La manutenzione degli affetti

E così poi, alla fine, mi sento manutenuta.

In senso proprio, di manu tenere. Che sono piccina, io, mi si può prendere nel palmo di una mano, mettere in tasca, posizionarmi in un angolo di cuore. Ci si può perdere nei miei capelli, annodarsi vicino vicino, intrecciarsi alle mie piccole dita come fibre di vimini di un cestino a maglie strette e trovarsi dall’altra parte, oltre la facciata, nel retrobottega di ciò che appaio, nell’officina degli affetti caldi.

Manutenermi. Come accompagnarmi dolcemente verso il sonno, con una mano appoggiata su un fianco o una spalla, come a tenermi similmente a un aquilone, mentre sogno e volo. E poi riatterro e la testa ancora mi gira, e apro gli occhi, mi controllo: i pezzi sono tutti lì, non è stato sottratto nulla.

Sono piccole manutenzioni, non occorre modificare l’assetto o sostituire intere componenti.

Al massimo un tagliando, con forbicine e un foglio di carta piegato a soffietto.

Tagliuzzare il contorno e poi riaprirlo, stenderlo tutto. Tolto il superfluo resta l’essenziale: bambini stilizzati a darsi la mano. O un cuore nascosto nel fondo di una scatola arrugginita, che un occhio superficiale lascerebbe inosservato, fermandosi all’apparenza delle cose.

Non è che serva molto altro.

Se qualcuno vuole persuadervi del contrario, non credetegli. Non credetegli mai.

Sono quelli che cambiano auto in continuazione per andare più veloci, e nella corsa perdono il paesaggio, smarriscono i dettagli.

Qui no. Non si perde nulla.

C’è una memoria che si ferma nelle mani, nella pelle, nei gesti. Laddove la parola non è niente, non serve.

Annunci

24 Risposte to “La manutenzione degli affetti”

  1. Vivendolestelle Says:

    questo scritto è meraviglioso, le tue parole sono come uno specchio in cui mi vedo riflessa…
    davvero molto paricolari le emozioni che comunichi con quello che scrivi! complimenti>!

  2. cf25302015 Says:

    un saluto “brevi manu”
    🙂
    laura

  3. Flounder Says:

    e che nessuno faccia battutaccie sulla differenza tra manUtenuta e mantenuta 😀

  4. anonimo Says:

    no, però è più chiara adesso quell’idiosincrasia verso gli sfondi 🙂

  5. Petarda Says:

    bellissima l’immagine dell’aquilone.
    e comunque molto, molto meglio, meglissimo, la tua manutenzione della manutenzione perpetua di splinder (è che guardando il post precedente…).

  6. melpunk66 Says:

    è cosa buona e giusta

  7. Flounder Says:

    e direi pure nostro dovere e fonte di salvezza

  8. anonimo Says:

    ogni quante migliaia di chilometri?

  9. RobertoTossani Says:

    Che bel ritorno: proprio bello.
    Un sorriso, senza altre parole.

    (mentivo, ecco le altre parole: perché a dire il vero il mio commento iniziale voleva essere una battuta giocando con quella U, ma poi chissà come mai ho capito che non era il caso)

  10. Flounder Says:

    oggi niente chilometri. oggi ferma, immobile, statica.
    nelle mani del destino, che sa il fatto suo.

  11. didolasplendida Says:

    non muoverti flo’ faresti il gioco del nemico :-)))

  12. cybbolo Says:

    ciao, esserino da taschino, intenerente…;-))
    ah, questi blogghers inquieti!!!

  13. zaritmac Says:

    Flou, sì, “c’è una memoria che si ferma nelle mani, nella pelle, nei gesti”, c’è una memoria, sì, che si sostanzia di silenzi dove le parole diverrebbero bestemmie. C’è una memoria tenace che tace e non si spegne, perché si difende nel riccio chiuso di una mano, di un gesto, di un segno invisibile attaccato alla pelle. Se aprisse le labbra la si potrebbe afferrare per la coda della lingua ed estirpare. Invece quella memoria non si può raschiare, come un tatuaggio di miele o un chiodo in una croce. E non sai quanto sia bello, ma proprio bello leggerti così manutenuta. Che dicevamo, no?, quanto fa scriver meglio la tristezza. E invece no, invece no: tu sei, qui dentro e altrove, troppo troppo bella.

  14. BellaLu Says:

    anch’io, a volte, mi perdo i dettagli. Altre volte, invece, mi perdo nei dettagli (e non so cos’è peggio)

  15. IceKent Says:

    la tua ultima frase è veramente bella.

  16. GipoScribantino Says:

    Ciao Flo. Tutto bene, spero.

  17. giorgioflavio Says:

    Donna Flou, io già ve l’ho detto, che m’incantate. Epperò, abbiate pazienza, ve lo debbo ripetere: ché sono davvero una carezza sul cuore queste righe accussì vive e vere e tènere sul manu tenére, soprattutto in tempi così affollati di manutèngoli…

  18. ipsediggy Says:

    non ci fosse la manutenzione (preventiva, migliorativa, innovativa, olistica o proattiva chessia) io sarei disoccupato.
    sissì, la manutenzione ha da essere obbligatoria..

  19. Flounder Says:

    mi piacerebbe scrivere un post, adesso, ma non posso.
    perché sono a un internet point e non ho tempo.
    è che stamattina ho entrambe le mani occupate: su una c’è il concetto di manutenzione degli affetti, che è l’unica cosa che per me abbia un senso, l’unica ragione di stare al mondo.
    sull’altra mano c’è il suo contrario.
    pensavo stamattina che il Male e il Bene si fronteggiano come il mare e la sabbia. hanno molecole totalmente diverse.
    quelle del mare hanno una fortissima coesione tra loro, mentre il silicio no, ha bisogno di aggregganti esterni a fare da collante, ha bisogno del mare, del liquido per diventare compatto.
    il male e il mare sono più forti, sono meglio organizzati internamente, il bene e la sabbia hanno invece bisogno di una goccia di male/mare che arrivi dall’esterno per solidificarsi, altrimenti si perderebbero, si disgregherebbero.
    pensavo anche che non si possono fare buchi nell’acqua e il male – come il mare – è impenetrabile, ha una superficie che non si fa contaminare. la sabbia invece la scavi, la modelli, riesci a perforarla in profondità.
    nella sabbia ci puoi piantare delle cose e farle crescere, nel mare no.
    e questo è forse l’unico pensiero che mi consola.

    più tardi vado a vedere il mare e lo interrogo meglio. poi chiedo alla sabbia.

  20. ipsediggy Says:

    > aggregganti esterni
    it’s a matter of temperature

  21. barbara34 Says:

    bella e interessante la metafora del male… e la manu/tenzone ne è rimedio, resistenza…

  22. zaritmac Says:

    cosa ti hanno detto?

  23. katiuuuscia Says:

    da un paio di mesi penso a sta cosa della manutenzione degli affetti.. che riguarda tutti i tipi di affetto. vabbuo’, poi partorirò a riguardo.

  24. Flounder Says:

    va bene.
    è chiaro che le metafore lasciano il tempo che trovano.
    un’altra volta magari scriverò che tutto il bene possibile è nel mare.
    ma è che venerdì sono stata un castello di sabbia e le onde arrivavano a sgretolarmi da ogni lato.
    non poteva che essere così, dunque.

    dovessi fare una metafora stasera, mi paragonerei a una coppa dell’olio.
    o a una puzza di frizione bruciata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: