Questo è un meta-post

La settimana inizia bene.

Lungo il tragitto casa/scuola finalmente sono state fornite tutte le spiegazioni del caso. Sono una mamma progressiva e presente a me stessa, al di là di tutto quello che ho sentito dire in questi due giorni.

Alla fine del duemilasei si convocano tavole rotonde di esperti per spiegare ai blogger chi sono i blogger, cosa pensano e cosa fanno. Per ammonirli sul fatto che non sono scrittori, ma un poco lo sono pure, ma che tuttavia non lo pensino troppo. E cose così, sulle quali non c’è da dilungarsi troppo.

Invece vi racconto della session con gli psicologi, che quella ha sempre un risvolto abbastanza interessante. Poi c’era Maria Rita Parsi, che è una che parla bene, con cognizione di causa, nonostante l’irrealtà del capello arancione in sintonia col sopracciglio.

Vabbè, per non tediarvi troppo e farvela breve, la sintesi è che siete paranoici regressivi scissi.

Mo’ è inutile che tentiate di schermirvi e di obiettare, ché l’unica cosa che riuscireste a fare è  quella di peggiorare la vostra posizione.

Il gruppo campano, schierato su due file di sedioline, compatto e interagente, era lì a testimoniare che si possa andare anche oltre la parola, ma forse – noi però non ce ne siamo accorti – la nostra non è un’amicizia, ma una meta-relazione.

Convinciamoci di questo, suvvia, senza drammi: il fatto di condividere cene, auto, letti e quant’altro è solo la proiezione di un desiderio di accudimento che in realtà allarga la forbice tra il pensato e il vissuto, tra l’agito e l’immaginato. E – soprattutto – levate le mani dal foie-gras, perchè dopo aver scoperto che le nostre cene forse sono meta-cene,  elementi di reale così dirompenti potrebbero farvi male al meta-fegato.

Per ricordarmi di avere un corpo oltre la rete mi sono compromessa: ho accennato una lap-dance sul tratto Ostia/Acilia, ma hanno subito chiamato la polizia, e poi mi sono lasciata ritrarre in pose molto ardite con un filetto di baccalà dorato e fritto.

Poi però a letto la sera pensavo che tutto sommato questi psicologi hanno anche ragione.

Ne ho concluso diverse cose: la prima è che il blog non è altro che l’ombra che il nostro corpo proietta nella Rete. Forse siamo un po’ tutti  in cerca della nostra Wendy, che possa ricucirci l’ombra addosso.

Poi ho pensato pure che la bloggheressa in fondo è una ballerina di lap-dance, solo che invece di infilarle i bigliettoni nel reggipetto, le infilano i commenti.

Il bloggher maschio invece è uno che gira nella Rete con indosso l’impermeabile e lo spalanca davanti alle bloggheresse per stupirle con le dimensioni del suo pensiero.

Le psicologhe erano divise in due squadre: quelle problog e quelle antiblog. A me in verità erano simpatiche tutte.

Hanno tirato fuori la solita questione del narcisismo, però poi, la sera a cena, grazie al contributo intellettuale di HangingRock, abbiamo concluso che il vero narcisista non è il bloggher, ma il commentatore, che entra e esce, entra e esce, entra e esce e se tu non gli dai soddisfazione, si offende e ci resta male.

Dice Hanging che il commentatore è un Tamagochi, vuole che tu gli dia da mangiare, da bere, da giocare e che lo accompagni anche al bagno. E’ lui il vero regressivo.

Dunque il blogger è la mamma del commentatore, può renderlo felice o distruggerlo psicologicamente e affettivamente. Il bloggher deve guidare il suo commentatore fino a renderlo indipendente e a camminare solo solo nella blogosfera (tesoro di mamma, attenzione quando attraversi, guarda a destra e sinistra, non accettare post dagli sconosciuti, fermati al contatore e così via)

Invece secondo me il bloggher e il commentatore stanno in un rapporto dialettico servo/padrone.

Comunque a me paranoica, regressiva e scissa nessuno si deve permettere di dirlo. E che non ho un corpo non lo devono nemmeno pensare.

Di conseguenza, questa settimana è una settimana di protesta, di riaffermazione del sé pieno.

Non linkatemi, leccatemi.

Non si accettano commenti, ma solo palpeggiamenti.

