Permette questo ballo?

Ho già scritto qualche volta di una delle letture che ha modificato la mia esistenza: le parabole di Milton Erikson. Ne cercavo una, stasera, una delle mie preferite, ma non sono riuscita a trovarla, e allora vado un po’ a memoria, tanto il senso  è chiaro.

E’ una storia che si ambienta in un villaggio del West. Protagonista un tipo che forse si chiama Joe o Jack o Bill.

E poi una ragazza che vive con suo padre, onesto agricoltore.

Joe, Jack o Bill è proprio un tipaccio: inaffidabile, ubriacone, rissoso.

Ma la ragazza gli piace molto e così prova ad approcciarla.

Qualunque ragazza di buon senso, nel villaggio, lo avrebbe respinto in malo modo.

Lei invece si consulta con il padre e gli risponde: fra un anno ci sarà il ballo del paese. Se ti comporti da uomo potrai invitarmi a ballare.

Il ragazzo la prende in parola e smette di bere. Inizia a lavorare e si fa assumere come bracciante dal padre della ragazza, in modo da poter essere monitorato a vista.

In paese ridono e scommettono che durerà non più di qualche settimana.

Invece Joe o Jack o Bill persiste, si dà da fare. Nel frattempo non tenta alcuna forma di approccio.

Quando lei passa, la saluta con un cenno del capo.

Solo una sera lei vuole offrirgli un tè, ma lui rifiuta, ritenendolo sconveniente.

Dopo un anno esatto, alla festa del paese, la invita a ballare. Lei accetta.

Fine della storia.

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45 Risposte to “Permette questo ballo?”

  1. Doug Says:

    Ho sempre adorato quelle serate nei film dove si chiede la mano per un ballo, che eleganza, come in quelle feste di terza media, la mia terza media, a casa di Luigi, chiesi a Laura di ballare un lento, lei disse di si e poi parti Patrick Hernandez.

  2. hladik Says:

    più banalmente avrebe potuto finire che
    solo una sera lei vuole offrirgli un te, lui rifiuta ritenendono sconveniente. Dopo un anno arriva la data del ballo lei rimane in attesa, ma nessun invito, nulla, lo aveva liberato dai suoi difetti e, in uno, dalla sua passione …

  3. Laguna Says:

    sono rimasto così :O

    ^_^

  4. Flounder Says:

    ma come?
    io vi riporto una storiella così edificante e qui mi si reagisce così?
    e certo.
    poteva anche finire che lui la stuprava e la faceva a pezzi.
    o anche che si fidanzava con la cugina.
    uff.

  5. rosadstrada Says:

    Della serie: lei non accetta e viene accettata?

  6. cyrano56 Says:

    detesto i finali che ti lasciano “tra il gnacc e il petacc” (…è meneghino puro e non necessita di traduzione… vero? 🙂

  7. charm Says:

    bellissima storia, in cui ovviamente ho immaginato un finale da cenerentola, vissero tutti felici e contenti, senza limiti di tempo, senza logorii, senza nulla. Felicita’ immortalata e congelata in quell’istante e da li’ in poi, per sempre, per sempre, la parola piu’ bella delle favole dei bambini. Ancora piu’ inverosimile dei mostri con le ali e del baubau.

  8. brezzamarina Says:

    con il rifiuto del té mi ha conquistato definitivamente quel Joe o Jack o Bill (o Francesco o Franco)..

  9. zop Says:

    io sapevo che alla fine era lei che beveva… il che la rese più simpatica! z

  10. 8e49 Says:

    visto che mi ci hai fatto pensare, sì, poteva anche finire che Joe o Jack o Bill si fidanzava con la cugina. e che magari, poi, proprio il giorno della festa del paese, aprivano insieme una grande rivendita di alcolici 🙂

  11. e.l.e.n.a. Says:

    io non capisco il senso della storia. qualcuno me lo spiega per favore?
    ma soprattutto in che modo questa lettura ti ha cambiato l’esistenza?

    (comunque, a mio parere, il tè era una trappola, lei sperava ci cascasse per liberarsene. e alla fine ha dovuto accettare per forza.)

