Di parole altrui

La creatura è cresciuta.

Così tanto che abbiamo dovuto rifarle il vestitino. In quello di prima non ci si muoveva più, le tirava sulle spalle, sulle gambe, le scopriva caviglie e polsi.

Abbiamo raccolto suggerimenti, consigli, indicazioni.

Le abbiamo dedicato cure e attenzioni, di giorno e di notte. Proprio come si addice a chi amiamo e alle passioni.

Adesso mi pare bellissima.

Questa volta si parla di città, di città vere. Di luoghi in cui accade qualcosa.

O dove non accade.

Perché, come sappiamo, la città è sempre altrove. La città è sempre in qualche modo immaginata, sovrapposta, capovolta.

In questo numero ci sono storie un po’ più lunghe, ma vale la pena leggerle. Alcune molto divertenti, altre semplicemente belle.

So che non dovrei fare preferenze e dire che per me sono tutte uguali.

Eppure ieri sera, cercando di rileggere un po’ tutto,  mi sono soffermata a lungo sul nostro argentino. Il suo racconto l’ho letto mesi e mesi fa, riletto, editato, corretto, riletto ancora.

E ancora stanotte, scoprendomi con le lacrime davanti allo schermo.

Ma forse no, stanotte non era colpa sua.

E’ proprio così che sono fatte le parole, hanno una radice sotterranea e rigonfia. Possono connettersi tra loro in un punto qualsiasi, senza che esista un disegno predeterminato.

Cozzare tra loro e rimandare ad altro, produrre piccoli esplosioni, scavare fino a scoprire le ossa, fino a rivelare il vuoto.

Ne parliamo ancora, sì.

Ne parliamo da vicino, però.

 

Ci vediamo sabato, a Torino.

Proviamo insieme a capire cos’è Buràn, da dove viene, dove va. Cosa potrebbe diventare da grande e perché.

Forse avrò un vestito a fiori.

Dipende.

 

Vi lascio in buona compagnia. Con le parole degli altri.

Le mie riposano, un po’ indolenzite.

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30 Risposte to “Di parole altrui”

  1. stazionetermini Says:

    grazie.
    ciaufffffffff

  2. anonimo Says:

    a due ore da me.

    😐

    Ggesùùùùùùù, datemi l’ORARIO DEI TRENIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!

    Gnama

  3. Effe Says:

    Viana!
    Viana!
    Viana!

  4. Decablog Says:

    leggo tanto ma saluto poco. cafone. mi scuso e m’ammendo 🙂

  5. e.l.e.n.a. Says:

    intanto ci vedremo.
    torino non è che uno dei mille altrove possibili.

  6. e.l.e.n.a. Says:

    p.s.:
    ma non è che si può organizzare una gita a viana?!?
    col minibus, e herr effe a fare il capo comitiva…
    (io mi offro di guidare, la notte, che mi piace assai)

  7. anonimo Says:

    Non è che posso mandarle via sms o chat, live, le domande da fare ad Effe al LitCamp?
    🙂

  8. irazoqui Says:

    buran?
    un vento? come burian o bora?
    qualcosa che ci porta via? e sabbia negli occhi?

    cos’è -chi è- buran?

  9. Flounder Says:

    nessuno si scusi, nessuno si ammendi.
    non è che si sta qui a contare i commenti e gli accessi.
    qui l’unica cosa alla quale si presta attenzione, sono gli eccessi.

    per i fuori sede, da torino prevediamo domande in diretta telefonica.
    però a carico del chiamante, che Buràn non ci dà mica da mangiare, a noi.
    al massimo da bere e fumare.

  10. Flounder Says:

    e poi vi vorrei anche dire che l’argentino mi ha fatto dispiacere un poco.
    poco poco, però.
    ma voglio preservare il mito e dunque taccio.
    i geni sono così: distratti e immemori.
    tipo Effe, per esempio.

  11. rosadstrada Says:

    Grandissimo racconto l’argentino.

    (Dici che mandare due righe, ‘na letterina all’autore, sarebbe un eccesso?)

  12. Flounder Says:

    no, no, nessun eccesso. al massimo casca dalle nuvole.