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100 Risposte to “Questo è un meta-post”

  1. anonimo Says:

    E’ con una certa soddisfazione che infilo il primo commento nel reggipetto della giornata 🙂
    Devo precisare che non il commentatore, ma il blog nel suo insieme è una nuova release del Tamagochi. Il commentatore è solo la più innovativa e interattiva delle funzioni del pulcino, ma non è la quella essenziale, tant’è che funziona anche senza.
    Il discorso sul commentatore era un poco diverso, e tentava di riportare sullo stesso piano, se non addirittura su un piano superiore, il commentatore rispetto al blogger, almeno riguardo al potenziale di paranoia, regressione e scissione che può esprimere. Insomma, quello che intendevo dire è che il blog genera delle aspettative bidirezionali, sia dal lato del blogger, sia da quello dei commentatori. E se il blogger può sentirsi frustrato (e diventare paranoicoregressivesscisso) se non ha commenti, o se gli si spara addosso, o se si fraintende quello che aveva inteso dire, o se i commenti prendono una direzione di discussione diversa da quella desiderata, altrettanto frustrato (e potenzialmente PRS) può sentirsi il commentatore che non riceve risposta ad un commento, o che si sente oggetto di mobbing da parte del blogger e/o degli altri commentatori, o che si sente frainteso.

    E ora basta, voglio leccarti.

  2. MariaStrofa Says:

    no comment

  3. Flounder Says:

    hanging, sono andata per sintesi.
    perché come lo esprimi tu, in modo così paranoicoregressivoesscisso è tutta un’altra cosa 😀

    mariastrofa, ma tu sei m o f?
    (questa si chiama “regressione da chat”)

  4. riccionascosto Says:

    In tutto questo vorrei dire che io ho le prove della scissione di Hanging (dal gruppo, quantomeno).
    Ovviamente, se un fazzoletto vale 8.000 euri… fate voi.

  5. broono Says:

    Non ho tempo per approfondire la questione, ma dato che tra le impellenze più urgenti, al momento, c’é quella di andare in bagno, ti pregerei, in virtù dei meriti acquisiti sul campo del numero di commenti che ti lascio, di accompagnarmici e di non sottrarti al tuo dovere di Dante Soddisfazione.
    (antico letterato italiano progressista avanguardista con un occhio alla piuma d’oca e l’altro a una roba che chiamava Bloggaere per il quale venne incarcerato in una torre dal papa del periodo)

  6. anonimo Says:

    flou, vorrei farti notare che ti sei appena autoinfilata un commento nel reggiseno del tuo stesso post. Sappi che questa è una forma gravissima di PRS, perché ti rende doppiamente paranoicaregressivesscissa, non solo rispetto all’io-commentatore, ma anche rispetto all’io-postante! Il commento al proprio post è una forma di autoerotismo perverso, che non mette in comunione l’essere con se stesso, ma lo separa.

  7. anonimo Says:

    sempre HR

  8. Flounder Says:

    cito e stravolgo woody allen per sostenere la teoria che l’autocommento è una forma di sesso virtuale con chi stimi veramente.

    (scusate, sto accompagnando il TamaBroono al bagno, poi torno e vi preparo il pranzo. poi vi faccio fare il pisolino)

  9. broono Says:

    Scusate, sono il TamaBroono, quello che sta accompagnando al bagno, volevo solo avvisarvi del fatto che per “poi torno e vi preparo il pranzo” intende il pranzo di domani.

    No, ecco, ve lo dico, nel caso non vedendola tornare tra un quarto d’ora vi offendeste subito.

    che brutto carattere che tenete.

  10. 8e49 Says:

    io, se per voi va bene, porterei la meta-colazione

  11. Flounder Says:

    riccio, che è il fazzoletto da 8.000 euri?

    8e49, tu poi rappresenti l’apoteosi di questo discorso: un blogghèr con la sua meta-metà.

  12. Flounder Says:

    mo’ questo fatto di Broono introduce anticipatamente la seconda questione, emersa tra puzzi di fritto e fellatio di baccalà.
    la questione Рnon esattamente bloggheresca Р̬ la seguente:
    perché gli uomini che decidono di elevarsi anche poco poco, anche appena appena dalla trivialità e aspirare, anche solo vagamente a qualcosa di lievemente superiore, finiscono in balìa di donne “ad elevato matenimento”?
    cosa spinge un uomo mediamente intelligente e di cultura sopra il minimo sindacale a farsi tartassare da una Sally e a farsi triturare maledettamente gli attributi virili?
    (non ve la pigliate con me, la domanda non è mia)

    TamaBroono, vieni che ti asciugo il becco.

  13. atvardi Says:

    (il commentatore avanza. Si guarda a destra e sinistra, da ora in poi comodamente dette CdL e Ulivo. Poi, d’un tratto, spalanca il suo meta-impermeabile e urla)
    TE’!!! E BECCATEVI ‘STA UESSEBBI’!!!
    Tsè. Che io sia narciso va bene. Ma che me lo si dica, poi…

  14. Flounder Says:

    io oggi parlo solo con chi ha almeno una web-cam col teleobiettivo.

  15. anonimo Says:

    scusa ma per quelle cose lì palpeggiamenti e leccamenti devi scendere in strada non puoi stare lì davanti ad un computer

    per il resto mi pare che siano venute fuori cose che sapete già tutti e che non ve le dite o se ve le dite devono essere comunque ad un certo livello

  16. Flounder Says:

    ma tu ce l’hai la web-cam?

  17. Flounder Says:

    utente anonimo, è evidente che queste cose già le sappiamo.
    come pure è evidente che dal monitor non escano mani.
    forse in futuro, chissà.
    anche mio padre mi dice sempre: tu devi uscire, mica i fidanzati vengono a domicilio, bussano e dicono “salve, io mi vorrei fidanzare con lei”.
    poi un giorno una fugge con l’amministratore di condominio e annulla tutte le teorie.
    è un mondo in evoluzione, questo, siamo barbari e mutanti.
    siamo barbari, in mutande.

  18. broono Says:

    Io in culotte sono Barbara.

  19. anonimo Says:

    se tutto è così evidente
    cheloscriviaffare
    cerca di dire perchè lo scrivi
    se vuoi veramente andare nel profondo delle cose

  20. riccionascosto Says:

    Il “fazzoletto da 8.000 euri” è un riferimento alle foto compromettenti vendute per non essere pubblicate (sembra che fosse la quota per non fare vedere le dita nel naso, ma non sono sicura).

    Vorrei anche puntualizzare che la Sally è “una donna ad alto mantenimento che crede di essere una donna a basso mantenimento” (questa, ovviamente, è una nota a parte)

  21. Flounder Says:

    ma stiamo nervosi, oggi?
    allora, ricomincio: trovo insulso che in una realtà così rapida e mutevole, quale quella che si presenta al giorno d’oggi, grazie o a causa della tecnologia, si stia ancora a spiegare a dei blogger cos’è un blogger.
    trovo che se esistono dei problemi, perché comunque esistono – Maria Rita Parsi ha ragione quando parla della blogosfera come “no man’s land” – non è all’interno del recinto che se ne deve parlare, ma nelle scuole, con i genitori, con persone fuori dall’ambito, che necessitano di avere le chiavi per osservare questa cosa.
    trovo insulso demonizzare i blogger e i blog e il tipo di relazioni che ne derivano, quando già vent’anni fa esistevano i penpal, gli sconosciuti amici di penna ai quali scrivevi per anni e con cui scambiavi foto.
    trovo ancora più inutile voler trovare profondità inaccessibili e ragioni recondite – oltre le evidenze – dietro un blog.
    trovo scandaloso scandalizzarsi per questi fenomeni e non per l’assuefazione televisiva, ad esempio.
    trovo infine ridicolo, pur senza aver letto Baricco, individuare nella mutazione il male assoluto.
    prima di noi ci sono stai i dinosauri e culture che si sono susseguite. se la cultura del terzo millennio è telematica e tecnologica, è priva di corporeità e superficiale, è così che deve essere.
    tanto vale farsi la croce e osservare come evolverà.

  22. Flounder Says:

    riccio, anche io sono convinta di essere a basso mantenimento.

  23. Flounder Says:

    Ricordati Barbara
    Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
    E tu camminavi sorridente
    Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
    Ricordati Barbara
    Pioveva senza tregua su Brest
    E t’ho incontrata in rue de Siam
    E tu sorridevi, e sorridevo anche io
    Ricordati Barbara
    Tu che io non conoscevo
    Tu che non mi conoscevi
    Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
    Non dimenticare

    un momento di meta-romanticismo

  24. Flounder Says:

    il punto è un altro.
    non si sono tenute tavole rotonde sulla psicologia di chi usava il telefono di bachelite, né su chi usa il cellulare e nemmeno su chi si paga l’abbonamento alla pay-tv.
    di conseguenza io sono propensa a credere che tutto l’interesse intorno al fenomeno blog e al drmma dell’evoluzione linguistica, sia in realtà il timore per la costituzione di microcircoli, microrealtà che possano sfuggire al monitoraggio dall’alto.
    si dice Рlo diciamo anche noi Рche non ̬ possibile scrivere con le k e con le abbreviazioni.
    però se leggiamo le lettere scritte da chi era al fronte durante la prima guerra mondiale, le troviamo comunque scritte in un linguaggio che non ci appartiene più.
    ci si lamenta che i blog di infiormazione siano di parte e che forniscono falsa informazione, e però ci si dimentica che l’informazione ufficiale ha altrettante zone oscure.
    si trova indecente e scandaloso trovare una fidanzata nel web, ma ci si dimentica che ancora negli anni sessanta i mezzani erano attivi e che le agenzie matrimoniali in fondo fanno cose simili.
    a me pare tutto molto ipocrita.

  25. broono Says:
  26. Flounder Says:

    mi clicca
    non-mi clicca
    mi clicca
    non-mi clicca
    mi clicca 😀

  27. atvardi Says:

    Io la web-cam ce l’ho.
    Nell’armadietto.
    E il teleobiettivo ce l’ho.
    Mutante.
    Con me ci parli lo stesso o no?

    Alto mantenimento ma convinta del contrario. Sennò io che son difficilissimo a fare?

  28. Zu Says:

    linkame, linkame muchooo…

  29. Flounder Says:

    como si fuera esta noche
    mì ultimo post

    massì che ci parlo, atvardi.

  30. cf25302015 Says:

    un meta-plauso.
    🙂

  31. Flounder Says:

    ma meta-ciao, verdemare 😀

  32. broono Says:
  33. anonimo Says:

    Sono avvilito. Non posso reggere questo ritmo. Mi sa che mi dimetto anche dal ruolo di commentatore.
    La Pupara (o Giocattolaia, visto che si parlava di Tamagotchi) esimia della blogosfera non se abbia a male…

    Cordialmente,
    A.

  34. atvardi Says:

    Linkame, linkame muuuchooo,
    spero que no parta el dialer sennò sai che coooost….

  35. Flounder Says:

    broono, ma questo è un mouse di fidanzamento?
    col brillante incorporato? 🙂

    caro A.,
    capisco la tua posizione, ancorché lievemente regressiva, ma non scissa. purtroppo questo è un blog molto narcisistico. posso però affermare che da quando esiste, io nel privato sono molto più simpatica: sfogo qui le incontenibili pulsioni egocentriche e fuori sembro un agnellino.
    più o meno.
    quasi.
    insomma.

  36. anonimo Says:

    … ma allora io sono al culmine della perversione!
    (oggesù)

    lisa

  37. atvardi Says:

    Detto fra noi, Flo, ora che nessuno ci ascolta.
    Io sarò difficilissimo. Ma che lei sia un agnellino non ci crede NESSUNO.

  38. anonimo Says:

    … riuscirò anch’io a trovare la mia meta-?

    lisa

    fase altresì detta del “commento compulsivo e paranoico”

  39. Flounder Says:

    lisa, tu sei un caso da studiare.
    perché se il blogghèr, commentando negli altri blog, risponde alla teoria di Canetti della spina nel fianco, la commentatrice senza blog è invece una figura mitologica, autogenerantesi.
    cara lisa, la verità è che tu fuggi il confronto: commenti senza accettare di essere commentata, la tua ansia da contatore viene repressa e sublimata, il rifiuto di un nick rivela altresì che non vuoi scinderti.
    ma tutto questo è inaccettabile.
    nickati, lisa.
    loggati.
    sloggati.
    scinditi.
    (più discinta, su, più discinta)

    atvardi, io e lei non abbiamo mai brucato nello stesso piatto. non faccia illazioni, la prego. 😀

  40. atvardi Says:

    Confermo quanto Lisa-to poc’anzi: blogghi, sempre blogghi, fortissimamente blogghi.

    E poi:
    Zitti, zitti che sto partoriendo…
    CERTE PICCOLE MANNAIE
    Il blog che rispetta ogni trancio del vostro corpo

  41. Wosiris Says:

    wos: ma non manca una riga in fondo al post?

    flo: quale ?

    wos: non taggarmi, toccami!.

    (scusa mi son preso la liberta’ di doppiarti comprimendo in un solo commento)

  42. anonimo Says:

    flo’, è che oscillo ancora tra la fase orale e quella anale.

    😀

    lisa

  43. MrsD Says:

    il più bel post su piùblog che abbia letto stamattina!! (e con questa il tuo reggiseno scoppia…)
    quanto ai commenti, che a detta dei più sono imperdibili, mi sa che torno più tardi con calma…

  44. all Says:

    son qui (ma non servilmente) a rilevare un evidente lapsus: il meta-gruppo campano, essendo meta-fisico e meta-nopeo, non poteva essere schierato su due file di sedioline, bensi’, al massimo, su due files di sedi online.
    Peraltro piacevoli.

  45. glider Says:

    (omissis)si trova indecente e scandaloso trovare una fidanzata nel web, (omissis)

    ah, e chi glie lo racconta alla mia consorte? e le due creature, ora, son frutto dell’indegno inganno?
    gesooooo, che tempi.

  46. Flounder Says:

    perdonate l’assenza. ero scesa a comprarmi un reggiseno quarta taglia coppa C.

  47. Flounder Says:

    wosiris, mi sono autodenunciata

    all, il tuo commento mi riporta ai vecchi tempi. tu sei geniale.

    MrsD, sei passata indenne attraverso i pop-up. wow.

    glider, ma voi siete giovani di una volta. qui siamo giovani d’oggi 😀

  48. atvardi Says:

    Lisa, quando passi per quella vaginale vieni a commentare da me?

    Detto questo:
    due files di sedi online è GENIO.

  49. biancanera Says:

    Fameeee.
    Seteeee.
    Voglio giocà…
    E voglio pure andare in bagno!…

    M’accopagni?

    Tua Tamagochi.

  50. MrsD Says:

    indenne solo perché sono al lavoro protetta da un firewall!! da casa mi si aprono finestre in tutte le direzioni del monitor… mi sembra di fare una di quelle prove medioevali… sai come nel primo cavaliere o in certi videogiochi… cercando di passare senza farmi affettare tra spade, lance e rostri da destra e da sinistra!!

  51. MrsD Says:

    ps: e lo sapevo che avresti avuto bisogno di un reggiseno nuovo 😛

  52. Flounder Says:

    questo ci dimostra che il commentatore – a suo modo – talvolta emerge attraverso un processo di iniziazione.
    il blog è una sorta di Graal.
    i post sono il suo sangue.

    (la prossima tavola rotonda sul blog la voglio condurre io. io e i pulcini)

  53. glider Says:

    flo, hai le finestre push-up?

  54. e.l.e.n.a. Says:

    mi dimetto anche io dall’ingrato ruolo di commentatrice.
    indosso le scarpette migliori e perseguo sani princìpi (o prìncipi, che non stiamo a questionare sugli accenti)

    tua cenerentola

  55. Flounder Says:

    glid, così dicono.

    elena, non esistono sani prìncipi.
    i frequenti matrimoni tra cugini ne hanno irrimediabilmente compromesso il sangue.
    (l’ammutinamento del commentatore è quanto di peggio possa esserci per il blogghèr narcisista. privato del suo alter ego, del suo specchio, del suo contraltare psicologico, egli – il blogghèr – comprende tutt’in una volta il senso profondo della sua solitudine e può arrivare a suicidare il blog)

  56. glider Says:

    allora dici che mi posso tener sciolto dall’accusa d’indegnità per aver ghermito la virtù ed il giusto convolar alla consorte con l’ausilio telematico al prezzo di rassegnarmi alla mia vetustà?

  57. Flounder Says:

    glid, non avevo capito.
    tu quoque?
    e dire che ti facevo così serio 😀

  58. glider Says:

    direi più che serio: grave.

    un caso clinico!

  59. e.l.e.n.a. Says:

    (giammai accadrà! ci saranno i commentatori salvatori, quelli che sventeranno il tentativo, bloccando la pallottola nell’header ad un passo dal trapasso letale, ad imperitura memoria dell’insano gesto.)

  60. glider Says:

    beh, in verità in verità ti dico: senz’ombra di dubbio alcuno so d’essere l’inventore dello spam.

    ad un suo diniego risposi abusando della sua casella email con tale e tanta subdola tenacia nonostante l’ostentato suo rifuggirmi in pubblico che alla fine la poverina crollò.

    anzi

    la sciagurata rispose

    con un invito a cena.

  61. MariaStrofa Says:

    Ah sì, mof, certo. Nelle chat arrivava la parolina mof (senza nemmeno punto di domanda).

    Il sesso mio è rigorosamente indicato nel profilo. Questo è un nome di piuma che ha una certa storia (oddio storia… storiella conosciuta in condominio)

  62. giorgi Says:

    Insomma, quanti figli hai?!!!
    Per me continui a restare virtuale, visto che mentre stavi sul raccordo io ero lì e mentre io ero a casuccia tu ti facevi dare del paranoico regressivo scisso…
    Vabbuò, alla prossima spero

  63. pispa Says:

    sì ma, chi è più narcisista?
    chi scrive le sue bestialità belle o brutte e commenta

    o chi si siede ad una tavola rotonda come “specialista” per dirimere la questione “il perché della rete e sue infinite variazioni”?
    credo senza avere provato più di tanto, tra l’altro.

    secondo me la rete e i blog e i forum sono interazione tra gente.
    e dentro ci sta tutto, pure la paranoia scissionista, i sette peccati capitali, le risate che mi faccio su certi blog, i bei racconti che se no non leggerei.

  64. aitan Says:

    insomma, non avrei voluto commentare,
    avrei voluto restare a guardare quest’orgia di commenti
    e tenermela dentro l’impressione che anche a me in verità le psicologhe erano simpatiche tutte (e anche l’unico maschietto sul divano non era repellente (qui si apre e si chiude una possibile finestra psico-interpretativa sulla rimozione del maschio))
    ma che le vedevo un po’ vittime del teatrino e troppo desiderose di strappare l’applauso e di rimpinguare il reggiseno le persone impegnate a darci lumi sulla nostra comunicazione più o meno monca e multidirezionale
    e che, caspita, in questo mondo, da sempre, ognuno sceglie lo scivolo o lo slittino che gli pare e il modo di farsi sentire e di ascoltare,
    e mi restavano dentro pure un sacco di altre cose pensate ed emotive che non le puoi infilare tutte in un commento (ma che ci siamo detti al tavolo lungo e rettangolare dove eri seduta pure tu, ma non hai potuto sentire perché ti trovavi dall’altro lato di strozzapreti, baccalà e trippa alla romana),
    poi m’è salito su dai piedi al cervello un moto anti-voyeuristico e un desiderio irrefrenabile di mettermi in comunicazione e di spalancare una porta sulle dimensioni del mio pensiero,
    e allora ho deciso di buttarmi nel mucchio e cominciare a leccare e palpeggiare giù giù fino alla più bieca ed elevata regressione pre-infantile

