Forse, ma forse, era in Bestiario

Primo giugno: piove e fa freddo.

Davanti a me la prospettiva di un ponte, che inevitabilmente un po’ si compromette.

Mi viene in mente – in realtà ce l’ho in mente da giorni – un bellissimo racconto di Cortàzar in cui due personaggi, uno a Buenos Aires e l’altro forse a Budapest o Praga, a metà dell’attraversamento del ponte decidono di scambiarsi di posto e finire col vivere i propri giorni nella vita dell’altro.

Non mi ricordo il titolo e neppure i dettagli, ma in fin dei conti questo non mi stupisce. So però in che punto esatto della libreria si colloca il volume, e in definiva mi pare che questo sia molto più importante.

Perché per attraversare i ponti occorre metodologia.

E anche per non farlo.

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45 Risposte to “Forse, ma forse, era in Bestiario”

  1. Flounder Says:

    Algo bueno pasará y aproximadamente a la 1:42 pm de mañana, podría estar en cualquier lado.

    no, per dire che cinque minuti dopo aver postato, mi è arrivata una mail che conteneva questa frase.
    mi pare una bella coincidenza.

  2. fuoridaidenti Says:

    che bestiario! dillo a m(a)r(i)ka

  3. cyrano56 Says:

    🙂

  4. Flounder Says:

    qualcuno vuol dirmi il titolo di questo benedetto racconto?

  5. aitan Says:

    Ii titolo è Lejana – Diario de Alina Reyes. Nell’edizione Einaudi del Bestiario si chiama Lontana.

  6. aitan Says:

    Completo la nota pedante, ricordandoti che l’altra è mendicante a Budapest, ma potrebbe anche essere “donnetta di casa di malaffare a Jujuy o serva a Quetzaltenango”.
    Aggiungo che a me non sembra che decidano di scambiarsi di posto, ho l’impressione che tutto accada come qualcosa di inevitabile. O a limite è la protagonista argentina quella che anela al cambiamento: sta per sposarsi e non pare molto convinta del futuro marito.
    Infine mi va di ricordarti un importantissimo dettaglio insignificante: a un certo punto la voce narrante dice: cerraré este diario, porque una o se casa o escribe un diario, come dire: una o si sposa o scrive un blog. Lo so che non c’entra niente, ma mi andava di scriverlo.

  7. Climacus Says:

    Letta la trama nel commento di Aitan, mi è venuto in mente un film non pornografico che già mi era venuto in mente leggendo la trama nel post di Flounder. Il commento di Aitan, a fortiori (una formula magica di cui un tempo avevo piena la bocca, oggi non so manco cosa significhi e non escludo che lo sapessi o non lo sapessi, qui mi contorco, anche al tempo in cui ne avevo piena la bocca), mi ha confermato la sensazione di inevitabilità che il tuo post, a priori, mi aveva trasmesso e che è la stessa inevitabilità che pencola come un cappio sopra le teste delle due Veronica de “la doppia vita di Veronica” (ribadisco, non è un film porno, anche se il titolo può indurre te e me a pensarlo) del famoso regista polacco di cui non so scrivere il nome e che indicherò con un generico K.K. Te tu hai visto il film?

  8. Flounder Says:

    aitan, se tu non esistessi dovrebbero inventarti. è così, è vero: lo scambio è inevitabile.
    e la frase sul diario è maledettamente vera.
    (dovevi scriveral per forza, ahiahiahi?)

    clim, forse l’ho visto, ma non mi ricordo. e con il preconcetto che fosse un film porno.
    di K.K. amo alla follia il Decalogo, è uno dei tre o quattro libri ai quali sono debitrice di molto.

  9. Flounder Says:

    io vi invidio, voi che ricordate le cose. io sono parente prossima alla smemorata di Collegno: sono capace di rivedere un film tre volte senza mai ricordare di averlo già visto. mischio fatti, storie e trame.
    mi restano dentro, per ciascuna cosa, solo dei concetti essenziali che mi si annodano così in profondità che dopo un po’ di tempo non so più da dove mi vengano e mi convinco che siano sempre stati miei.

  10. lupesio Says:

    Scrivi sempre benissimo, Flo. Ti ho linkata nel mio blog, che ho riaperto.
    Anche se l’ho chiamato provvisorio.
    Scrivi in un modo che alla fine lascia sospesi, come se ci avessi assegnato un compito a casa.
    Il compito, la maggior parte delle volte, è quello di guardare dentro noi stessi.

  11. sarmigezetusa Says:

    HO letto ora un tuo commento.

    grazie! ^__^

  12. Climacus Says:

    Ti chiedo un favore, Flo’. Io, del Decalogo, ho la sceneggiatura malamente fotocopiata di un paio di episodi (uno in particolare mi era piaciuto da morire e narrava il rapporto al limite dell’incesto, limite mai superato, tra un giovane padre e la figlia. Il dialogo che ne scaturiva, allusivo e sensuale, con la figlia a pungolare il genitore, era sensazionale. Purtroppo del film ho visto alcuni episodi, ma non quello di cui ho parlato). Ricordi per caso qual è la casa editrice che ha pubblicato il decalogo? I testi sono stati scritti dallo stesso KK?
    Buona giornata 🙂

  13. rakele Says:

    mi hai fatto attraversare un ponte nel tempo…Kieslowski …Cortázar…
    Sono pure arrivata a Mark Twain!
    E hai ragione…ocorre metodologia.

  14. Flounder Says:

    clim, mi pare sia einaudi.
    ho visto il film due volte, prima e dopo aver letto il libro.
    il libro mi pare insuperabile, è un paradigma perfetto di tutte le vulnerabilità umane.

    rakele, e il ponte sul fiume Kwai?

  15. brezzamarina Says:

    “cerraré este diario, porque una o se casa o escribe un diario”…questo sara’ il titolo del mio ultimo post..l’ho deciso adesso. mi sarai testimone 🙂

  16. brezzamarina Says:

    ma quindi Alina Reyes ha scelto questo pseudonimo in onore del racconto di Cortazar?

  17. Su Says:

    esiste un libro del decalogo???
    veramente?
    ma è la trascrizione delle sceneggiature o una cosa diversa?

    anche io ho adorato il decalogo (1 e 5 soprattutto), invece La doppia vita francamente mi ammazzò di noia.

    Al pensiero di KK mi è indelebilmente legata una cosa : che affermò che non avrebbe più fatto film, perché aveva delle cose che voleva dire e le aveva dette, perciò non c’era più ragione di farne altri.
    Non molto tempo dopo morì improvvisamente.

    Come se avesse esaurito il suo compito anche in vita e non avesse ragione di vivere oltre.

    Fu per me l’unico caso in cui la morte di una persona famosa mi addolorò come se la conoscessi. Il mondo mi sembrò all’improvviso molto più brutto.

    Lui per me era l’esempio massimo di rigore e necessità

  18. Su Says:

    mi scuso per il tono melodrammatico del commento precedente ( io sono tutto il contrario di rigore e necessità).

    E’ che pensare a KK mi turba. 🙂

  19. Flounder Says:

    brezza, ovviamente intendi dire testimone di nozze, vero?

    su, a me il film non è piaciuto né la prima né la seconda volta, come non mi sono piaciuti quelli della trilogia, anche se ne ho visti solo due.
    suppongo sia un fatto di regia e atmosfere cupe, che su carta mi attraggono, ma fotograficamente no.
    al cinema lo trovo troppo lento, mentre nei testi la lentezza del racconto è contraddetta da un linguaggio più spezzato che tradisce l’agitazione sottostante.

  20. Su Says:

    quindi sono racconti, non sceneggiature?
    Me lo andrò a cercare,va’.

    per me credo che sia il contrario : al cinema reggo anche racconti lentissimi, cinematografie orientali, iraniane e compagnia bella ( sebbene qualche giorno fa vedendo il Grande silenzio mi sono assopita :-D) , mentre nei libri apprezzo un certo ritmo

  21. Flounder Says:

    lupesio, guarda che poi dopo passo a verificare se avete fatto i compiti 😀

  22. cf05103025 Says:

    111 Contemplazione e mezzi pubblici

    Poiché fui lasciato lì, sulla pubblica piazza, anzi sul pubblico cantone di Via Liliova con la Karlova, solo soletto, perché il Professore doveva recarsi per sue commissioni in Nove Mesto, era necessario che mi sbrigassi a far le mie, di commissioni. Mi sentivo assai impacciato ad essere sbrigato, così a Praga, per cui mi scelsi pochissimi minuti di contemplazione ( sempre per stare alla lezione ), e me ne andai a rimirare le acque della Vltava o Moldava. Le dette acque non mi avevano mai molto ispirato, per via di una loro oscurità: a me parevano francamente nerastre, erano sì trasparenti, lì al ponte Carlo, ma non mi piacevano affatto, per di più si vedevano alcune schifezze sul fondale.
    Decisi quindi di lasciare contemplazioni di acque per dedicarmi alle umane arti e visto che mi trovavo sul ponte, mi piantai davanti ad un gruppo statuario composto da alcuni santi più un grosso turco con una bella panza ed una scimitarra poggiata sopra; molto mi piacquero le sculture ed in particolare presi in simpatia il turco e poiché da qualche angolo della memoria mi riemerse una leggenda, in cui si diceva che costui spesso proteggesse i bambini praghesi, desiderai fortemente che il nerboruto ottomano diventasse il mio salvatore dal mostro, dal drago che volevami divorare.
    Quasi di corsa poi , anche un poco divertito dall’aver eletto, come mio protettore un nemico dell’antica Europa , arrivai alla fermata della metropolitana Staromestska, dopo due brevi corse scesi alla fermata di Hradcany, riemersi alla luce e mi comprai nei pressi ad un edicola il giornale Le Monde, per sembrare ancor più straniero e per darmi un tono, sentendomi io sempre assai provinciale all’estero. Naturalmente ricominciò a piovere e dovetti infagottarmi il giornale nelle tasche delll’impermeabile, mi calcai in testa il mio berrettino di emergenza pioggia e stetti ad aspettare il tram numero 8.
    Arrivò presto, riuscii a sedermi e mi guardai un po’ di praghesi e poiché mi stava
    riprendendo una crisi di satirismo, rimirando le vellutate chiappe di una madamigella bruna con una borsazza di cavolirapa, optai per una disinvolta lettura.

  23. 8e49 Says:

    Solo per dire (scusa Su) che La doppia vita di veronica è il mio film preferito, non ne dite troppo male…
    (flou, se ti manca un pezzo di trilogia o di decalogo io c’ho tutto… non so se ti sembra una minaccia… nel frattempo spero che questo freddo e questa pioggia non ti abbiano troppo rovinato il fine settimana)

  24. Flounder Says:

    mario, per un momento ci ero cascata, poi ho recuperato sul finale 😀

    francesco, il problema è che io da sola non vedo né televisione né film perché mi deprimo.
    ti delego dunque all’organizzazione di serate proiezione + spaghettata (io curo la seconda fase)
    un week end meraviglioso: ieri sotto il diluvio sono andata a vedere Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti, thriller per bambini molto divertente.
    oggi mi sto dedicando alle grandi pulizie, tipo vuotare TUTTI i mobili di casa, gettare il superfluo e mettere ordine.
    domani, invece, se il tempo è cattivo, passerò la giornata a interrogarmi sul senso della vita e sui grandi temi esistenziali.

  25. Su Says:

    [8.49 : scusa di che? In realtà sono certa di sbagliarmi, perché un sacco di amici che stimo hanno quel film ai vertici tra i preferiti. Devo averlo visto in un giorno no e prima o poi lo recupererò ]

    Giorno di pulizie anche qua

  26. cf05103025 Says:

    Cara Floù,
    ti incollai qui il cp.111 del romanzo “Les pommes de pin sur la tete”,
    del francese Michel Berthier, che si svolge a Praga e mi piace molto.
    Mario

  27. Flounder Says:

    mario, pensavo fossero cose tue.
    ci sono ri-cascata, dunque.

    su, potrei organizzare una di quelle vendite nei garage, come si fa nei paesi anglosassoni. se ti serve qualche porta bonbon di porcellana, un portachiavi a forma di cuore o diverse monature di occhiali con le stanghette rotte, te le faccio recapitare addirittura a domicilio.
    ma quanta roba inutile si accumula nelle case, quanta?

  28. Flounder Says:

    ho letto l’altro giorno che in america, dopo il personal-trainer per la ginnastica, dopo il curatore del look e il pet-psychologist, adesso è emersa una nuova figura professionale: una serie di architetti che si sono riciclati nel fare i sistematori di case.
    nel senso che vengono a casa tua e per l’irrisoria cifra di un paio di migliaia di dollari, ti dicono tutto quello che c’è da buttare, che sia a vista o sprofondato nei cassetti.
    se vi serve, io rendo lo stesso servizio per molto meno.

  29. Su Says:

    assunta.

    [per il resto no grazie. Ho già il mio daffare a decidere, appunto, che fare delle bomboniere da prima comunione di cui mi sommersero i miei alunni. io odio le bomboniere. ma mi sento una cacchina a gettare gli omaggi dei miei ex alunni. Le pulizie pure portano dilemmi morali, a volte. Non solo i giorni di pioggia]

  30. Su Says:

    anzi no, scusa.
    Questo è il tuo compito di prova, se vuoi che ti assuma : che ne faccio, eh?

  31. Climacus Says:

    piuttosto che gettare il superfluo, preferisco gettarmici. E comunque tu svuoti tutti i mobili e getti tutto il superfluo, perfino gli aggettivi, ogni sabato. A volte, vedendo che ti occupi di tassonomia esistenziale, mi chiedo a quale taxon potrei appartenere. Con raccapriccio mi rispondo. Sono un tolemaico.

  32. Flounder Says:

    clim, non è mai abbastanza.
    aspiro alla totale liberazione dagli oggetti.
    (ho buttato sei buste di inutilità, ritrovato un anello perduto e 237,50 euri)

  33. lupesio Says:

    Come fai, Flo? Mi interroghi? O mi dai un compitino scritto? Tutti testi, come dice mia figlia?

  34. Matho Says:

    sono d’accordo! sapere dove trovare un volume è ben più importante di ricordarne il titolo.
    del resto solo chi ha letto veramente un libro o lo ha almeno ‘tenuto in mano’ può sapere dove si trovi.
    gli altri possono anche ricordare semplicemente un titolo a memoria o citarlo di seconda mano.

    a causa del mio lavoro ne conosco così tanti…
    brava flo. come sempre.

  35. Flounder Says:

    lupesio, ho una formuletta che misura il tasso di felicità e infelicità: se dopo la lettura del post restano invariati, allora non è stato fatto nessun compito.
    se uno dei due valori si modifica – in positivo o negativo – allora siamo a buon punto.

    matho, ho impiegato vent’anni per capire che dove trovare le cose è molto più importante del saperle o del possederle.
    una giusta metodologia ti dà accesso a tutto, ti permette di modificare e aggiustare il tiro.
    io poi faccio con dovizia anche le cose sbagliate, credo che alla fine conti l’impegno.se proprio si deve sbagliare, che almeno lo si faccia al meglio, diamine!

  36. cf05103025 Says:

    Mi sono sbagliato:
    l’autore non era Michel Berthier, ma Marius Blanc, fu una svista,
    scusa

    MarioB.

  37. lupesio Says:

    Ma io però non la conosco quella formula! E come si applica?
    Buona domenica, Flo.

  38. Su Says:

    sì va be’. Intanto le mie bomboniere sono ancora lì.

    Sei licenziata.

    😉

  39. Climacus Says:

    sei licenziosa

  40. Flounder Says:

    cedo 60 campioncini di profumo e una cinquantina di bustine creme corpo e viso, nonché n. 30 bomboniere terracotta raffiguranti un tucano e facenti funzioni di ocarina.
    baratto inoltre pentola a pressione lagostina mai usata con macchina per fare pasta in casa, anche se usata.
    astenersi perditempo e possessori di bomboniere spaiate.

  41. Flounder Says:

    dal Caos indistinto è emerso questo dipinto totalmente dimenticato e mezzo stropicciato, rimasto incastrato sotto i cassetti.

  42. cf05103025 Says:

    Esaminai attentamente la predetta immagine che riproduce dipinto e stampa su carta sicuramente di origine nord-indiana, anzi direi del Rajastan; i caratteri devangari che contornano la parte a stampa, superiore e le grafie in arabo/urdu ne denuciano l’origine, forse, al limite, avrebbe potuto essere preparata a Shrinagar.
    Quasi sicuramente recente.Pare un corteo con Raja tipico, su elefante.
    Dice pure, dica pure, faccia domanda.

    M.B. & Sotheby’s

  43. Flounder Says:

    la comprai a jaipur, mi dissero che era il primo foglio di un fascicolo di documenti ed era vecchia assai.
    dopo estenuante trattativa la pagai esorbitante cifra di 30 dollari usa(ti).
    nonostante l’inganno palese, piacquemi molto.

  44. anonimo Says:

    non ho capito la storia.
    Buon ponte. Oggi qui… e’ festa.
    charm

  45. cf05103025 Says:

    Lei non ha speso male i suoi soldi,
    le dico e confermo,
    non è male per la predetta cifra.

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