La mala educaciòn

L’educazione permette di mangiare

con educazione e permette

altre cose; ma se vuoi volare

le ali si hanno o non si hanno

Patrizia Cavalli

 

L’errore fu di pensarlo tutto e subito. Di pensarlo perfetto.

Che se invece avessero lasciato un margine, un piccolo spazio di riconoscimento all’errore, una possibilità – quantunque remota – che le cose non fossero esattamente così come appaiono, allora sì, tutto avrebbe potuto svolgersi in modo diverso, fluido. Ben temperato.

Gli eventi non sarebbero precipitati.

Nelle foto rivedeva i bei capelli dai riflessi color prugna, fermati con forcine e perle di fiume.

Un viso rasserenato da poche e dosate gocce di ansiolitico, l’assenza di rughe.

Gli eventi no, non sarebbero precipitati.

Ci si sarebbe potuti fermare giusto un attimo prima, fare un passo indietro, salutarsi con un piccolo inchino, un cenno della mano.

Dirsi un addio pacato e ben confezionato.

Servirsi della buona educazione per compensare l’assenza di una corretta educazione.

L’errore fu di aver fame e credere di poter essere saziati dall’esterno.

Fu di aver paura e far finta di niente. Nemmeno accendere la luce, per timore di trovarsi di fronte mostri ancora più grandi di quelli evocati dal buio.

Allora non sapeva, non immaginava che nel tempo avrebbe dovuto imparare a rallentare, che il tempo lento l’avrebbe bloccata torcendola tutta. Stremandola come un lungo esercizio isometrico, producendole acido lattico e infilando ansia dovunque, ma offrendole in cambio un minimo di tempra e un principio di resistenza.

Imponendole tregua e riposo, silenzio e riflessione (e paura di essere diventata niente).

Spazi di capienza da riformulare (e timore di non riuscire mai più a riempirli).

Pareti da scalare con movimenti lenti e calibrati, cercando il punto di contatto e la maggior aderenza al suo stesso corpo (e ansia di precipitare a ogni istante).

Lei che era abituata agli scatti, ai balzi. Al movimento rapido e veloce, compiuto apposta per squarciare il tempo e sognarsi immortale. Invincibile.

Lei che si pensava gazzella e non aveva passo di tartaruga. Ma che a differenza della gazzella non sapeva guardare lontano e similmente alla tartaruga indossava una corazza.

E’ colpa della filogenesi se gli esseri umani racchiudono in sé animali irreali e fantasie di movimento impensabili.

Il coccige è solo ciò che resta della coda e già non ci orienta più nel movimento né ci fornisce equilibrio. Siamo nati per stare eretti, forti e saldi sulle gambe.

Ma per fortuna talvolta rompersi le gambe è un bene, battere il muso. Piegarsi sotto le sconfitte.

Si comprò delle scarpe e le riempì di metallo pesante.

Un binocolo.

Un panino da mangiare di fronte al mare.

Quando arrivavano i bastimenti era ancora forte la tentazione di correre lungo la banchina e battere sul tempo i gabbiani. Sfidarsi a giochi impossibili.

Come un istinto di cui non puoi fare a meno. Colpa di quel residuo d’ala da sempre rimasto intrappolato nella scapola.

Ma quelli – i gabbiani – loro avevano ali, capisci cosa voglio dire?

E tu, tu volevi volare pensando che bastasse volerlo. Sciocca bambina, quanto hai impiegato a capire che con la storia della volontà ti avevamo gabbato?

Eravamo gente precaria, nella fede per la volontà abbiamo riposto la nostra ancora. E’ stata la nostra salvezza.

Il resto, tutto il resto, ci è passato davanti.

Quel resto sarebbe stato la nostra salvezza. Se solo avessimo saputo.

Ci avrebbe permesso di assomigliare almeno un poco ai gabbiani, lievi alla gravità e all’orrore del vuoto.

Annunci

12 Risposte to “La mala educaciòn”

  1. hansholbein Says:

    Che vuol dire vetrofanie? dovrebbero vietarla come parola.
    Quando c’era Lui (Bismark) almeno i treni arrivavano in orario

  2. BellaLu Says:

    con sta cosa della volontà hanno gabbato tutti, mi sa

  3. MariaStrofa Says:

    Molto ma molto confortante vedere una poesia di Patrizia Cavalli in epigrafe, o vedere chi ne parla.

    Perché Patrizia Cavalli è poeta magari meno spettacolare della Marini, o meno “maledetta” ma è grande assai assai fin dai tempi della sua prima raccolta “Le mie poesie non cambieranno il mondo”.

    ciao

  4. Flounder Says:

    conoscevo poco la Cavalli, due o tre poesie in tutto.
    ma adesso ce l’ho tra le mani e ogni singolo verso mi rispecchia qualcosa.
    non ho mai amato la poesia, era sempre qualcosa di troppo distante da me.
    credo che anche questo abbia che fare con l’eccesso inutile di volontà.

  5. ipsediggy Says:

    ogni uno che volare vuole, fare lo può
    ogni uno, a modo suo, ha le ali. le sue.

  6. Flounder Says:

    ogni due, il venti per cento di sconto.
    ogni tre, un paracadute in omaggio 🙂

  7. ipsediggy Says:

    si male ali costano un botto!
    ;-D

  8. broono Says:

    Ma Icaro c’era?

    (il premio “Miglior commento dell’anno” lo vengo a ritirare in loco, non stare a far sbattimenti”)

  9. Flounder Says:

    con una brutta cera

  10. Effe Says:

    questo post, ingiustamente silente nei commenti, è una mappa geografica della vita.
    Penso che il titolo finale, per ognuno di noi, potrebbe essere Se solo avessi saputo volare

  11. Flounder Says:

    i post che amiamo di più spesso restano incommentati.
    hanno forse qualcosa di troppi intimo e privato. si comprende bene.

  12. hobbs Says:

    benissimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: