Dell'ossessione del tempo, della Viola d'inverno in sottofondo e di certi altri fatti

Perché  voi  non lo sapete che stelle c’erano, ieri sera a Marechiaro. E che mare.

Riflessi dovunque, abbaglianti. Sullo sfondo la città sembrava un braciere e intorno scoppiavano fuochi d’artificio.

Perché voi non lo sapete che a volte, ma solo a volte, ho poteri magici.

Che se voglio si spengono tutte le luci e resta solo la luna.

Tace la musica, tace tutto, restano solo le onde. Una cartolina.

Chiedete, chiedete a chi me l’ha visto fare ieri sera.

Ecco, in questo momento mi piacerebbe vivere in una cartolina illustrata, essere ferma lì, su uno sfondo dai contorni nitidi a mandare baci e saluti. Uno spazio vitale di luce e sole, o un tramonto acchiappato per la coda, o qualunque altra forma di paesaggio che escluda tutto il resto.

Quelle cartoline di una volta, con scritto su: Ricordo di.

Ne avevo una cassa piena, tanto tempo fa.

Poi un giorno mi prese la furia iconoclasta e me ne sbarazzai, leggendole tutte per un’ultima volta.

Alcune erano divertentissime, i miei compagni di liceo a fare acchiappanze nei paesi dell’Est che mi mandavano resoconti dettagliati di tutte le loro imbranataggini e degli scarsi successi.

Molti ti penso, mi manchi, torno presto.

Qualche vorrei che tu fossi qui.

Svariati saluti affettuosi e sinceri.

Che io poi mi sono sempre chiesta che senso avrebbe mandare saluti non affettuosi o insinceri.

Avevo un sacco di casse, una volta, piene di corrispondenza.

Che io ho sempre scritto molto, questo si intuisce. Migliaia di lettere.

Sparite pure quelle, in un bisogno compulsivo di fare pulizia, ma soprattutto di non avere la tentazione di rileggermi.

Rileggersi dopo molto tempo è sempre una sorpresa, nel bene e nel male. La cosa più terribile del rileggersi è scoprire che certe cose, certi pensieri ci sono sempre stati. Ma è terribile anche scoprire che certe altre cose sono andate perdute.

Insomma, mi è così insopportabile che preferisco non voltarmi indietro e ogni tanto bruciare i ponti.

Le persone non le dimentico e non le perdo, no. Ma non sopporto di rileggermi e ritrovarmi fissata in un’interazione che magari nel tempo è cambiata. Mi pare una specie di limite mentale, una sorta di prigione.

Mia madre conserva invece le mie tutte legate con un nastrino. Ci sono storie, pensieri, minuziosi racconti di viaggio, fotografie scolorite. Ci sono io in altre vite, in altri mondi. Ci sono le pietre miliari, le tappe di un percorso che è stato faticosissimo e che mi stanca solo a ricordarlo.

Eppure a volte, in mattinate come questa, ancora dense di sonno, amerei  fissarmi in qualche modo, in un album fotografico, tenuta a una parete di sughero con delle puntine colorate, in un bel sorriso, i lineamenti rilassati, lo sguardo aperto avanti.

Nessun Ricordo di.

Una specie di Here I am, un Eterno Presente, figure senza didascalie, belle e mute.

(Viola d’inverno

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13 Risposte to “Dell'ossessione del tempo, della Viola d'inverno in sottofondo e di certi altri fatti”

  1. fuoridaidenti Says:

    Hai visto mai la luna a Marechiaro? Era coso, come si chiama… Caputo.

    Assu’…

  2. Flounder Says:

    Salvato’…

  3. giorgi Says:

    Io non ce la faccio proprio a distruggere quello che scrivevo. I miei diari dall’età di tredici anni li conservo ancora. E ogni tanto li rileggo straziandomi il cuore. Perché, come dici tu, “è terribile”.
    Me la immagino una cartolina di te sorridente e muta, però credo che, senza parole, saresti irriconoscibile. Buone vacanze, Flo’

  4. Modesta Says:

    raccontavo della stanza piena di ricordi, che però non apro, perchè so che quando la aprirò sarà per fare piazza pulita e che per fare piazza pulita dovrò selezionare, perciò rileggere, ritrovarmi… eppure qualche sera fa una persona che mi fu più che amica mi ha detto che sarebbe una follia buttare tutto, c’è anche lui fissato da qualche parte in quella stanza, ci sono anni e anni di vita vissuta e andata….

  5. Flounder Says:

    io oggi butterei al macero la scrivania, le carte e tutto il cucuzzaro

  6. anonimo Says:

    o marechiaro, marechiaro, mare chia’…tu eri chiaro e trasparentre come me

  7. Flounder Says:


    Baci e saluti.

  8. cybbolo Says:

    ahhh: fai la felicità di Eraclito, e un poco anche la mia, ché spesso, compulsivamente, mi disfo di cose personali in smania di rinnovamento, salvo pentirmene dopo qualche giorno, ma con stile e spallucciamenti assortiti di menefreghismo sparso e ottimistico demandare alla memoria…;-)

  9. atvardi Says:

    Tu a volte ci provi, cara.
    Ma a me non mi fai fesso.
    E togli il link, o almeno aggiornalo: nella botola non ci torno.
    (o ci siam caduti tutti, meglio, sì).

    Per fuoridaidenti: l’ho vista sì, abbiamo pure chiacchierato.

  10. blulu Says:

    la tentazione a volte mi viene.
    prendere e buttare.
    ma poi rimando
    che magari quando sarò vecchietta
    ci passo i pomeriggi
    a riderne

  11. Borbonico Says:

    Hai visto ieri la luna che bella quando si specchia nel mare?

  12. Flounder Says:

    l’ho vista, l’ho vista.
    (e ci ho messo anche la canzone in sottofondo)

  13. anonimo Says:

    mi piace proprio, leggerti.
    credo che stiamo camminando più o meno sugli stessi sassi, le stesse sabbie, gli stessi prati…
    a volte, per essere più leggeri è importante potare. serve a lasciare spazio per il nuovo.
    mi piace proprio, leggerti.
    un abbraccio da nordest, s

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