Exuvia

Sembra  oggi, come  guardando da  un’altura,  intravedersi  un  orizzonte  più ampio, come se nella notte qualcuno abbia modificato i confini del mondo.

Ci dicono che possiamo imbarcarci e partire, andare lontano. Se lo vogliamo.

O restare, se ci fa più piacere.

Ci dicono che per fare le cose bene occorrono volontà e responsabilità, senza secondi fini.

Ci dicono che le nostre mura sono solide e se anche ci crollasse la casa che abbiamo intorno avremmo piloni interni di cemento a sostenerci.

Son cose che già sapevamo, che abbiamo imparato sulla nostra pelle, ma che se nessuno all’esterno  riconosce è un po’ come se non esistessero.

Ma stamattina la luce è abbagliante, mostra tutti i dettagli. Bisogna portarsi la mano alla fronte per proteggere lo sguardo e nascondere una piccola lacrima.

Non per pudore, ma solo perché contiene anche un germoglio di sconfitta.

Le guerre le pagano anche i vincitori, a caro prezzo.

Poi inizia la ricostruzione, e allora non c’è più tempo per voltarsi indietro: la città nuova chiede di splendere ed essere finalmente abitata.

(Se non avessimo cuore, qui oggi si festeggerebbe. Invece ci limitiamo a contemplare e dire grazie. Che la felicità chiede impegno e non gesti sconnessi. Nervi saldi e mani callose: il mercoledì è un giorno da serpente, il giovedì ha pelle ancora sottile.)

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26 Risposte to “Exuvia”

  1. Zu Says:

    Son contento di esser dovuto andare a cercare, perché ho potuto constatare la perfezione del titolo, per i due sensi che abbraccia.

  2. hobbs Says:

    …auguriamoci allora che dalla sua muta nasca un venerdi…

  3. riccionascosto Says:

    Non sono sicura di avere capito, e quindi se ho capito quello che ho capito, ti consiglio una crema protettiva. In ogni caso, non fa male, la pelle nuova è delicata.

  4. Flounder Says:

    io prima i titoli non li sapevo mettere. invece è la parte più bella e anche sofisticata di un post o di un racconto, sintetizza tutto quello che non viene esplicitato.
    è come i gesti riassuntivi, tanto per capirci 😀

  5. Effe Says:

    “post in translation”, per dire.

  6. Flounder Says:

    effetivamente mi accorgo di aver prestato il fianco a possibili e distinte interpretazioni.
    adotterò una legenda:
    pg – post generici
    pp – post personali
    pf – post familiari
    ps – post sentimentali
    pm – pubblico ministero

    (questo, per dire, è un po’ pf e un po’ pm)

  7. riccionascosto Says:

    Allora avevo (quasi) capito.

  8. Effe Says:

    in sintesi: è un post PFM

  9. Flounder Says:

    (e dire che io mi son vergognata di scriverla, questa cosa. anzi, mi ero vergognata pure di averla pensata)

  10. Zu Says:

    (per Effe: è una scrittura che tiene Banco anche in quest’Area)

  11. all Says:

    buon viaggio o buona permanenza, dunque.

  12. aitan Says:

    La guerra che verrà
    non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell’ultima
    c’erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente egualmente.

    Bertolt Brecht, da Poesie di Svendborg (traduzione di Franco Fortini)

    Succede così anche nelle schermaglie familiari. Vinta o persa, ti auguro che sia l’ultima. Ma meglio vinta, comunque.

  13. aitan Says:

    (per Zu e per Effe: è una scrittura che da Napoli Centrale arriva al Perigeo e sale su in un canto d’Osanna)

  14. Zu Says:

    (per Aitan: però se la trovano sprovvista del Biglietto per l’inferno, si vedrà costretta a procedere appiedata, seguendo le Orme di chissà chi)

  15. Flounder Says:

    quest’ultimo commento mi ha fatto venire in mente Filippo.
    Filippo era un mio compagno delle elementari, intelligentissimo. che sapeva un sacco di parole difficili.
    anche perigeo e perineo. sicuramente.
    domani scrivo un post su Filippo, che secondo me era come Aitan da piccolo. e anche un po’ da grande, a pensarci bene.

  16. Flounder Says:

    invece a Zu non ci assomigliava per niente, né da grande né da piccolo.

  17. IceKent Says:

    un post che mi sembra ben nato

  18. Effe Says:

    qui non ci si vergogna di nulla, se ha bisogno di qualcuno che la sostituisca nelle brutte figure non ha che da chiedere.
    Senza tema si arrossisce, si impallidisce, si cambia continuamente colore, come i Camaleonti.

  19. Zu Says:

    (IceKent: secondo me Flounder è più vicina a dea ndrè)

  20. aitan Says:

    (Sciùr Effe, suvvia, non mi trasformi questo pensoso salotto in un Giardino dei Sempliciotti.
    Piuttosto mi converto anch’io alla versione mito-logica di Zu e fondo con lui una mistica congrega di Alunni del Sole. E con questa dichiaro chiuso il mio Balletto di Bronzo e passo a una Musicanova.)

  21. Flounder Says:

    io vi dico solo una cosa: ho avuto 24 ore piene di emozioni, ma proprio assai. di casualità, rivelazioni, scoperte e tante altre cose.
    potrei scrivere almeno sei post diversi, ma oggi forse vi risparmio, ho troppo da fare.

    (però poi torno…)

  22. glider Says:

    ora stringi bene l’armatura

  23. anonimo Says:

    qua intanto siamo pronti con la ola.
    aspettiamo solo il via.

    😀

    lisa

  24. zop Says:

    io ci ho capito poco e per questo nn ti lascio un commento ma solo un bacio. z

  25. anonimo Says:

    mi associo a zop
    e però risparmiaci alti sei post del tipo e vai in vacanza che è meglio

  26. cf05103025 Says:

    ci sono i carri armati Merkava di nuovo in giro
    e le corvette lanciamissili
    e gli F16,
    e un minibus è bruciato con 21 persone a bordo, di cui 15 bimbi, colpito da missile aereo.
    Le foto delle case lussuose di Beirut
    bucate cme groviere e sbrecciate dalla prima guerra libanese me le tengo qui dentro e le rovine sono un monito, come quello scheletro di cupoletta a Hiroshima,
    come quella pianta di chissacchè che fioriva su di un campanile bombardato di Dresda.
    Io me le tengo dentro,
    mi serve forse a qualcosa,
    ma muore anche questo mio ricordo.
    MarioB.

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