  12. HangingRock Says:

    Sì, bravi, tutti a concentrarsi su Joe, Jack o Bill, che era più simpatico da ubriacone che da zappatore, e su quella sadica della ragazza che prima di dargliela lo sottopone alla tortura di partecipare per un anno come concorrente a La fattoria.
    Nessuno si è soffermato a riflettere sul regista occulto di questa sordida storia: il padre di lei. Chi è costui, che appena si intravede a metà del racconto, ma il cui giudizio imprime una svolta decisiva nella storia? Costui non è un padre normale, no. Se qualunque ragazza di buon senso avrebbe respinto Joe, Jack o Bill in malo modo, figuriamoci quale sarebbe stata la reazione di qualunque altro padre di fronte alla candidatura di un malamento del genere a presidente della camera della figliola. Invece lui spinge la figlia tra le braccia di Joe, Jack o Bill, sia pure attraverso la mediazione di una prova che sa di fatica di Ercole e resistenza di Ulisse.

    Il padre era Dio.

  13. Flounder Says:

    vabbuo’, ja.
    innanzitutto non è un finale tra lo gnacc’ e il petacc’ 😀
    (nella storia originale si sposano e fanno 18 bambini, che si chiamano Bill1, Bill2, Joe1, Joe2, Joe3 etc etc)

    in secondo luogo non è questa storia che ha cambiato la mia vita. ossia, io ci ho anche provato. seguendo il modello erikson ho sposato uno che me l’ha chiesto, ma devo aver sbagliato qualche passaggio da qualche parte.
    in ogni caso è stata un’esperienza educativa, giacché dalle storie si può imparare anche a contrario .
    comunque no, sto scherzando, le storie di erikson sono molto penetranti.

    questa qui ha un sacco di sensi:
    il primo, che mi premeva in particolar modo, è quello del valore interno. la ragazza non ha bisogno di respingerlo in malo modo o di abbassarlo interiormente.
    esprime un valore certo e non negoziabile: io valgo, come l’Oréal.
    e nemmeno gli dice cosa o come lo deve fare: gli dice fa’ ll’ommo, e sarà lui a dover capire come e dove, senza essere sottoposto a giudizio o alla pressione di aspettative.
    poi altre due o tre cose, ma mo’ non posso.

    poi parliamo del padre, che secondo me è un no-global ante litteram.

    poi, giusto per dirvi e spararmi la posa, le Scritture di Strada sono su Repubblica, pagina della Cultura, grazie alla Lipperini.

  14. e.l.e.n.a. Says:

    boh, non mi convince.
    lei è la classica figa di legno.
    colla tracotanza di voler cambiare gli uomini (in questo caso il povero bill joe jack) che, a suo giudizio, non valeva niente.

    (doug, quelli che toglievano i lenti alle feste, erano gli invidiosi. e mi hai fatto ricordare che alle feste di terza media nessuno mi chiedeva di ballare ma solo: elena, vai a dire a sara/simona/anna/luisa etcetc se balla con me?…daiiiiii, sii buona…
    che tristezza!)

  15. Effe Says:

    altri finali alternativi:
    Ella si stufa, e che è?, un anno sano sano di attesa, mica sono Penelope, e scappa col garzone di stalla.

    oppure
    Dopo un anno di astinenza, rigore morale, irreprensibilità, rinuncia e duro lavoro malp

  16. Effe Says:

    (qui sotto il mio commento appare censurato. Questo è un blog maccartista)

    il secondo finale alternativo completo originale riveduto era:

    Dopo un anno di astinenza, rigore morale, irreprensibilità, rinuncia e duro lavoro malpagato (dal padre di lei, grassatore delle masse operaie), Egli Bill si presenta alla festa e dice ad Ella, con pesante accento salernitano:
    Mavaffancubo, va.
    Poi, per buon prezzo, assesta pure una badilata al padre sfruttatore.
    Si gira e se ne va.
    Fine.

  17. Flounder Says:

    (mannaggia a voi, mannaggia, che ho da fare)

  18. Flounder Says:

    sono combattuta:
    da un lato penso che non vi racconterò mai più una storielle di erikson.
    dall’altro i vostri commenti sono così esilaranti che forse apro una categoria apposita, in cui io vi racconto la storia e voi ne date interpretazione e magari il titolo
    (questa per esempio si poteva intitolare: tira più…etc.etc)

  19. broono Says:

    Bisogna anche essere moderni, però, nelle varie alternative.

