La difficoltà  dei matrimoni misti

Ebbene,  cari   blogghèr and  bloggheresses,  è tanto tempo   che  qui,  in questo rispettabile blog, non si parla di storie d’amore virtuale.

La ragione è presto detta: oltre a non aversi tempo a causa dell’emergenza improvvisa del reale, qui si soffriva, ci si dilaniava, si piangeva, ci si tormentava, si mangiava per dimenticare, si beveva per ricordare, si ballava per fare un po’ e un po’, si ripercorrevano le tappe di un amore precipitato come una perturbazione in arrivo dalle Azzorre, si interpretavano significati reconditi, si assisteva pietrificate al susseguirsi degli eventi, alle molteplici contraddizioni, si ascoltavano e si leggevano parole che annunciavano, preannunciavano, si contorcevano e si smentivano con triplo salto carpiato.

Insomma, per farla breve, si assisteva impotenti e dolenti alla disfatta di Cupido.

Poi però a tutto c’è un limite e allora a un certo punto bisogna anche ricominciare a guardare il resto del mondo e a riferirne, invece di stare concentrati sul proprio ombelico dal quale spuntano se, ma e forse come un gioco di colombe dal cappello di un prestigiatore autolesionista.

Così oggi vi si racconta una storia che alcuni giorni fa ho promesso a un’amica. E’ la storia di un blogghèr che si era innamorato.

E qui lo so che voi vi aspettate la solita storia trita e ritrita del blogghèr che si era innamorato della bloggheressa di turno e la seduceva, la concupiva, la circuiva e ne veniva sedotto, concupito e circuito, in un tourbillon di post e commenti.

E invece no.

Perché questo blogghèr qua si era innamorato nientepopodimeno che di un’utentessa Flickr.

Inutile che vi preannunci che si trattava – come sempre – di un amore difficile. Più difficile di altri.

Un amore tra diversamente abili.

Il blogghèr scriveva scriveva scriveva.

L’utentessa Flickr fotografava fotografava fotografava.

Una storia romantica, molto simile all’amore tra Borges e Maria Kodama: lui narrava e lei catturava con lo sguardo le immagini del mondo; lui postava e lei rispondeva con grandangoli e messe a fuoco.

Il blogghèr si appoggiava alla flickeressa come ad un bastone, ad un puntello capace di guidarlo tra gli angoli del reale senza mai farlo inciampare o cadere.

La flickeressa si adagiava sulle parole del blogghèr come un’amaca fatta della stessa trama trasparente e solida di certi sogni ricorrenti.

Si sarebbe potuto dire che fossero felici, che le loro diversità si compendiassero rendendoli un essere unico e completo, che i loro linguaggi potessero intessere un dialogo multiforme e variegato.

Ma come ben sapete, la vita è sempre ingrata e ingiusta verso chi si ama in spregio delle convenzioni e dei luoghi comuni.

Gli amici del bloggher iniziarono fastidiosissime critiche, lo ammonivano sulle difficoltà di una simile relazione. Lei gliel’avrebbe fatta sotto gli occhi, sostenevano alludendo alla sua cecità e alla di lei abilità nell’individuazione dei punti di fuga.

Le amiche della flickeressa, dal canto loro, non perdevano l’occasione di sottolineare la monodimensionalità del blogghèr, la sua incapacità a leggere tra i non detti di un pixel e i suoi tentativi di manipolare il reale con circonlocuzioni tanto affabulatorie quanto monocromatiche.

Fu un amore difficile, sì. Un amore che si infranse sulla realtà del suo negativo.

Un amore che ebbe ostacoli e detrattori, un amore che pur avendo dalla parte di lei un grande obiettivo non riuscì mai a spingersi oltre l’infinito.

Né fu sufficiente la conoscenza della fisica nella camera oscura:  la breve lunghezza focale di lui e i tempi di esposizione talvolta ridotti fino a 1/30 di secondo, certo non giocarono a favore.

Si lasciarono in un piovoso giorno d’autunno, senza nemmeno una parola o uno scatto d’ira.

In lontananza il mare ululava e biancheggiava, per accontentare un poco tutti e due.

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34 Risposte to “La difficoltà  dei matrimoni misti”

  1. atvardi Says:

    A volte Рma ̬ un pensiero serio: lo sai che quando cazzeggi son serio, e quando serieggi cazzeggio Рpenso che i fotografi sian ciechi.
    Che le loro foto siano quindi frammenti in braille.
    Le vere foto, non a caso, vien da toccarle.

  2. Flounder Says:

    ivanovich, lo penso pure io. ma tu l’hai detto benissimo.
    e mi sono ricordata di un racconto che non so dove abbia messo, che parla proprio di un fotografo che alla fine si suicida, ossessionato dalla frammentarietà e dalla transeuntità del suo operato.
    che poi era un tizio che avevo veramente conosciuto, molti anni fa, solo che non era morto, ma rimasto storpio per sempre.

  3. Effe Says:

    lei: una ragazza-immagine
    lui: tutto chiacchiere e congiuntivo

  4. Alderaban Says:

    Che storia triste e soprattutto sconsolante.
    Cupido non si aspettava molto: la modernità aveva portato un muro di incomprensione tra gli amanti però il mondo digitale basato com’era sulla comunicazione l’aveva fatto sperare:
    vana purtroppo.

  5. Flounder Says:

    Aldebaran, avessi letto le puntate precedenti della saga, sapresti che in questo mondo digitale non v’è salvezza.

    (mi sa che è arrivato il momento che vi restituisca il blog com’era prima)

  6. BellaLu Says:

    ma la flickeressa poi si è fidanzata di nuovo? si è sposata? hanno figli? e il bligghèr ha più richiamato? non potevano andare da un web analyst e cercare di venirne fuori? Da uffa ma che amore era allora?

  7. CarusoPaskoski Says:

    One More Shot

  8. Flounder Says:

    porca miseria, ho intasato la pagina dei preferiti.
    portate pazienza, va’.

    Lu, purtroppo non si sa mai che fine facciano questi personaggi delle bloglovers stories. a volte pensi che potrebbero diventare migliori, diversi. invece più probabilmente cambiano nick e avatar e si rifanno una verginità, per poi ricominciare la stessa storia, infinite volte. oppure forse lo sa effe.

    effe, lei lo sa che fine hanno fatto la ragazza immagine e l’uomo chiacchere e congiuntivo?

    One More Plot, Caruso.

  9. fuoridaidenti Says:

    Certo che lui ha bisogno di un avvocato coi controcosi se, da che era blogger, è finito nel trash-bin a causa di cortezza focale e tempi d’esposizione. Ma dico io, con tutto lo spam che imperversa quotidianamente nella posta elettronica non l’ha trovato un sistema per risolverlo sto problema? 🙂

  10. pispa Says:

    alle storie d’amore tra blogghers bisognerebbe dare l’importanza di un pixel.
    poi, se durano un mega o un giga, tanto meglio.
    ma nella maggior parte dei casi sono infatuazioni, filtri, maschere di ritaglio involontarie.

    quindi con un banalissimo correttore ortografico si può sapere davvero cosa pensava lui di lei e lei di lui.
    così 🙂

  11. Effe Says:

    Lui ha trovato lavoro presso Poste.it (è quello che scrive tutti i giorni alla vostra casella di posta, in barba al filtro antispam). Ogni spammer è un amante respinto e livoroso, sappiatelo.

    Lei ha effettuato un upgrade dalla digitale al videofonino, ed è rimasta intrappolata dentro un video che ha caricato su youtube in cui viene mostrata lei che carica un video su youtube in cui viene mostrata lei che carica un video su youtube.

    E’ cronaca.

  12. Flounder Says:

    io per la verità pensavo che lui si fosse innamorato di una centralinista amante del rock e insieme avessero poi prodotto una canzone dal titolo Spirit in the Skype.
    lei invece avrebbe scoperto una natura trasgressiva e con un’inserzione mirata avrebbe richiesto di incontrare una coppia per felici momenti con lui contemplativo, probabilmente utente Anobii.

    però poi chi può dirlo.

  13. cybbolo Says:

    c’è rammarico nel considerare un’evoluzione alla Masterblaster e toccare una storia d’amore senza il lieto fine, anche se poi si sa come vanno certe cose nelle evoluzioni: le soliti liti per chi deve portare sulle spalle chi…

  14. Flounder Says:

    no, no: le evoluzioni sono sempre positive. sono le involuzioni, che ci fregano.

  15. pispa Says:

    un giorno lei si trasferì da lui e dormì sullo zerbino di casa sua, nel sacco a pelo, fino a che lui non riaprì la porta, fece un té e la portò via con sé.
    dentro di sé.
    (happy end, se no piango…)

  16. Zu Says:

    Alcune considerazioni nei commenti mi hanno fatto tornare alla memoria un pezzo con cui Giarina aveva partecipato al Blogrodeo e che riportai su Cut’n’Paste.

  17. Flounder Says:

    ma allora era vero che il blog tutto bianco e monopost vi inibiva i commenti?
    ma vedi un po’ come la forma modifica la sostanza.
    (poi dite che non ho ragione, poi dite)

  18. anonimo Says:

    … anche per gli utenty anonimy c’è dunque una speranza?
    (non mi lasci con questo dubbio, la prego)

    :))

    lisa

  19. anonimo Says:

    (il monopost è inibente al massimo livello.
    come quando ti scappa forte e entri in un cessetto piccolo piccolo, con una tazza piccola piccola, splendente e profumata, immacolata nella sua purezza. e allora ti passa tutto)

    lisa

  20. Flounder Says:

    lisa, scriverò una puntata su una commentatrice.

    e tra parentesi una cosa, OT: vorrei tanto poterti dire che avevi ragione, ma non ce l’hai.
    (ed è uno dei casi in cui non mi fa piacere aver ragione, non mi fa proprio piacere)

  21. anonimo Says:

    le porgo i miei più vivi ringraziamenti per far partecipe della saga anche la minoranza anonima.

    (quando non sono convinta di una cosa, divento testona oltremodo.
    ché già testona lo sono di mio – voglio dire.
    se poi ti ci metti pure tu a dirmi che non ho ragione, poi davvero succede ‘nu bburdell’)

    lisa

  22. riccionascosto Says:

    Una puntata su una commentatrice forse l’avevi scritta (o forse mi ricordo male io).

    E comunque il monopost era inibente, sì (o inibitorio, a scelta).
    Soprattutto, il ricordare qualcosa e non poterla cercare (sai quanto ami gli archivi, io. Sì? 😉 )

  23. aitan Says:

    sono particolarmente sensibile a queste storie di fotografe e scribacchini

    sono contento che sono tornati disponibili i post passati, però a me piaceva la versione minimale e la pagina tutta piena di scrirttura

  24. Flounder Says:

    guagliu’, pe’ ppiacere: mettiteve d’accordo, che io nun tengo tiempo ‘a perdere 🙂

    (comunque mi piaceva pure a me, tutto quel biancore)

    lisa,
    ho sfidato le tue convinzioni “capisc’a mme” sul campo. tieni torto.
    (e mo’ è ‘nu burdell)

  25. carrino Says:

    embè, ognuno ha il suo dente da otturatorare, o il suo bolg da restuitare 🙂

    gj

  26. Flounder Says:

    carri’, preparati: la settimana prossima andiamo a cena insieme.
    (sarò beneducata, giuro)

  27. ArimaneBis Says:

    Ho conosciuto uno che fotografava solo fogli scritti e una che scriveva solo descrizioni di foto. Sono loro, in incognito?

  28. Flounder Says:

    a volte lui metteva in posa il blog e lei glielo fotografava.

  29. carrino Says:

    uao!!!! aspetto allora.

    e spero che stavolta mi farai restare alla cena (visto che saremo in due… ;))))) e non mi inviterai col tuo ‘sarebbe utile se te ne vai’

    🙂
    un abbraccio. gj

  30. Flounder Says:

    io? io ho detto: sarebbe utile se te ne vai?
    non potrei mai aver detto una cosa simile, piuttosto sarei morta di vergogna.

    secondo me ho detto: sarebbe utile se te ne andassi. ecco, questo forse sì, questo l’ho detto 😉

  31. riccionascosto Says:

    (io mi ricordo solo un sarebbe utile, sì; il resto l’ha fatto lui. No?)

  32. Flounder Says:

    ma poi è tutto molto relativo: dipende anche da chi paga il conto 🙂

  33. carrino Says:

    pure?
    spero almeno che me lo fai pagare ‘sto conto prima del ‘sarebbe utile’. 😉
    o lascio direttamente la visa? :)))

    ciao (pure a riccio annascuso—:)

  34. ceciliaxls Says:

    quando leggo cose così (oltre al post, i commenti) ho la netta convinzione che il virtuale non fa per me.. non so fotografare 🙂
    Ben riletta, Flou, grande come sempre !

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