Marketing Mix e Unsought Goods

Tutto ha un suo ciclo di vita: gli esseri umani, i progetti, i prodotti, le aziende. Anche le emozioni.

Anche le delusioni.

Sì, anche le delusioni si sviluppano secondo una curva, che nella sua ascesa porta con sé un carico di dolore e di rabbia, fino a culminare in un picco di cattiveria e autolesionismo.

Poi di colpo la curva inizia a discendere e la delusione è pronta, è matura per essere trasformata in qualcos’altro o essere smaltita.

Perdonate se ho assunto un’impostazione aziendalistica del blog, ma son giorni in cui tra lavoro intenso io ho necessità di studiare per un concorso e sempre, sempre nella mia vita di studentessa, sono riuscita a imparare le cose scrivendole.

Da ragazza riempivo pagine e pagine di riassunti, e poi riassunti dei riassunti, e poi i riassunti dei riassunti dei riassunti, con note di tutti i colori, e poi fino a una sintesi di due, tre parole, che però mi esplodevano in testa e si ramificavano, riportandomi ai contenuti originari.

Ho un cervello che immagazzina zippando. Se qualcuno mi stimolasse il cervello in quel dato punto lì ne verrebbero fuori partite a nascondino e ginocchia sbucciate e profumo di brioche, in quell’altro punto fotogrammi di film e un bigliettino lasciato sopra il parabrezza e sprazzi di verde bosco.

Le millequattrocento pagine dei due volumi di Storia e civiltà dell’Estremo Oriente mi sono entrate in testa con questo metodo, con una serie di artifici visivi fatti di colori e una serie di assonanze e collegamenti degni della migliore tradizione di associazione di idee.

Ma torniamo alle delusioni e a tutte le cose che ci insegna il marketing .

Le quattro P. Le tre L.  Le leve d’azione, le esigenze. Latte, Letto e Lusso.

Le cinque forze di Porter, la piramide di Maslow: tutto concorre a sviluppare e a fomentare la corretta nascita ed evoluzione di un processo delusivo.

E’ così per tutto: vi comprate una cosa e subito dopo scoprite che la concorrenza lo faceva meglio. Vi innamorate e il valore del bene percepito non corrisponde a quello atteso.

Dal sogno al bisogno, dal bisogno all’agogno. E poi mi vergogno.

Mi vergogno di me, sì.

A volte, nella curva calante della delusione, quando scomparsi il cliente e il fornitore resto sola, davanti a me stessa, spaurita.

E mi dico non lo faccio più, non gioco più, non ci casco un’altra volta, no.

E poi ero a cena con amici a Roma, l’altra settimana, e ridevo. Stavo tentando di capire se il marketing nasce quando nel mondo viene a mancare l’amore e dunque si propone di surrogare l’assenza con beni sostitutivi o se – peggio – non sia l’amore stesso una strategia di marketing volta ad anticipare i bisogni del target e a cercare di soddisfarli, con un apparente altruismo che in realtà mira solo a mantenere il proprio posizionamento e un fatturato sentimental-sessuale che non vada al di sotto del punto di pareggio.

Così che quando la delusione inizia a calare e bisogna scegliere se mantenerla o innovarla nascono tutta quelle serie di variazioni sul tema: la guerrilla marketing, il viral marketing, il tribal marketing.

Come dire: ti distruggo, ti martello o ti persuado con un sistema di valori in cui farti identificare per riavvicinarti a me?

O lascio semplicemente che la delusione vada fuori produzione e inizio a ipotizzare nuovi investimenti affettivi e impianti a norma ben certificati e assistenza post-vendita?

E’ che qui il mondo si fa sempre più difficile, aumenta di giorno in giorno la sua complessità: il mio mercato obiettivo mi alza barriere all’entrata, c’è la minaccia di potenziali entranti. Vogliono il brand, il brand. Io al massimo posso offrire un limoncello, quale brandy e brandy!

Think globally and act locally o think locally and act globally?

O non think affatto, act poco poco e arrivederci e grazie?

Mia nonna, che era una grande studiosa di marketing, diceva: fatte accatta’ da chi nun te sape!

Io, che invece sono cretina, mi fisso con la Product Liability e faccio cap’e mmuro.

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13 Risposte to “Marketing Mix e Unsought Goods”

  1. riccionascosto Says:

    L’anno scorso, a un’altra cena di amici, si diceva: “Orgasmo globale, melanzana locale”.
    Non so però se ti può essere utile…

    😉

  2. stayhard Says:

    Ciao. Scusa se rubo un po’ di spazio.
    Ma devo dare una notizia decisamente importante. E’ nato il CartograFORUM, un forum dove tra le persone si stabilisce un contatto un po’ più diretto e amichevole rispetto al blog.
    Partecipanti del CartograFORUM (in ordine alfabetico):

    al
    arancia
    azur
    biandbo
    boycotto
    BRICIOLA
    camola
    Cenresig
    cf10052015
    -cla-
    crono
    dido
    Freya07
    hoover
    Lavinia
    libertango
    Lilas
    lisciotto
    madeinfranca
    manginobrioches
    matisse
    medicineman
    Misery
    pantiloni
    pianura
    pispa
    quale?
    rael
    remo
    rosso
    supportiles
    triana
    turboscopa
    ulrico
    vener
    vis

    Chi manca?
    Manchi solo tu!
    Per accedere al CartograFORUM clicca sull’immagine qui sotto:

    Ciao. Ti aspettiamo!

  3. Flounder Says:

    (classico esempio di viral marketing)

  4. essenziale Says:

    piccerè tu mo tiene bbisogno ‘e nu poco ‘e calma…
    tu lavori troppo!
    tu sì troppa stanca, sì troppa stressata…
    piccerè arrepuosate!

  5. Flounder Says:

    essenzia’, sono piombata in un tourbillon europeo di aerei, prenotazioni, bus e interpreti che manco coi russi.
    chi cambia la partenza, chi si porta il socio, chi parte da qua, chi da là, chi vuole il diretto, chi la stanza vista mare, chi arriva a roma, chi a napoli, chi via milano, chi via madrid ma poi raggiunge quell’altro là che arriva da londra…

    mi serve il bromuro, mi serve.

  6. mrka Says:

    fatte accatta’ da chi nun te sape!
    aspetta. la prima parte la faccio mia, traduci la seconda per noi sbarcati al nord.

  7. HangingRock Says:

    Flou, ho qualcosa per te: uno strumento di analisi e gestione del proprio portafoglio sentimentale, correlato al ciclo di vita dell’amore: la matrice del Boston Consulting Group (e con questo apriamo un nuovo capitolo delle riclassificazioni delle proprie classificazioni). Per usarlo, basta porre la quota di amore attuale sull’asse orizzontale, e il tasso di sviluppo dell’amore su quello verticale.

  8. anonimo Says:

    SCUSI S HOVENUTO QUI CHEUNVOLTA VENICO POI SNO NSONOVENUTO PIù,
    PERCHè NO CPAIVO BEN IL TUTO CHE SI DICEVA,
    CHE HO PAITO BENEPERò LAPROLA DELUSIONE, CHEMI VINEIN MENTOC HE TUTI IO DI PIù
    ABBIMO AVUTO DELUZIONI, LEI DIPIù?
    IO DIPIU SICURO.
    sCUSISE DICO,
    PERCHP MI PORENDON SEMRE PER SCEMO, PER ILCYULO,
    E SE UNO SCENMO NON è’
    SCUSISE DICO ,
    LEI CI AVRà LE DEUIZON ID ‘AMRE’?
    IO NOSNOCOS’è LAMORE INVECE?!
    hA CPAITO SINGRA CERTEMANIE?
    lEI CE LA H LE MANIE O NO?
    IO CTREDO DI NO,
    PERò, UNO SE DLEUDE
    IO M I SON DELUZO, DA SOLO,
    IO.PUNTO.
    SONO TINO MABUSE
    SCUSI SE SON OVENUTO

  9. Flounder Says:

    mrka, la frase completa era: sei carta conosciuta, fatti accatta’ da chi nun te sape (adesso è più chiara).

    faceva riferimento all’introduzione di un prodotto standardizzato e a basso valore aggiunto in un mercato maturo ma con una nicchia di consumatori assai esigenti, che invece ambivano all’innovazione tecnologica.
    (cioè voleva dire: a me non mi incanti)

    mabuse, almeno lei è venuto.
    (se la faccia spiegare da qualcun altro. anzi no, non se la faccia spiegare, lei è troppo buono per queste cose) 🙂
    hanging, BAU
    (nel senso di dog)
    e dopo questa triste valutazione mi affido completamente alla tassonomia di Pavitt sperando di cavarne qualche ragno dal buco.

  10. Carlyssima Says:

    Ma lo sai che quando ero alle superiori, ho fatto ragioneria, a fine anno scolastico tiravo giù “il bilancio sentimentale” con delle partite che mi rimanevano sempre zoppe.
    Poi mi sono laureata in legge, con tesi in Economia politica, e pure lì (ero alla fine di un fidanzamento storico di quelli che ti porti dietro dall’adolescenza come i pelouches nella cameretta) mi interrogavo su curve parabole funzioni e prevedibilità dell’andamento dei sentimenti.
    La tua analisi mi è piaciuta molto.
    Baci

  11. atvardi Says:

    Quel viral marketing m’ha attaccato il raffreddore al mouse.
    Il bilancio di competenze, lo sa, Flo, è spesso crudele.
    Nel mio ci son sei etta di pancetta e solo mezzo di credibilità, poca droga e meno spessore culturale.
    E allora mi svendo a basso prezzo, al mercato, un cartello ‘ncuollo vicino ai cinesi che mi dicono di spostarmi.

  12. melpunk66 Says:

    marqueting? si mangia?

  13. Flounder Says:

    carlyssima, a me è piaciuto molto il tuo ultimo post sull’imperatore, invece.
    non è che vuoi passare di qua a darmi lezioni private di ragioneria? ho così poco tempo che in macchina, al supermercato e dovunque vada in questi giorni borbotto concetti e non mi accorgo di parlare da sola.

    atvardi,
    mi stai mischiando le materie. questa è la lezione di marketing. i bilanci preventivi e consuntivi verranno affrontati nei prossimi giorni, insieme al concetto di centro di responsabilità e centro di costo, principio di realizzazione e di correlazione.

    melpunk, quello è il banqueting
    (che ci sto fiondata dentro da stamattina. non è che domenica sera vuoi venire ad assaggiare con me la vellutata di carciofi con gamberi e il tonno di coniglio?)

    poi più tardi vi racconto della tragedia svoltasi ieri sera in casa Flounder, come diretta applicazione del ciclo di Vernon applicato alle delusioni internazionali

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