Telaragna

La donna edifica una cattedrale con ampie volute di fumo che si levano alte, fino a sfiorare il cielo.

La arricchisce con rivoli di bava che nel tempo induriscono e rendono la costruzione resistente e stabile. Simile a bianchi cristalli di cerussite.

Poi siede al centro del quadrato formato da quattro pinnacoli traslucidi e aspetta.

L’uomo cammina in circolo intorno al tempio.

Di tanto in tanto sbircia l’interno, conta i suoi  passi e si chiede se sia il caso di entrare. C’è paura e attrazione, stupore e timore.

C’è una luce che abbaglia e gli rende gli occhi simili a fessure.

L’ultimo filo di bava ha una gittata ampia che gli lambisce i fianchi, lo avviluppa come in un bozzolo e lo attira pericolosamente alla donna, che gli sorride e sta per ghermirlo.

Apre gli occhi, sveglio di soprassalto.

La trova lì, addormentata al suo fianco. Con quella pelle ancora bianca che il sole non si accinge a dorare.

Un sottile filamento di saliva le scorre dalla bocca e bagna il cuscino.

Lui si avvicina e le percorre il bordo delle labbra con la punta della lingua.

Poi dentro di sé benedice e ringrazia, come tanto tempo prima gli hanno insegnato che si usa fare nelle chiese.

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24 Risposte to “Telaragna”

  1. keshjira Says:

    che meravigliosa immagine…

  2. anonimo Says:

    meraviglia e stupore.
    fiato spezzato, e il respiro che scende piano, per paura di far rumore.
    fino alla prossima notte.

    (Flo’, questo è stupendo)

    lisa

  3. anonimo Says:

    davvero ben scritto. vai a vedere questo sito, e’ il primo blog in italia in cui scrivono detenuti: http://www.dentroefuori.org
    saluti, simone

  4. charm Says:

    Minchia, e’ esattamente quel che pensavo io, ma le tue parole hanno decisamente uno spessore maggiore! Ti posso assumere come traduttrice di pensiero?

  5. DanieleBurzi Says:

    Era questa la polaroid che serviva per illustrare in quache modo il complesso rapporto sadismo/masochismo presente nelle dinamiche sessuali delle coppie anche apparentemente più serene?
    Mai visto niente di più bello.
    Sono davvero spiacente per le coppie effettivamente serene nelle cui dinamiche sessuale non non si dispiega alcun complesso rapporto sadismo/masochismo.
    Comunque, alla fine cazzi loro.
    Non è che possiamo stare a fare le balie a tutti.

  6. riccionascosto Says:

    Benedice e ringrazia… per essere scampato al sogno, per essere stato catturato in veglia.
    (Sì, la polaroid è di tutto rispetto)

  7. AnnaBella Says:

    a me avrebbe fatto paura un sogno cosi’! Ritrovarmelo/a poi sdraiato/a al mio fianco col rivoletto di saliva che scende mi avrebbe terrorizzata!
    🙂

  8. Flounder Says:

    sì, riccio, è proprio questo che volevo dire.
    ma anche gettare una luce sui recessi nascosti, sul timore non dichiarato delle appartenenze.
    (è lì che immagino annidarsi il nucleo sadismo/masochismo, quel punto esatto in cui si desidera qualcosa ma si sogna il contrario)

  9. Giocatore Says:

    “A gambe levate”.

  10. Flounder Says:

    ma non vi volevo mica spaventare!

  11. sphera Says:

    Non vi volevo mica spaventare: venite, venite qui… più vicini… su da bravi, qui… ancora un pochino… più vicino, ecco, così…(Bellissimo questo e il precedente: mi assenterò più spesso se ti ispiri così.)

  12. Flounder Says:

    qui un bianco cristallo di cerussite

    mi sono immaginata questa chiesa alla gaudì tutta bianca, era stupenda.
    e poi ieri sul paginone centrale di repubblica c’era un articolo bellissimo sui modi di parlare d’amore in arabo e le parole e i segni usati.
    ce n’era uno che indicava appunto l’amore in cui si è afferrati, come rete.
    il mix mineralogico/ideografico è stato fatale.
    poi lo riprendo, questo articolo, che era super-ispirante.

  13. sphera Says:

    A tendere reti e ragnatele peraltro bisogna esser cauti, che spesso ciò che si piglia sono mosche.(E dicendo così mi è venuto in mente che se lei era un po’ ragno lui era un po’ mosca, e ho pensato di essere svegliati baciati da una mosca. Immagino ch etu avessi in mente qualcosa di più romantico, però.)

  14. Flounder Says:

    m’hai fatto venire in mente questa:
    Esce lu rancio dalla ranceria
    pe’ se mangià la mosca malandrina
    rancio e mosca e fuje madama ca mammeta sosca
    sempe lu rancio va appriesso alla mosca

    una taranta storica, quasi una specie di Fiera dell’est partenopea

  15. sphera Says:

    Ecco, il “rancio” mi sfugge… (Però il ritmo di taranta me lo immagino benissimo.)

  16. Flounder Says:

    il rancio è il ragno. o il granchio.

  17. pispa Says:

    vedo bene anche la situazione opposta.
    il ragno maschio è più sbrigativo forse, più spiccio e mortale.
    ma il filo di bava e la vittima dell’altro sesso, uguali.

  18. Tristanbantam Says:

    quest’immagine è quasi mitologica, ho letto e riletto e la trovo stupenda

  19. brezzamarina Says:

    bellissima lei seduta al centro della cattedrale bianca, che aspetta..anche se sembra addormentata e inconsapevole come una bimba.

  20. Flounder Says:

    c’è una scrittura onirica che fa appello a cose molto sepolte, a immagini immagazinate chissà quanto tempo prima.
    mi piace molto quando viene fuori, assomiglia a piccole miniature.

  21. cf05103025 Says:

    Sta cosa è singolare:
    perchè la donna è attiva e passiva, qui, edifica la cattedrale e tesse e
    sbava, ma poi dorme al momento. dopo la cattura cioè.
    Mi pare la donna dormiente della tua icona lassù a sinistra, quella femmina aranziata abbandonata forse di Rossetti o di Ford Maddox Brown che non ricordo più.
    Ma c’è qualcosa che non gira.
    Ma si vede che stai mettendo a fuoco, si sente.
    E’ com’il vagone di lungo treno.
    Mario
    Mario

  22. Flounder Says:

    anche l’uomo qui è passivo è attivo, prima timoroso e poi audace.
    forse è questa continua inversione di ruoli che chiamiamo amore. o più banalmente – ma non troppo – desiderio.
    questo bisogno di trappole e l’insensatezza dell’alternanza tra il lasciarcisi catturare e il voler sfuggire.
    una volta da ragazza avevo una trappola per scarafaggi. guardavo le bestie entrare e uscire e dopo poco morire e mi chiedevo quanto fossero stupide, incapaci di imparare da ciò che vedevano.
    ero così giovane da non sapere ancora che a volte uomini e scarafaggi funzionano allo stesso modo.

  23. fuoridaidenti Says:

    vorrei averlo scritto io

  24. Flounder Says:

    grazie, calma.
    (se vuoi te lo presto)

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