    Dopo un anno di vicinanza con bicipiti in evidenza e badili impugnati con potenza, Joe Jack o Bill e il padre della tizia si scoprono attratti l’uno dall’altro.
    Trascinato da questo travolgente passione lui amette qual’era il vero motivo che gli impediva di essere uomo per come nel west si intendeva uomini e da quel giorno dà il via alla sua nuova vita di ballerino d’aia, affiancato dal suo nuovo amore.

    Rivelano al paese la loro relazione e convertono la fattoria in una beauty farm nella quale tengono da quel giorno in poi corsi di ballo della scopa al posto dei badili e riunioni Avon per le signore del paese.

    Lui ringrazia la ragazza per averlo aiutato a scoprire la sua vera natura, le dà un bacio sulla guancia e offre lui a lei quel té in tazzine ricevute in omaggio all’ultima riunione avon a seguito dell’acquisto di un set di rimmel/mascara e un pratico kit per manicure resistente alla sabbia e alle balle di fieno rotolanti.

    Nell’attesa dell’approvazione nel villaggio della legge sui pacs, si godono la loro nuova primavera balzellando da mane a sera tra orti recinti e il sabato al mercato a comprare le spezie per il salmì.

    Un titolo possibile è:
    Brù-back-mountain.

  20. irom Says:

    Dopo un anno esatto, alla festa del paese, la invita a ballare. Lei rifiuta, Joeojackobill basito le dice: “Ma, avevi detto che … “.Lei :” …potevi chiedermelo, non che avrei accettato”. Si gira e se ne va a ballare con l’immancabile stalliere.
    Sullo sfondo il padre sghignazza.Fine.

  21. Flounder Says:

    mostri.
    siete dei mostri, ecco cosa siete.

  22. fuoridaidenti Says:

    ‘Azz! Su Repubblica nientemeno! Allora mo’ me pozz’ atteggià veramente!!

    “Per questo avrai baci per regalo ogni Natale e vino allungato con l’acqua delle rose…”

  23. e.l.e.n.a. Says:

    variante finale:
    lei accetta
    lui l’ascia
    (e non raddoppia)

  24. Effe Says:

    un finale tagliente
    ovvero
    sul filo del rasoio

  25. HangingRock Says:

    Broono, come dice il mio cuginetto, mi hai fatto troppo ridere dalle risate 🙂

    Ma lo sai che poi la ragazza, sfinita per questa storia, a lieto fine per tutti tranne che per lei, decide di evadere da questo sporco post e di trasferirsi nella Femme Noyée del 30 aprile? Lì dà finalmente sfogo a tutta la sua insoddisfazione, in una lettera aperta che all’epoca della sua pubblicazione pareva priva di un destinatario preciso, e forse anche equivoca rispetto al mittente, e di cui oggi finalmente si capisce da chi fosse stata scritta e soprattutto a chi fosse realmente indirizzata: al padre e a gioggecchebbìl.

  26. e.l.e.n.a. Says:

    lui, però, lama …

  27. Zu Says:

    Sì Elena, comunque lei la-metta, è così.

  28. broono Says:

    Hangingrock…

    Lei DISSE di essere fuggita da questo post per entrare in quello del 30, in realtà voleva solo depistarci tutti e aveva proprio cambiato blog per non farsi più trovare da gioggecchebbìl e dal padre che non avevano capito che lei in realtà desiderava solo il té, non il servizio.

    Perquanto il servizio avesse tutti i suoi bei fiorellini dipinti sopra che lo rendevano appetibile, certo, lei sapeva che tutto quello che viene proposto durante le riunioni Avon alle quali partecipavano tutte le donne del paese era roba prodotta in serie in Cina e non dipinta a mano come l’etichetta recitava.

    Era fubba la ragassa.

  29. e.l.e.n.a. Says:

    e, comunque, zu, chi di lama ferisce, finisce con l’essere preso a sputi. non è bello.

  30. Zu Says:

    E, sputa caso, a qualcuno piaccia?
    (prima di far la faccia schifata, pregasi considerare le diverse possibili interpretazioni…)

  31. e.l.e.n.a. Says:

    ah, beh… de gustibus non est disputandum… ma in quel caso concordo e dico la mia, cioè metto bocca!

