Non è il tango a essere la verticalizzazione di un desiderio, ma il desiderio ad essere un’orizzontalizzazione del tango.

Ebbene sì, è il momento della svolta.

In questo rispettabile blog, dove tutto è politicamente corretto, dove non si alzano mai i  toni,  dove  si rispettano le regole  del galateo, oggi di parla di sesso.

E non per spirito di voyeurismo o per darsi un contegno alternativo, ma solo per informarvi di un’importante scoperta scientifica.

Per anni vi hanno fatto credere che le donne vivano principalmente di orgasmi clitoridei e vaginali.

Solo negli ultimi tempi qualcuno ha azzardato l’esistenza di un terzo genere, l’orgasmo utero-annessiale. Che mo’ è un poco troppo complicato da spiegarvi, per cui ne scrivo un’altra volta.

Ma nessuno finora aveva avuto contezza dell’orgasmo occipitale.

Per amor di correttezza scientifica preciseremo che si tratta di una scoperta del tutto accidentale, che non ha richiesto finanziamenti in ricerca e sviluppo e che tuttavia spalanca le frontiere di una nuova epoca.

Reclinate un pochino la testa all’indietro e spingetevi con le dita della mano destra alla base della nuca: troverete una fossetta ad attendervi, una piccola conca.

Quello è il nostro punto O.

Oddio.

Oddio oddio.

Oddio oddio oddio.

A scanso di equivoci, ci tengo a specificare che il raggiungimento dell’orgasmo occipitale non è alla portata di tutti.

Occorrono una serie di requisiti e circostanze.

Primo: la prossimità del mare, con scoglio e sciàff sciàff in dotazione sonora.

Secondo: una musica di sottofondo che fa tipo zan-zan zan-zan.

Terzo: un maestro di tango, preferibilmente di nome Leo. Silenzioso. Anche muto, volendo.

Dopodiché dimenticatevi di tutto quello che avete avuto nella vita, Fernando dalla gola di telaragna e il passo drammatico, Pablo Ramòn del Toro dal sorriso e lo sgambetto esuberante, Massimo dall’abbraccio imperativo e la coscia stritolante, Decio dall’eleganza cromosomica e la punta assassina.

Dimenticatevene.

Whoooom. Il vuoto. Il momento della creazione. Il Big Bang. La fissione nucleare. L’invenzione del paté de foie-gras.

Dimenticatevene.

Che a me nessuno mai mi aveva ballato così. Mai. Mai mai.

Che io nemmeno pensavo nella vita che qualcuno potesse mai ballarmi così.

Che neppure sono in grado di descriverlo perché è una cosa che non assomiglia a niente.

Non esistono donne frigide e nemmeno cattive ballerine di tango. Ve lo vogliono far credere per tenervi in stato di cattività, per instillarvi un senso di inferiorità, in attesa di Babbo Natale e del rigor mortis.

E dite a quelle là, alle signore arabe, che è inutile il chador.

Serve una maglia a collo alto, una sciarpa, un collaretto rinforzato.

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30 Risposte to “Non è il tango a essere la verticalizzazione di un desiderio, ma il desiderio ad essere un’orizzontalizzazione del tango.”

  1. zop Says:

    il mio orgasmo è sempre cerebrale, dipende da una zona (probabilmente occipitale, apprendo) tra il cervello e il cervelletto, che deve essere stimolata nel modo giusto: non sto parlando di dita nel naso o nelle orecchie, le mie piccole orgasmie si manifestano per lo più leggendo delle cose intelligenti o ironiche (come queste).

  2. Flounder Says:

    oddio, mi resterà incinto il blog?

  3. broono Says:

    Fila a casa!
    SUBITO!

    e domenica a letto senza cena!

  4. Flounder Says:

    ma pure senza bere.
    basta che si balli.

  5. Gurbj Says:

    Sarà…Sarà che non so ballare. [non so neppure cantare…non so proprio fare un sacco di cose, me tapina]. Ieri un tipo mi ha invitata alle danze. Ed è anche un tipo interessante assai [se non fosse che è troppo: alto, magro, giovane]. Gli ho detto che non lo sapevo fare. Ha insistito dicendo che anche lui, all’inizio, era impacciato. Gli ho detto che sono così poco coordinata che temo di avere un danno neurologico, da qualche parte. Mi sa che è vero. Sarà che dietro la nuca, in quel punto, ho il punto C. Cervicale. Sarà…Sarà, forse, che la mente sovrana ha proprio rotto le palle? Via, è il momento di lasciarsi andare….dove hai detto che sta il Tenero Giacomo:)? [così, giusto per carburare un po’:)]

  6. Flounder Says:

    vedi, zia Gurbj, il mondo è una questione di prospettiva.
    lui non era troppo magro alto giovane, quanto piuttosto non era abbastanza in carne basso maturo.

    un tipo inadeguato, diciamolo

  7. anonimo Says:

    ehm, non dovrei dirtelo, ma stamattina Giacomo ha chiesto di te, mentre sorseggiavo “l’espressino”. Mi sono ingelosito 🙂
    C…..

  8. Flounder Says:

    ieri sera l’ho tradito con un barman senza nome e dagli anonimi bicchieri di plastica. poi mi sono sentita in colpa tutta la notte.

