La Scienza Nuova

E adesso basta, basta parlare d’uomini. Adesso si parla di cose di femmine.

Ieri sono stata in un posto pazzesco, il più grande centro commerciale del Sud Italia, aperto a un passo da casa mia.

A causa di questo coso, da un mese mi tocca andare a lavorare in treno, perché è subito dopo l’uscita del casello autostradale e si resta imbottigliati per un tempo infinito.

Si vende di tutto, ma proprio di tutto. Tra un acquisto e l’altro c’è un palco dove si fanno delle cose, o si balla latino-americano e funky, o c’è il cabaret, o una sfilata, o una lezione di aerobica. Una fontana che fa i giochi d’acqua colorati e la gente ci tira dentro le monetine, come fosse a Piazza di Spagna.

Si bevono irish-coffee e cocktail iridescenti mentre si mangia il kebab o un gelato dietetico con la cialda per celiachi.

Si sale e si scende da ascensori, scale mobili, tapis-roulant.

Poi si cerca l’auto tra settemila posti tutti uguali e alla fine, nel marasma generale, ti ricordi che tuo figlio è nello spazio bimbi dove gli hanno dipinto la faccia e fatto imparare una serie di canzoncine e se non esibisci uno scontrino di spese per almeno 549 euro, non te lo ridanno, lo mettono in un orfanotrofio bulgaro, perché se i suoi genitori sono dei poveracci, quello è il suo posto.

Nemmeno a Dubai ho visto una cosa del genere: enormi palme disidratate che si estendono in altezza  per due piani, lampadari che sembrano dischi volanti, marmi a iosa, bagni di una lunghezza che nemmeno nella fabbrica della Pils. Insomma un tempio dello shopping, che in confronto quelli là, gli svedesi, sembrano una cappella votiva vicino a una basilica. Un culto minore.

Poi c’è un multisala con dodici sale, poi una ventina di ristoranti e divani e divanetti ovunque, perché ci si stanca. Mancano i monopattini, ecco. Ecco cosa manca, reclamerò alla direzione.

Io per un po’ di anni ho seguito la moda, nel senso che me ne sono occupata per lavoro.

Però poi ho smesso, che mi scocciavo da morire.

L’unica cosa divertente era il linguaggio: ho sentito cose che in vita mia mai, che se qualcuno mi pagasse per scriverle, io lo farei.

Giornaliste ai piedi delle passerelle che sui loro taccuini annotavano cose come: quest’anno si impone un look submetropolitano per una donna che cerca sfide ai limiti della couture e non teme la morsa stereofonica del neo-cachemere; per i bambini una moda morbida, che ripropone suggestioni della vita intrauterina e strizza l’occhio all’iperspazio gommato; l’uomo dell’autunno a venire si lascia guidare da un istinto belluino che stempera grazie alle nuove linee stondate e a tessuti che incorporano inserti di antilope trattati con l’olio di soia e benzoino per una mascolinità subsahariana con un tocco artico-cavalleresco.

E tutte cose così.

La moda è vichiana, ci sta poco da fare. Va e viene. E’ l’incarnazione del verum factum.

Ha una finalità teleologica e la benedizione della Provvidenza. O le si fa fede, o si resta fuori dalla conoscenza e forse si va anche all’Inferno.

La moda è come la felicità: non fai in tempo a intravederla, che è già fuggita.

E insomma, quest’anno grandi ritorni: innanzitutto il reggicalze, per uno stile sensual-aggressivo-ti-vedo-non-ti-vedo-se-non-ti-vedo-è-meglio-anzi-sai-che-ti-dico?-non-ti-far-vedere-mai-più.

Poi i leggins, che senza i leggins non siete nessuno, vi dovete solo sparare.

Le ballerine solo se hanno il contorno elasticizzato e le scarpe sono sandali, anche a febbraio, con le apposite calze senza cucitura sulla punta e tacchi altissimi. Ma se ve li mettete senza calze è meglio, nella Grande Mela fanno così già dall’anno scorso. Non mi fate vergognare di voi, per piacere.

In casa molto africano, molto zebrato, molto maculato, molto oro, molto. Siete le nuove Regine di Saba, non dimenticatelo mai. Almeno fino a marzo. Poi scatta il look neo-fiammiferaia e potete portare tutto al Monte di Pietà.

Ma per adesso Swarowski dappertutto, pure al bagno. Pure in auto. Pure nel blog.

Mutande matelassé (forse più per gli uomini, per quel fatto là di prima) e calzettoni in pasta brisée.

Ci sono andata con spirito tassonomico, non ho comprato nulla: però mi affacciavo dovunque e facevo la scema, per sentire tutte queste cose qua.

Tutte le commesse avevano una parola d’ordine: quest’anno è tornato….

All’ultima ho chiesto: ma perché, dove era andato?

Non mi ha saputo rispondere.

Annunci

31 Risposte to “La Scienza Nuova”

  1. riccionascosto Says:

    Ma i leggins sarebbero i vecchi fuseaux? (perché forse qualcuno nel fondo dell’armadio lo trovo ancora).

    E pensa tu che io con queste cose (le linee stondate, la soglia della couture etc) ci sono cresciuta. Forse per questo, ora, fare shopping non mi diverte più di tanto (ad onta di quello che può pensare quel B. lì).

  2. Flounder Says:

    eh no, figlia mia: tu ti credi che i leggins sono i vecchi fuseaux, ma invece no.
    i fuseaux arrivavano al malleolo, i leggins si fermano almeno cinque centimetri sopra.

    nei corsi e ricorsi storici ci sta sempre una cosarella che cambia, un minuscolo dettaglio che riassume l’evoluzione della coscienza.

    i fuseaux sono un regresso, una neo-barbarie.

  3. sphera Says:

    Io li odio il maculato e lo zebrato. E anche il dorato. Di fatto, odio sentirmi dire cosa dovrei mettermi. E come largo, e lungo quanto, e stretto dove.Loro facciano i vestiti, più belli che gli riesce, e li mettano in vetrina. Se ci piacciono – e se costano il giusto – li compriamo, altrimenti è inutile che vengano a cercare di farci su con sta manfrina della moda. Quando vado dal macellaio mica mi viene a dire “Guardi, quest’anno va il magatello. Ed è tornato alla grande il biancostato, le scaloppe non le porta più nessuno, mi creda.”

  4. riccionascosto Says:

    Ho capito, sono di quelli che oltre alla caviglia, devi avere perfetto anche il polpaccio, altrimenti ti stanno da schifo. Una sorta di Capri ristretto. (Che poi, mi viene in mente una cosa, se la trovo te la faccio vedere). Comunque, per togliere i centimetri il modo c’è. E’ rimetterli, che è difficile…

  5. riccionascosto Says:

    Dicevamo: 5-7 cm sopra la caviglia e con le ballerine… così?

  6. Zu Says:

    Sei spietata, però dopo la tua domanda e un periodo di riflessione e crisi, si licenzierà. Inizierà così la sua vita da scommessa.

  7. anonimo Says:

    io invece provo un immenso piacere quando esco con le mie amiche: siamo sei, ma ognuna a sé stante.
    c’è la dark-gothic, la kawaii, la cyber-gothic, la robertocavalli/swarowski , la 4evervintage, e la nonna.

    alla faccia del pendant. tiè.

    lisa

    (la nonna, c’est muà)

  8. Flounder Says:

    ma il reggicalze sopra i leggins ci azzecca?

  9. aitan Says:

    Chacchio, io in questo posto qui fuori casa (anche fuori casa mia, sì) non ci sono mai stato (non ancora). Ma ero stato al KaDeWe a Berlino e dicevano che era das größte Warenhaus auf dem europäischen Kontinent, il KAufhaus DEs Westens, il magazzino dell’Occidente. Mica mi credevo che alle porte di Caivano ce l’avevano più grosso (toh, qui si rischia di uscire fuori tema).

  10. Flounder Says:

    pure io sono stata tanti anni fa al KaDeWe: ma era un magazziniello sovietico, grigio e triste.

    a Marcianise ce l’hanno lungo un chilometro, e pure sopraelevato (uànema)

  11. amelia1 Says:

    ma quand’è che andrà (a fanculo) tutto questo?

    sei uno spettacolo. potessi, ti ordinerei di recensire i centri commerciali. ma perché non esistono i recensori dei centri commerciali?

  12. Flounder Says:

    ame’, qua stai scrivendo troppe parolacce, tu 🙂
    non può finire, la prospettiva storica non lo prevede.
    anzi, ho come il sospetto che sia stato sempre così, che Pompei era solo il centro commerciale dell’antica Roma.

    fra duemila anni scaveranno e troveranno manichini smembrati e polverosi, incrostati di terreno. scriveranno di imponenti ritrovamenti archeologici, del crollo di una seconda Atlantide, testimonieranno del passaggio di animali feroci al centro del Mediterraneo, spariti clamorosamente.

    voglio fare la storica dei Mall, sì.

  13. anonimo Says:

    solo questo sotto il vulcano?

  14. Flounder Says:

    eh no.
    sotto il Vesuvio un altro scempio: ‘o Vesuviello.
    chi viene a Napoli in aereo lo vede dall’altro: è un cratere impressionante, ricoperto di erba. proprio di fronte a quello originale.

    perché questo sembra un post fesso, come sempre, ma in realtà denuncia una situazione che soprattutto in queste zone è terribile: parlo di riciclaggio di denaro, di sconvolgenti investimenti pubblici per favorire il commercio e non la produzione, di creazione di grandi cattedrali economiche senza supporto infrastrutturale, senza reti viarie.

    30 milioni di euro per costruire ‘o Vesuviello e un territorio che muore di diossina e di camorra.

  15. ireneladolce Says:

    ho due domande:
    dov’è sto posto?
    che sono i leggins?
    (ho seguito velocemente il dibattito qui sopra ma non mi sembra di aver trovato la risposta)

  16. Flounder Says:

    il posto: uscita autostrada caserta sud, direzione caivano.
    i leggins: i fratelli moderni dei fuseaux.

    confesso di averne due paia, ma li uso solo a scopo tanguero.

  17. stayhard Says:

    Ciao!
    scusa se mi ricavo un piccolo spazio pubblicità. Ma credo che la cosa ti interessi, siccome vedo che bazzichi i cartografi. Voglio dirti che è nato il forum dei cartografi, a questo indirizzo:

    http://cartografi.forumer.it

    Per ora siamo una decina (tutte donne..o quasi.. Maschietti dove siete?) qualcuno dai Cartografi qualcuno del ex forum della scuola Holden di Baricco.
    Fine della segnalazione.
    Chi vuole venirci a trovare..troverà un bel gruppetto.
    Grazie per lo spazio.
    Un saluto a tutti.

  18. cybbolo Says:

    quest’anno è tornato mio zio dal Botswana: puoi immaginare che moda c’è…
    il concetto di moda vichiana me lo sono appuntato su un panciotto di mio nonno da me usato durante il periodo dei figli dei fiori, ora scendiletto del cane…

  19. Effe Says:

    che poi, a parlare di corsi e ricorsi: i Corsi stano in corsica, mica a Caivano, e i Ricorsi bisogna inoltrarli pesso le autorità competenti.
    Per dire, a ‘stu centro ce l’hanno, una sede distaccata del Tribunale Ordinario, o della Procura della Repubblica, o almeno del Giudice di Pace?
    Perchè sì, disprezzatemi pure il KaDeWe, o i floridi negozi di Berlino est, lei e l’altro neo-liberista Aitàn, ma almeno, prima del crollo del Muro, là potevi in un unica soluzione andare a comprare un paio di scarpe (spaiate) e farti arrestare per sospetta attività eversiva, e tutto nello stesso posto.
    Questo è il progresso, mi si consenta, che la gente mica ha tempo da perdere per andare e di qua e di là.

  20. anonimo Says:

    Un Sorriso 🙂 dawoR***

  21. Flounder Says:

    un saluto a volo, va’. che oggi sono molto Lyubimaya moya e non è una bella cosa, nonostante le apparenze.
    (prove tecniche di Urbe: 70 minuti di ritardo su un tragitto di un’ora e mezza. e non è che il tragico inizio)

  22. aitan Says:

    caro lei, a me neo-liberista non me l’aveva detto mai nessuno

  23. riccionascosto Says:

    Certo, in una giornata di sciopero l’Urbe non dà il suo meglio… ma dalle qualche altra opportunità, e magari proverà a farsi perdonare.

  24. marcaspio Says:

    io proprio non li sopporto, non ci azzeccano, almeno a napoli, è inutile che fanno.
    e poi gli odori, gli odori dei centri commerciali sono una cosa bestiale, no, non ci azzecca niente.

  25. Su Says:

    non vedo swarowski qui.
    dove sono gli svarowski?

    non so se continuerò a frequentare un posto così poco trendy.
    va be’, magari sì, però starò attenta che nessun conoscente mi veda entrare.

  26. Flounder Says:

    hai ragione. è che non ho avuto tempo.
    (per un fatto di contrappasso stiamo facendo grandi pulizie in casa e buttando tutto il buttabile)
    eccoli.

  27. ArimaneBis Says:

    (Gustoso come questo)

  28. Bhuidhe Says:

    Non hai menzionato gli adesivi fatti a posto per i sandali “finti sabots” in gomma colorata denominati “crocks”: ma in che razza di bottega provinciale sei andata a finire? Non si trova nulla!

  29. Flounder Says:

    ma i croc pure d’inverno, si mettono?

  30. charm Says:

    ahahhahaha mi hai fatto morire dal ridere , sulla parte delle giornaliste!!

  31. keroppa Says:

    Ommioddio. Quel posto. Quel posto. Quanto lo odio, lo.
    Proprio per quel problemino che crea giorno e notte verso l’uscita dell’A1, attualmente per me quel luogo è assimibilabile grosso modo a un’imprecazione. Forse è per questo che ancora non sono riuscita a metterci piede: non so come conciciliare la prima persona singolare dell’indicativo presente del verbo andare con una bestemmia. I limiti del linguaggio, tu guarda. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: