Mettiamo le mani avanti (Post post-Halloween)

Si  sappia  che  ero  sobria,  nonostante  tutto quello che vi verrà mostrato.  Che  avevo un certo aplomb, nonostante la mise.
Si sappia che non mi drogo e non assumo psicofarmaci. Che so comportarmi in società.
Ma per l’ultimo pezzetto di foie-gras sarei disposta a uccidere. Anche per il penultimo.

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19 Risposte to “Mettiamo le mani avanti (Post post-Halloween)”

  1. Su Says:

    ahaha, l’ho detto e scritto anch’io più di una volta. Per il foie gras posso uccidere. Sì sì. Il foie gras vale la pena. sempre.

  2. Flounder Says:

    il foie-gras è una summa teologica.
    dimostra al tempo stesso l’esistenza di Dio e la necessità del peccato originale.

  3. Zu Says:

    Questa è bellissima, bellissima. Quasi quanto ciò che sostituirei nella frase al foie-gras.

  4. Flounder Says:

    zu, non cominciare a far disordine: qua stiamo parlando delle prove ontologiche dell’esistenza di Dio

    (che sono, in ordine puramente arbitrario, giacché anche Dio gioca a volte con i dadi:
    il foie-gras
    le ostriche
    il sushi
    i marron glacés
    il taurasi)

  5. Su Says:

    ‘ccidenti, se l’è il taurasi?

    condannata all’agnosticismo per quell’unico punto.

    (ipotesi : un vino?)

    però a me basta anche una bruschetta al pomodoro ben fatta (che la semplicità è difficilissima, si sa) per avere visioni mistiche. Vorrà dir qualcosa…

    [in questo momento preciso ho in mano un marron glacés, sto impiastricciando la tastiera. vado. slurp]

  6. NunzioScevola Says:

    dio non esiste, credo, ma se proprio dobbiamo cercare le prove delal sua esistenza:
    tagliatelle fatte in casa
    spaghetti al pomodoro fresco
    spaghetti alle vongole (bianchi, quelli col pomodoro sono la prova dell’esistenza di satana)
    pane tostato burro e acchiughe
    lo cozze in ogni loro manifestazione

  7. broono Says:

    “In ogni loro manifestazione” fino a un certo punto…

    A parigi c’è una catena di ristoranti il cui cibo principale sono le cozze.

    Cozze alla marinara, d’accordo, impepata di cozze, fin troppo semplice…

    Ma il bello arriva dopo, quando leggi nel menù una sequenza di varianti che ha il suo culmine nelle Cozze ai 4 formaggi.

    Poi…son gusti, eh, ci mancherebbe… ma se le vongole al pomodoro sono la prova dell’esistenza di satana, le cozze ai 4 formaggi ne dimostrano il senso dell’ironia!

  8. broono Says:

    Comunque l’esistenza di Dio è provata dalle uova col pomodoro, dal lardo, dal salame e dal goulach (non ricordo come si scrive ma come profuma il vapore che si alza dal piatto si, però).

    Ma soprattutto dalla minestrina in brodo (rigorosamente di carne).

    Il sushi…puah.
    Il sushi prova solo l’esistenza di Mazinga.
    (Il sashimi Mazinga Z)

  9. pispa Says:

    il taurasi è un costoso vino da vigneto aglianico, mi pare, è che sono astemia..

    l’esistenza di dio?
    esiste una prova che non sia l’idromassaggio alle erbe profumate? madài

  10. aitan Says:

    piccolo consiglio del giorno dopo:
    non star dietro a
    certe piccole infamie
    e sta ben attenta a
    certe male compagnie

  11. cyrano56 Says:

    :-)))

  12. Flounder Says:

    (ecco come nascono le guerre di religione…)

  13. Flounder Says:

    foto paurosissime

  14. riccionascosto Says:

    Ti dirò, Flo’… a me convincono più le prove di Broono (a parte il pomodoro sulle uova); specialmente salame e goulasch.

    Di una cosa poi sono sicura: che per il foie-gras, almeno, non avrai mai motivo di uccidermi 😉

    (Ps: altro che paura… )

  15. nomdart Says:

    Ma che ne dici di un più politically correct patè di olive nere?

  16. Flounder Says:

    non accetterò sensi di colpa sul destino delle povere oche e della loro cirrosi epatica, che si sappia.

  17. utente anonimo Says:

    io invece ucciderei per un po’ di sangue di maiale.
    fritto.
    (con un po’ di formaggio sopra quando è caldo)

    lisa

    (scusate, scusate, lo so, è una cosa trucida. ma è troppobbuona)

  18. Flounder Says:

    posso fare a meno di mangiare, salto più pranzi che ostacoli.
    ma non esiste un affetto, uno solo, che non passi dal cibo, che non sia accompagnato da gusti, odori, dalla condivisione dell’atto del masticare e dell’assaggiare insieme.
    è il primo passo, il motore di tutto.
    la cucina contiene la possibilità di uccidere, di avvelenare, forse è per quello che sento il cibo in maniera così coinvolgente. accettare un cibo preparato da altri (non parlo di ristoranti, ma di tavole intime, più o meno ristrette) è come nutrirsi dell’altro, è un atto spirituale. è conoscere il mondo attraverso i suoi gusti, le sue papille.
    è l’atto più intimo e carnale che riesca ad immaginare, più del congiungimento fisico.
    (ecco, questa forse me la potevo risparmiare, ma se è così è così, c’aggia fa’)

  19. charm Says:

    questo tuo ultimo commento e’ strepitoso, Flo.

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