Pompone: famoso motoclub in provincia di Treviso

Non pensavo che sarei arrivata indenne a dicembre, è stato un anno che ha contenuto troppe cose e tutte terribilmente pesanti. Non è mancato nulla, né lavorativamente, né affettivamente, né emotivamente.
Ma adesso è tutto più calmo, le battaglie ricominciano ad anno nuovo. Ora si tratta solo di limare, rifinire. Riprogettare, sì. Quello è l’aspetto più impegnativo.
Mi dedico alla creatura, in questi giorni. Che cresce in fretta e mi fa fronteggiare nuove sfide.
Lungo la strada che porta da casa a scuola qualcuno ha scritto in rosso, a caratteri cubitali: NO ALLA DROGA, SI’ AI POMPINI.
Son già due settimane che ho avuto sentore del pericolo. In quel punto esatto della strada do una botta di acceleratore e tento di distrarla, ma è inutile. Mi dice: mamma, rallenta, che devo leggere una cosa che non capisco: no al-la dro-ga sì a….., eh mamma, rallenta.
Ma noi siamo già oltre e la domanda viene rinviata di altre ventiquattr’ore.
Ieri l’abbiamo sfiorata: no al-la dro-ga sì ai…POMPONI?
Mamma, che sono i pomponi?
Non lo so, non ho letto.
Uff, ma perché non rallenti mai?
Prima di lunedì mi occorre una risposta sensata. Ho il terrore di dire una palla e di vederla ridacchiare.
E poi. Ieri sera in tivvù raccontavano di questa maestra, questa demente pervertita che si spogliava davanti agli alunni. Prima che cambiassi canale, ha sentito dire: puttana.
Che vuol dire, mamma?
E’ una parolaccia, non si dice.
Ma io non la ripeto, lo sai che non le dico, ma spiegami che significa.
Glielo spiego, in modo adeguato: beh, ci sono delle signorine che…che…si fanno baciare e abbracciare a pagamento.
Ma non si vergognano?
Credo di no.
E quanto le pagano?
Non lo so, cicci. Su, guardiamo il Comandante Florent, dai.
Nella pausa pubblicitaria passa uno spot pieno di inquadrature di immigrati clandestini e centri di prima accoglienza. Poi la scritta: ADOTTA UN PAPA’.
Mamma, scrivi subito il numero, adottiamolo.
Ma abbiamo già i bambini adottati.
Ma no, mamma, questo viene qui, a casa nostra.
Cicci, no, è una cosa diversa: vuol dire mandare dei soldi a questi signori che sono poveri, così che mettano su un lavoro a casa loro e non lascino le famiglie in Africa.
Ahhhh, non avevo capito. Io mi credevo che…ma non è che si paga e viene un papà? Come quelle signorine di prima?
Aiuto.
Qualcuno mi dica, prima di lunedì, cosa sono i pomponi. Ve ne prego.

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71 Risposte to “Pompone: famoso motoclub in provincia di Treviso”

  1. utente anonimo Says:

    sono zucchero filato che si appicica alle mani delle persone innocenti

  2. utente anonimo Says:

    Ma andare nottetempo a modificare la scritta?
    Che so, una cosa tipo “sì ai rompini”
    oppure “sì ai ramponi”.

    A me sembra un’ottima idea! 🙂

    Ste

  3. glider Says:

    pomponi, ma sì dai! quelle specie di palline di lana appese alle cuffie da notte!

    no?

    uhm
    scritto male, era BOMBONI
    no droga sì caramelle

    vabbuò ho speso male gli ultimi milligrammi di zucchero nel sangue.

    dei krapfen con un kg di crema e mascarpone?
    roba da coma epatico, ma sempre meglio che l’eroina.
    ecco sì, pubblicità progresso per la riduzione del danno
    più krapfen meno metadone!

  4. atvardi Says:

    Mi viene una miriade di risposte.
    Te le faccio attendere per domani.
    Intanto i miei sentiti complimenti all’autore della scritta. Noi abbiamo Viva la Lega, qui.

  5. broono Says:

    Confesso la mia assoluta incapacità di trovare risposte alternative all’unica possibile, ma in questo caso decisamente inopportuna, verità.

    Mi unisco all’attesa di suggerimenti di vie d’uscita credibili.
    Vedi mai che le si possa in qualche modo spendere rigirandole sotto forma di creative proposte, la prima volta che dovesse presentarsi l’occasione.

  6. pispa Says:

    “i pomponi non lo so cos’è”.
    non si può rispondere così? :)))

    forse volevano scrivere i lamponi, i bomboloni appunto..

  7. riccionascosto Says:

    E comunque, se poi le fai vedere gugle magari si convince che i pomponi sono moto.
    E si sa, quando un biker parla della sua moto, è come se parlasse di un’amante (ma questo, forse non si può dire… magari fidanzata?) 😉

  8. riccionascosto Says:

    (non avevo chiuso il tag, se lo faccio ora funziona? )

    sorry…

  9. lupesio Says:

    Dura fare la mamma, Flo. Una volta anche mio figlio mi ha fatto una domanda così, che non ricordo ora.
    E non ricordo neanche cosa ho risposto.
    Buona domenica, Flo.

  10. Flounder Says:

    faccio presente che la velocità di lettura aumenta di giorno in giorno.
    lunedì già forse non saranno più pomponi, ma si presenteranno rimpiccioliti.
    arghh.

  11. pispa Says:

    io no nso se è un bene edulcorare troppo, aspettando che poi sappiano e apprendano dai coetanei più sfurbiti.

    “conosco” un babbo che molti anni fa spiegò per filo e per segno tutto quanto succedeva sotto e sopra le coperte, alla figlia bambina.
    con termini tali e quali a quelli che si usano.
    la bambina, che ora ha trentun anni, me lo raccontò disgustata, disse che la faceva vomitare e che lei non l’avrebbe mai fatto mai e poi mai.
    non è mica vero sai?
    non le ha creato alcuna difficoltà di genere 🙂

  12. Flounder Says:

    il problema non è l’atto in sé.
    di quello se ne è già discusso, pur non avendo dato un nome specifico. se ne parlò a fine estate quando la smaliziata amichetta del mare offrì la sua preziosa – ancorché parziale – competenza.
    il problema è la complessità di certi messaggi, che sono troppo inisistenti, difficili da comprendere. io non sono moralista, ma ieri all’edicola sottocasa c’era un manifesto a grandezza naturale della tizia che fa un calendario.
    ed era lì tutta nuda e tatuata.
    le bambine si fanno domande continue, tutta questa esibizione di culi e tette ad ogni angolo è fuorviante.
    mia figlia ha già l’idea fatta e formata che una donna, per attrarre, debba spogliarsi, esibire una coscia, un ombelico, mezzo capezzolo.
    porca miseria, che tempi.

  13. cyrano56 Says:

    adorabile! il post e la piccola. Non ho figli, ma vivo attraverso il racconto di quelli degli altri questa nuova generazione…che a 7 anni legge IL QUOTIDIANO seduta sul WC e fa domande altrettanto imbarazzanti alla madre che si sta pettinando. Sono terribilmente svegli, non è mai stato facile il mestiere di genitore, ma oggi è difficilmente sostenibile. Ho esperienza solo come figlia, ma di genitori in gamba: con cautela e un pizzico di poesia mi hanno sempre spiegato tutto (ci dev’essere un Santo dei Genitori in difficoltà) e io non ho avuto traumi. Pur contro il parere dei 4 scandalizzatissimi nonni, nessuno mi ha mai preso in giro con storie assurde di cicogne e di cavoli…troverai le parole giuste, non ti mancano certo intelligenza e sensibilità, quindi rilassati 🙂

  14. Flounder Says:

    NO ALLA DROGA, SI’ AI PINGUINI

  15. Nuvolavola Says:

    copiona 😛 🙂

  16. Flounder Says:

    Mìììì, non t’avevo visto.
    Che film carino, mi sono scompisciata dal ridere.

