Oroscopo: Toro, ascendente bilancio

Volendo  decidere  a  questo  punto di  offrirmi  uno  scopo  nella  vita,  potrei collezionare figurine o francobolli. Oppure baci. Robe adesive, insomma.

Purtroppo, conoscendo la mia indole, so che dopo poco non mi basterebbero più: vorrei per me tutte le figurine, tutti i francobolli del mondo. Tutti i baci. E non si tratta di brama di possesso, ma di bisogno assoluto di completezza, di totale armonia. Del desiderio di non prevedere più scarti o doppioni sulla mia strada. Di appartenere.

Ragion per cui non colleziono nulla e tuttavia non mi risparmio frustrazioni, che ingoio lamentandomi della cattiva digestione solo un giorno ogni tre. Talvolta ogni quattro.

Potrebbe andarmi peggio, lo ammetto. Ma ho lo stomaco forte, assicurato Bonus-Maalox.

Detesto giocare al gatto e al topo, non mi piace stare negli angoli o alle corde, se tiro di boxe mi viene bene il diretto, così così il gancio e maluccio assai il montante.

Qualunque intimità che sia men che totale mi sprofonda in gravi forme di imbarazzo.

E per di più non so stare all’altezza delle altrui non-aspettative.

Potendo, preferirei giocare agli indiani: con una spina affilata pungerci e unire i polpastrelli  in un giuramento di sangue.

Io Toro seduto.

Sulle tue cosce, tanto per capirci.

A cavalcioni, tanto per intenderci.

In alternativa accendo un mutuo e compro casa a Wisteria Lane. Ne divento cittadina onoraria. Ci sarà ancora qualche carattere libero nel cast, lo sento. L’immigrata di origine italiana, anacronistica quanto basta. Potrei adottare un look appropriato, metter su dieci chili e sfornare figli e torte. Eccomi, sono qui. E’ la mia parte. Nel tempo libero vado a far footing con Gabrielle Solis.

Vorrei avere un fisico da pin-up e il cervello della Levi Montalcini.

Oppure anche il contrario, che le contraddizioni sono il sale della vita e oggi me ne frego della ritenzione idrica.

Da indiscrezioni sul mio conto apprendo che il mio aplomb non mi rende Giustizia. Che una parte lesa non può apparire così palesemente illesa. E’ terribile pensare che qualcuno pensi che tu non sappia pronunciare un vaffanculo, dopo tutto l’impegno profuso per imparare metafore e antifone.

Davanti allo specchio mi esercito a restituirmi a me stessa. Credo di esserne ancora capace, prossimamente mi metterò alla prova.

C’è un momento in cui si ha bisogno solo di un grande amore. Un amore invasivo, rampicante, resistente ai parassiti e ai diserbanti. Un amore avvolgente come una muta, che mi renda al contempo cieca e sorda.

Molto più necessario del rinnovo del contratto dei parastatali o della tessera punti al supermarket.

Magari un dermatologo, che di notte sussurri a ciascuno dei miei pori, chiamandoli tutti per nome.

Oppure un chimico, che mescoli i miei difetti in un’alchimia positiva, avendo cura di tenere sempre un estintore a portata di mano, ché anche i migliori esperimenti possono sfuggire al controllo.

Anche un artista del tatuaggio, che mi scarnifichi gli organi interni firmando tutto col suo nome.

In ultima analisi un taglialegna, che mi accetti come sono e poi mi carichi in spalla.

Se qualcuno vi propone a buon prezzo l’acquisto di una mia copia di pura fattura cinese, non state a pensarci neanche per un attimo. Prendetela.

Non importa se si staccheranno con estrema facilità gambe e braccia: rende il tutto più facile da gestire e non si corre il rischio che resti avvinghiata.

Potrebbe essere un po’ tossica, ma in fondo è molto più facile abituarsi al peggio.

Proponessero a me la stessa offerta non ci penserei due volte. Affare fatto. Mi sostituisco.

Che il riso fa buon sangue e può restituirmi natura e bocca stolta.

Alla fine dell’estate l’ultima spiaggia potrebbe essere E-Bay: quarantenne di buone maniere occuperebbesi a tempo indeterminato con mansioni di accorciatrice di distanze, per custodia valori esistenziali e sviluppo sistemi di gioco integrali a coppia fissa. Astenersi ricettatori, sopravvissuti all’Olocausto, sadici, anabolizzati, timorati di sé e di Dio e altre categorie a rischio.

Offerte non inferiori al prezzo base d’asta. Si aggiudica solo per rialzi superiori al quanto basta.

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43 Risposte to “Oroscopo: Toro, ascendente bilancio”

  1. giorgioflavio Says:

    Se davvero fate questa cosa qui dell’asta, donna Flou, è la volta che vinco la mia fin qui inscalfibile ritrosia e per la prima volta provo a far traffici su E-Bay. Il fatto è che Voi siete così straordinariamente preziosa da non avere prezzo e io, possedendo soltanto me stesso, non ho molto. E perciò… 🙂

  2. Flounder Says:

    giorgioflavio, innanzitutto ben tornato.
    che quest’anno avete proprio esagerato, con le vacanze. mi hanno detto che stavate spaparanzato da mane a sera di fronte al mare, con un daiquiri in una mano, la settimana enigmistica nell’altra e una forchetta in quell’altra là.

    ma secondo voi – dico io – secondo voi io son donna da riffa?

    (è che ultimamente tengo una vena così caustica che quando mi fanno i prelievi dopo ci fanno il sapone)

  3. essenziale Says:

    Falsa, tu SEI una collezionista!
    Di baci (virtuali), come raccontavi tempo addietro.
    Ti restituisco 25 dei tuoi baci virtuali e tu mi mordi veramente il lobo.

  4. Flounder Says:

    uè, e che è qua?
    si usano le mie parole contro di me?

    faccio presente che dopo tre anni di blog scadono i termini per la custodia cautelare.
    sono innocente, contro di me non ci sono prove.

    e comunque ci fu un tempo in cui collezionavo schede telefoniche, è stato un apprendistato zen di inusitata durezza.
    da allora mai più, mai più.

  5. giorgioflavio Says:

    Ma per carità, Donna Flou: nè da riffa nè da raffa. Da riff, semmai, ma solo se a comporlo e suonarlo è un Bill Evans o un Charlie Bird Parker, tanto per capirci. Sì, è vero: il delatore v’ha riferito bene, tacendo per fortuna quel che facevo con l’altra mano ancora. Ciò non di meno (appartengo anch’io alla schiatta di coloro “che nun j’abbasta mai”) sono tornato qui nell’Urbe con un umore pari pari al Vostro: nel mio sangue hanno rintracciato anche dosi elevatissime di tensioattivi e agenti schiumogeni…
    Che dite, si sarà qualche virus strano in circolazione? O sarà il mutamento climatico? In ogni caso, Donna Flou, se non Vi pare un azzardo o cattiva creanza, volevo dire che di una cosa sono felicissimo: che ci siete Voi!

  6. essenziale Says:

    Schede telefoniche… che tristezza!
    Visto che c’eri potevi accumulare rotoli di nastro isolante… roba adesiva, insomma!

  7. Flounder Says:

    pure dentiere, a pensarci.

  8. MosakSlot Says:

    C’era qualcuno che aveva proposto una hit parade dei pezzi più belli del blog in questione.

    Flounder, sinceramente a me sembra il più bello, questo.

    Poi, boh, questione di gusti.

    (poca voglia in generale, oggi.)

  9. Flounder Says:

    boh.
    io tra i miei figli non faccio differenze: mi sembrano tutti belli.
    pure quelli un po’ tontoloni.

  10. ranafatata Says:

    Bellissimo!

  11. Flounder Says:

    bentornata pure tu.
    siete tornati tutti.

    (e pure la Conferenza italo-russa, gli Accordi di Programma e il monitoraggio dei Patti Territoriali. marò)

  12. CarusoPaskoski Says:

    Mi sto facendo bello, nel caso in cui tu abbia detto sì.
    Hai detto sì, vero?

  13. Flounder Says:

    ma chi? ma quando?

  14. anonimo Says:

    Ah, le donne.. con questa smania di totalità e pienezza e completa armonia.. avvinghiate per avere un tutto che non le riempirà nè soddisferà mai.. Molto meglio un panino, una birra una canna (da pesca, ca va sans dire) e il buon vecchio “carpe diem” . 🙂

    Stratagemma

  15. Flounder Says:

    tutto ciò contraddice il dato nazionale Eures:

    Moventi.
    Nei delitti tra coppie prevale il movente passionale con il 27,4% dei casi, che salgono al 34,7% al Sud, a fronte del 25,9% del Nord e del 17,9% del Centro. Al Nord liti e dissapori si trasformano in tragedia (26,8%) in misura nettamente superiore rispetto al Sud (16,7%) ed al Centro (23,1%). A uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini (30,7%), mentre le donne killer sono spesso compromesse da disturbi psichici (23,6%).

    si potrebbe sempre opporre che gli uomini uccidano per bisogno di vuotezza e desiderio di disarmonia.
    fate un po’ voi.

  16. broono Says:

    Mh.
    Noto un pericoloso inasprimento nei toni delle riflessioni.

    Questa statistica sugli omicidi passionali mi inquieta un pochino, devo riconoscerlo.

    🙂

  17. Flounder Says:

    ma no, ma quale inasprimento.

    era un tentativo di banale dimostrazione di come talvolta gli uomini agiscano esattamente ciò che negano anche a se stessi.

  18. carrino Says:

    eh già… ma secondo me le donne non hanno bisogno di uccidere, visto che ti fanno uscire pazzo e basta.:)

    un saluto. gino

  19. aitan Says:

    Io dico che questo bisogno di assolutezza cercato nell’altr@ non ha sesso né genere, è solo tanto difficile da praticare perché le assolutezze sono tante, milioni di milioni come le luci dei lampioni, e difficilmente si dà il caso che si incontrino due ricercatori di coincidenti assolutezze; e poi, sciaguratamente, tante volte, pure quando si dà il caso del fausto incontro di cui sopra, c’è l’ostacolo forte del timore di sé (e/o di Dio) che impedisce la congiunzione piena e incondizionata. Insomma, (dentro metafora) ci vuole un culo esagerato.

  20. anonimo Says:

    Flo, ma siamo diventati matti, mi prendi sule serio?
    Ah, le donne.. :-))

    Stratagemma

  21. Flounder Says:

    stratagemma, io ho un vizio di fabbrica: prendo tutti sul serio.
    mannaggia a me, mannaggia 🙂
    (di’ la verità, vuoi prendere le distanze dal delitto passionale)

    gino, se c’è una cosa di cui sono sicura e che io e te dopo cinque minuti ci incazzeremmo da paura.
    ciononostante mi sei assai simpatico.
    (lo so che non devo dirlo, lo so che non è nello spirito delle Lettere dal Carcere, ma quelle da Aversa sono una cosa grande)

    aitan, non c’entra niente ciò che sto per scrivere, ma mi è venuto in mente spontaneo.
    è l’inizio de Il Danno, di Josephine Hart, o la prefazione, non ricordo.
    qualcosa tipo; chi ha subito un danno è pericoloso, sa di poter sopravvivere.
    e peggio ancora – aggiungo io – sa che anche gli altri possono sopravvivere.

  22. Flounder Says:

    se domani scrivo un altro post sul tango mi sputate?

