Dove andremo a finire, di questo passo?

A una decina di giorni dal Salone del Libro di Torino e dal collaterale LitCamp, Francesco Forlani fa un’interessante disamina dello stato delle cose.

In larga parte condivisibile.

E’ da tanto che ormai penso che il libro sia diventato merce, ed è da tanto che – in linea con una sorta di protesta personale contro il consumismo, che mi ha condotto a eliminare oggetti superflui, tanto per cominciare, e poi, a seguire, televisione, riviste e quotidiani – ho ridotto anche il numero di libri che prima leggevo, in modo quasi bulimico.

E’ che però non vedo soluzione. Ancora una volta mi trovo a pensare a Bauman, alla liquidità in cui siamo sospesi e alla necessità della ricerca di una morale complessiva.

Poi penso che nemmeno lui riesce a trovare soluzione, e allora un poco mi conforto e un poco pure mi avvilisco.

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27 Risposte to “Dove andremo a finire, di questo passo?”

  1. fuoridaidenti Says:

    t’aggio già ditt’: ‘a quann’ sì turnata d’o Litcàmp t’ si fatt’ tropp’intellettuale (t’aviss’ magnat’ quaccos’ che t’ha fatt’ male?)
    😀

  2. didolasplendida Says:

    chell parl sempe
    sà magnat ò cul è galline

  3. Flounder Says:

    basta. vi scancello dal blog, dai preferiti e vi banno pure.
    siete troppo scostumati 😀

  4. Flounder Says:

    (la verità è che volete sempre leggere d’amore e cicicì e impicciarvi dei fatti altrui, io lo so, lo so, che vi credete, che non lo so?)

  5. anonimo Says:

    appunto
    non parlavi d’amore, tu?
    Io ci ho provato
    effeffe

  6. anonimo Says:

    big brunèl
    effeffe

  7. Flounder Says:

    è ovvio che parlavo d’amore.
    è l’unica alternativa possibile al consumo, ai grandi numeri e alla cristallizzazione nel ruolo di spettatori.
    l’ansia in cui vdo macerare alcune persone, per l’impossibilità di riuscire a “pubblicare” qualcosa, mi pare proprio il segnale del disamore, non certo dell’eccessiva autostima e amor di sé.
    un tempo la gente metteva al mondo figli, come ideale prosecuzione di sé, per lasciare un segno tangibile al mondo e sentirsi completa.
    oggi aspira a partorire una quarta di copertina.

    (io son sempre dell’idea che bisognerebbe dare un patentino agli aspiranti genitori e agli aspiranti scrittori, con prove pratiche, test su strada, quiz psicoattitudinali e tessera punti a scalare)

  8. glider Says:

    una morale complessiva?

    mah, secondo me non bisognerebbe nutrire aspirazioni che non ci si può permettere.

    un po’ come quel tale che diceva che non ci s’ha da vergognare per quel che si è ma per non essere quel che si vorrebbe far credere

  9. Flounder Says:

    – signora, che fa? la prende questa morale?
    – non so, non so se con il mio tenore di vita posso permettermela, mi lasci qualche giorno per pensarci
    😀

  10. maurogasparini Says:

    io sogno un distributore automatico di sigarette di quelli moderni che a seconda del codice selezionato sputino cicche, preservativi o libri.
    con messaggi tipo: queste sono divertenti, con questi ti diverti di più, con questo ti diverti uguale, ma più a lungo.

    e lasciar fare il resto al mercato… .-)

  11. Flounder Says:

    questo lascia prevedere che possano esistere libri ritardanti per lui e stimolanti per lei?

  12. rosadstrada Says:

    Interessante Bauman.
    Tornerò.

  13. maurogasparini Says:

    basta che non comincino a vibrare Flo, sarebbe la volta che ci giochiamo l’Amazzonia in via definitiva.

  14. glider Says:

    AAA ambizioni esorbitanti, usate poco, vendesi causa trasloco karma
    telefonare giusy ore pasti, no agenzie

  15. Flounder Says:

    rosa, io ne sono innamorata. è onesto, fotografico, ti dice: le cose stanno così e così.
    ma non ti elabora soluzioni facili e nemmeno ti sprofonda nel pessimismo.
    il discorso del ‘900 è il discorso della perdita delle strutture, dei legami, delle certezze. questo è valido tanto in politica quanto in biologia.
    a me dispiace solo di sapere di non vivere a sufficienza per sapere come si fonderà una nuova società, una nuova, possibile etica, se la solidarietà riuscirà a prendere il posto delle grandi ideologie.
    mi piace, mi piace Bauman quando scrive che l’ideologia è stata sostituita dalla seduzione, che il nostro è un tempo seduttivo.
    per quanto tempo ancora potremo essere sedotti da voci esterne?
    o il rischio maggiore è che queste voci vengano talmente interiorizzate da pensare che siano le nostre stesse voci a condurci vergo la disgregazione e l’alienazione?
    per quanto tempo ancora ci plasmeremo su desideri indotti dall’esterno dimenticando i nostri?
    (io ho paura, molta.)

    gasparini, siamo onesti.
    da che mondo è mondo, la carta stampata favorisce desideri e istinti primordiali.
    ti ricordi di quei due là, quelli che galeotto fu il libro e chi lo scrisse?
    abbiamo in mano una sfida, adesso, il business del futuro: il libro anticoncezionale.
    te la senti di scriverlo?

  16. mitsukot Says:

    Davvero intrigante il tuo blog:)

    :*

    Mitsu

  17. maurogasparini Says:

    Il libro anticoncezionale è talmente avvincente che ti fa passare la voglia di fare dell’altro, per quanto piacevole sia.
    Fai conto che con il mio romanzo sono diventato zio 7 volte…

  18. glider Says:

    gasparini, io punterei su un bel tomo soporifero, è più ad ampio spettro tipo antibiotico. un piano B

  19. Effe Says:

    di cosa parliamo, quando parliamo d’autore?

  20. Flounder Says:

    mitsu, ferma.
    vieni qua. dobbiamo parlare di una cosa.

  21. maurogasparini Says:

    Effe, cerchi uno specchio, si faccia la domanda, si dia una risposta.
    Di quello parliamo.

  22. Flounder Says:

    effe, si faccia anche la barba, visto che c’è.

  23. cybbolo Says:

    tra i diversi libri ritardanti e stimolanti, noto che esistono anche moltissimi libri emetici o purganti.
    il fatto è che per un autore ogni scarrafone è bello a mamma soja e non esiste pudore.
    quindi il concetto d’amore è infinito, ché anche il disamore dell’autore ansioso è in realtà amore sviscerato per il suo parto.
    mi sa che mi sto impantanando…;-))

  24. Flounder Says:

    in un prossimo post vi racconto la storia di Brod.
    quelli, son libri.
    altro che.

  25. riccionascosto Says:

    Altro che, davvero.
    (e io sono contenta di averlo liberato, al LItcamp).

  26. anonimo Says:

    io quasi quasi ti lascio un commentino ino ino qua, nel post anteriore alla consacrazione iconografica. era solo per dire che buran mi piace proprio talmente tanto assai, che avevo bisogno di dirtelo.. buenas, s

  27. Flounder Says:

    o meno male. che oggi col fatto che ero un’icona erano scomparse tutte le donne 😉
    (e mi era assolutamente intollerabile)

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