Il Grande Sacello

un omaggio al grande Waugh,

attraverso una conversazione con Aitan

e grazie a una storia regalatami da HangingRock

L’uomo è gioviale, ha uno sguardo rassicurante e una stretta di mano vigorosa. L’abito grigio scuro, purissima Tasmania, lo slancia e gli conferisce un aspetto autorevole.

E’ compunto quanto basta, ha sensibilità e buona educazione.

Vi riassumo dunque gli estremi della nostra offerta. Abbiamo tre possibili opzioni: standard, plus e premium, con tariffe variabili e servizi opzionali. Resta inteso che la nostra azienda si muove solo secondo rigorosissimi criteri di qualità e al servizio del cliente.

L’opzione standard consente la pubblicazione di una foto mensile, mentre con il servizio plus sarà possibile interagire direttamente col defunto, fino a culminare, grazie alla più moderna tecnologia disponibile sul mercato, al dialogo in viva voce previsto dal contratto premium.

L’attivazione del servizio avrà luogo entro ventuno giorni lavorativi dalla firma del contratto e a condizione che vengano fornite tutte le informazioni necessarie. Più completo sarà il dossier sulla vita del defunto, migliore l’interazione post-mortem.

Perché il futuro del caro estinto dipende solo da voi, è solo grazie a voi se tutto ciò può esistere e trasformarsi in realtà.

La famiglia è contenta, si consultano con un rapido scambio di occhiate e convengono che al momento ritengono adatto quanto proposto con l’opzione plus, fatta salva la possibilità di un upgrading allo scadere dei primi dodici mesi.

Il 18 del mese il blog è pronto: la famiglia riunita, compresi gli affini di terzo grado, ognuno dal suo computer, si connettono per la prima volta alla piattaforma.

Il nome è lì, cubitale, stagliato rosso su bianco:

  http://ilnostromarco.ilgrandesacello.com

A partire da questo momento, e con un aggiornamento quindicinale, Marco darà ancora vita alle sue parole, rievocherà con loro  momenti più belli: la foto della prima comunione, i diciotto anni, la laurea, il primo figlio.

Ad ognuno fornirà risposte e conforto: i numeri da giocare alla zia, una perla di saggezza alla nipote col mal d’amore, una speranza di futuro al cugino agnostico.

La famiglia è soddisfatta, ne parlano agli amici, ai conoscenti, al datore di lavoro.

Evidenziano i vantaggi del sistema, l’enorme risparmio conseguito in termini di fiori e messe di suffragio, il recupero dei tempi di spostamento verso e dal cimitero, la trasparenza del servizio reso, l’accuratezza.

E poi Marco, Marco.

Ha perso quella vena polemica che lo faceva litigare con tutti e per tutto. Risponde compito alle loro domande, manda saluti e baci, di tanto in tanto si profonde in virtuosismi umoristici.

Solo la nonna, ormai più verso i novanta, nutre qualche perplessità.

E’ che si sente ancora troppo legata alla tradizione, ma col tempo ci si abituerà.

Per il momento tutti chiudono un occhio e le consentono quelle piccole stranezze così comuni agli anziani. Ha voluto disporre dei fiori in un vasetto accanto allo schermo, bontà sua.

Prova una pena che non riesce a definire, si confida con l’anziano confessore senza trovare pace.

Ma signora, sono altri tempi. Bisogna modernizzarsi, e poi credere, credere. Credere fermamente in qualcosa.

E poi di cosa stupirsi? Non è stato forse Lui a insegnarci di una vita oltre la morte? Di una Resurrezione oltre la carne?

La nonna è perplessa, non riesce a convincersi: questo nipote perduto nell’etere, spiritoso e graforroico, proprio non la convince.

Quanno mòro, je vogli’essere atterrata, confessa un giorno alla figlia.

Mamma, ma che dici? Quando mai sarà, fra cent’anni, avremo la piattaforma di famiglia: ti faremo un blog lì.

Je vogli’essere atterrata, continua la vecchietta. Nun ce voglio sta’ int’o blogg.

Poi di notte, quando tutti dormono, si apposta accanto al pc e prega.

A quel punto la famiglia è in difficoltà. Con un rapido consulto e una stretta al portafogli tenta il tutto per tutto, pur di convincere la nonna: si passi all’opzione premium.

L’uomo distinto tiene una piccola riunione domestica per spiegare il funzionamento del Voice over IP, specifica che – dovendo alterare la voce – verranno introdotti rumori di sottofondo per creare un’atmosfera sovrannaturale.