  23. Flounder Says:

    aitan, io poi ci penso.
    bisogno di assolutezza non vuol dire niente. proprio niente.
    perché ognuno ha un suo orizzonte di riferimento, un bisogno preciso.
    ed ecco che forse posso rinominarlo e chiamarlo accoglienza, esclusività.
    posso chiamarlo emozione, brivido.
    qualcuno può chiamarlo adozione.
    qualcun altro può decidere che sia famiglia.
    o sesso a tutte le ore, senza interruzioni.

    o un sentimento di bellezza piena, di uno stare che annulli la necessità del fare.
    c’è chi si sente assoluto restringendo l’orizzonte, chi progettando a lungo termine, chi pensandosi da solo, chi in due.

    secondo me bisognerebbe scriverle sulla carta d’identità, ‘ste cose.

  24. ipsediggy Says:

    e passi il taglialegna, ma – promettimelo – se ti capita un pastore, però, ci dici di no. vero??

    (se trovi l’artista del tatuaggio poi melo presti qualche ora ché devo finire un lavoro? grassie all’anticipo)

    ma se trovassi un brianzolo?

  25. aitan Says:

    Hai ragione, flo, magari prova anche a sostituire la mia vaga assolutezza con la totalità e pienezza e completa armonia di cui scriveva Stratagemma, o con tutte quelle altre belle (e soggettivamente belle) cose che citavi tu e vedi se un po’ ti ci ritrovi nel pensierino mio.

  26. aitan Says:

    quanto a un altro post tanguero, io di mio mi sono un po’ stangato, ma mi continua a piacere come ne scrivi tu

  27. Su Says:

    NOOOOO…. Argh!
    Flounder, tu quoque!

    Anche tu, anche tu mi esci con ‘sta citazione dal “danno”, la più odiata (da me) della storia delle odiose citazioni!
    da te non me lo sarei aspettato mai. Ma prorio maimaimai.
    Da te che l’avevi anche parodiata nei commenti ad un mio post in cui se ne discuteva.

    Perché? peccché ci sei cascata anche tu, come hai potuto trovare qualcosa di significativo nella frase più finto profonda-vero insensata del novero delle frasi ipercitate?

    qualcuno mi spieghi.
    La verità, vi prego, sulla sua fortuna.

  28. Su Says:

    (scusa lo sproloquio, ma ormai questa frase mi suscita reazioni inconsulte.
    E’ che il tuo post mi aveva toccato varie corde, e c’erano un sacco di cose che avrei voluto dire… ma quando ho visto “lei” me le sono scordate tutte. Poi magari mi ripiglio e ti scrivo)

  29. Flounder Says:

    oddio, iggy, al pastore non ci avevo pensato.
    (in realtà non ho pensato a niente, proprio a niente. proprio a nessuno. queste sono solo categorie di desiderio. per il resto ho sabbia dovunque)

    aitan,
    le cose sono forse molto più semplici. mi riportano a una conversazione fatta un annetto fa con Hanging. il tema era il tempo, credo che ne abbia scritto anche qualcosa qui da me.
    il tempo che non può essere piegato alla volontà. i contenuti, in tutte le loro declinazioni, vengono dopo, solo dopo che tempo e volontà abbiano cominciato a coincidere.
    è solo a paertire da questo momento che si può pensare di costruire, finalmente privi del timore di sé (e di Dio, che non c’entra, ma mettiamocelo lo stesso, non fosse altro che per rappresenterare una voce interna, tipo un Super Io che ci dà finalmente il permesso di esserci e darci).
    ci vuole culo, sì (quello poi ci vuole sempre, secondo me, ma mo’ questo è un altro fatto capisc’a mme), ma ad incrociarsi sullo stesso vettore temporale, seguendo la stessa direzione.

  30. Flounder Says:

    su,
    premesso che sono così contenta di rileggerti che sono disposta a ritrattare tutto, pure la frase.
    allora, io lo so che quella frase è ridicola, lo so che l’ho presa spesso in giro, però mi è capitato qualche giorno fa, mentre rimuginavo su un altro fatto, di trovarla all’improvviso scritta da qualche parte.
    sai quei momenti di serendipità che mentre cerchi una soluzione da qualche parte, in realtà la trovi altrove?
    ecco, in quel momento mi ha fatto da chiave di lettura e l’ho trovata verissima, adatta alla circostanza.

    e per di più sento che ciò che a volte accomuna e attrae le persone, che le lega in un modo in cui, pur rendendosi conto razionalmente che ciò non è sano, è proprio l’essere danneggiati sullo stesso punto.
    ed è un mistero di come questo danno si manifesti in tutta la sua pienezza anche a pelle, a prima vista, facendo avvicinare persone che razionalmente non avrebbero alcun motivo di stare vicine.

    ma qui poi si entra nel tema del ciclo karmico, ed è un argomento che non amo toccare.

  31. essenziale Says:

    ciclo karmico, vettore temporale, attrazione…
    mi è balenato in mente l’epatta, che non è un modo per dire “ abbiamo vinto entrambi”!
    (certo anche balenato… è che devo aver bevuto troppo ieri sera)

  32. Flounder Says:

    aiuto, questo era un fatto terribile.
    era l’esame di storia moderna all’università, dove il professore teneva la fissazione di far calcolare le Pasque di tutti gli anni che gli passavano per la mente e c’entrava l’epatta, mi ricordo.

    poi uno studente ripetutamente bocciato per questa cosa lo investì con l’auto e fummo tutti liberi dall’incubo.

  33. cybbolo Says:

    non sono dermatologo, ma credo che sarebbe assai stimolante conoscere il tuo poro di nome Gaetano e anche le pore Giovanna, Giuseppina e Gina (avrai notato che cominciano tutti per g…;-)))

  34. Flounder Says:

    uè, signori blogger, non vi fate idee strane, mo’. o fantasie inopportune.
    che ci ho messo tempo a scrivere questo post proprio per fare mente locale tra chi di voi conosco, per escludere le professioni conosciute e non dare adito a possibili meccanismi di identificazione 😀

    (avessi scritto un dipendente Inps, un grafico, un informatico o un professore, se ne potrebbe pure parlare. invece no. non l’ho scritto. fate i bravi.)

  35. Su Says:

    mumble mumble… Ecco, ora mi hai dato altri spunti per rimuginare su.

    Mo’ rimugino.

    ma intanto ciao, che m’ero dimenticata di salutarti e aggiungere una faccina : 🙂

    (tornerò, tornerò del tutto, sono solo ancora mentalmente un po’ in vacanza, comunque per ora grazie)

  36. Flounder Says:

    no, Su, fermati. non rimuginare. che poi mi sento responsabile 🙂
    (la verità è che credo che qui si sia rimuginato abbastanza. troppo.
    e che tutto questo rimuginare ci stia conducendo in un posto che non mi piace, in un luogo vuoto dove le parole rimbombano e fingono di produrre significati)

  37. anonimo Says:

    ti sento smaniosa.
    sfrucugliante. pronta allo scatto.

    (e mi piace)

    lisa

  38. ipsediggy Says:

    la sabbia scrubba. dice che fa bene 😉

  39. giorgi Says:

    Flo, bentrovata. Insomma, non proprio ben… Settembre è il mese delle malinconie, ma l’ammore all’asta no, ti prego!

  40. anonimo Says:

    io lo vorrei, l’altro post sul tango.

  41. Flounder Says:

    lo avrai, hanging, lo avrai.
    lasciami entrare ancora un poco nel fatto dell’asse, della sospensione.
    lasciami un poco ferma, che non è necessario muoversi in tutti e quattro i tempi e ora sono in un tempo fermo.
    lo avrai, e parlerà del milonguero rasta. e forse anche del greco, per il quale sto valutando l’ipotesi di un parallelo con le Panatenee 🙂

    giorgi,
    ma no. non mi prendere pure tu sul serio.
    ma non senti la deliziosa ironia, il sottile sarcasmo, il fine perlage?
    ma quale amore all’asta.
    ma quando mai.

    iggy, se mi esfolio ancora un poco divento trasparente 🙂

  42. Flounder Says:

    lisa, lisaaaa, lisaaaaa.
    (niente. così m’è preso)

  43. anonimo Says:

    (come sei bellina, anche te, quando c’hai il ruzzo)

    lisa

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