Fiabe per adulti

A me piacciono un sacco le fiabe con la morale.
Credo che quella che amo di più sia Canto di Natale, di Dickens. L’ho letta da bambina, ma potrei ripeterla per filo e per segno, la terribile nottata del signor Ebenezer Scrooge e la sua nuova vita la mattina di Natale.
Ogni tanto bisognerebbe rileggerla e fermarsi un momento.
Comunque avere una bambina ammalata a volte è una risorsa insospettata: mandi a monte tutti gli appuntamenti e gli impegni che avevi preso per il fine settimana, rassegnatamente ti affitti un paio di film e prepari quintali di popcorn.
Vai, mamma, prendi la Tata Matilda, è bellissimo, ho visto la presentazione.
Ho preso la Tata Matilda.
Oddio, che groppo alla gola, che pianto inconsulto.
C’è questa Emma Thompson che il trucco ha reso orribile: bitorzoli, un incisivo sporgente, un nasone. E poi questa famiglia ingovernabile, con un padre giovane, vedovo e incapace e sette piccole pesti.
Matilda – tata governativa senza fissa dimora – si presenta con un bastone dai poteri un po’ magici e le sue cinque regole:
alzarsi quando è richiesto
andare a dormire quando è richiesto
lavarsi e vestirsi quando è richiesto
ascoltare
fare ciò che viene richiesto
Per ognuna delle regole i sette piccoli mostri dovranno imparare una terribile lezione sulla propria pelle: per ognuna delle regole correttamente apprese la tata perderà dei tratti di bruttezza e diventerà sempre più bella e i bambini si dimostreranno capaci di assorbire, riflettere, elaborare, negoziare.
Se non mi volete, ci sarò; quando finalmente mi amerete e  mi vorrete, allora andrò via.
Dice così Tata Matilda all’arrivo nella casa ed è così che si accomiata, con questa frase, lasciando tutti con un magone difficile da smaltire, nonostante l’atmosfera di gioia.
Mamma, ma piangi?
No, sono i popcorn attaccati alla gola…ma sì che piango, dài.

(Ultimamente i film per bambini sono un colpo a tradimento. O forse è solo la vecchiaia che avanza, non so. E comunque mi sento un po’ Tata Matilda: sono io, sì, ci sarò. Come quei piccoli dolori che non danno mai tregua )

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28 Risposte to “Fiabe per adulti”

  1. maurieternauta Says:

    Comunque certi film per bambini sono dvvero terribili,credimi…

  2. Flounder Says:

    uh, io ancora mi ricordo Incompreso.
    mammamia, che trauma.

  3. Flounder Says:

    per no parlare de L’ultima neve di primavera

  4. riccionascosto Says:

    Io tata matilda l’ho visto al cinema (io, il consorte, una nonna con due bambini e una coppia che forse non aveva idea del film) e ho pianto come una fontana…
    (il consorte uscito dal cinema si è precipitato dalle scale e non in senso metaforico, ma non ha pianto. E’ un uomo, lui)

  5. utente anonimo Says:

    ma quando la dirai la verità agente flaunder

  6. Flounder Says:

    al momento opportuno

  7. Wosiris Says:

    confesso che quando accompagno le bimbe al cinema difficilmente trattengo la lacrima; mi basta poco, un po’ di morale due scene in fila con un attimino di significato e ci casco come una caco maturo. (epica è rimasta la scena al cinema gloria quando cercai di giustificare gli occhi lucidi sui titoli di coda delle cronache di narnia con una coppia di moscerini che in contemporanea si erano infilati tra le lenti a contatto e le cornee).

    comunque, per sdrammatizzare, informo che la carriera dell’attore biondino protagonista di tutti i film tipo l’ultima neve di primavera, ha raggiuto il suo culmine con pietre miliari tipo le nuove comiche e i ragazzi della trezaCI.

    prova a piangere ancora adesso

  8. ipsediggy Says:

    sei pronta per la città incantata di miyazaki…

  9. ipsediggy Says:

    ma anche e soprattutto per il castello errante di howl

  10. Flounder Says:

    wos, mi ero fermata al ritorno di zanna bianca (certe cose non si dovrebbero mai sapere)

    iggy, visti tutti e due. bellissimi, anche nelle musiche, che ho spesso riproposto qui nel blog.
    del castello errante ho anche cercato il libro, senza trovarlo.
    l’ho chiesto a babbo natale.

  11. Flounder Says:

    invece adesso un appello: sarei grata, gratissima, a chi mi trovasse un cartone lacrimevolissimo che si intitola Carlotta e il porcellino Wilbur , delicata storia d’amore tra un maialino e una ragnetta che, dopo che le uova si schiudono, è destinata a morire, ma il porcellino si occuperà dei figlioletti.
    l’ho visto al cinema America di Napoli nel lontano 1975 e adesso a New York ho visto che nei negozi di giocattoli c’era una grande pubblicità e i dvd in inglese, ma qui in Italia niente.

  12. broono Says:

    Mh…pare ci sia in commercio (in Italia) solo il secondo.

  13. Flounder Says:

    è per questo che ho lanciato l’appello.

  14. sevensisters Says:

    Ah, io l’altro ieri ho pianto per “The Family Man” (sai, quello con Nichcolas Cage..). Niente di preoccupante, è una gran botta di vita, piangere di commozione.
    PS: Houdini fa un baffo a te o viceversa?

