Meteorologica

Nel  vecchio   computer  avevo un  bellissimo testo  teatrale,  ormai   andato irrimediabilmente perduto.

Me l’ero fatto mandare anni fa dall’autore, dopo averne visto lo spettacolo, talmente poetico che veniva voglia di rivederselo daccapo nel momento stesso in cui era terminato. Si svolgeva tutto in una notte, dentro una stazione abitata da personaggi intensi e al tempo stesso marginali

Tra i personaggi più belli c’era un barbone che una volta era stato un uomo di cultura ma da anni viveva ramingo.

Collezionava gli annunci meteorologici ed era l’unica cosa che custodisse gelosamente. Poi li prendeva e ci sognava su, imbastiva storie.

Amsterdam, 14 giugno del 1968. Cielo parzialmente nuvoloso, minima 7 gradi, massima 12.

E da lì partiva con un racconto.

Poi ne pescava un altro, un altro, un altro ancora.

Metteva in relazione città e personaggi, incantava i viaggiatori nelle attese.

Parlava del tempo come fosse stato un vino, saggiandone l’etichetta, il bouquet. Osservandolo in controluce.

Ah, signore mio, il 1974 fu una grande annata: si contarono ben 238 giorni di sole.

Nulla da invidiare al 1978, si badi bene, ma il 1974 – vede – aveva quel qualcosa in più che rende le cose speciali, rari piovaschi, temperature sensuali e raffinate. Non sono mica tutti uguali gli anni – caro signore – bisogna saperli apprezzare, gustare. Si fa presto a dire sole o pioggia. E le sfumature? E le nuances?

Napoli, 4 marzo 2007. Cielo sereno, lievi brezze, minima non pervenuta, massima  20 gradi.

La donna guarda il sole e il mare e si riposa. Rasserena lo sguardo. Poi sogna.

Nessuna voglia di raccontare una storia, il resto può essere riassunto in un’unica frase, una specie di preghiera: possa – nel tempo che si muove – possa esserci ancora altro tempo.

Un tempo che assomigli a questo, alle barche sul mare senza increspature.

E che sia pieno di sole. Denso di sfumature. 

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41 Risposte to “Meteorologica”

  1. 8e49 Says:

    peccato che quel testo sia andato irrimediabilmente perduto, avrei voluto leggerlo.
    ma l’importante è che ci sia sempre un altro tempo, pieno di sole. e che quello sguardo sia sempre sereno
    (è sempre bello, leggerti, a volte lo è ancora di più, grazie)

  2. didolasplendida Says:

    un mare così?

  3. Flounder Says:

    datemi un punto d’appoggio outdoor e vi solleverò il mondo

  4. broono Says:

    “La donna guarda il sole e il mare e si riposa. Rasserena lo sguardo. Poi sogna.”

    bella come il quadro.

  5. aitan Says:

    finché c’è tempo,
    ci sarà tempo per le storie,

    adesso sole

  6. Flounder Says:

    un giorno sparirò e mi porterò (o meglio, mi farò portare) a vivere in campagna o di fronte al mare.
    non mi leggerete mai più. mai più più. lo giuro.
    ma potrete venirmi a trovare. e io vi stamperò piccoli fogli con tutte le cose che non leggete più perché io sarò in campagna o di fronte al mare.
    e voi direte: ah, ma quanto ci manchi, torna in città e fai la bloggheressa.
    e io dirò: no, a me mi piace stare qua.

    (datemi una panchina, un muretto, uno scoglio, una spiaggia, un prato, un bosco, la luce, il sole. diventerò morbida e mansueta, sorridente e placida)

  7. anonimo Says:

    flou, non scherzareeeeeee!!!! che hai detto che fai??????

    Gnama

  8. fuoridaidenti Says:

    Possa – nel tempo che si muove – possa esserci ancora altro tempo. Un inchino profondo dal fondo della sala.

  9. anonimo Says:

    quasi come tutti noi pensionati
    non ti credere che sia il massimo della vita 🙂

  10. Flounder Says:

    ma tu non sei pensionato.
    sei lavativo 🙂

    gnama, ma..ma..ho firmato un contratto con i lettori?
    un patto formativo?
    un’obbligazione morale?
    un impegno a sostenere e allietare per sempre la loro prima colazione? 😀

    calma, ma perché stavi seduto in fondo? perché così lontano?
    te ne volevi scappare prima della fine, eh?

  11. essenziale Says:

    mi vengono in mente un paio di posti dove poter sparire. di fronte ad una città di mare, alcune isole. e in ognuna di queste campagna e mare. ci sono stato in quei posti. e se ti farai portare lì, passerò a prendere uno dei tuoi piccoli fogli…

  12. sphera Says:

    “datemi una panchina, un muretto, uno scoglio, una spiaggia, un prato, un bosco, la luce, il sole”Ecco, ecco. Ieri mattina ho fatto colazione, per la prima volta quest’anno, seduta sul gradinetto, sulla soglia della portafinestra del terrazzo. Un’ora è durato, quel caffè, come sempre mi capita quando c’è cielo e sole e aria e faccio una lunghissima vacanza di dieci minuti o due ore senza pensare a niente (o forse riposando e sognando, come dici tu, o forse facendomi attraversare dai pensieri), imbambolata dalla placidità e dal mio stesso sorriso.

  13. Zu Says:

    Sphera: quella che descrivi è, anche, l’autentica sostanza della meditazione.

    🙂

  14. anonimo Says:

    E’ inutile, la regina delle colazioni migliori, per me, sono io.
    Contratto o no,
    va bene anche in nero…
    Per sempre?
    Non mi piace vincolare le persone…diciamo il più possibile!

    ;D
    Gnama

  15. sphera Says:

    Sì, la meditacolazione.

  16. Gelsomino Says:

    Si, questo post infonde serenità come fosse meditazione.

  17. Gurbj Says:

    Un post zen:) Bello:)

  18. Flounder Says:

    ore 17.30: l’ultima cosa che mi sento in questo momento è l’essere zen.
    il mare, sì.
    in questo momento sono assolutamente in alto mare. lavorativamente parlando.
    (mi serve un salvagente, mi serve)

  19. anonimo Says:

    allora, qua abbiamo: prato, panchina, muretti vari e sentieri tra gli ulivi, lago, campo, uccelli cinguettanti e un po’ di sole.
    per i gabbiani ci stiamo attrezzando.
    il mare di Napoli, però, quello lo devi portare tu.

    🙂

    lisa

  20. Flounder Says:

    qualcuno vende bombola di ossigeno?
    io compro anche a prezzo maggiorato.

  21. IceKent Says:

    una volta lessi in un racconto di un tale che aveva varie decine di nomi per indicare la pioggia.
    le giornate non sono tutte uguali, si

  22. Flounder Says:

    mi dice qualcosa questo racconto.
    cos’era?

  23. Wosiris Says:

    il post ed il tiro con l’arco?

  24. Flounder Says:

    lo zen e l’arte della manutenzione del blog?

  25. broono Says:

    Ti dice qualcosa perché ti ricorda il dialogo in macchina tra i due protagonisti di “Ogni cosa è illuminata”.

    Cioè, ti dico io che ti ricorda quello perché io mi ricordo che ti ricorda quello.

  26. Wosiris Says:

    e’ un testo di ohm-html?

  27. Flounder Says:

    bru’, aiutami. quale dialogo, in particolare?
    che la prima volta che l’ho visto ero incantata dalle immagini e la seconda volta distratta.

  28. broono Says:

    Non ricordo quale fosse il termine preciso, ma all’inizio del film l’americano parla all’ucraino (i nomi la prossima volta) in macchina spiegando le differenze linguistiche tra l’ebraico e non ricordo (olé) quale altra lingua.
    Per rappresentare una delle principali gli racconta proprio che in ebraico esistono molte parole per dire uno stesso termine, a seconda del contesto in cui il termine dev’essere usato.

    Non ricordo il termine, non ricordo i loro due nomi, non ricordo di preciso nemmeno il dialogo, ma so che è quello.
    Dovrei rivederlo anch’io una seconda volta, mi sa.
    Ché anche io la prima volta che l’ho visto ero un po’ distratto.
    Troppe cose belle nello stesso momento, la mia memoria ha dovuto necessariamente selezionare.

    E di quel dialogo è rimasta semplicemente una traccia.

  29. Flounder Says:

    se metto a paragone la memoria dei fatti esterni con la memoria delle sensazioni interne, il divario è impressionante.
    diventerò una vecchietta rintronata, me lo sento.
    serberò solo memorie tattili.

  30. broono Says:

    Io lo faccio già adesso.

  31. Flounder Says:

    siamo fatte così, in casa Flounder. deve essere un fatto genetico.
    io ho la memoria su tatto e gusto, quell’altra là si preoccupa se la gente puzza o profuma 😀

  32. Effe Says:

    avverto molta, molta empatia verso il dott. Broono quassotto, per un motivo che, in coerenza, già non ricordo più.

  33. melpunk66 Says:

    nel 166 invec ci fu l’alluvione di firenze
    pensa te

  34. Flounder Says:

    lo so, lo so. i miei erano lì, fuggirono per un pelo. io ero nel pancione.
    oggi potrei non essere qui.
    ma ci pensate che perdita?
    ci pensate?

    (oggi sono in lotta contro il tempo, contro i budget, contro il maiale. ho la faccia a forma di pannello solare, scaldabagno fotovoltaico, impianto eolico. sono tutta una biomassa, geotermica quanto basta. fate qualcosa, liberatemi)

  35. broono Says:

    Visto il commento del Dott. Effe lassotto, urge precisazione:

    Il maiale contro il quale è in lotta la Dott. Flounderessa, non sono io.

    🙂

  36. Flounder Says:

    mado’, finalmente una grassa risata, in questa mattinata infernale 😀

  37. Effe Says:

    Le prove.
    Esibite le prove.

  38. Flounder Says:

    effettivamente, non ne ho.
    non so che dire.

  39. broono Says:

    Affettivamente vanno bene?

  40. Flounder Says:

    affettivamente…tipo salumi? 🙂

  41. DcD Says:

    Ieri stavo per commentare questo tuo bel post che mi aveva fatto venire in mente un sacco di cose.
    Arrivato verso la ventesima riga in questa finestra piccolissima mi son detto che forse era il caso che postassi anch’io invece di commentare. E così feci:
    http://quintadecade.splinder.com/post/11245604/CAPITANI+CORAGGIOSI

    DeCaDe

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