  65. Novocaine Says:

    ottima analisi direi… ed è vero scissa regressiva ecc, nessuno dovrebbe dirlo con tanta facilità.
    Io resto della mia opinione, cioè che semplicemente scrivendo, usando il nostro pensiero narrativo, possiamo attraversare tutte le componenti della nostra identità, anche quelle che non possiamo mostrare tutti i giorni.
    Resta comunque il mal di stomaco molto più che “meta” dovuto ai fritti della pizzeria 😛

  66. Ecate_ Says:

    Paisà, m’inchino (e spero che non lo prenda proprio come un palpeggiamento, che sa, noi commentatrici etero …) ;-)******

  67. cf05103025 Says:

    di commentat/ori/argenti e mirre
    ce n’è di tutti i tipi che ci sono quelli maleducati che scrivono merda e se ne vanno,
    ecco

    MarioB.

  68. Flounder Says:

    oggi non ho invece tempo di rispondere a tutti, non ne abbiate a male.
    però, volendo ragionarci seriamente, io sono d’accordo sui fenomeni di regressione e scissione. totalmente d’accordo e assolutamente consapevole che la conduzione costante di un’esistenza che si svolge sul doppio filo reale/virtuale slatentizzi i processi psicopatologici presenti in ognuno di noi.
    quello su cui sono forse meno d’accordo rimonta invece a ciò che scrivevo ieri: attribuire il senso di psicopatologia a tutto ciò che in certo modo si differenzia dal passato.
    non credo che la nostra società sia più psicopatogica di quella passata.
    oggi dicono che non si comunica, che la famiglia è in crisi, che la vita virtuale mina i valori profondi della società.
    ma quand’è che funzionava la famiglia e si comunicava? quando i bambini non potevano parlare per timore di essere picchiati?
    quando le donne non lavoravano e gli uomini andavano al bordello e ci portavano i figli diciottenni?
    mah

  69. Zu Says:

    son d’accordo: questi aggeggi che talvolta sovrutilizziamo non fanno altro che accelerare e moltiplicare quel che già è

  70. cf25302015 Says:

    insomma, alla fin fine, mi si nota di più se posto e non commento o se non posto del tutto, o se commento solo?
    o…?
    mah!
    😉
    brrrr…i

  71. Flounder Says:

    sento doverosamente di dover segnalare l’esimio (come sempre) contributo di riflessione della bloggheressa HangingRock, sul quale c’è ben poco da ridere o scherzare.

    e questo conferma una volta per tutte una serie di idee, prima fra le quali che la forma, spesso scherzosa, con cui si espongono le cose, non è affatto indice di scarsa serietà nel trattare un argomento.

    la stupidità di chi legge nella frase: non linkatemi, leccatemi , un esplicito richiamo sessuale non ha nulla a che fare con il blog o il mezzo usato, né con la paranoiaregressivascissa.

    sono sempre più convinta che non sia il mezzo a fare la comunicazione, ma siano invece i contenuti, che – a prescindere dal mezzo utilizzato per la loro veicolazione – creino o meno la possibilità di discussione e confronto.

    (oggi sono stramaledettamente seria. perché ho un brutto carattere, sì: sono seria anche quando dò l’impressione di scherzare. mammamia, che brutto carattere)

  72. anonimo Says:

    si comunque meglio stupidi che pagliacci soprattutto se non fai ridere nessuno

  73. anonimo Says:

    …commento ergo sono


    AnnaBella

    un saluto ad All

  74. Flounder Says:

    annabella, tu saresti comunque. anche senza commentare.

  75. glider Says:

    giusto
    l’essere prescinde l’agire

  76. Flounder Says:

    vado. ho la riunione settimanale alla BlogAnon. stiamo facendo il programma di disintossicazione in dodici post.
    non so se funziona, mi dicono che ogni tanto qualcuno ne viene fuori e poi alla prima occasione ci ricasca.

  77. ondafrangente Says:

    E’ vero. Tutto. Amicizie egoistiche a cui si dedica tempo solo quando se ne ha voglia. Voglia di accudimento. E tutto il resto.
    E quindi?

    A me piace lo stesso.
    E poi non annulla il resto.

  78. atvardi Says:

    Io la mia l’ho detta.
    Ora mi sento molto più intelligente.
    E anche un po’ scisso.

  79. lostudente Says:

    sono arrivato qui per raccomandazione al link stesso…
    Non mi ci vedo ad aprire di colpo l’impermeabile: le bloggheresse si farebbero delle grasse risate… Per i pensieri invece: idem come sopra.
    Scisso, io?! Per colpa del blog: madddDDdddaiii… che che scissi si nasce: ci siamo nati!