  17. Nuvolavola Says:

    divertente vero? anch’io ho portato la creatura a vederlo :)))

  18. Miaotze Says:

    Onestamente credo che sia una battaglia persa in partenza: se non glielo dici tu, lo farà qualche sua amichetta, come quella di quest’estate, e magari glielo spiegherà in modo squallido o mettendole in testa un sacco di sciocchezze; quindi, ti consiglio caldamente di munirti di faccia tosta e di prepararti dell’acqua fredda per farti passare il rossore dalla guance e dirle tutta la sacrosanta verità.
    Per il resto, tra qualche anno vestirà anche lei con l’ombelico di fuori e la gonna inguinale, ma sarà una fase che durerà fino a quando non tirerà fuori la sua vera personalità (che, se sei proprio sfigata, sarà fatta di ombelichi di fuori e minigonne inguinali, ma tu spera il contrario!).

    [Postilla che non c’entra nulla: con il blogroll, ci rinuncio, definitivamente]

    Marco

  19. giorgi Says:

    Dunque, se riformula la domanda nella dizione corretta mi sa che ti tocca rispondere a tono. Io con la mia ormai ho appurato che è più facile dire le cose come stanno, magari semplificando, piuttosto che raccontarle un sacco di balle.

  20. Wosiris Says:

    mii flò, ti sei nascosta dietro ad un insignificante cambio di vocale per prendere tempo (pomponi o pompini per chi ignora medesima cosa è).

    e provare a dire che è qualcosa che c’entra con l’amore? troppo idealista?

    no alla droga, sì all’amore suona male?

    w

    PS: miiiii spero non scrivano nulla di simile sul muro della scuola delle mie.

  21. Wosiris Says:

    anche se una cannetta non ha mai fatto male a nessuno.

    😛

  22. HangingRock Says:

    – Mamma, come nascono i bambini?
    – Allora, papà mette un pisello nella pisella di mamma.

    Questa è la spiegazione scientifica che mi fu data al ritorno da scuola. Eravamo nella cinquecento gialla, ancora me lo ricordo. Ripensandoci, mia madre mi aveva detto quasi la verità, ma con una formula talmente equivoca da gettarmi nella più totale confusione. Per anni ho continuato a chiedermi come mai da un pisello inserito in una pisella non crescessero piante ma bambini, e a chiedere a mia madre se potevo infilarle io un pisello qualunque nella pisella (!!!) per far nascere il fratellino che desideravo.

    E’ dura, ma per me non ci sono vie di mezzo. Ai bambini sciocchezze, o anche imprecisioni, soprattutto su questi argomenti così delicati, non se ne possono dire.
    O si trovano le parole per raccontare, con delicatezza ma chiaramente, le cose così come stanno, o è meglio dire che sono cose da grandi e che gliele dirai quando sarà il momento. Io forse al posto tuo sceglierei questa seconda strada. E se qualche amichetta (o qualche amichetto!) glielo spiegherà prima di te, pazienza. E’ successo così anche a noi, e siamo comunque sopravvissute al trauma 🙂

  23. Flounder Says:

    ma noi l’aspetto procreativo in senso stretto lo abbiamo studiato due anni fa, all’ultimo della materna.
    è stata una sequenza di momenti esilaranti:
    mamma, io so da dove escono, ma non ho capito da dove entrano
    seguì spiegazione approfondita, che mi inimicò tutte le mamme della scuola.
    il problema del sesso non è la sequenza dei gesti, ma la spiegazione del desiderio. è quello che imbarazza.

  24. HangingRock Says:

    Non credo che il desiderio si possa spiegare.

  25. Flounder Says:

    ci penso spesso e non lo so.
    so che i bambini hanno il senso della carnalità più sviluppato di quello della ragione e forse possono intuirlo.
    io ci ho provato a raccontarmelo stasera, in una poesia maldestra e sbilenca.

  26. Wosiris Says:

    l’esperienza carnale dei bimbi non so se serva per spiegare quella dei grandi, magarì sì, ma c’è da pensarci.
    i miei non hanno mai affrontato l’argomento con me ma io lo farò e non credo che prepararmi prima serva a qualcosa; dipende da come si porrà la questione, se da un’intuizione loro o da un sollecito mio.

    poi partirò dall’amore ed improvviserò con la sicurezza di dare degli strumenti utili.

  27. HangingRock Says:

    L’ho letta. E’ bellissima.