  9. cybbolo Says:

    insomma: relegare in soffitta i famosi punti g a vantaggio del punto o, che già qualcun’altra chiama c?
    non si finisce mai d’imparare…
    a proposito: mi sa che diverrà obbligatorio imparare il tango, vero?
    o sarà imperativo scoprire un nuovo punto erogeno alternativo più semplice e di simile soddisfazione reciproca: magari il punto i.
    i come interstiziale delle dita dei piedi, o inimmaginabile sotto un’ascella.
    e non chiamare questo volgarmente solletico…;-)))
    ok, ok, vado ad iscrivermi a scuola di tango…

  10. barbara34 Says:

    io l’orgasmo occipitale lo provo mangiando cose tipo sushi, cannoli, babà e la ricotta al pistacchio (siciliano) che ho provato a fare ieri.

    Le donne arabe, cara mia, se ballano è erotismo elettrico in circolo, scintille, talvolta entrano quasi in transe.
    ma poiché bisogna iniziare così giovani da imparare a trattare i gutei come una parte autonoma del corpo, mi sa che faccio prima a darmi al tango…

  11. Flounder Says:

    ma no, qui si fa confusione.
    quello da percezione gustativa o da godimento intellettuale NON è un orgasmo occipitale, signori e signore mie.
    al massimo sarà un orgasmo papillare o retropalatale.

    il punto O invece esiste ed è una realtà.
    fisica, tangibile.
    siamo nell’ambito nel Tango tantrico.

    è inutile, inutile. se non sapete cos’è non ve lo posso spiegare 😀

  12. Effe Says:

    a rieptere dieci volte di seguito Tangotàntrico ti si intercciano le sinapsi, altro che (questa è una sfida)

  13. Flounder Says:

    io so che da questo blog potrebbero uscire grandi, ma grandi ballerini di tango.
    non molti. due o tre, ma grandi
    effe, broono. forse gasparini.

    lo so per certo.

  14. pispa Says:

    bah!
    premendo sul punto O, a differenza del punto G, sorge lieve un indolenzimento cervicale.
    non ho più l’età, l’etO’ :))

  15. Flounder Says:

    io poi vi vorrei far riflettere – ove mai si pensasse che questa cosa me la sia inventata – che entrambi, il punto G e il punto O, si collocano in prossimità di zone dal nome
    simile, chiamate appunto cervice e cervicale.

    (no, perché io lo so che voi non mi credete)

  16. glider Says:

    parbleu, chez Flo

    histoires d’O

  17. cf05103025 Says:

    Il punto O è uno dei centri del mondo,
    una volta ( parecchi lustri fa) ho sbaciazzato, per bene, una deliziosa fanciulla in illo loco ed essa all’istante fu assunta in ciel e non la vidi più! Ohhggesù!

    MarioBù

  18. Flounder Says:

    meno male che ho testimonianze a favore, meno male.

    io mo’ me ne vado. mi hanno chiamato Master, Johnson e la signora Helen S. Kaplan per un ciclo di conferenze negli Stati Uniti sul punto O.

    e anche sul punto OO.

    riceverete le dispense e gli atti del convegno.

  19. BellaLu Says:

    per noi che non abbiamo il mare si potrebbe magari pensare a dei simulatori a batteria. Da vendere nei sexy shop, savasandir.

  20. MosakSlot Says:

    Non ci sono mai riuscito. Mai mai mai. Dico a convincermi a imparare a ballare. E dire che ci han provato, un paio di ex-ragazze, una cara amica, amici innamorati di ballerine che han cominciato a frequentare corsi di ballo e non volevano andarci da soli (questo è un caso limite.)

    ok, imparo a ballare il tango.

  21. maurogasparini Says:

    cara signora flo,

    la informo che si ottiene lo stesso effetto con le poltrone della wilma de angelis.
    che mi sembrano anche più consone all’età.
    🙂

  22. anonimo Says:

    che non esistano cattivi ballerini, ma solo persone che non sanno farti ballare nel modo giusto, lo credo da sempre.

    (gurbj, fidati)

    lisa

  23. pispa Says:

    che non esistono donne frigide ma solo uomini che non sanno eccetera,

    quando facciamo un bel vocabolario dell’ammoòre, signora flò?
    dalla a alla zeta per dire 🙂

  24. katiuuuscia Says:

    ma ci conosciamo benissimo io e il punto o. scoperto per caso, si è attivato poi da solo in particolari stati meditativi, la maestra di yoga mi parlò di risveglio della kundalini. da allora, ogni tanto compare all’improvviso, magari mentre sto cucinando. se poi lo voglio risvegliare a comando, basta toccare la fossetta..

  25. broono Says:

    Esistono eccome, le donne frigide.
    Sono quelle che se aprissero bocca mentre fanno l’amore, uscirebbe loro un nome diverso da quello del tizio che hanno sopra e che non sospetta nulla.

    Se mai il malinteso è che la frigidità sia un problema fisico e che fisica sia la sua soluzione.

  26. broono Says:

    Toccarsi da sole il punto O…
    …l’apoteosi del vero o’nanismo!!!

    AH!AH!AH!

  27. pispa Says:

    broono, quelle sono Furbe non Frigide
    credevo così

  28. broono Says:

    Trovi?

  29. Flounder Says:

    un vocabolario dell’ammore non so se serve. non un monolingue, almeno.

    occorrerebbe un traduttore simultaneo, ma anche in differita.

    e quelle là, quelle là che voi chiamate Furbe e Frigide, secondo me sono solo infelici. in senso amplissimo, come è infelice chi si constringe a stare in un posto che non gli appartiene ed elabora inutili strategie di sopravvivenza che non portano a niente.

  30. anonimo Says:

    Beh io sono convinta che il punto “O” appartenga anche agli uomini.
    In tal caso è un punto che abbiamo in comune.

    Miss

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