Potrebbe accadere qualcosa – post in progress/3

Non posso predirti  il futuro – aveva  risposto Zaira. Non esiste futuro per chi procede su un filo sospeso a mezz’aria.

Eppure per tutti gli altri non ha esitazioni, racconta di attimi luminosi e speranze serene e la gente ritorna a casa soddisfatta, dopo aver gettato via una moneta d’argento in cambio di chiacchiere inutili e senza senso.

Invece, quando siamo da sole, mette via le sue carte ed il pendolo magico e mi guarda trasognata.

Anche oggi è stato così, prima che iniziasse il mio numero. Mi ha stretto le spalle con una forza  che non credevo possibile in una donna e mi ha detto sorridendo: sai anche tu che per noi non esiste un futuro certo. Quello che accadrà domani o dopodomani non è cosa che ci riguardi, lasciamo che il fiume scorra nel suo letto, più o meno placido, e dissetiamoci laddove l’acqua è più fresca e il fondale meno sabbioso.

Ma allora – ho chiesto  io – sono solo sogni quelli che racconti alla grande massa di illusi che ti si accosta ogni giorno? Sono solo vacue lusinghe quelle che dispensi in cambio delle loro monete d’argento?

No – mi ha risposto – molti arrivano a me carichi di incertezze e nella nebbia della disperazione non vogliono accorgersi che il loro presente contiene già i tratti del futuro, e che domani non sarà meno triste di oggi, se non lo vogliono. Non offro stupide ciarlatanerie, ma allontano il velo dai loro occhi. Insegno loro pochi e facili passi, invento un futuro che trasformi il loro presente. Sono pochi coloro i quali realmente non sanno. Loro non vengono mai da me, o molto raramente. Tutti gli altri, semplicemente, sollevano problemi la cui soluzione è già nella stessa domanda. Invece tu ed io siamo accomunate da un destino diverso: troppe volte abbiamo aspettato l’alba stringendo i denti e troppe volte abbiamo dato fuoco alle strade dietro di noi. Ma quando sarà il momento io ti parlerò, Arcadia, di quella zona luminosa che non annerisce mai, della candela eterna che ci arde dentro, che mi spingerà nuovamente verso terre lontane e mondi sconosciuti e che ti spingerà dove non immagini. Ma adesso non è ancora il tempo. Va’, cara, va’ e non darti più pena. Il tuo futuro è questo: una corda tesa a mezz’aria e la pozza d’oro alla fine di ogni percorso. Sta a te sola trovarla e specchiartici.

Di Zaira sapevo poco o nulla. Mi aveva detto che aveva sempre raccontato storie e che era finita nel circo per caso. Prima di arrivare qui, viaggiava da sola, di villaggio in villaggio, e si guadagnava da vivere con i suoi personaggi inventati.

Un giorno un uomo le disse: raccontami una storia, ti farò un dono.

Zaira cominciò. Andò avanti per giorni, mesi. Anni.

Finché si accorse di essere stata ingannata: l’uomo era morto, senza mantenere la promessa.

Allora raccolse le sue cose e partì.

Più avanti il circo la aspettava per ascoltare il seguito. Le aprirono la porta, senza prometterle nulla.

Si sedette, e cominciò a raccontare. Per ogni storia ci fu una carezza e un bicchiere di vino.

Allora comprese che il dono dell’uomo consisteva nell’averla trattenuta tutto il tempo necessario per permetterle quell’incontro.

Non un attimo in più, non uno di meno.

In quel momento è iniziato il rullare dei tamburi che annunciava la mia esibizione.

(Un grido di incitazione. L’attimo si sospende in attesa di compiersi)

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12 Risposte to “Potrebbe accadere qualcosa – post in progress/3”

  1. utente anonimo Says:

    Oh, Flou! Sapevo che stamattina avrei trovato Zaira!
    E dopo aver letto quello che ho letto, non ho più sentito il bisogno di consultarla…
    :*
    gnama

  2. Effe Says:

    il finale, dopo il discoso diretto in corsivo, è molto bello, tanto bello che potrebbe essere, invece, un inizio.
    Ma forse, il fine di tutto questo non è la bellezza.

  3. Flounder Says:

    la colonna sonora di oggi è Un gran circo dei Vecindad Maldita

    Dificil es caminar,
    en un extraño lugar
    en donde el hambre se ve
    como un circo en accion
    en las calles no hay telon
    asi que puedes mirar
    como rico expectador
    te invito a nuestra ciudad.
    En una esquina es muy facil
    que tu puedas ver
    a un niño que trabaja y finje sonreir
    lanzado pelotas pa vivir
    solo es otro mal payaso para ti
    tambien sin quererlo puedes ver
    a un flaco extraño, gran fajin
    que vive y vive sin comer
    lanzando fuego

    gran circo es esta ciudad
    un alto un siga un alto, un alto un siga un alto
    Es magico este lugar
    mientras mas pobreza hay
    mas alegria se ve
    en las calles hay color
    no falta algun saxofon
    al terminar la funcion
    alla en el palco de honor
    nadie podra ya reir
    nadie podra ya reir

    effe, nel cerchio ogni singolo punto può essere nuovo inizio.
    (questo è un circo scientifico, mica pizza e fichi)

  4. riccionascosto Says:

    Anche un altro fu il dono dell’uomo. Quello di insegnarle a donare senza attendersi nulla.
    (E’ così che si scoprono i doni più belli, nascosti sotto il velo della gratuità, che ai profani appare scarso valore)

  5. ipsediggy Says:

    >>Le aprirono la porta

    fììuuuuuuuuh…..

  6. Flounder Says:

    iggy, se fosse una pièce teatrale, ti assumerei per fare il rumorista 🙂

    riccio, alla seconda ipotesi non ci avevo pensato.
    (però è possibile, eh, non lo escludo. è che ‘sta Zaira non la conosco bene)

  7. Flounder Says:

    gnamina, ma fai sul serio o è solo perché non vuoi pagare la moneta del consulto?

  8. ipsediggy Says:

    😀

    (voleva essere l’onomatopeismo della mano passata in fronte a togliere le goccie di sudore freddo che la tensioooooone della situazione crea, ché se non le avessero aperto la porta era un pasticcio..!)

  9. utente anonimo Says:

    No, è che grazie a Zaira ho realizzato che non sono tra “coloro che realmente non sanno”…
    Non è per la moneta d’argento, tutt’altro.
    Mi chiedo se un giorno potrò disturbarla per donargliene un sacchetto pieno.
    Gnama

  10. Flounder Says:

    si apre il totoArcadia: cadrà? non cadrà?

  11. rosadstrada Says:

    ” Il dono dell’uomo consisteva nell’averla trattenuta tutto il tempo necessario per permetterle quell’incontro. Non un attimo in più, non uno in meno ”

    Ecco, Maga Flou, questo a mio avviso è un concetto profondissimo su cui varrebbe la pena di s-ragionare ore ed ore…
    Chissà quando arriverà il momento giusto per farlo…
    Chissà in quale futuro completeremo questo tuo attimo tanto sottile quanto il filo di Arcadia, anch’esso sospeso sulla fune come l’unico presente possibile fra passato e futuro…

  12. Flounder Says:

    mi accorgo di aver offerto poco spazio a Zaira, che per certi versi è il personaggio pù equilibrato di questo circo.
    forse per questo non merita tante parole.
    di lei ne avevo già parlato, tanto tempo fa, altrove

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