Gesù, dice una zia alla prima connessione, ma questo parla, parla proprio. E qua ci dobbiamo giocare subito i numeri: allora, 48, il morto che parla, 85, l’anima del purgatorio e 72, la meraviglia.

La nonna no, non è convinta.

Dopo un lungo momento di perplessità chiede il microfono: Marco, Marco, bell’e nonna toja, ma a te come ti piace il ragù?

Silenzio dall’altra parte. Apprensione generale.

Poi la risposta: bzzz, bzzz…nonna, tirato assai, asciutto, con un poco di gambetto.

La nonna scuote definitivamente la testa e conclude: chisto da quanno sta là dinto, nun capisce niente cchiù. ‘Na vota voleva solo ‘o ragù con le tracchiulelle. ‘Sta tecnologia nun me piace, no. Je vogli’essere atterrata e non lo voglio dire mai più.

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12 Risposte to “Il Grande Sacello”

  1. Modesta Says:

    😀

  2. fuoridaidenti Says:

    Dì la verità, ti guardi “Nonno Libero”? Miettet’ scuorn’! 😀

  3. Effe Says:

    E jà, adesso non facciamo i difficili, tra il vero e il verosimilie.
    Ci si accontenti.
    Io però firmo la liberatoria per il sielnzio.
    Finalmente, dopo tante parole.

    (ma il morto vociante non era 47?)

  4. Flounder Says:

    questa storia si potrebbe declinare in una serie di possibilità.
    dal mago che sfrutta il dolore dei parenti fino alla creazione di una nuova religione, con altarini cibernetici.
    o anche – e questa era una delle cose di cui discutevamo con Aitan – l’idea che qualcuno, sapendo di dover mancare, lasci le proprie password a un amico perché continui il suo blog.
    l’apertura del dibattito etico su questa possibilità mi pare interessante.

  5. DcD Says:

    Una volta ho sognato una vecchia amica di famiglia, morta novantunenne cadendo dalla finestra mentre stendeva i panni (!).
    La incontravo per una scalinata, e mi rammaricavo con lei per quella fine così stupida: a novant’anni avrebbe meritato di morire tranquilla nel suo letto.
    Lei sorrideva in silenzio, dolcemente, con l’aria quieta di chi si è tolto tanti fardelli.
    A quel punto, lì, nel sogno, le ho chiesto se già che c’era mi dava dei numeri da giocare… e lei me li ha pure dati!
    Poi al risveglio non me li sono ricordati, ma mi sono sentito lo stesso un puzzone!
    Non so se c’entra, ma il tuo racconto me l’ha ricordata.

    DeCaDe

  6. Zu Says:

    (Effe: 48 se parla, secondo la smorfia napoletana. 47 è il morto o la morte. Che parlasse lo diceva un film di Totò, ma essendo girato a Cinecittà forse seguiva la cabala romana)

  7. Flounder Says:

    mi fa giustamente notare poi Zu che la nonna è molto più all’avanguardia di ciò che sembra.
    è la sola – infatti – a chiedere una sorta di password di autenticazione 🙂

  8. Effe Says:

    Zu,
    rifiuto di credere alla verità.
    Per me il 47 è Antonio La Trippa, ed è il morto che parla (sarà per quello che non ho mai vinto al lotto, né alle elezioni)

    A proposito del post, ricorderete il caso del blogger morto suicida, il cui blog continuò a essere aggiornato in modo non apocrifo successivamente alla sua morte, perché il programma (wordpress o che altro) consentiva di programmare in anticipo la pubblicazione dei post.

  9. didolasplendida Says:

    cavolo mi devo ricordare di dare la pass a Aitan
    e devo dire ai miei figli di scrivere nome e cognome e nick
    che didolasplendida mi farà ridere anche dopo

  10. Modesta Says:

    la nonna è il personaggio più divertente e sagace di tutta la storia, quando si dice la saggezza popolare e l’esperienza data dall’età
    Da piccola non vedevo l’ora di invecchiare perchè ero convinta del fatto che non mi sarei più fatta troppi problemi e mi sarei goduta la vita!
    😀

  11. Flounder Says:

    io dall’aldilà non vi darò numeri da giocare, ma solo post da interpretare 😀

  12. melpunk66 Says:

    s. prisco???? ma è il paese dove c’erano (e c’è ancora qualcosa) le proprietà della famiglia di mia madre! il paese che diede anche i natali a bartolomeo di monaco, uno dei condomini di vibrisse. anvedi!

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