    Io non palpeggio le sconosciute: si sappia!!

  80. cosima Says:

    e’ ben detto ed e’ vero.
    una cosa pero’ non la capisco: perche’ regressivi?

  81. ondafrangente Says:

    Infatti, scissi ci siamo, ma perchè paranoici e regressivi?

  82. saltino Says:

    Non so se sentirmi una bambola gonfiabile o un grembiulino da cucina senza niente sotto… tant’è che ogni tanto scrivo continuando ad ignorarmi. Ingenuo?

  83. Flounder Says:

    per quello che ho capito – ma qui vorrei il conforto di Novocaine – credo che il regressivo si riferisca alle modalità di interazione, al fatto che si inneschino dinamiche che, lungi da essere comportamenti maturi, basati sia sulla parità che sulla compresenza dei due soggetti che si pongono in relazione, soffrano invece dell’assenza e della proiezione di desideri, bisogni e quant’altro sull’altro.
    da qui, per esempio, il fatto della richiesta di accudimento del commentatore o l’ansia da prestazione del blogger, che se non vede un tot di commenti va in depressione.
    da qui la continua richiesta di conferme, similmente a un rapporto affettivo in cui uno dei partner ha il compito continuo di rassicurare l’altro, quello spaventato e un po’ infantile.

    il punto è che, guardandomi intorno, per strada e fuori dal blog, nelle case e nelle vite di chi conosco, io incontro ben poca gente capace di intrattenere relazioni stabili equlibrate, che si tratti di amicizie o amori. e queste modalità regressive non hanno nulla a che fare con la vita virtuale, ma costituiscono proprio il nucleo essenziale dei nostri tempi, il timore della responsabilità, la fuga dal centro.
    questo è il paradosso della modernità: l’individualismo spietato, ma vuoto.

    sul fatto del paranoico, invece, ho una casistica ampia di come – a causa del fatto che le parole siano prive di corporeità e spesso i toni non vengano espressi e percepiti nel modo giusto, la gente poi si faccia i film. ma anche qui, diciamolo, se li fa anche nel reale. sono sempre esistiti quelli con le manie di persecuzione.
    invece trovo interessante il modo in cui si possa sviluppare il discorso che abbina eccesso di vita virtuale all’alexitimia, che è l’incapacità di nominare – e dunque riconoscere – le emozioni.
    è come se, a causa di enormi stimoli concentrati solo sulla conoscenza intellettuale, si perdesse l’abitudine a quella parte istintuale, capace di riconoscere le espressioni facciali, le mimiche, e ricondurle ai corrispondenti sentimenti.

  84. lostudente Says:

    ennò! ansiadaprestazione è unilaterale!
    facciamo così, ricomincia daccapo e spiegamelo come se avessi 6 anni…

  85. Flounder Says:

    no, no, daccapo no.
    non ce la faccio.

  86. anonimo Says:

    Bloggare fa male?

    E’ inutile che vi copriate occhi e orecchie con le mani per non sentire certe cose. Perché esistono comunque, a prescindere da voi.

    Sono ormai all’attenzione di tutti, anche sulle riviste femminili che io non le leggo mai se non dal parrucchiere. E siccome ho i capelli molto corti mi tocca andarci almeno una volta al mese, così ultimamente sono informata.

    Siamo il prodotto di una società malata, lo hanno detto i sociologi americani. Pure gli psicologi.

    Siamo uno study-case. Un panel. Un abnormal behaviour. Una deriva dell’alienazione capitalistica. Un sottoprodotto della caduta verticale dei valori.

    Come quel coglione sociopatico che ha dato l’annuncio sul blog che si sarebbe suicidato. E poi l’ha fatto, per non deludere le aspettative dei suoi lettori. Forse per punire le sue ex che gli avevano detto che scriveva da far schifo.

    Toh, beccatevi un senso di colpa grande come una casa. Conviveteci per il resto dei vostri giorni.

    Perché i sensi di colpa sono come la gramigna, non li stermini nemmeno con il diserbante e il sale. Ti scrutano dall’alto in basso e ridacchiano maleficamente. Quando si accorgono di essere guardati fanno l’espressione da vittima.

    Comunque la malattia si sta estendendo a livello planetario, contagiosissima. Peggio del morbo della mucca pazza.

  87. MariaStrofa Says:

    “Invece secondo me il bloggher e il commentatore stanno in un rapporto dialettico servo/padrone.”

    Sì, nel rapporto descritto da Bierce (Ambros) a proposito del matrimonio:

    Matrimonio: piccola comunità costituita da un padrone, una padrona e due schiavi: in tutto due persone

  88. sgnapisvirgola Says:

    Bellissimo post:)
    Non mi sento nè paranoica, nè regressiva nè scissa oppure si e tante altre cose a fasi alterne, ma questo per tutto cio’ che riguarda la mia vita e molto di più non solo perchè ho messo su un blog.
    E credo che questo modo di comunicare così trasversale e poco controllabile piaccia poco in realtà a chi invece vuole controllare a tutti i costi, tutto. Quindi questi controllori come si potrebbero classificare? Io credo che sia la voglia di condividere che la fa da padrona piuttosto che velleità da scrittore o primadonna, anche se chi si espone in un luogo pubblico significa che vuole ottenere consensi. Sempre vogliamo ottenere consensi sin dal primo vagito, non è una novità mi pare. Anche nelle riunioni condominiali. E in quel caso, riuscirci, possono significare tanti bei eurini:)

  89. Flounder Says:

    oh, questa cosa del matrimonio è divertentissima.
    assomiglia a quell’altra sul divorzio, la coppia che non voleva separarsi per via dei bambini.
    ma chi erano i bambini?
    loro due, ovviamente 😀

    commentatore n. 86, apprezzo molto lo sforzo nel ripescare un mio vecchio post (la fonte va citata, sennò uno pensa che sia un commento spontaneo). anche quela volta lì ero molto ironica, per il fatto che si tenda ad accomunare tutto in un’unica, grande categoria senza operare distinguo al suo interno.
    in questi ragionamenti si opera per sillogismi, le cui premesse e conclusioni sono spesso fallaci:
    Socrate raccontava di filosofia —> Ci sono blogger che raccontano di filosofia —-> Socrate era un blogger

    secondo me un discorso generico non si può fare: io sono una che chiacchiera un sacco anche dal vivo, che racconta l’impossibile, incapace di mantenere un segreto, e in questo il mio blog mi rispecchia per intero.
    poi ci sono quelli timidissimi e introversi, che non spiccicano parola e grazie alla presenza del paravento/schermo riescono a tirar fuori quello che pensano.
    poi ci sono quelli che usano il web per guardare le done nude, ma prima lo facevano lo stesso, con i giornalini.

    io so solo che per me, in questi anni, è stato un grande strumento di aggregazione: oltre a farmi conoscere belle persone mi ha permesso di dare vita a progettini reali, per strada, nelle piazze, di allacciarmi al mondo, anche oltre i confini nazionali, e confrontarmi.
    poi uno può anche decidere che tutto questo sia una cazzata e restare confinato nellasua grotta a guardare le ombre che si proiettano all’esterno, ma questo non ha nulla a che fare col mezzo.

  90. lostudente Says:

    avresti il link al blog di Socrate?, che sono curioso…
    :o)

  91. Flounder Says:

    ahah, ci siete cascati: Socrate non ha mai lasciato alcuno scritto 😀

  92. glider Says:

    Socrate è disponibile solo in podcast!

  93. Flounder Says:

    da Radio Pritaneo, l’unica specializzata in maieutica anche in FM

  94. glider Says:

    la trasmissione è offerta da:
    centro estetico kalokagazia

  95. Flounder Says:

    si ringrazia anche il Centro Eudaimonia, specializzato in disturbi della coppia e dell’infertilità.

  96. glider Says:

    digestivo πάντα ρει

    acidità di stomaco, bruciori?

    ti svegli al mattino con l’alito vellutato dallo tzatziki della settimana scorsa?

    mastica una compressa di πάντα ρει
    il digestivo senz’acqua!

    è un medicinale a base di cicuta, non somministrare al di sotto dei 70 anni, leggere attentamente le istruzioni d’uso
    aut min rich.

  97. Flounder Says:

    io se nascevo nell’antica Grecia, mi innamoravo di Socrate, già lo so. perché era uno di quei cerebrali che aveva sempre l’ultima parola, che ti faceva una sfida continua e o ti ammazzava per sfinimento o lo adoravi per sempre.
    a me mi fa troppo ridere questo fatto, che la moglie Santippe lo denunciò perché non osservava i doveri coniugali e lui in sede di giudizio, anziché difendersi prese le parti della moglie.
    io se ero la moglie di Socrate, di sicuro dopo un po’ divorziavo, perché non riuscivamo nemmeno a fare una terapia di coppia, che avrebbe sfinito pure le psicologhe col fatto che teneva sempre ragione lui (perché teneva sempre ragione lui, non c’è verso. quello era capace di dimostrarti che anche il torto era una forma di ragione, solo che tu ancora non lo sapevi, e gli dovevi pure dire grazie)
    però lo avrei amato moltissimo.

  98. lostudente Says:

    eccerto! tutto rigorosamente virtuale e nel web!…

  99. glider Says:

    ma tu pensa che son socratico pure io

    stasera mia moglie provo a chiamarla Santippe, vediamo come la prende eh.

  100. ipsediggy Says:

    smetti subito di leggere la repubblica, please 😉

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