  15. Flounder Says:

    Houdini è un pivello: qui ci tagliamo e ci ricomponiamo come se niente fosse.

  16. aitan Says:

    A cinema piango spesso.
    A volte non è una cosa immediata.
    A volte penso: qui papà avrebbe pianto, e mi si arrossano gli occhi.
    Papà piangeva anche ai battesimi e ai matrimoni. E mamma rideva. E ride ancora, mamma. E meno male.

    (O.T. Io lo sono stato più di una volta Babbonatale, e ridevo forte.)

  17. giorgi Says:

    Tata Matilda mi manca. E so che piangerò. Ho pianto insieme a mia figlia davanti al Re leone, a Spirit, a Koda fratello orso… Piangerò pure per questa Tata Matilda, figuriamoci.

  18. Zu Says:

    (Aitan: mercoledì lo dovrò impersonare io, per i bimbi della scuola materna. Hai consigli da impartire?)

  19. Flounder Says:

    giorgi, ti giuro che non c’è paragone.
    un altro dove avevo pure pianto assai era quello dell’anno scorso, Neverland.

    aitan e zu, io vi vorrei vedere a tutti e due insieme, con giubba rossa e barba bianca.
    ma se vi prenoto per tempo e vi pago venite qui la notte del 24?
    quest’anno a Natale non abbiamo bambini tra noi, il che renderebbe il tutto ancora più esilarante.

  20. Zu Says:

    Flounder, perché invece quella notte non vieni tu qui? Bambini da queste parti non mancano, ma non abbiamo nennelle tra noi e ti lascerei scegliere la mise che preferisci.

  21. Flounder Says:

    non posso. stasera ho ricevuto dai miei superiori, riuniti in apposita riunione, l’incarico per una missione segreta: operazione torta di baccalà.

    il 24, entro le 20.00, dovrò presentare il mio report e la prova tangibile dell’avvenuta realizzazione.

    in caso contrario mi declassano a sguattera.

  22. utente anonimo Says:

    Ho pianto sulla scena finale di Monsters & Co., non nella quiete buia di un cinema, ma in una monovolume sull’autostrada (ovvio, però che avessi gli occhiali da sole)

  23. Flounder Says:

    ah, sì, sì. pure quella.
    ma allora anche Lilo e Stitch, porca miseria

  24. glider Says:

    cenerentola?

  25. Flounder Says:

    ecco, cenerentola per me è la rappresentazione del disvalore femminile, seconda solo a biancaneve e alla principessa sul pisello, ex-aequo.

  26. aitan Says:

    un commento, cinque ma

    Ma figurarsi, flo, io se posso (se potessi), ci vengo (ci verrei) di corsa. Pagherei perfino.
    Ma le mie renne ormai sono vecchie di vent’anni e neanche mi va più la vecchia giubba rossa (che chissà poi dov’è).

    (Ma, si capisce chi ero? Si capisce dov’ero?)
    Scherzi a parte, davvero io, se potessi, farei che fosse tutto un dono dato e ricevuto, ma mai reciproco (che ormai lo sai che non esiste reciprocità nel dare e avere dei regali e delle sorprese, che poi così sorprendenti non lo sono quasi mai).
    Ma esiste il natale senza bambini?
    Si discuteva di questo qualche giorno fa anche con Francesco e gentile signora…

  27. glider Says:

    disvalore?
    per la faccenda del principe che pesca nel mazzo delle aspiranti impalmate sbadigliando pure? beh, fa un poco postalmarket.

    a me è piaciuta Mulan, volitiva, e mi fa tenerezza la figura del vecchio padre quando la discola torna a casa. ma la pargola preferisce cenerella. mah, crescerà.

  28. Flounder Says:

    no, glid. disvalore perché è una storia stupida: il principe se ne innamora senza sapere se questa femmina valga o meno una cicca, solo per averci ballato una sera.
    stupida perché quest’ebete si alza al mattino e canta canzoncine insulse e invece di meditare la fuga o di uccidere matrigna e sorellastre, si rifugia in un mondo psicopatico di topi e uccellini parlanti.

    le mie eroine sono agli antipodi di questa qui.
    sono: la Bella (quella della Bestia), Jo di Piccole Donne e un poco Pollyanna, ma senza eccedere.

    mammia, ci eravamo scordati di Piccole Donne e Piccole Donne crescono.
    che da bambina io volevo essere sempre Jo e scrivere i racconti come lei.
    sarebbe stata una bloggheressa fantastica, io lo so.
    che poi si era tagliata e venduta i capelli per aiutare la famiglia, mentre quell’imbambolata della sorella Amy faceva la pernacchia in Europa con i soldi della zia bisbetica.
    e i pianti, i pianti quando Beth moriva.
    che epoche.

    aitan, sei quello di sinistra?
    anche secondo me il Natale senza bambini non vale niente, ma forse è perché non siamo più religiosi.
    che poi non so com’è nelle altre case, ma qua abbiamo combinato insieme varie visioni: c’è Babbo Natale, che porta regali solo ai bimbi, i grandi che si scambiano i regali e possono farne anche ai piccini, i piccini che partecipano agli acquisti e agli impacchettamenti.
    insomma, molto free-style.
    a domande impertinenti abbiamo risposto che Babbo Natale esiste solo se si crede, se si smette di credere svanirà la magia.
    e loro continuano a crederci, o fingono di farlo e dunque a crederci siamo noi. 😀

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