte dell’uomo, e per un periodo piuttosto breve: sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico.

    se si allarga il discorso alla gravidanza, all’allattamento, all’educazione del figlio e annessi e connessi, allora si’ che i ruoli si squilibrano: il sesso cambia la donna piu’ dell’uomo: nel fisico, nella psiche, nel percorso sociale, nella vita quotidiana.
    E se la donna non vuole soccombere al cambiamento imposto, deve assorbire tutto questo (uomo congiunto, panza, prole) facendosene una ragione superiore, allargando la sua visione (com/siderazione) del mondo mentre le si restringono le possibilita’ di scelta e di movimento.
    Mentre l’uomo resta il coglioncello o l’intelligentone che era prima, sostanzialmente.
    forse e’ per questo, che le donne vivon piu’ a lungo degli uomini, e anche piu’ lucide.

  19. broono Says:

    Lo so che non parlavi solo di sesso.
    S’era capito, voglio dire.

    Era per giocare un po’, non per sminuire l’argomento.

    In ogni caso, anche se come dicevo non frequento più da un po’, ricordo che dovrebbe essere il contrario.
    E’ l’appartenenza che è una componente fondamentale del sesso.

    Concetto che, espresso da un uomo, smentisce quel luogo comune là, quello secondo il quale per la donna è sempre qualcosa di più “alto” di quanto non lo sia per l’uomo.

    Vi assorbiamo anche noi, non preoccupatevi.
    Non a caso, quanto spinto al massimo, quell’assorbimento porta ad essere disposti anche a morire, per voi.

    Se poi a voi la natura ha offerto un canale preferenziale in più, per quell’assorbimento, non è detto che la cosa debba necessariamente tradursi in una nostra mancanza.

    Ma capisco che il discorso è diverso e più alto, quindi mi levo dalle palle e torno a lavorare.

  20. Flounder Says:

    così già mi sta piacendo.
    suvvia, cercate di convincermi che anche voi cambiate.
    datemi un esile filo di speranza 😀

  21. brezzamarina Says:

    é sufficiente che avvenga il cambiamento o é necessario anche ammetterlo? la risposta davvero non ce l’ho.

  22. zop Says:

    adesso mi sento un po osmoticamente avulso…

  23. Flounder Says:

    i cambiamenti non hanno necessità di essere verbalizzati. al massimo quello è un di più.
    direi che sono sufficienti le evidenze.

  24. brezzamarina Says:

    si, capisco cosa vuoi dire. verbalizzati no..ma riconosciuti, accettati?

  25. Flounder Says:

    brezza, oggi non mi fare domande difficili. sono impreparata. terribilmente impreparata.
    mi do 4 meno meno, qualunque sia la domanda.

  26. brezzamarina Says:

    ahaha..avresti anche potuto dire “mi alzo e me ne vado”..;-)

  27. Effe Says:

    l’appartenenza è un furto

    (firmato: Nuclei Mitocondri Rivoluzionari)

  28. broono Says:

    Non per nulla si dice
    “M’hai rubato il cuore”

  29. brezzamarina Says:

    é risaputo che tra i nuclei e i mitocondri c’é una rivalitá millenaria..

  30. bolilla Says:

    eccome se cambiano i maschietti: ma per vie diverse, più per afferenza che per inferenza.
    insomma, è più una cosa di testa e di Usi & Costumi e sensi del dovere e sensi della responsabilità, che poi è anche cosa di stomaco e di panza, che è sempre biologico ma non così fisiologico. E certamente non fisiocratico.
    Credo che tu sia nel vero quando dici che il semino di sesamo cambia la donna tout court, e per sempre.

  31. Giocatore Says:

    Qui si vuol fare della mitologia. E lo si dica, allora: qui si fa della mitologia. Ma è post o pre-femminista? Ed è femminista, questa mitologia?

    Intanto i legami si sciolgono; sembra bastare un niente, un niente oggi, un niente domani, e i legami si sciolgono….

    Ma da dove eravamo partiti? Quale era l’immagine di partenza?

    Ah sì, un dato biologico che interpreta (spiega?) un dato psicologico. E se questa distinzione fosse necessaria? Indispensabile all’essere Altro, alterità costitutiva?

    E se coltivare questa precisa distinzione di noi eterni derivati e derivanti (noi uomini) fosse un preciso compito del “maschile”?

    Come il superare la paura della consapevolezza di questa eterna dipendenza-deriva di derivati.

    Tu, implicitamente, chiedi “cosa è il maschile?”

    E io, non te lo so dire.

    (sai com’è, sono ancora…”troppo figlio”)

    abbracci
    (siderali)
    Matteo

  32. aitan Says:

    A volte, giocando a fare salotto, si toccano profondità che solo una mente femminile può raggiungere.

  33. pispa Says:

    secondo me ha ragione didolasplendida

    proprio così funziona.
    noi poi sovrastrutturiamo, soppalchiamo, aggiungiamo piani ai progetti senza nemmeno condonare.
    che c’è da capire?
    non ci piacerebbero diversi, io credo.

    una domanda: perché per parlare di sesso è necessario passare per una gravidanza, una fecondazione, cellula morula blastula?
    fa ben più schifo visto così :))

    (oggi è la giornata dell’annidamento ovulare blogghico?)

  34. brezzamarina Says:

    io morula e blastula le trovo carucce..comunque Flou..Pispa solleva una questione temporale interessante..(sarebbe un’ulteriore conferma che i nostri cicli si sono davvero sincronizzati tramite frequentazione nella finestra dei commenti di un blog)..;-)

  35. Flounder Says:

    siete ricchi e fecondi (…oopsss), ma io mo’ ho da fare. poi ritorno.

  36. laforca Says:

    Abi in malam crucem!

  37. pispa Says:

    sapete vero, che quando un gruppo di donne si frequenta o frequenta lo stesso ambiente (casa ufficio scuola.. di solito) i cicli tendono a ravvicinarsi tra loro?
    dio mio, abbiamo fatto questo via internet?
    tutte in ovulazione?
    dateci dentro, voi che potete: tra nove mesi parte la nuova leva dei blogghers del 2020!
    ah ah scusate mi fa ridere di molto, eh eh

  38. Flounder Says:

    ohi, dite che davvero va a finire così? che ci riproduciamo tutte insieme?

    e pensare che io ieri sera non volevo mica parlare di sesso, macché. mi chiedevo tutt’altro, pensavo al tradimento in realtà.
    se non derivasse appunto da questa mancata appartenenza biologica.

    mi piace questa cosa che scrive bolilla: più per afferenza che per inferenza. andrebbe approfondita, se ci ritorna mi fa piacere.

    mi piace anche questa cosa che scrive matteo sull’indagare le possibilità dei compiti maschili. se ne esistessero, io gradirei il manuale d’uso. anche in lingua straniera, non importa, poi mi faccio aiutare.

    ripeto, io non volevo parlare di sesso, io volevo risposte scientifiche. tipo sapere quanto del seme paterno viene in contatto con l’organismo materno, oltre che con l’ovocita e come ne può (se può) modificarne le cellule, o se si tratti solo di contatti superficiali che non modificano nemmeno impercettibilmente la struttura dell’altro.
    io so che il sangue materno entra in contatto con quello dell’embrione, lo so per il fatto di avere un sangue negativo e che mi controllavano spesso e poi dovevo fare un’immunizzazione, ma il contrario?
    ecco, cose così.

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