Cinico novembre

Certi  si  attaccano,  si  impigliano  nella  ragnatela  dei ricordi. Simile a quella dipanata l’altro giorno.

Sospesi per un filo, proprio come dei ragni.

Ma staccatevi, liberatevi, volate alto, scendete a terra, correte. Che a restare lì sospesi non ve ne viene nulla.

Al massimo una mosca.

Novembre è un mese di mosche. Si spingono in casa attratte dal calore, restano immobili e impassibili per ore su un vetro, su uno schermo.

Lasciano piccolissime tracce nere, innocue e fastidiose a un tempo. A volte ronzano forte, quando la vita si allontana ed è tutto ormai inutile.

Novembre per me è già finito, lo aspiro in fretta come una sigaretta fumata freddolosamente in terrazza.

Sa di gelo e sospensione acquosa. Tenere in frigo e consumare entro sette giorni, che poi scade.

Ebbi un uomo (che sciocco dire: ebbi un uomo. L’inutile senso del possesso, il piacere di pronunciare un verbo che offre l’apparenza di un legame. Meglio sarebbe dire: amai un uomo, ma non mi piace ripescare in sentimenti antichi, creano catene nostalgiche che ti afferrano le caviglie e ti impediscono di andare). Dicevo, dunque, che per un tempo mi accompagnai ad un uomo che uccideva le mosche a colpi di katana.

Le colpiva senza preavviso, fendendo l’aria solo per un solo, brevissimo istante. La mosca ignara restava troncata a metà.

Così è novembre: o lo fai fuori al primo colpo o si poserà su di te con le sue zampette nervose e l’aria lugubre.

Se qualcuno ha qualcosa da dire, lo faccia adesso.

Che fino a fine mese vado giù di katana. Senza pietà alcuna, nemmeno per me.

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51 Risposte to “Cinico novembre”

  1. fuoridaidenti Says:

    Tutto è già stato. Tutto oramai è un sussurro.

  2. giorgi Says:

    Finché non arriva il 30 io tremo. Che di novembre tutto (mi)può accadere…

  3. riccionascosto Says:

    Eppure novembre è dolce, per qualcuno.

    (dovessi scegliere, però, vedrei l’originale del 1968. Certo, Keanu Reeves è più bello di Anthony Newley, ma quel soppalco e Sandy Dennis sono indimenticabili)

  4. broono Says:

    Bisogna averla, una ragnatela di ricordi, per rimanerne impigliati e averne successiva voglia di fuga.

    Ci son certi ragni che sembrano impigliati, in realtà stanno cercando di tesserla.
    E non è che se cominci ad agosto, chessò a luglio, magari un anno prima, a novembre molli lì perchè non sai che a volare si sta meglio.

    Lo sai, come tutti lo sai.
    E’ solo che prima finisci quello che hai cominciato e prima te ne stacchi.

    Vaglielo a dire al baco, che deve mollare lì ché è novembre ed è tempo di vendemmia.

    Ma quando hai chiuso con Chill’o’bìllo, gli hai detto che volevi darci un taglio??

  5. Flounder Says:

    broo’, voglio dedicarti un verso, intimo e profondo:
    prendi la katana e sbucciami la melograna
    (autore giapponese del XIII° secolo, sconosciuto)

    riccio, è già il secondo film zuccheroso che mi linki in pochi giorni. è un messaggio subliminale, vero?

    giorgi, dita incrociate. per te niente mosche.

    calma, shhh. zitto che ci sentono.

  6. riccionascosto Says:

    Subliminale?
    No, è che le katane mi rendono nervosa (e allora addolcisco).

    E poi, esercito la memoria… 😉

  7. Flounder Says:

    se mi prendo il polso direi piuttosto che si tratta di c(l)inico novembre.

    e comunque – a scanso di equivoci – la katana non cela alcun doppio senso.
    (almeno credo)

  8. riccionascosto Says:

    Comunque il verso che hai dedicato a Broono nasconde tanti di quei significati che forse i chicchi di melograna non bastano… (altro che senso unico)

  9. Flounder Says:

    giuro sul baco che il senso era quello letterale

  10. riccionascosto Says:

    No, infatti, non dico che la katana non sia la katana.

    Dico ad esempio che si potrebbe pensare che usare la katana per sbucciare la melograna potrebbe indicare un dispiego di forze superiore al necessario

    o che può indicare che anche la forza (spada) può essere usata con criterio

    o che il potere, se ben utilizzato, porta ricchezza (di cui la melograna è un simbolo)

    oppure… (mi fermo, ma potrei continuare; di notte sono più lucida, o forse no)

  11. Flounder Says:

    riccio, ti posso nominare mia esegeta ufficiale e curatrice postuma?
    (riesci a trovare dei sensi che io nemmeno con tutta la buona volontà riuscirei a pensare. epperò, che belle letture: mo’, di volta in volta, prima di pubblicare un post te lo mando, così mi spieghi che cosa volevo dire esattamente. perché scrivere di getto ha proprio questo limite: che ci sei dentro e non vedi. è la famosa katana…oopss…forbice, che separa chi scrive da chi legge)

  12. riccionascosto Says:

    Flo’, puoi fare chello che ‘vvo

    Al suo servizio

  13. broono Says:

    Dall’introduzione del manuale “Katene e Katane – L’uso della spada dell’amore nel XIII° Secolo” pagina 3, cap. 1:

    “Straziami, ma di bachi saziami”

  14. riccionascosto Says:

    (mo ‘ se te lo devo dire, la curatrice postuma mi fa un po’ impressione)

  15. Zu Says:

    “prendi la katana e sbucciami la melograna”

    A proposito di sensi attribuibili, voglio vedere in giro per strada come prenderebbero un cartello di questo genere in luogo del già visto “Regalo abbracci”.

  16. cf05103025 Says:

    La katana è meglio e consigliasi di tenerla in armadio apposito,
    chiuso a chiave con lucchetto.
    Per l’uso predetto conviene usar quanto riprodotto qui sotto di cui son unico concessionario per la nazione italica.
    Marius

  17. Flounder Says:

    broo’, per piacere: vieni qua e difendi la mia reputazione
    (mannaggia a me a quando aggio miso ‘mmiezo ‘sta melograna)

    mario, troppo bello, troppo.
    me ne servono sei o sette in ufficio

  18. Flounder Says:

    Se vogliamo continuare con le citazioni, passo alla Cina. Dal “Tappetino da bagno di carne”, opera coeva: “Fammi quello che vuoi, indifferentemente. Tanto so cosa sono: per te sono assorbente”

  19. anonimo Says:

    a colpi di katana??????
    ed io (micco) che ho sempre usato un elastichino da niente!

    una katana… ma pensa un po’

    matho

  20. broono Says:

    Dal primo “Libro dell’enorme arma”, pagina 23, appendice “Fendi e difendi”.

    “A me la grana!”

  21. Flounder Says:

    matho, non ti mortificare: pensa che c’è gente che usa uno schiacciamosche firmato che non so quanto costa.
    l’ho visto in una lista di nozze lo giuro, forse era di philippe starck

  22. Zu Says:

    Bruno, più che “Fendi e difendi” sembra “Dolce e gabbata”.

  23. Flounder Says:

    ma secondo voi questo è un blog serio o è la settimana enigmistica?
    no, pe’ ssape’

  24. Zu Says:

    Per rispondere ci si può appellare al titolo cangiante lassù o si deve andare a braccio?

  25. brezzamarina Says:

    devono avermi rifilato quello strano modello di katana-boomerang..

  26. zop Says:

    mi ricordo un romanzo questa storia… il moscone dimezzato mi pare che si chiamasse…

  27. Effe Says:

    Forse non tutti sanno che il termine katana deriva dal greco antico katalambano, nell’accezione di sconfiggere. Se solo le mosche lo sapessero
    Dallo stesso verbo (vabbé, dai) dereiva il termine catabasi, che indica la discesa agli inferi.
    Brandire una katana urlando ti auguro una Catabasi è il metodo ortodosso per dividere la mosca in due.
    Tutto, vi devo spiegare.

  28. waki Says:

    oh, una katana cui accompagnarsi..
    ..che novembre quando si posa lascia enormi cacche nere, altro che piccole innocue..

    forse non tutti sanno che…
    waki è diminutivo di wakizashi.

  29. Flounder Says:

    zu, l’inferenza con il titolo del blog non è ammessa.
    meglio a braccio
    (scritto staccato, una sola b)

    sciaaaafff, sciaaaaaafff
    (rumore di katana. stamattina sto nervosa)

  30. Flounder Says:

    Vade retro, katana
    Urlò la melograna.
    Macché katana, sono un tronchesino
    Le spiace se mi siedo qui vicino?

    (un approccio tagliente)

  31. riccionascosto Says:

    L’autrice, nella quartina a rime baciate, vuol significarci di come spesso un approccio sottotono ha maggiore successo rispetto a una manifesta aggressività.
    Il tronchesino (notare l’uso accorto del diminuitivo per accentuare l’understatement) utilizza infatti, in fase di presentazione, un tono falsamente rassicurante. Non è invece da dimenticare la presenza di appendici nascoste e che l’approccio “pizzicato” del tronchesino può essere doloroso, anche in contrapposizione alla palese pericolosità della katana.

    Così facendo, ha ragione della iniziale diffidenza della melograna, anzi potremmo dire delle sue manifeste paure, che sopisce con una tattica di avvicinamento per gradi.

    (come vado? Un po’ prolissa, eh?)

  32. stratagemma Says:

    Cara Flounder,

    riaprendo i blog dopo molti mesi, mi accorgo con stupore che anche io ho postato sui ricordo che si impigliano.. Un abbraccio

    Stratagemma

  33. sphera Says:

    Però, insomma, ci vuole una bella mira, dei bei riflessi. Mi immagino un signore che è seduto a leggere il giornale e poi con un balzo sguaina e fende. Fende la mosca posata sul biscotto avanzato accanto al the, fende anche il piattino da the, il tavolo, la moquette. Lo trovo molto virile ed elegante: vuoi mettere dire “ebbi un uomo che uccideva le mosche con la ciabatta”?Però se non trova sottomano la katana non si preoccupi, novembre lo si può benissimo prendere a ciabattate: scappa via con un guaìto.

  34. Zu Says:

    Senza l’interpretazione ricciocculta, avrei pensato alla rivisitazione di un Quesito con la Susi (o a quelli del Corvo parlante). A Flounder contagiata, insomma (v. #23).

  35. Flounder Says:

    ah, quella riccio, quella riccio.
    io le facesse ‘nu monumento 🙂

  36. ondafrangente Says:

    Che un termine greco abbia dato origine ad una parola giapponese è una scoperta davvero sorprendente!

  37. Flounder Says:

    molto sorprendente.
    credo che sia stato scoperto proprio stamattina, è una notizia fresca fresca 🙂

  38. maurogasparini Says:

    avevo una zia molto avara che, per i dieci anni nei quali è stata sposata, faceva pagare a suo marito un tanto al mese per l’alloggio.
    il poveretto era così stressato che negli ultimi tempi del matrimonio si era messo a saltare per la stanza acchiappando le mosche al primo morso.
    quando finalmente ha deciso di andarsene, la zia gli ha messo in conto, oltre all’alloggio, anche il vitto.

  39. Flounder Says:

    cheste, so’ femmene! 🙂

  40. sevensisters Says:

    Ho da dire che mi piace, per “simpatia”

  41. Flounder Says:

    Senza pietà alcuna, nemmeno per me.

    se almeno uno la smettesse di punirsi, per esempio, sarebbe già a un buon passo avanti.
    che io stanotte mi sono sognata che venivo morsa al piede destro da un crotalo, mi si gonfiava tutta la gamba e sapevo che sarei morta di lì a poche ore e invece di preoccuparmene, ballavo il saltarello insieme a un mio collega sessantenne che di sera fa il maestro di liscio.
    sembrava un film.

    Cara Flounder,
    mi fa piacere che tu abbia apprezzato: quel film l’ho scritto, diretto e girato io come saggio finale del laboratorio di coscienza audiovisiva. Mi sono presa anche un piccolo ruolo di comparsa, interpretando il dente del crotalo.
    Tua Kurosawica Coscienza

  42. Flounder Says:

    (riccio, ti prego: intervieni subito sull’interpretazione del sogno)

  43. riccionascosto Says:

    Un sogno biblico, direi: appare infatti come la trasposizione onirica della contrapposizione tra donna e serpente, tra innocenza e peccato.
    (“tu, donna, gli schiaccerai il capo, ed egli ti insidierà il calcagno”, o qualcosa di simile).
    Prescindendo quindi da banali considerazioni di tipo moralistico, si potrà dunque pensare che, indotta in tentazione (il crotalo, infine, morde, anche se sotto il comando della coscienza), la donna accoglie dentro di sé il dolce veleno e ne fa fonte di gioia (e non di pentimento) condividendolo con chi le sta accanto.

    (alla fine del mese, il conto. Sempre che sia soddisfatta del servizio)

  44. broono Says:

    Riccioooooo-For-Pre-si-dént!
    Tata-tattà!
    Riccioooooo-For-Pre-si-dént!
    Tata-tattà!

  45. Flounder Says:

    mi sembra una congiura: tutti contro di me, Coscienza inclusa 🙂

  46. riccionascosto Says:

    Broo’, ultimamente i presidenti perdono le elezioni

    Mi accontento di un principato (al Sooltanato non aspirerei, ma su un harem – maschile, ovvio – potrei farci un pensierino)

  47. broono Says:

    Questa cosa che esista una donna anche solo una che non aspira al Sooltanato, mi fa crollare tante di quelle sequenziali certezze che ora non mi ricordo nemmeno più come mi chiamo!

    Ci credo che poi perdete le elezioni!

    🙂

  48. riccionascosto Says:

    Ho forse parlato del Sooltano, mio signore? No, del sooltanato, certo. Ambirei a un mio emirato, invece.

  49. Flounder Says:

    sooltano, mantieni alta l’autostima: aspiriamo, aspiriamo.
    anche senza filtro.

  50. riccionascosto Says:

    Per essere più chiari: mete ambiziose, obiettivi raggiungibili. Per ora ambisco a un mio emirato; domani, il mondo

    (ecco, magari lunedì, che questo fine settimana vorrei riposare…)

  51. cf25302015 Says:

    ma allora, che la colpa sia di Novembre?
    provvedo subito.
    zac!
    ciao flounder 🙂

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