Di cazzi, comunismo, letteratura e senso della misura.

In un improbabile progetto di eugenetica e riforma del genere umano, io proporrei innanzitutto di fare qualcosa per gli uomini con il cazzo piccolo.

E qui mi fermo, ché sono doverose le precisazioni.

Primo: in questo post non si parla di sesso né di preferenze di genere e quantità.

Secondo: l’impiego del vocabolo in questione, invece di succedanei, sinonimi e belle parole, ha una sua specifica esigenza, di natura letteraria.

Terzo: ci sono anche donne con il cazzo piccolo, per una questione di par condicio, così poi non mi dite che sono sessista.

Allora faccio un passo indietro, proprio molto indietro, fino al settembre del 1989, l’anno in cui mio padre decise che ci avrebbe fatto vedere gli orrori del comunismo con i nostri occhi, che almeno una buona volta la smettessimo di dire che volevamo essere comuniste.

Lui ne era convinto, da buon militante della Fiamma.

Peccato che le cose per lui assunsero un andamento inaspettato e da allora, fulminato come Paolo di Tarso dalla visione di un Tito che benediceva le masse e gli chiedeva di pentirsi, vota a sinistra, sempre più a sinistra. E nemmeno gli basta.

In questo lungo viaggio oltre la cortina io mi ero portata alcuni libri.

C’era Tama Janowitz, con quella bellissima raccolta di racconti appena pubblicata, Schiavi di New York.

E già lì mio padre ebbe da ridire che non gli andava di portare una cosa così nell’est Europa, che una scrittrice ebrea americana non era adatta alla circostanza, sembrava una provocazione. Ma fu solo sfogliando le prime pagine,  quando scoprì che c’era un racconto che parlava di cazzi, che si infuriò del tutto.

E io dicevo: ma è scritto in italiano, chi vuoi che lo capisca.

Però lui insisteva che la prima cosa che si impara nelle lingue straniere sono le parolacce e questo era materiale sionista, filoamericano e pornografico. Dunque pericolosissimo.

E io non potevo attentare all’incolumità di un’onesta famiglia borghese con le mie letture eversive, no.

Alla fine ci accordammo per cambiargli la sovraccoperta e tenerlo stipato in valigia fino all’arrivo, tirandolo fuori solo in ambienti protetti, quali le stanze d’albergo.

Ora, io sono una che certe parole non le usa nemmeno nella più sfrenata intimità.

Come tutti interloquisco dicendo: eccheccazzo. Ma mai, mai e mai mi riferisco al sesso maschile in quanto tale con questo termine né tantomeno mi ha mai sfiorato la possibilità di scriverne.

Vent’anni fa, a maggior ragione, situai questo racconto sui cazzi di New York nella mia personalissima frontiera letteraria, il limite estremo, quello che mai avrei saputo o potuto oltrepassare.

Perché il racconto è carino, ben scritto, ironico. Mi ha sempre riempito di invidia per la mia inadeguatezza a scrivere in un certo modo.

Tornando adesso al nostro progetto di eugenetica, nel corso degli anni ho acquisito alcune certezze: in parte (in minima parte) per via diretta, in parte (per massima parte) grazie a controlli incrociati, sicché posso senza alcuna ombra di dubbio affermare che gli uomini col cazzo piccolo sono difficili da gestire.

Molto più degli eiaculatori precoci.

Sto parlando di carattere, attenzione.

Questi ultimi, infatti, pienamente consci del proprio limite, sviluppano un carattere mansueto e poco aggressivo. Insomma, si stanno al posto loro, non tracimano mai. Come se volessero inconsciamente compensare l’eccesso di velocità in alcune circostanze con una calma che si stende sul resto delle loro azioni.

Ma quelli col cazzo piccolo no. Quelli là sviluppano invece un ego ipertrofico, sempre secondo lo stesso meccanismo di compensazione. Sono quelli che nel resto dell’esistenza si concentrano sul troppo: eccessi verbali, emotivi, fattuali. Esagerazioni di ogni genere e tipo, sempre sopra le righe. Gesti che non ci azzeccano.

Sicché più che una questione dimensionale, il cazzo piccolo è una categoria dello spirito, è la percezione di una dimensione interiore inferiore con istanze di revanscismo.

E qui si potrebbero riscrivere interi capitoli della storia di tutti i tempi, utilizzando un criterio dimensionale anziché fattori socio-economici, ma adesso non ho tempo e lo facciamo un’altra volta.

Ora, sessualmente parlando, io non ho nulla contro costoro, lungi da me il ghettizzarli o acquisire il dato come deterrente a un mio probabile interessamento sensibile.

E’ proprio di personalità che parlo, di certi modi di affermarsi.

Insomma, io quando incontro certi tipi, sia sul lavoro che nel privato, a casa di amici o dove che sia, la prima cosa che penso è: è evidente, questo ha il cazzo piccolo. E se pure ce l’ha normale, pensa di averlo piccolo, sicché poi il risultato non è che cambi molto.

Certe volte sarei addirittura tentata di chiedere, di dire: scusi, me lo fa vedere un attimo? Così, senza scopo di lucro e secondi fini, solo per le mie statistiche personali.

Però non lo faccio mai.

Ora però, nonostante il fatto che su questo argomento mi sembrasse di avere una serie di solidità e certezze, si è verificato pochi giorni fa un evento che ha minato la mia sicurezza: nel corso di una visita a un’amica incinta, il suo compagno, riferendosi alla recente ecografia, mi ha detto che l’aspirante bambino misurava un centimetro.

Così, dunque – ho detto io, indicando su una falangetta la misura di quel che per me era un centimetro. Ma lui ha risposto: no, no, quelli sono almeno due centimetri e mezzo.

Dopo un po’ di battibecco alla fine si è risolto a prendere un righello e sì, ebbene sì, aveva ragione lui.

Ma tu non hai proprio il senso della misura!, ha detto Antonio.

E infatti è vero, ho pensato io senza dirglielo, non ce l’ho proprio. Non ce l’ho mai avuto, lo cerco dovunque ‘sto benedetto senso della misura, ma si vede che non me l’hanno messo nei geni. Talvolta mi pare pure di trovarlo, ma poi mi esalto talmente tanto alla scoperta, che inevitabilmente scantono.

Poi si è messo a ridere, dipingendomi una scena grottesca: immagina che una sera esci con Rocco Siffredi, quello si spoglia tutto baldanzoso e tu che fai? Che dici? Gli dici così: uh, è quest’è? Poi te ne vai in giro e racconti a tutti che Siffredi ha un pisellino di sì e no dodici centimetri.

E allora tutti gli altri amici che erano lì, istintivamente, si sono passati la mano sul davanti e si sono risistemati in qualche modo, come se io fossi diventata in quel momento la depositaria della misura ufficiale di tutti i cazzi del mondo, arbitra dei loro destini e delle misure del senso profondo dell’intero universo.

Alla fine c’era un po’ di imbarazzo, ammettiamolo. Volevo uscirne, da questa cosa, chiudere la conversazione e passare a parlare, che so, di cinema o di politica. Allora ho detto: vabbè, mettiamola così e facciamola finita. Secondo voi è peggio avere il cazzo piccolo o essere eiaculatori precoci?

E tutti si sono affannati a rispondere, coprendosi le voci l’un con l’altro e argomentando a loro modo, gridando, discutendo, infervorandosi. Esagerando. Esagerando moltissimo.

Ma su una sola cosa erano d’accordo: era peggio essere eiaculatori precoci.

Sicché con un ragionamento a contrario ho concluso che anche loro hanno il cazzo piccolo.

Però non gliel’ho detto e non glielo dirò mai.

E siccome li conosco da sempre e sono affezionata anche ai loro difetti caratteriali, va bene.

Va bene così.

Mi basta aver soddisfatto l’esigenza letteraria e aver scritto la parola cazzo un tot di volte, ecco.

Tama Janowitz sarebbe fiera di me.

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70 Risposte to “Di cazzi, comunismo, letteratura e senso della misura.”

  1. didolasplendida Says:

    anch’io sono fiera di te, però non sono Tama

  2. Flounder Says:

    eh, dido, tra le mie muse ispiratrici di questo post c’è Hanging, con i gesti che non ci azzeccano e tu, per una conversazione avuta mesi fa in auto 🙂

  3. riccionascosto Says:

    Io pure sono fiera di te
    (ma speravo anche in una campagna contro lo spam… con tutte le mail che ricevo giornalmente a proposito di cazzi piccoli e di un loro possibile allargamento, una soluzione definitiva ci vorrebbe proprio. Tra prick e dick e pen!s, non so più come filtrarli)

  4. 8e49 Says:

    mi sa che questo post sarà portatore di splendide chiavi di ricerca 🙂
    (sul contenuto del post, invece, ci devo riflettere un attimo, ecco)

  5. Flounder Says:

    It is the size of ones penis which determines success

    Sorel Kasagiannis

    (è lo spam di stamattina. poi ti chiedi perché certe persone hanno un brutto carattere)

  6. Flounder Says:

    france’ sono certa che qualcuno arriverà in questo blog digitando: Flounder ce l’ha piccolo.

    e non mi resterà che confermare 😀

  7. riccionascosto Says:

    Uno solo, Flo’? Io stamattina ne ho già 5 diversi (e sto imparando termini che non conoscevo, ha ragione tuo padre sulle lingue).
    Anzi, in diretta… 6.

  8. pispa Says:

    ma piccolo quanto?
    perché di piccoli un po’ me ne intendo e anche secondo me sono i precoci i peggiori, che comunque a volte sono anche piccoli.. uf!
    allora tanto vale, dico: ti volevi distinguere avendolo piccolo? va benissimo.
    ma precoce, allora mi fai un passo indietro per favore, se no.. eh.
    🙂

  9. Flounder Says:

    credo che la concomitanza dei due fattori sia la base per lo sviluppo di una patologia borderline

    (perché ribadisco: in questo post non si parla di sesso, eh)

  10. lattore Says:

    io cellò piccolo e vengo presto!
    Daltronde il borderline mi cade benissimo!
    Baci & abbracci

  11. fuoridaidenti Says:

    Deve essermi cresciuto, allora, dato che so’ passato da ridondanze verbosa (scrivere, leggere, commentare) ad un quasi silenzio.
    Ma quel che penso è “Ma allora a te s’è arrognato?” 🙂

  12. Petarda Says:

    da metallafisichella il vibratore, qui il pisello.
    ma che cazz…

  13. Flounder Says:

    lattore, i rei confessi ottengono sempre uno sconto sulle pene.
    ma qui non so mica, se conviene.

    calma, nelle prossime settimane procederò addirittura all’escissione 🙂

  14. Flounder Says:

    oh, my Pod!, Petarda.

  15. amelia1 Says:

    flound, tu sei una terapia. almeno per me.
    e la terapia è riuscire, anche per me, scrivere la parola cazzo.

    dirla, non so ancora dirla.
    se devo dirla.
    (devo)

  16. aitan Says:

    Accidenti, ma se io ora scrivo qui una cosa molto intelligente e con linguaggio eccessivo o molto ricercato non è che si capisce che ce l’ho piccolo?
    E se poi commento pacato…, non è che rischio di passare per eiaculatore precoce?
    In che cazzo di trappola mi hai messo, maledetta Flo’!
    Quasi quasi mi taccio e passo a darmi una controllatina.

  17. Flounder Says:

    aitan, e io lo sapevo che qua si finiva nel dilemma del prigioniero.
    facciamo che sul blog non vale, dai.
    facciamo che conta solo fuori, nella vita reale.

    ame’, eccheccazzo!

  18. sphera Says:

    Ma sì, è un po’ sempre il contrario di quel che si vede. Novantanove volte su cento la figottona che se la tira come se l’avesse d’oro è poi a letto divertente come un asse da stiro, il maschione dall’ego ipertrofico ha serissimi problemi di trofismo altrove, e via dicendo. Bisogna quindi saggiamente orientarsi – laddove se ne senta il bisogno – sugli umilissimi, timidissimi, quelli che strisciano appiattendosi contro i muri, che parlano di sé stessi – quando si riesce a fargli spiccicar parola – come di inconsistenti e inutili nullità. Per la suesposta legge della compensazione probabilmente sono dotati di una utensileria impressionante.(Su questa legge dell’esagerazione al contrario avevo anche io scritto qualcosa, molto molto tempo fa: http://sfer4.splinder.com/post/3239729)

  19. Flounder Says:

    sphera, io vorrei che lei, hanging e io fossimo prese per incantamento etc etc.
    (ma quanto siete sagge, voi due?)

  20. Petarda Says:

    sè sè. intanto, quel che scrive sfera non è vero. la seconda parte, dico, della prima non so.

  21. sphera Says:

    Petarda, lei comunque leva a tutte noi un peso dal cuore: che l’idea di doversi sobbarcare uno sgorbio piagnucoloso e deferente per averne quantomeno delle gratificazioni dimensionali ci lasciava comunque piuttosto incerte. A me, almeno. Bisognerebbe poi, però, anche richiamandosi al famoso sonetto, estendere l’indagine anche al rapporto psiche/consistenza, oltre a quello psiche/dimensione.In altre parole, fare molto i duri è in proporzione diretta o inversa alla durezza effettiva? Essere tipi rigidi e tutti d’un pezzo, essere inflessibili, mostrare una tempra d’acciaio, sono modi di porsi da cui cosa ci si deve aspettare, mediamente, in termini di consistenza?

  22. anonimo Says:

    insomma, gira e rigira qua siam sempre tra cazzi e mazzi*, eh.
    apperò.

    :))

    lisa

    *(cit.)

  23. Petarda Says:

    ecco tosto un’altra bella notizia: no.

  24. atvardi Says:

    Oh, my Pod! è bellissimo.

    Viene facile allora pensare a quali personaggi esagitati ed eccedenti rivelano, nell’intimità della loro mutanda, misure da Mammolo – nel senso del quinto nano.
    Del tipo Hitler, lo strepitatore, com’era messo a cazzo?
    E, già che ci siamo, che dire dell’Ottavo Nano?
    Gente che gioca a spadaccino, o fecondatori di ditali?

  25. anonimo Says:

    La letteratura sul “mazzo di carte” (per scambio di consonante) è cospicua assai. Qui se ne ricaverebbe un “Pazzo Ciccolo”, personaggio buono per un atto unico (che a me l’espressione “atto unico” mi ha sempre fatto venire in mente il sesso, pensi un po’ lei…)

    un abbraccio
    Mat

  26. Flounder Says:

    ecco, bravo. la letteratura, il teatro.
    non oso pensare cosa possa essere un dramma in tre atti.
    o un’opera buffa.

    e pensare che c’è anche gente che impazzisce per i monologhi.

  27. maurogasparini Says:

    mi è piaciuto il post, davvero. pensavo di godermelo in silenzio, ma poi volevo dire figa in un commento e il contesto mi sembrava adatto.
    un abbraccio

  28. Flounder Says:

    gaspari’, facciamo poco gli spiritosi che prendo il righello 🙂

    (ma che hai capito? bacchettate sulle dita, retaggio di scuola cattolica)

  29. egovirtuale Says:

    Cazzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzo. Buona passeggiata.

  30. egovirtuale Says:

    Cazo.
    Quando si dice il cazo.

  31. Flounder Says:

    io mo’ non vorrei infierire, ma finora abbiamo parlato di ego ipertrofico e delle sue penose origini e conseguenze.
    con l’ego virtuale come la mettiamo?

  32. egovirtuale Says:

    Adesso chiedo.

  33. egovirtuale Says:

    Sopra, mi suggeriscono.

  34. cybbolo Says:

    mah, non saprei, forse gli è piccino, ma m’ha dato qualche soddisfazione… omettendo le figurette da un giorno di lavoro…

  35. lauraetlory Says:

    Uno dei post piu’ belli che abbia letto da che frequento i blog. E devo dire grazie a Remo per averlo segnalato.
    Laura

  36. anonimo Says:

    una mia amica ha elaborato questo sistema d’identificazione: mani piccole ed esili—>misura accendino bic.
    chissà quando si hanno entrambe le caratteristiche (cazzo piccolo e eiaculazione precoce) quale comportamento prevale. Aggressività e tranquillità s’annullano l’una con l’altra… In teoria dovrebbe uscire l’uomo perfetto 😉
    alessandra

  37. Flounder Says:

    ego…sopra? sopra?
    ah, sì, certo: si parlava di sovrastrutture mentali, certo.
    (è che mi scordo che questo è un post in cui non si parla di sesso)

    cyb, appunto: non si parla di sesso!
    (ah no, scusa, rileggo meglio: forse parlavi di classe operaia e sindacato. forse)

    laura, grazie.
    anche se però stamattina mi sono svegliata con le idee confuse e un po’ revisioniste.
    petarda e sphera mi sono troppo turbolente e contraddittorie, occorre riunire una commissione di studio.