    (io ho iniziato addirittura un tavolo di trattativa per una spedizione punitiva letterario/tanghèra)

    però mo’ leggetevi pure gli altri.
    Amore e pistole, per esempio
    o La recinzione.
    Oppure Zucchero

  13. Flounder Says:

    io però adesso vi devo dire una cosa, anche un po’ grave.
    sono delusa, ecco.
    ieri sera, a notte inoltrata, mi sono accorta che intorno a Buràn non c’è polemica.
    nessuno che scriva: ah, ma questi a Torino che ci vanno a fare? chi si credono di essere? con tutti gli yoghurt che c’erano bisognava proprio inventarne un altro?
    cose così, insomma.
    un po’ di flame, un po’ di sana invettiva.
    vorrei qualche minimo di insulto, ecco, qualcosa che poi crei un mormorìo di fondo, un’incertezza: ma ci saranno davvero quelli di Buràn a Torino dopo quanto è accaduto? riusciremo a sopravvivere senza? la nostra vita potrà mai continuare ad essere la stessa?

    un po’ di offese, un po’ di sdegno: suvvia 😀

  14. Gurbj Says:

    Avrei un’altra meta per il week ma sarei proprio tentata di saltare sul treno anch’io:) Per prenotazioni, informazioni e deduzioni?

  15. Flounder Says:

    devi guardare il wiki del LitCamp
    (quando scrivo frasi così, mi odio)

    ma comunque a torino non si dorme più. i frequentatori del salone hanno preso d’assalto la città.
    (in realtà viaggiano sotto copertura diplomatica: vengono tutti al LitCamp, ma non lo vogliono far sapere)

  16. Flounder Says:

    e poi una domanda pratica: ma quelli di Buràn possono andare dal parrucchiere?
    o per contratto devono stare sempre scapigliati?

  17. broono Says:

    Possono andare ma dev’essere un coiffeur francese.

    Parrucchiere è roba da web 1.0

  18. Effe Says:

    ‘na schifezza, ‘sta rivista, un insulto, uno sproloquio, un atto onanistico.
    Voglio vedere con che faccia marcia si presetano, codesti scapigliatelli buranici, a Torino

    (non so: vale, la polemica autarchica e intestina?)

  19. didolasplendida Says:

    ma quelli che fanno parte di Buran si chiamano burini?
    🙂

  20. Flounder Says:

    ma andate a zappare, esterofili del piffero.
    che magari pensate anche di far studiare i figli all’estero.
    falliti.

  21. Modesta Says:

    qualcuno mi spiega cos’è sto LitCamp? Un campeggio per vagoni letto? Intanto se vuoi posso lanciarmi nella sequela di insulti che avrei voluto or ora dire alla voce meccanica che mi ha telefonato per vendermi vino!

  22. Modesta Says:

    trovato…il LitCamp.

  23. Flounder Says:

    si sappia che sono passata da un serio castano scuro invernale a un altrettanto serio rouge buràn.
    ne verrà tutto di conseguenza.

  24. anonimo Says:

    dalle mie parti si dice, in questi casi:
    “ell’è buriana!”

    (davvero, oh, che vi ridete)

    lisa

  25. aitan Says:

    enhorabuena

  26. cominciare Says:

    ho letto la tua ultima letteradalcarcere … bella delicata soprattutto vera.

  27. cf05103025 Says:

    il Marino, messer Giovan Battista, fu il primo a creare o forgiare un Litcamp ad inviti, però chiamavalo:
    Intrattenimento poetico vuoi arcadico presso li giardini aulenti de la principesca dimora di sua altezza la Madama Reale Arciduchessa Elisabetta Cosima Fanzago De Fondutis, augusta marchesa di Cambio e di Frizzione.

    Mario

  28. anonimo Says:

    Mannaggia, non ho avuto il tempo ancora di leggerlo bene.
    Dovrò farlo domani in treno verso Torino?
    🙂
    Ci si vede,
    Caino

  29. Flounder Says:

    sì, sì.
    che poi si interroga.
    l’esame verte anche sul numero 1

  30. Flounder Says:

    prometto – al mio ritorno – di scrivere un post dal titolo: Buràn, istruzioni per l’uso.

    e a seguire un post per MarioB – corredato di documentazione fotografica – sul cassetto della mia scrivania in ufficio
    (di cui – osservando il contenuto con occhio distaccato – già un poco mi vergogno)

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