  28. Flounder Says:

    due amiche che hanno subito a lungo attenzioni moleste nell’infanzia mi raccontano con molta onestà di quanto, oltre alla paura, provassero quel senso di attrazione e cosa proibita che le tratteneva dal raccontare.
    volevano che la cosa finisse, ma anche che continuasse.
    io credo che si debba parlare del desiderio proprio per questo, per aiutare a capire che è legittimo, ma non per questo possa essere liberamente esercitato o, nel peggiore dei casi, subìto.

  29. broono Says:

    Non è né maldestra, né sbilenca.
    Anzi.

  30. e.l.e.n.a. Says:

    non sono madre e, dunque, il mio suggerimento potrebbe essere inappropriato.
    e sono figlia di genitori che non mi hanno detto mai nulla che fosse legato alla sfera sessuale.

    io le direi che è come un bacio che si dà lì (non so in quali termini, parlando di riproduzione, hai definito il “lì”) quando si è più grandi e si vuole bene a una persona.

    credo sia importante non tralasciare la parte affettiva, come fondamentale ed elettiva, in un atto che coinvolge la nostra carnalità e la nostra esperienza sensoriale, nello spiegarlo a un bambino/a

    tanto saranno poi altre le parole e le cose che subentreranno nel suo pensiero, istinto, lessico amoroso.

  31. riccionascosto Says:

    Elena ha già scritto una cosa che volevo dirti io.

    Puoi dire che è una parola brutta per una cosa bella. Un bacio speciale che si dà chi si vuol bene…

  32. Flounder Says:

    stamattina eravamo distratte dalle decorazioni natalizie sospese a mezz’aria.
    non c’è stato tempo per queste cose secondarie e irrilevanti 😀

  33. utente anonimo Says:

    I pomponi sono pizzicotti fatti nella pancia per fare il solletico.

    Bandini

  34. brezzamarina Says:

    da piccola, non so come facessi, avevo sempre la chiarissima percezione degli argomenti taboo, mai fatta una domanda ‘imbarazzante’..allo stesso tempo peró avevo una curiositá fortissima e questa sensazione strana di dovermi trovare le risposte da sola..nella tua posizione penso che mi sentirei un po’ nel panico..

  35. Flounder Says:

    brezza, pure a me capitava. il tabù si respirava, si toccava. io mi risparmiavo le domande per non creare ulteriori imbarazzi.

    bandini, bellissimi questi pomponi qui 🙂

  36. riccionascosto Says:

    Stamattina cercavo a casa un libro (“educazione all’amore”) perché mi ricordavo di un passaggio in cui l’autore diceva che da bambino gli avevano detto (o si era immaginato) che i bambini nascessero con i baci, e lui quando venivano le amiche della mamma (le “zie”) si rifiutava sempre di baciarle per paura delle conseguenze.

    Il libro l’ho trovato, il passaggio no (ma ho trovato altre belle e piccole storie, magari quando ci vediamo te lo porto)

  37. Flounder Says:

    ero alle elementari e sfogliai a lungo la Treccani di mia nonna e la Larousse di mio padre. appresi i nomi scientifici delle cose, ma su tutto c’era una patina di asetticità, di insopportabile neutralità ed era questa stessa neutralità a darmi l’indicazione di tutti i non detti.
    alle scuole medie, che frequentai in un quartiere molto proletario, ebbi compagne che a 11 anni erano donne fatte. un paio lasciarono la scuola alla seconda media, perché incinte. una l’ho rincontrata un paio di anni fa, ai giardinetti con mia figlia. all’inizio ci salutammo, poi iniziammo a parlare e finimmo su questo argomento. lei era triste per come la sua infanzia fosse finita troppo in fretta per una cosa vissuta nel modo più sbagliato possibile.
    a scuola ascoltavo i loro racconti senza scandalizzarmi, ma come una cosa talmente lontana e distante da me da sembrarmi appunto qualcosa di poco aderente alla realtà.
    non c’era alcun giudizio negativo, da parte mia, questo no. credevo che l’origine di tutto risiedesse nei tacchi alti, che mia madre non mi lasciava indossare o nei reggiseni, che per me erano ancora di là da venire.
    [in effetti il fatto che ancora oggi porti quasi esclusivamente scarpe basse continua a preoccuparmi :-D]

  38. atvardi Says:

    I POMPONI
    rima scomposta.

    Mamma Flo, m’ha detto,
    che sono ‘sti POMPONI?
    Mio Dio, ma che imbarazzo…
    (che dico ai miei… ehm… bambOni?).
    I pomponi son quei fiori
    che quando ci soffi sopra
    volan tutti quanti di fuori
    non c’è tristezza che te li copra.
    I pomponi son quelle stelle
    che esplodon soffuse nell’aria
    se dici al mondo le cose belle
    se un bacio a mamma è la paga oraria.
    I pomponi son calde brioche
    dentro cui affondare i denti
    son diretti come una cloche
    dispersi come stelle cadenti.
    I pomponi son carezze di pancia
    i pomponi son paste sfornate
    cavalli freschi per l’uom della Mancia
    un caldo pranzo di riso e patate.
    I pomponi son gesti d’amore
    van fatti in silenzio e senza mutande.
    E i gesti d’amore son la cosa sola
    che mai ti chiede di diventar grande.

  39. riccionascosto Says:

    Atvardi, se posso permettermi, questi pomponi sono stupendi

  40. atvardi Says:

    Riccio, ti assicuro che in questo preciso istante mi arraffo il complimento e me lo tengo ben stretto…

  41. sphera Says:

    I pompini sono baci e carezze. Qualcuno chiama cose belle con parole sconvenienti, la parola in questione non si dice, i baci e le carezze sono meglio della droga. Fine del discorso. In bilico sui precipizi di spiegazioni difficili ho sempre puntato sulla verità – chè mai si deve mentire ai bambini se non è questione di vita o di morte – e sulla sintesi: le spiegazioni troppo dettagliate e circostanziate confondono e annoiano, di solito. Meglio, credo, dare la pura e semplice risposta alla domanda che è stata fatta, non a tutto quello che sta prima e dopo e intorno. I dettagli verranno forniti in seguito, su richiesta specifica.Non so in realtà come si debbano spiegare le cose ai bambini, l’unica cosa che ho sempre cercato di rendere ben chiaro è “questa è una cosa bella/questa è una cosa brutta”. La stragrande maggioranza sono cose belle, per fortuna (le definizioni di bandini e atvardi sono bellissime).

  42. Flounder Says:

    mi piglio pari pari la spiegazione di sphera.
    poi incrocio le dita e spero che non riversi la spiegazione in ambito scolastico.
    (che già aver disegnato il presepe solo con il Bambino e la Madonna perché forse i genitori si erano separati non è stato un bel momento)

  43. Flounder Says:

    spero solo che atvardi e bandini e tutti questi romantici non abbiano a risentirsi il giorno in cui verrà loro offerta una brioche o un soffione o un pizzicotto o uno zucchero filato o qualcosa di simile.
    vogliamo coerenza, eh 😀

  44. atvardi Says:

    Se ci offrono ANCHE quelli, mamma Flo, non vedo perché mai dovremmo rifiutare…

  45. Flounder Says:

    infatti, infatti.
    ma ANCHE nel senso di pure, oltre, vero? 😀

  46. atvardi Says:

    Facciamo una cosa.
    Potremmo fare una tavola rotonda sui pomponi.
    Meglio che le bambine però stiano a casa…
    (scusate, per circostanze personali oggi mi sento un vecchio sporcaccione che il bucoschi mi direbbe che schifo)

  47. broono Says:

    Non solo bucoschi.

  48. broono Says:

    (ma forse ho frainteso la battuta. Nel caso, me ne scuso sinceramente)

  49. atvardi Says:

    Broono, spero che non si sia nemmeno lontanamente intuita una battuta da parte mia di sapore nemmeno lontanamente pedofilo.
    Nel caso, davvero lungi da me.
    La pedofilia è una delle cose che non mi fanno MAI ridere.

  50. Zu Says:

    Flounder: ANCHE va inteso correttamente nel senso di bacino.

  51. ondafrangente Says:

    Sempre bello, leggerti.

  52. Flounder Says:

    atvardi, nemmeno lontanamente. stai tranquillo.

  53. atvardi Says:

    Meno male.
    E’ una delle cose che mi mandano il sangue alla testa, anche perché ho vissuto la triste esperienza di un vecchio che ci provava.

  54. broono Says:

    Ho subito infatti precisato che di mio malinteso si poteva molto probabilmetne trattare.
    E’ che sono “sensibile” alla cosa e scatto come una molla, ma con la stessa velocità sono pronto a riconoscere di essermi sbagliato e, nel farlo, ti ribadisco le mie scuse.

  55. Su Says:

    mi sono sempre un po’ autocongratulata per il fatto di riuscire ad essere ( a mio parere) abbastanza serena ed esplicita nel dare risposte ai bambini su quesiti di natura sessuale ( infatti sono sempre io, mai le colleghe, ad essere il riferimento per i miei alunni per tali questioni, ‘ccidenti.), ma ieri il tuo post mi ha meso in crisi. Mi sono accorta di essere assolutamente incapace di trovare la risposta giusta.
    caso vuole che da 5 settimane a scuola stiamo facendo un percorso con i bambini ed alcune esperte psicoterapeute e psicomotriciste sulla prevenzione all’abuso, e mezz’ora fa ci sia stato l’incontro conclusivo tra noi insegnanti e le suddette, perciò ho rivolto loro la domanda:Come spiegare cosa sia un pompino?
    Premetto che nei vari incontri con i bambini le cose sono sempre state chiamate con il loro nome (titolo del corso : parole non dette) e le spiegazioni sui rapporti sessuali sono state precise.
    Risposta della psicologa:
    è una parola un po’ volgare per indicare un gesto d’amore. Ogni coppia di ADULTI che si ama e fa l’amore fa tanti gesti PRIVATI, che coinvolgono tutte le parti del corpo. Ogni coppia ha i suoi, li fa in modo diverso e li chiama con tanti nomi.
    Se insiste, ribadire: Non si può dire esattamente che cosa sia perché i gesti non sono uguali per tutti e poi sono privati, cioè personali.

    comunque spero che per un po’ questa domanda mi sia risparmiata 😉

  56. Su Says:

    ps : il rischio di dire che sono baci e carezze è che poi i bambini in altri contesti si rivolgano a qualcuno dicendo : mi fai un pompino? Oppure : vuoi un pompino? e simili.

    giusto per avvisare, ecco. 🙂

    (PpS : una risposta che avevo pensato io era stata : è un altro modo di fare l’amore ma mi è stata bocciata in quanto generatrice di ulteriore confusione)

  57. Su Says:

    ah : chiaramente il passo successivo potrebbe essere rispondere al perché gli adulti chiamino con parole volgari un gesto d’amore, argomento tra l’altro che reputo di gran lunga più interessante

    (a me la domanda è già stata rivolta dagli ottenni riguardo a “scopare”)

  58. e.l.e.n.a. Says:

    forse perché non sempre è un gesto d’amore.

    o, forse, perché il sesso è componente dell’amore ma può assumere toni meno aulici e misurati, così come può accadere nella natura dell’atto stesso.

  59. Su Says:

    @Elena : C’hai ragione!
    Ma io non facevo un discorso tra adulti. Parlavo sempre in riferimento al parlarne ai bambini. Dopo che gli hai fatto una testa così per instillare in loro l’idea di una sessualità non disgiunta dall’affettività e hai fatto di tutto per fargli capire chè è una cosa sempre bella, pulita, giusta, ecc…
    vagli a spiegare perché allora se ne parla con parole volgari, alle quali associano il significato di parole brutte, sporche ecc…

  60. e.l.e.n.a. Says:

    mah, io parlerei di parole “gergali”.

    la volgarità sta nel contesto. una stessa parola può essere volgare o meno a seconda di come la si pronuncia, la si usa, a chi viene riferita, se c’è disprezzo, scherno o peggio violenza.