  38. Effe Says:

    inutile che lei abbia messo le mani avanti (e qui non si parla di questo, e qui non si parla di quello)
    Questo è un post sessista, e amen.
    Io poi mi sono soffermato su quella cosa del viaggio oltre cortina.
    Ecco, quella sì, quella sì è una storia che dovrebbe ancora raccontare.

  39. anonimo Says:

    idee confuse e un po’ revisioniste

    e ti credo, con ‘ste teorie lombrosiane del cazzo!

    (ihihih)

  40. Flounder Says:

    ohi, petarda, guarda che la fisiognomica è una scienza esatta.
    fa quasi concorrenza all’oroscopo.

  41. Flounder Says:

    effe, un pezzetto per volta.
    che sennò poi finisce subito subito il blog.

    (ho una storia bella e triste in serbo, la Curva di Nova Uta. cioè conservata. non in serbo, che poi lei mi manda a fare le ricerche per Buràn nelle lingue strane)

  42. Flounder Says:

    alessandra, ma un accendino normale o quelli mini?
    e lo zippo a che tipo di mano corrisponde?
    e quegli acciarini spagnoli con la pietrina e la miccia lunga lunga, secca e attorcigliata?

    (non si può mai stare tranquilli a questo mondo. e pensare che da giovane fumavo la pipa e l’accendevo coi fiammiferi)

  43. cf05103025 Says:

    sono venuto qui
    solo per via del cazzo,
    se no mica ci venivo
    che qui non ci venivo più
    perchè ‘na volta ho visto chiuso,
    ho detto:
    se è chiuso è chiuso, vabbè,
    però poi era aperto,

    tanto io ce l’ho piccolissimo,
    formato mini da borsetta,
    ecco,
    MarioB.

  44. Flounder Says:

    che delusione, mariobbì: io mi credevo che eri venuto per vedere il quadro di Waterhouse.

    e comunque le borsette delle donne sono un mistero: non si trova mai niente.

    al’uopo consiglio la lettura di “La borsa della signora Rodriguez” di Martha Cerda. Un libro del 1999, un po’ difficile da trovare, ma divertentissimo.

  45. anonimo Says:

    so rispondere solo alla prima domanda: Accendino mini in fase di riposo, normale in attività.
    alessandra

  46. Flounder Says:

    questo spiega l’aggressività dei piromani.
    in puglia e in grecia hanno tutti il cazzo piccolo, credo che sia per quel fatto là, quello della misura aurea, l’itifallol e la perfezione dell’arte classica

  47. pispa Says:

    smentisco categoricamente il binomio mani piccole esili e affilate e accendino piccolo.
    anzi.
    mani affusolate ed asili, più abili a suonare grande piffero.
    anni e anni di adolescenza per potersi esercitare, e non so se c’entra ma..

  48. Flounder Says:

    basta. ritratto, ritratto tutto.
    ognuno si faccia i cazzi suoi.
    ecco 😀

  49. CarusoPaskoski Says:

    Io non esagero mai, posso dimostrarlo.

  50. Flounder Says:

    ci credo, ci credo 😀

  51. ireneladolce Says:

    è istruttivo sto blog! Non avevo mai riflettuto sulla relazione inversa tra dimensioni dell’ego e dimensioni del cazzo (devo scriverlo, altrimenti non vale, vero?).

    Grazie, grazie mille. Ora potrò meglio classificare alcuni miei conoscenti.

  52. FiocoTram Says:

    Questo post mi ha fatto venire voglia di costituirmi;_;

  53. Flounder Says:

    fioco tram, getti le armi e faccia un passo avanti con le mani ben in alto. la casa è circondata.

    irene, non lo so se questo blog è istruttivo.
    se pervieni a classificazioni rilevanti, ti prego di tenerci informate, in nome della scienza (e della fede).

  54. marzia Says:

    Io approdo dietro il post di Remo.
    E rido Flò.
    Magari un giorno riesco a scriverlo pure io un post così.
    Mai dire mai.
    😀

  55. Flounder Says:

    marzia, noi ridiamo. ma avere un ego ingombrante è una tragedia!

  56. riccionascosto Says:

    Però io, Pet, non ho capito una cosa (e da qui, credo, la commissione di studio di cui parla Flo’).

    Il “no” a cosa si riferisce… alla proporzione diretta o a quella inversa?

    E poi, il rapporto psiche/consistenza: La rigidità di pensiero, in cosa potrebbe trovare corrispondenza?

    Ecco, queste sono domande che dovrebbero trovare risposta (più d’una, magari).

    Poi qui si parla di misure, lì da te d’insiemistica: ma lo sapete che oltre 400.000 studenti, in Italia, hanno problemi con la matematica? Forse sta lì, il problema…

  57. metallicafisica Says:

    Ho conosciuto un “moltodotato” ma eiaculatore precoce…
    dopo la prima sorpresa (OHHHHHH) la seconda (AZZZZ)…

    Tama Janowitz sarebbe (MOLTO) fiera di te:)

  58. FiocoTram Says:

    >fioco tram, getti le armi e faccia un passo avanti con le mani ben in alto. la casa è circondata.

  59. Climacus Says:

    a me non capita mai, di fronte a una donna dall’ego smisurato, di pensare che abbia la fica stretta.

  60. Flounder Says:

    clim, purtroppo non ti posso rispondere: al momento ho superato solo un tabù.
    per usare quella parola là, quella al femminile, ci vorranno altri due o tre anni almeno.

  61. sabrinamanca Says:

    credo che con le donne non ci sia alcuna simmetria, che il tutto funzioni in modo completamente diverso, ma ci devo riflettere…

  62. sabrinamanca Says:

    sulla teoria del cazzo piccolo confermo, in base alla mia esperienza, le tue teorie, insistendo sulla percezione rispetto a una misura universalmente riconosciuta come adeguata.
    Ne ho conosciuto uno (di ragazzo) che a mio parere aveva un cazzo manifestamente grande ma che, avendone visto di più grandi fra i “membri” della sua squadra, s’era convinto della sua inadeguatezza.
    Tutto è nella testa (o quasi)!

  63. Climacus Says:

    il concetto di misura universalmente adeguata è molto problematico, come tutti i concetti che si presumono universali. Prendi due uomini di altezze diverse, 190 cm e 160 cm con il cazzo delle stesse identiche dimensioni (16cmX2,7cm): il primo ti sembrerà poco dotato, il secondo ti sembrerà superdotato, ed è anche probabile che, a parità di prestazioni, giudicherai l’esperienza con il secondo molto più soddisfacente e degna d’essere ripetuta ad libitum se non all’infinito.

  64. Flounder Says:

    clim, non è che sono tanto convinta.
    (voglio dire: forse come fatto visivo, ma non necessariamente come sensazione propriocettiva, ecco).

  65. Flounder Says:

    sabrina, io avrei una risposta assai sessista, qui me la bocciano di sicuro.
    le donne non hanno mai un ego troppo smisurato.
    se capita, sono dei trans.
    (col cazzo piccolo, ovviamente)

    scherzo, in realtà quello che penso che penso è che l’ego emisurato derivi sempre da un’errata percezione di sé.
    perché ci sia un’errata percezione di sé occorre una certa desensibilizzazione, la negazione di molti lati non accettati.
    nelle donne non ha una correlazione con le dimensioni, ma più probabilmente con la sensibilità corporea.
    (però pensiamoci bene, sì)

  66. Flounder Says:

    metallica, in questi casi occorre ripensare a fondo alla propria vita.
    nel caso, cambiare tutto, anche le letture.
    T(‘)ama o non T(‘)ama?

  67. marcaspio Says:

    Fantastico questo pezzo.
    E poi hai ragione quando dici che pure alcune femmine ce l’hanno piccolo. checchifo heheeh

  68. charm Says:

    Non so leggere tra le righe, non so se questo tuo post sia strepitoso o meno. Mi limito al contenuto, quello che leggo nero su bianco e che, devo dire, mi fa riflettere. Davvero varrebbe la pena di fare una statistica, di cercare possibili correlazioni tra dimensioni .. nascoste, e dimensioni dell’ego.

  69. aquatarkus Says:

    In base ad accurati studi il minidotato più pericoloso finisce sempre per comprarsi un grande SUV nero e per voltare a destra all’improvviso dopo averti superato. Se intellettuale declama Nietzsche e D’annunzio, ascolta Wagner o l’Aida, ma ama le marcette. Quelle con la acca.
    O perlomeno, questo è quello che gli urlo io quando mi taglia la strada.

  70. elsecretario71 Says:

    😀

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