Kernlose winter

Forse  se  fossi stata  destinata a  fare l’astronauta  o  la  sommozzatrice,  la visuale  sarebbe mutata. Uno sguardo da lontano, capovolto.

I misteriosi meccanismi che presiedono alla metamorfosi del corpo e dei suoi stati: l’assenza di gravità, la trasformazione dell’ossigeno in azoto. La magia molecolare e la fluidità.

Dal corpo ai pensieri e ritorno, in loop continuo.

Sulla terraferma invece imparai che i calli sorgono come protezione spontanea, a compensazione delle assenze o delle debolezze.

Una superficie callosa estesa sotto il metatarso rivela un cattivo appoggio plantare, il corpo che preme sui talloni ed è facile a sbilanciarsi, a cadere all’indietro.

Fate la prova: irrigidite le gambe e spingete sui talloni, poi chiedete a qualcuno di colpirvi in petto.

Cadrete all’indietro.

Disse così, la mia maestra, dopo avermi fatto ruzzolare: i colonnelli non esistono più nemmeno in Argentina. E tu non hai bisogno di questo, devi solo ammorbidire le ginocchia e allargare il torace.

Così che il piede non abbia più bisogno di provvedere procurandosi questa nuova suola e si accomodi finalmente su se stesso.

Ma prima che il rinnovato equilibrio rifluisca verso l’alto occorre esercizio e impegno, e non è detto che ci si riesca.

Paolo era stato selezionato per un’importante missione in Antartide, sei mesi in mezzo ai ghiacci.

La compagnia farmaceutica che sponsorizzava l’evento lo aveva scelto insieme ad altri nove, tra migliaia di concorrenti.

Il suo check-up era perfetto, nonostante la cecità da un occhio.

Perfetta la pressione sanguigna, l’azotemia. Perfetto l’eccesso di peso che lo aveva tormentato per tutta la vita e che in quella circostanza tornava meravigliosamente utile.

Poi non se ne fece niente.

Per una strana concomitanza di circostanze in quegli stessi mesi incontrò la donna della sua vita. O meglio: incontrò l’unica donna che mostrasse un minimo di attenzione per lui.

Era un donnone alto e robusto, cresciuta in paese. In tutta la sua vita di ultratrentenne non era mai stata neppure a Roma. Si appoggiò a quest’uomo grande e grosso che sembrava forte, con tutto questo grasso che gli faceva da callo intorno al cuore.

Tra i ghiacci – ai quali era abituato da sempre – e il calore – che era un’esperienza nuova, scelse la seconda possibilità.

Oppure non scelse affatto, come forse dimostrano i suoi lunghi monologhi sull’Antartide, a distanza di oltre dieci anni.

Rimpiangi qualcosa?, gli chiedo.

Risponde di no, ma è solo che non immaginava che ciò che davvero desideri possa rivelarsi così difficile da costruire.

E dall’occhio sano un luccichio, simile a una sfera in cui puoi guardarci dentro, mostra lontane immagini di infanzia. Con la neve che scende piano e tutt’intorno piccoli cristalli gelidi di disamore, come una boule “Ricordo di”.

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11 Risposte to “Kernlose winter”

  1. Tristanbantam Says:

    la costruzione di un amore… bello davvero quello che hai scritto, bella l’immagine della neve nell’occhio sano. Limiti.

  2. anonimo Says:

    commenti pochi oggi !

  3. DanieleBurzi Says:

    Flo’, non è che per caso posso andarci io in Antartide per sei mesi? Il sovrappeso ce l’ho e qui in Sicilia fa un caldo rowenta (per chi non si accontenta). E a questo caldo non riesco proprio a farci il callo. Anche perchè nemmanco – licenza poetica in romanaccio – posso andare a schiaffarmi al mare (anzi nel mare).

  4. Flounder Says:

    quando fa caldo anche commentare fa fatica.

  5. anonimo Says:

    quest’uomo mi fa venire in mente un leone marino, guercio.
    con i cristalli che si smuovono dentro, e lui che si srotola.

    (e perché alcuni sanno buttarsi e cogliere l’occasione -l’unica, forse- di essere amati, fosse anche al minimo?)
    (voglio dire: come si fa?)

  6. anonimo Says:

    lisa

    (ecco)

  7. anonimo Says:

    a me mi hanno sempre detto che l’occcasione fa l’uomo ladro
    io siccome mi sento un po’ cleptomane perdo apposta tutte le ocasioni per divetare un vero ladro

  8. Effe Says:

    c’è un fatto, forse.
    Le rinunce si pagano, e si fanno pagare.
    Quando occorre fare una grossa rinuncia per ampre, sul momento non si sente troppo il peso.
    Ma poi il tempo chiede il conto.
    SI sente il vuoto, e (inconsciamente?) si guarda alla persona per cui abbiamo fatto la nostra rinuncia con occhio diverso.

  9. Gurbj Says:

    Bisognerebbe sempre fare attenzione a ciò che si desidera. Potrebbe realizzarsi.

  10. Flounder Says:

    Gurbj, è uno dei miei timori principali.
    l’importante è imparare anche le tecniche per boicottarsi quando le cose sembrano andare per il meglio.

    mi piace molto il cleptomane che vuole imparare a diventare un ladro consapevole.
    ritnego infatti che sia meglio una cattiva azione condotta con piacere e congnizione di causa che una buona azione inconsapevole.

  11. mrka Says:

    voglio un pc portatile nella casa nuova solo per non perdermi i tuoi post.

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