    i bambini poi – che tu conosci meglio di me – secondo me (io cerco di ricordarmi nell’infanzia) sanno capire più di quanto poi le loro reazioni o risatine o domande manifestino. come dice brezza c’è poi una sorta di misuratore interno che “una volta capita l’antifona” ti fa fermare.
    poi, sinceramente, preso l’esempio concreto, “pompino” credo che non sia una parola che può apparire palesemente brutta o volgare per un bambino. può essere considerata buffa e simpatica, non particolarmente “dannosa” in quanto rappresentata da un diminutivo.
    tenendo anche conto – come avevo già detto – che saranno talmente tante e diversamente varie le forme di apprendimento verbale e non di un bambino che quando sarà adolescente e poi adulto avrà metabolizzato qualunque risposta (o nessuna risposta nel mio caso) un genitore o chicchessia gli avrà dato, con capacità normale di discernimento.
    quando ero ragazzina mia madre demonizzava i baci in pubblico fra ragazzo e ragazza prospettandomeli come una cosa sconveniente, orrenda. (e quando hai quell’età possono solo o principalmente essere “pubblici”)
    beh, io ho sempre pensato – dopo averli provati – che mia madre si fosse persa qualcosa di estremamente bello, da ragazza.

  61. e.l.e.n.a. Says:

    anzi ti dirò di più (poi smetto, prometto) che i bambini sono esseri captanti. hanno orecchie dovunque e un senso percettivo sensibile e acuto. io mi ricordo di discorsi uditi dalle chiacchere fra genitori, amici, ragazzi più grandi. ciò che non capivo ma mi interessava – e la sfera sessuale interessa ai bambini – lo archiviavo, lo mettevo da parte per poi magari collegarlo con altri pezzi, altri frammenti di discorso per comporre il mio piccolo puzzle di conoscenze.

  62. Su Says:

    condivido ciò che dici ( poi smetto anche io, promesso), ma ne faccio una questione di semplicità. come già qualcuno ha rilevato, ai bambini non servono i mille distinguo di noi adulti. anzi, gli creano confusione e di conseguenza spesso ansia ( te lo dice una che sbaglia spessisimo con loro in questo, fissata come sono con l’allenamento al dubbio). Vogliono UNA risposta chiara. Si fidano di noi e quella gli basta, anche se noi sappiamo che è parziale.
    “gergali” mi piace, ma è un concetto che non appartiene al loro quotidiano e richiederebbe altre spiegazioni.
    Pompino è buffo, è vero. Ma come dicevo presentarlo come parola innocua ha delle conseguenze, ovvero che entri nel loro linguaggio normale e ne facciano uso.
    Nulla di male, basta saperlo. Se ci sta bene, che sia.

    io lo scorso anno a scuola feci un po’ scalpore per una (liberatoria) lezione sulle parolacce ( dovetti poi concocare la rappresentante per darle spiegazioni), quindi la mia non è una posizione moralistica.

    Poi sono d’accordissimo con te sulla sensibilità dei bambini e il resto, compreso il fatto che in fondo non è detto che ricevere spiegazioni dettagliate su tutto dagli adulti sia per forza la cosa migliore.

  63. e.l.e.n.a. Says:

    è l’ultimo intervento, prometto prometto.
    allora che lo si presenti o non si presenti, pompino entrerà comunque nel loro linguaggio. entro nel concreto, anche se flou (sto per dire una cosa spaventevole, girati dall’altra parte) non glielo spiegherà o glissasse sull’argomento lei troverà senz’altro qualcuno in classe o fra gli amichetti e le amichette che lo saprà e glielo spiegherà. perché qualcuno lo saprà, puoi starne certa. poi l’utilizzo del termine a seguito della “messa in conoscenza” è vario. è un po’ come dire le parolacce. fa sentire grandi, sembra un’affermazione del cessare di essere dei mocciosetti e entrare nel magico mondo degli adulti (fosse anche dei bambini che hanno un anno o due più di te).
    o assolutamente neutrale.
    ti faccio un esempio che mi è venuto in mente poco fa. quando ero piccola, sei sette anni nel mio stabile stava una famiglia che di cognome faceva bocchino. non so se di dica anche altrove, ma praticamente un sinonimo della nostra parola in questione. noi bambini della casa non abbiamo mai avuto sentore di alcunché riguardo al nome, si giocava, e basta. la mamma era una donna molto vistosa, prosperosa, ingioellatissima e non si sapeva bene cosa facesse. un giorno in ascensore da un vicino capto una frase del tipo “eh, col cognome che porta solo quel mestiere può fare”. mmm drizzo le antennine ma non capisco. non capisco il collegamento, quello che per tutti è due più due quattro non rientra nella mia capacità “aritmetica” di allora. però il tono, non so o la sensazione che non facesse comunque la panettiera, mi incuriosiscono, così (evito la domanda diretta: i miei genitori dovrebbero ringraziarmi di non averli mai messi in imbarazzo!)una domenica con gli amici della montagna (uno o due anni più di me) inoltro il quesito. insomma più o meno arriva la risposta e, anche se io non conosco bene il senso, so più o meno che cos’è alla fine. dopo di ché continuo a giocare con la mia amica e non ci penso più. that’s all.

  64. Su Says:

    o non capisco bene o mi sono spiegata male ( più probabilmente entrambe le cose, ché in effetti sono morta di sonno).
    Pensavo che non si stesse più discutendo se andasse spiegato il significato o meno, ma solo se andasse detto, come da suggerimento della psicologa e di alcuni commentatori, che si tratta di una parola un po’ volgare oppure no.
    Io non lo so cosa sia giusto, ma un conto, credo, è se il termine entra nel lessico del bambino come parola un po’ “sconveniente” (come dice sphera) e un conto è se vi entra come sinonimo normale di baci e carezze.
    Nel primo caso il bambino la userà quando vuole usare un termine “forte” ( esattamente come fa un adulto), nel secondo potrebbe capitare che la tiri fuori con nonchalanche al pranzo di natale coi nonni bacchettoni.
    es raccontatomi a riguardo: piccino che per manifestare entusiasmo di fronte alle portate, urla: miiiii…sto sborrando!!
    ecco, a me l’idea sinceramente fa abbastanza ridere, ma i genitori del suddetto riferiscono che la nonnina ha rischiato il colpo apoplettico… 😀

    poi su tali rischi non si è mai al sicuro, intendiamoci…

    Ah: avevo detto che avrei smesso?
    chiedo scusa, meglio che vada a dormire, va’.
    Buonanotte.

  65. Flounder Says:

    mi piace molto il commento 59, e tra l’altro mi riporta a una conversazione tenuta tempo fa in carne ed ossa proprio sul fatto che anche qui, nei blog, si è molto pudichi sul sesso.
    non parlo dei blog in generale, ma dei nostri, quelli che frequentiamo più spesso.
    viene fuori la battuta, spesso, viene fuori qualcosa per sdrammatizzare o lo si ricopre con una patina letteraria.
    e questa cosa stupisce un po’, visto che in definitiva raccontiamo di questo e quel mondo, anche a titolo personale.

  66. Flounder Says:

    su, anche io pensavo al rischio che se uno dice baci e carezze, un giorno la maestra o il nonno ricevono una brutta sopresa.
    comunque domani la porta a scuola il nonno 🙂

  67. Su Says:

    😀
    ottima idea!!

  68. AnnaBella Says:

    ….io andai da mia madre e le dissi molto tranquillamente “mamma mi spieghi cosa sono i bocchini?”, (qui si chiamano per lo più così) credo che sia ancora lì davanti all amachcina del gas mentre cerca di non svenire. E dire che come nascevano i bimbi lo sapevo già anche io…. mi rispose che ero troppo piccola per avere una spiegazione e che crescnedo me lo avrebbe detto.
    siccome sono testarda come un mulo non contenta lo andai a chiedere ad una mia cugina di diversi anni più grandi di me…. lei non svenne ma mi chiese dove l’avevo sentita e io le risposi a scuola e che mamma non aveva voluto dirmelo alchè anche lei si rifiutò e mi disse che se mamma aveva risposto così forse era meglio…
    devo dire che nonostante la testardaggine e la curiosità mi accontentai di aspettare e non chiesi più

  69. Flounder Says:

    ma questa me l’avevi già raccontata 😀
    mi ricordo quanto avevo riso.

  70. ipsediggy Says:

    flo flo un un der der, varda che prima o prima ancòra, ella riuscirà a leggere correttamente ciò che c’è scritto sul muro. indi per cui poscia che cercare una significhezza ai pomponi è un accorgimento còlle ambe corte.
    non ti resta che (far) modificare lo scritto sul muro…
    e assicurati chel pantone sia il medesimo ;-!

  71. ondafrangente Says:

    Mannò, hai letto male. C’è scritto lamponi.

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