  32. cf05103025 Says:

    Questa storia venne detta:
    “La costanza di un pirla ovvero la persistenza della sragione”
    di Mattew Brandford Zerinol

  33. mrka Says:

    dopo il ballo pretendo un ritorno alla disoccupazione e alla baldoria. cerca bene, dovrebbe esserci un capitolo nascosto, in fondo in fondo al libro.

  34. Flounder Says:

    dove eravamo rimasti?
    a broono che faceva lo spiritoso, quando la verità è che questo post è tutta colpa sua.

    irom mette invece il dito nella piaga ed esemplifica ciò che dicevo giorni fa, a proposito del paradosso del rigore , e che prima o poi mi toccherà spiegare, a beneficio di francesco che se no cade nelle buche.

    calma, tu avanzi una telefonata che ti verrà resa domani. oggi tenevo la riunione con la fiera della bomboniera. una cosa drammatica.
    qua la gente si sposa e per bomboniera fa le donazioni all’unicef e il comparto perisce e langue.
    così si è pensato di invertire la tendenza e fare donazioni al comparto, che se more ‘e famme.
    (e comunque la parte difficile della giornata è stata convincere il vice preside del liceo classico che la signora Certepiccolemanie, citata su Repubblica, ero propriamente io.

    per il modo in cui hanging scrive giògecchebbill, io credo che la sposerò.
    le bomboniere so dove procurarmele, tanto.

    voi due, elena e zu, smettetela di sputacchiarmi nel blog.
    (e nemmeno mi piace che facciate la pipì agli angoli per marcare il territorio.)

    mario, questo da te non me l’aspettavo. ritornerò a Berne, per darti piacere.

    mrka, cercherò un’altra storiella di frizzi e lazzi. ce ne sono un paio a sfondo erotico che non oso raccontarvi per téma dei commenti.

    adesso basta, avete commentato troppo.

  35. Flounder Says:

    (e comunque qua l’ultimo dei romantici è Doug, ci sta poco da fare)

  36. Flounder Says:

    e per di più, intanto che facevate confusione, il blog ha superato i 100.000 accessi e non si è fatta nemmeno una festa
    (adesso io a chi lo consegno il premio speciale che avevo in serbo per l’utente n. 100.000?)

  37. broono Says:

    Comincia a dire qual’è il premio.

    Così, per una prima cernita, puoi basarti sulle candidature.

  38. broono Says:

    (a proposito…auguri a Certepiccolemanie. 100.000 di questi utenti)

  39. Flounder Says:

    si poteva spaziare: tipo un invito a cena per il 12 sera, al Festival del Diamante.
    oppure un pigiamino con gli orsetti.
    o una settimana alla bbiutifarm di messegué a farsi i massaggi con l’olio di ricino.
    o una carta vodafone ricaricabile da 750mila euriss.

  40. broono Says:

    Se passa il pigiamino con gli orsetti, vista l’accorata testimonianza di Riccio, io mi propongo.

    Per l’invito a cena ho già gareggiato (e perso) qualche mese fà (“Chi riconosce la poesia citata in questo post…”).
    Mi pare giusto lasciare, nel caso passasse questo, il posto ai nuovi.

    Io comunque all’orario del 100.000mo ero sicuramente da ‘ste parti.

    Considera anche un premio alla carriera.

  41. Flounder Says:

    sì, broono, è vero: a te premio alla carriera e premio fedeltà.
    (più un grazie, che si sedimenta in botte di rovere)

    potrei per esempio invitarti al ballo del paese.
    ma non prima di un anno, eh!

  42. broono Says:

    E’ la serata delle cernite, vedo.

    Dunque.
    Prima tra 4 ne ho scelti 2 (1 l’ho proposto vabbè)

    Ora tra due ne posso scegliere uno?

    Se posso, tra carriera e fedeltà, desidererei fedeltà.

    Anche tra un anno, non fa nulla.
    Lo vale.

  43. Effe Says:

    alla fine si realizzò, la maledetta parabola (discendente, credo)

  44. Flounder Says:

    ta-tààànn, colpo di scena.
    dove si scopre che Joe, Jack o Bill non sa ballare.

  45. sphera Says:

    Oddio, oddio: conosco centinaia, migliaia di donne che fanno così. Poi dopo un anno – due, dieci – dicono: “Uh? Quale ballo? E, a proposito, chi è che sei, tu?”

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