L'uccisione di Babbo Natale

Bravi, sì. Continuate, continuate a educare i vostri figli secondo i saldi principi morali di lealtà, verità e fiducia.

Instillate in loro la capacità di discernere e raziocinare, evitate accuratamente di mentire e raccontare fandonie su come sono venuti al mondo e tutto il resto.

Sappiate che questo è l’unico metodo certo per avere delle persone che, una volta adulte, sapranno far fronte alle delusioni e alle difficoltà, sapranno argomentare con semplicità di pensiero e onestà intellettuale, senza nascondersi dietro preconcetti e imposture.

Continuate così.

Affrontate a viso alto tutte le loro domande: un giorno saranno i pomponi, un giorno il mistero dell’amore, un giorno un lungo interrogatorio sulle vostre vicende sentimentali.

Fino al giorno in cui arriverà la fatidica domanda, quella che più di altre vi creerà problemi e angosce: ma esiste Babbo Natale?

Perché se avete seguito tutti i precetti elencati precedentemente, la domanda non vi verrà posta così, in modo chiuso, fornendovi semplicemente l’alternativa di rispondere un sì o un no e darvi alla macchia per almeno un altro anno.

Magari fosse così semplice.

Ma è che in questi sette, otto, nove anni voi li avete formati, plasmati, sanno come mettervi con le spalle al muro.

La domanda sarà ampia e insidiosa, piena di trappole. I vostri figli vi metteranno alle corde.

Mamma, mi hanno detto Alberta e Mariapaola che Babbo Natale non esiste, che i regali li comprano le persone. Dimmi la verità, voglio saperla. Un giorno mi hai promesso che tra me e te ci sarà solo verità.

Cosa ti cambia conoscerla?

Mi cambia. Mi cambia che se è vero, faccio la figura della bambina cretina e devo sapere perché finora mi hai mentito. Se invece non è vero dirò a tutti che me lo hai detto tu, che non menti mai.

Un attimo di panico totale.

La curva della delusione sta per partire, oltrepassa la MittelEuropa e si schianta in Finlandia. Mentalmente mi parte l’analisi SWOT per sapere dove sia meglio fracassarmi.

Babbo Natale non esiste, questa è la verità. Però esiste nell’immaginario collettivo, è una tradizione.

Ne è seguito un pianto disperato per un’ora.

Non riuscivo a sdrammatizzare, non riuscivo a riderne. Un lutto. Il primo grande vero lutto.

Più del nonno, che almeno è andato in Paradiso con la conferma assoluta della maestra di catechismo.

Sono partite domande a raffica: ma tu quando lo hai scoperto? come lo hai scoperto? che reazione hai avuto? perché dite le bugie ai bambini se poi già sapete che dopo gli dovete togliere la magia? perché alcuni bambini lo scoprono prima e altri dopo? ma i regali li comprate o li rubate? e i biscotti e il vino che lasciavo te li mangiavi tu o li buttavi?

E a nulla, a nulla sono valsi i tentativi di dirle che la scoperta che Babbo Natale non esiste è un segno di intelligenza, che la perdita della magia è compensata dal nuovo piacere di partecipare alla scelta dei regali per tutti, che – come scrivevo l’altro giorno – per ogni obiettivo raggiunto si perde qualcosa.

A nulla è servito raccontarle che ancora oggi io scrivo le lettere a Babbo Natale, come fatto simbolico e che in fondo saranno la fede e la speranza a regalarci ancora la magia.

Tutto inutile.

Un pianto a singhiozzi, la perdita dell’innocenza.

A letto, con gli occhioni ancora gonfi e le guance solcate di lacrime, l’elemento raziocinante e speculativo ha avuto comunque il sopravvento: mamma, ma se un bambino resta orfano dei genitori prima che lo informino, rischia di credere a Babbo Natale per tutta la vita?

Ho risposto sì, e che a volte non era nemmeno necessario restare orfani.

E questa, credetemi, questa non era un bugia.

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40 Risposte to “L'uccisione di Babbo Natale”

  1. didolasplendida Says:

    ma allora sta scrivendo a babbo natale?

  2. Gemisto Says:

    Io hai miei figli non ho dovuto dir loro nulla. L’hanno saputo crescendo e facevano finta di continuare a crederci per incassare i regali.
    Che para…. 😉

  3. riccionascosto Says:

    (meno male che in Sicilia i regali li portano i morti… che quelli, almeno, se non esistono sono esistiti).

    Ma poi questi lutti si dimenticano. Almeno, io non ricordo più neanche se ci ho creduto, o come ho scoperto che non era vero. Forse perché in parte ci credo ancora?

  4. Modesta Says:

    🙂

    solo un dubbio, bevi il VINO che lascia tua figlia?

  5. giorgi Says:

    Pensa che io le organizzavo finte telefonate a Babbo Natale… Saranno state queste a farle sgamare il trucco?

  6. HangingRock Says:

    Mammamia, e che dispiacere per questo fatto.
    Forse potresti dirle che babbo natale non è una bugia, ma un modo di chiamare chiunque faccia trovare regali-sorpresa sotto l’albero alle persone a cui vuole bene.
    Che non esiste UN babbo natale, ma ne esistono miliardi. Anzi, che proprio ieri sera ne è nato un altro che porta il suo nome.
    Che lei non ha un solo babbo natale, ma ne ha almeno quattro o cinque, che non desiderano altro che renderla felice.
    Che ognuno ha (ed è) tanti babbo natale quante sono le persone a cui vuole (e da cui è voluto) bene.

  7. BellaLu Says:

    il mio “piccolo” si è comprato una chitarra elettrica su internet. Ci ha messo 3 mesi a sceglierla, e anche di più a mettere via i soldi necessari. L’altro giorno è arrivata, spezzata all’altezza delle chiavi, tutte le corde penzoloni. Erano anni che non lo vedevo piangere.

  8. dirtyinbirdland Says:

    ciao FLou 🙂 grazie di passare nonostante le mie discontinuità di questo periodo– magari in privato– buona giornata, invece, qui

  9. essenziale Says:

    Tu, per sto’ fatto della mamma socratica, meriti un bacio.
    Forte fortissimo.

  10. Flounder Says:

    essenziale, Socrate fece una brutta fine
    (io poi il bacio lo metto là, dentro a quel salvadanaio famoso…)

    maiko, ma figurati. qua la discontinuità ormai è regola.

    lu, ma tu gliene fai portare un’altra da Babbo Natale, vero?

    dido, la fotina l’ho vista solo oggi
    (questa bambina con nonna telematica la vedo assai a rischio)

    hanging, e secondo te non gliele ho dette, tutte quelle cose là? ma niente: la creatura è cartesiana.
    (però poi ieri si è rifatta ampiamente secondo la teoria canettiana della spina nel fianco, andando a spiattellare la verità alle ancora ignare compagne, motivando la veridicità dell’affermazione in modo esilarante: me lo ha detto mia mamma, che sta studiando cose difficilissime sui mercati e sui supermercati)

    giorgi, in effetti quello è rimasto l’unico punto oscuro di tutta la faccenda: l’anno scorso il 24 era in ufficio con me e un collega la chiamò al mio telefono spacciandosi per il Babbo.

  11. Flounder Says:

    modesta.
    ma insomma 😀

    riccio, e non lo so mica se si dimenticano questi lutti.
    prendi il fatto del Principe Azzurro, per esempio: non ci si dà pace per tutta la vita

  12. Modesta Says:

    concordo il Principe Azzurro è come il senso di colpa del peccato originale e il “donna tu partorirai con dolore” ti segna a vita!

  13. essenziale Says:

    Sulla brutta fine di Socrate direi che è meglio subire ingiustizia piuttosto che farla!
    E pe’ sapè ma cherè stu’ famoso salvadanaio? (la dottrina del sapere di non sapere)

  14. Flounder Says:

    essenziale, tu con l’età ti stai ‘nzallanendo.
    quello là, quelllo dove si mettono tutti i baci virtuali e poi a Natale li puoi scambiare con una macchinetta gaggia, un navigatore satellitare, un pulcino fucsia o una slinguazzata nell’orecchio 😀

  15. riccionascosto Says:

    Sul Principe Azzurro concordo; ma il lutto natalizio si scorda, sì. Altrimenti non si lascerebbe mai provare, ai propri figli. Se invece tu all’ottenne hai propinato il Principe Azzurro, mi ritiro in buon ordine (malgrado le borchie, con i sadici non discuto, è più saggio).

  16. essenziale Says:

    Flò Flò, nun è l’età. Io so semp stato ‘nzallanuto!
    Però se uno mi ssscpiega io poi capisssco!
    E a proposito, pe’ sapè, ma cherè stu’ fatto nell’orecchio?

  17. Flounder Says:

    niente, essenzia’, niente. teniamo una certa età. so’ cose per giovani d’oggi, quelle.

  18. Modesta Says:

    sul Principe Azzurro mi pare i pareri siano concordi all’unanimità.

  19. essenziale Says:

    Ma a me quanto mi piace quando un blog prende l’avviata della chat…
    Che poi pure la chat è cosa per giovani d’oggi…

  20. 8e49 Says:

    ma i biscotti li mangiavi tu davvero? 🙂
    io, ci pensavo giusto qualche giorno fa, non riesco a ricordarmi quando ho smesso di credere a babbo natale.
    un bacio (che natale si avvicina)

  21. Flounder Says:

    no, france’, a te te la posso dire la verità: li mangiava Babbo Natale.
    il vino invece lo finivo io, che lui è astemio
    (organizziamo una mega tombola con tutti i bimbi?)

  22. Flounder Says:

    essen, mi stupisco di te: la chat è una cosa depravata. è il Demonio.

  23. essenziale Says:

    Flò Flò, ma tu non ti devi mai stupire di me!
    Che prima o poi mi appaleso… (la storia del chi song’io e chi si’ tu, del KKB, meglio ricordartelo perché hai una certa età)
    Per la precisione parlavo del blog che, nei pomeriggi in cui uno si ammazza di lavoro, si trasforma in una sorta di chat.
    E poi non so chattare, però adesso che mi spieghi della cosa depravata…

  24. Flounder Says:

    senti, essenz, tu stai facendo basse illazioni. come se uno qua non ci avesse niente da fare e si desse alla chat.
    e invece qua si sta combattendo con la Tap e lo sciopero Alitalia, col brutto carattere dei coniugi Nogueira, con il ripasso di tutte le normative che sostengono l’internazionalizzazione, con i fondi di venture capital e per finire, con Buràn 4 e i suoi contributori.

    nella chat ci sono gli omaccioni con le webcam e tutte quelle cose là.
    e poi zu mi ha spiegato che è anaerobica, che tra leggere e scrivere in fretta vengono gli attacchi d’ansia e si sta col fiato sospeso e questo può provocare disturbi digestivi, palpitazioni e colite spastica.

    e appalesati, jà.
    mo’ ci vorrebbe un caffettuccio.

  25. Carlyssima Says:

    io un po’ ci credo ancora a Babbo Natale.
    E’ il buono che è in noi.
    🙂

  26. CarusoPaskoski Says:

    Lasciami un po’ dei biscotti allo zenzero.

  27. aitan Says:

    dille per favore che non me lo dica a me che babbo natale non esiste, che sua made glielo ha detto, che sua madre dice sempre la verità… perché io ho sempre creduto che babbo natale esiste e c’è, che babbo natale sono io, che a natale nelle notti di insonnia…

  28. amelia1 Says:

    sai cosa? ho letto nella biografia di una scrittrice una cosa che mi ha illuminato. almeno a me.
    diceva che aveva odiato sua madre perchéle aveva tolto, da atea, la possibilità di credere e di demolire poi, l’invisibile. il mistero. o di recuperarlo. così.

