La curva della U

Il  figlio  lo  guarda  con  ostinata  fierezza,  dai  suoi  sedici anni  che oggi gli sembrano un’eternità.

Ha occhi di sfida e apparente disamore. E una supplica ben avviluppata in lacrime che fatica a trattenere.

Hai capito cosa ho detto?, e alza di poco il tono della voce, per sopprimerne il tremito.

Ho capito, risponde il padre. Ma questo non ha nulla a che fare con te.

Sì, invece. Devi occuparti di me. Perché mi hai messo al mondo, allora?

Continuerò a farlo, dice il padre.

Con una nota di stanchezza nella voce. Con il peso di giorni trascorsi a riflettere.

Il figlio dà un calcio al cuscino del divano che poco prima ha gettato in terra.

Raccoglilo, gli chiede gentilmente il padre.

Raccoglitelo da solo.

Il padre si china a prendere il cuscino.

Il figlio sferra un altro calcio e lo colpisce con violenza sul labbro, che inizia a sanguinare.

Le mie decisioni non ti autorizzano a mancarmi di rispetto.

E invece sì. Per me non sei più nessuno, gli dice il figlio con disprezzo e un residuo di paura.

Il padre si pulisce dal sangue con il dorso della mano e poi la passa sui pantaloni.

Ha parole acuminate, ma non è il caso di usarle.

Un giorno forse capirai, si limita a dire.

Se vai via mi uccido, dice adesso il figlio. Assaporando le sillabe e il suono della U che non riesce a incattivire in alcun modo.

Il padre gli appoggia le mani sulle spalle. Gli sussurra sfinito: se non me ne vado mi uccido io.

Nella sua bocca questa parola ha un suono affilato, senza dolcezza né dubbio. Qualcosa di irrimediabile.

Il ragazzo scivola piano nella curva della U e si rincantuccia sul fondo. Prova ad arrampicarsi per venirne fuori. Glissa lungo la parete liscia, senza trovare appigli.

Si inerpica.

Tenta un ultimo sforzo.

Può uscirne solo al prezzo di invecchiare di colpo.

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9 Risposte to “La curva della U”

  1. fuoridaidenti Says:

    e il padre ringiovanisce? 😀

  2. broono Says:

    confermo.

  3. Effe Says:

    dolori contro
    e non si può guarire, senza darne malattia ad altri

  4. Flounder Says:

    ci si può rimanere anche tutta la vita, nella curva della U. e non è che faccia meno male.
    (io oggi mi sono dondolata tutto il tempo nella curva della C. e non è che sia più facile)

  5. glider Says:

    la malattia è pensare che ci possa essere vita senza dolore.

  6. monodose Says:

    vorrei scrivere un sacco di cose, vorrei.
    ma mi astengo, in nome del bene comune.

  7. giorgi Says:

    che angoscia, brunè… Quella U è proprio una trappola

  8. Flounder Says:

    io ho delle idee che poi non porto mai avanti per mancanza di tempo: tipo le storie ispirate alle lettere, ai tarocchi, agli esagrammi dell’i-ching.
    potrei almeno fare una miniserie sulle vocali.

  9. FiocoTram Says:

    Mhh.
    Figo.

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