  29. Flounder Says:

    carly, anche io ci credo.
    ieri sera per di più mi ha mandato una mail con le sue foto.

    caruso, ma come fai a sapere che sono gli unici biscotti che mangio? ma siete tutti del KGB in incognito, qua? mi sento sotto osservazione, mo’.

    aitan, la grande tenerezza è stata un’altra. dopo i pianti, dopo la delusione, alla fine una domanda: mamma, dimmi almeno che la Befana esiste.
    volvo dire: sì, eccomi.
    invece ho assunto una gravità estrema e ho detto: ebbene sì, lei esiste 🙂

    amelia, questo è un punto molto interessante e delicato. è stato il mio dilemma circa la scelta di farle o meno frquentare il catechismo, ad esempio. io ne avrei fatto volentieri a meno, memore di tutti i racconti colpevolizzanti e orrorifici che avevo ricevuto.
    poi ho pensato che non fosse giusto, che una crescita sana passa appunto anche attraverso la conoscenza di altri punti di vista, ai quali decidere se dar credito o meno.
    e tutto sommato penso che sistematizzare i valori esistenziali entro la cornice dei dieci comandamenti, senza troppi fronzoli, non mi pare nemmeno così negativo.

  30. amelia1 Says:

    così la penso anch’io, fluond. e poi, ripeto, si tratta di un sistema di invisibilità con il quale si fa tutti i conti.
    così come gli orchi. e tutti gli esseri che da bambini ci hanno fatto paura ed attratto.

  31. Flounder Says:

    Excusez-nous, mais aujourd’hui en Italie c’est une journée de merde.
    Sorry, but today in Italy is a shit day
    Disculpen, pero hoy en Italia es un dìa de mierda.

    mi perdonino i portoghesi che non lo so ripetere nella loro lingua, ma mi sa che il concetto è chiaro

    (prove tecniche di rappresentanza istituzionale)

  32. aitan Says:

    Desculpem, porem hoje na Itália è um dia de merda (e que fiquei preso quase duas horas no tráfico).

    (Questo fatto della befana è troppo preoccupante. Come farai a fare outing ora? Bisognerà inventarsi qualcosa per giustificare la perseveranza nella menzogna e dare un senso alla finzione).

  33. aitan Says:

    m’è scappato un que insensato

  34. lupesio Says:

    I miei figli sono venuti a casa un giorno e mi hanno detto: “sei tu Babbo Natale!!”

  35. Effe Says:

    Ora, io ho un dubbio.
    Negli ultimi due anni, e questo sarà il terzo, alla mezzatte del giorno deputato impersono babbo natale, con tutti i necessari travestimenti, per la gioia di grandi e piccini.
    Come potrò mai dire che babbo natale non esiste?
    Son qui a dimostrare il contrario
    Esiste, ma per una notte sola all’anno.
    Una specie di co.co.co.

  36. Petarda Says:

    (io direi più co.pro: il progetto della notte di natale; macheffà, va in giro col pancione finto? ahahah)

  37. Flounder Says:

    effe, è disponibile anche alle trasferte?
    (vitto e alloggio pagati, cucina tradizionale e baccalà in varie tipologie)

  38. Effe Says:

    il pancione, è ovvio
    Metodo staniscoso, che credete.
    Disponibile alle trasferte, ma non si pretenda la puntalità della mezzanotte, che ci ho già un impegno

  39. anonimo Says:

    Ma siamo sicuri che non esiste?
    Per storicamente funziona così: prima c’era San Nicola, poi San Nicolaus, poi Santa Claus, detto oggi Babbo Natale.
    Beh io a un tizio che porta regali da mille e passa anni ci credo!
    Controllare qui:
    http://www.mostrasannicola.it/live/index.html
    E se glielo spieghi così a tua figlia?

    Là

  40. Flounder Says:

    Là?
    nel senso di…Là?
    (ma che è? un diminutivo?)

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