Arbeit als Beruf? Arbeit o Beruf? Boh

Succede che qualcuno che non conosco mi chieda che lavoro faccio. Allora lì è semplice: gli dico che mi occupo di fiere e convegni e finisce subito.

Poi capita che qualcun altro, qualcuno che conosco meglio ma non troppo, come dei conoscenti con scarsa frequentazione o lettori del blog, un giorno mi chiedano in dettaglio: ma tu, proprio precisamente, che lavoro fai? La rappresentante, la guida turistica? La formatrice? L’hostess? La procacciatrice d’affari?

E’ che proprio precisamente non lo so nemmeno io.

Ci pensavo ieri sera, dopo aver tentato di spiegare a mia figlia le basi elementari dei processi di merchandising, ossia perché gli ovetti kinder e tutte le schifezzuole alimentari si trovano sempre alle casse dei supermercati e come si può combattere la globalizzazione cattiva portandosi al cinema il pop-corn fatto in casa anziché pagarlo in situ sei euro.

Mamma, ma tu precisamente, che lavoro fai?

Ecco, potevo mai rispondere alla creatura che faccio il lavoro più antico del mondo?

Marchette.

Sì.

Però d’alto bordo.

Marchette internazionali, clientela raffinata ed esigente.

Per darci un tono diciamo marketing territoriale, come quelle altre là che scrivono massaggi e bagno turco invece di.

E’ un mestiere difficile, lo so. Ma è il mestiere che ho scelto e che ancora oggi, dopo tanti anni e tutti gli inconvenienti del caso, mi dà piacere. Lo dico senza pudore.

Un mestiere non esente da rischi professionali, primo fra tutti la costante esposizione al SIDA (Sindrome da Intelletto Deficienza Acquisita), facilissimo da contrarre quando hai a che fare sistematicamente con portatori di SIDC (Sindrome da Intelletto Deficienza Congenita), madre di tutte le patologie.

Un mestiere che spesso non conosce sabati e domeniche, che sacrifica i giorni festivi al soddisfacimento del cliente di turno.

Le puttane governative devono dire sempre di sì, a uomini e donne, anche a interi gruppi. E’ il loro ruolo, sono pagate per questo. Accettare proposte, suggerire nuove possibilità, insegnare qualche trucchetto ai più inesperti, prodigarsi oltre le prestazioni richieste. Custodire nel segreto dell’alcova professionale le confidenze di imprenditori, amministratori locali e commercialisti.

Ho clienti occasionali e habitué. Mordi e fuggi e lunghe relazioni di servizio.

Periodicamente mi aggiorno – anche nel nostro mestiere serve – affidandomi al Kamasutra dell’esportatore  e al Tantra del buyer, due antichi manuali carichi di saggezza. Da alcune settimane sono ferma sullo studio e la pratica della posizione del Piggy Back e su quella della Penetrazione Commerciale Trasversale.

E’ che a una certa età non c’è più l’elasticità di una volta, le giunture sono meno flessibili, le sinapsi pure.

Ma il mio lenone è impietoso, ha deciso che ho la stoffa da maîtresse e che non posso sottrarmi alle mie responsabilità.

Eppure non pensate che non abbia un cuore, no.

Come tutte, sogno l’amore. Qui, chiusa nel bordello di Stato dal quale è difficilissimo fuggire, dove benché non ci sia lusso veniamo comunque protette dalla precarietà della strada,  coltivo la fantasia di qualcuno che verrà un giorno a prendermi per farmi sua, liberandomi dalla schiavitù del badge e riscattando il mio TFR.

Lo guarderò negli occhi e gli dirò: la mia tariffa giornaliera è di 360,00 euro IVA del 20% esclusa. Ma per lei posso fare un’eccezione.

Poi mi accorgerò che è Hanging Rock, che come me condivide questo destino di cortigiana aziendale e insieme fuggiremo lontano.

Forse apriremo un ristorante cinese, forse una milonga.

Lontano.

Magari su Second Life, dove potremo rifarci una vita cancellando il nostro passato.

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28 Risposte to “Arbeit als Beruf? Arbeit o Beruf? Boh”

  1. Carlyssima Says:

    mi piace la tua idea, mi piace molto.

  2. essenziale Says:

    Flò Flò, c’è chi alla tua età

  3. essenziale Says:

    Flò Flò, c’è chi alla tua età deve essere flessibile.
    Altro che giunture e sinapsi rigide.
    Sarà pure una marchetta ma TFR (o TFS se trattasi di bordello di stato) ti vengono riconosciuti.
    E non dirmi che per questo fantastico lavoro hai saltato anche il workshop a materdei!

  4. Flounder Says:

    ancorché non comprenda bene la differenza tra tfs e tfr, so per certo che il mio è un tfr.
    forse perché è un postribolo parastatale.

    ma veniamo a noi, omino del kgb: ma tu che ne sai, tu, dei fatti di materdei?
    (ebbene sì, ho saltato il workshop, in nome della ragion di Stato. avevo un’orgia…ehm…una delegazione incombente)

  5. fuoridaidenti Says:

    360 al giorno sono pochi. anche se para statale. nessuna eccezione (e possibilmente a nero sient’a mmé)

  6. fuggevoleombra Says:

    splendido.

  7. sambigliong Says:

    epoca saldi quando?
    (sto mettendo da parte…)

    scherzi a parte: complimenti, ché è bello leggerti.
    mi presti un po’ della tua ironia?
    r.

  8. essenziale Says:

    Ma com’è che vi esprimete voi parastatali: ancorché non comprenda…
    Sarà pure un postribolo ma dal forbito lessico!
    E poi omini saranno quelli che frequentano cotali case di tolleranza.
    Noi al kgb (sto pensando ad un possibile acronimo) siamo di una certa altezza…
    Ed infine: da levante a ponente conosco il territorio partenopeo come le mie tasche e conseguentemente i frequentatori abituali di quei luoghi. Esclusion fatta (scrivo così ma non sono parastatale) per la periferia est che avrei intenzione di visitare dopo aver letto un libercolo sulla esperienza del progetto Chance. Commovente ed irritante insieme.

  9. cybbolo Says:

    l’avvenire è a oriente e bisognerà apprendere i segreti del massaggio thailandese e le finezze geishiche di yokoama…
    gli esami, proprio vero, non finiscono mai…

  10. Flounder Says:

    remo,
    qua se non avessimo l’ironia saremmo sprofondati da un pezzo. è l’unico antidoto che conosca contro il raffreddore, il caro vita, le delusioni amorose e quant’altro.
    (ammetto che però non funziona per le rughe e la disperazione del tempo che passa)
    per quanto riguarda i saldi, nisba.
    possiamo vedere di contrattare magari per qualche servizio in convenzione, valido solo per Grandi Clienti.

    essenziale, non girare intorno alla questione, distraendomi con i ragazzetti e la dispersione scolastica. tu avresti potuto dire: fuorigrotta, maria cristina di savoia, galleria umberto, materdei e altri due o tre posticini.
    invece hai detto proprio materdei.
    ma che fai?
    mi spii?
    mi segui?
    mi filmi?
    essenziale, dimmi tutta la verità: ma tu per caso tratti i miei dati sensibili?

    mauTo, pare statale. poi va’ a capi’. chissà di che morte moriremo.

    cybbolo, le geishe di yokohama hanno fatto il loro tempo. sono mature. come quelle americane, tedesche ed europee tutte.
    mo’ ci dobbiamo difendere dalle cinesi, che hanno le palline dell’amore e tutti quei fatti là.
    per non parlare delle azere, le turkmene, tutte specializzate nel settore energetico (capisci a ‘mme)

    fuggevoleombra, grazie.
    quello della meretrice globalizzata è un lavoro duro, ma qualcuno dovrà pur farlo.
    e come risposi quella volta a un signore che mi chiese quale fosse il suo foro competente: caro signore, mi informerò. sappia, in ogni caso, che non è il mio.

    perché a tutto c’è un limite, eccheccazz’!

  11. essenziale Says:

    essenziale, dimmi tutta la verità: ma tu per caso tratti i miei dati sensibili?

    dato che sono sensibile voglio rivelarti il segreto

  12. Flounder Says:

    dunque sai anche cosa ho mangiato a cena domenica sera?

  13. scrivana Says:

    Arbeit ohne Beruf
    weder Arbeit noch Beruf

  14. Effe Says:

    (e mo’ chi è questo Beruf?
    Non giocava centravanti nel Milan, qualche anno fa?)

    Ma poi non vi preoccupate per il TFR.
    Quando andrete ad aprirne la scatola, troverete un paio di marenghi arrugginiti e fuori corso, amen.

  15. cf05103025 Says:

    Datosi il caso che compresi l’ironia, per motivi insiti al presente mio caso pattologico,
    per appunto non afferrai,
    cioè che caspita di lavoro fa lei,
    a me non mi interessa,
    eccetto che no mi voglia fregare con l’ennesima cassetta di mele marce,
    che ne ho le scatole piene, intendasi contenitori in cartone, ripiegabili ed impilabili.

    In ultima analisi:
    lei venderebbe cartoni a triplo strato anche usati?
    Io acquisterei purchè no marciscenti, che rivendo a bangladeshini.
    Ecco.
    Facciamo pure scarpe finte.
    grazie.
    A uno ci abbiamo fatto le scarpe vere, anche.

    MarioB.

  16. anonimo Says:

    I sabati e le domeniche li puoi trovare in vendita a buon prezzo da Weeks, sulla settantunesima.

  17. Flounder Says:

    e i giovedì grassi?
    e i martedì in albis?
    e le antivigilie di natale?

    compro tutto in stock.

  18. Zu Says:

    Il venerdì del villaggio, quando la donzelletta va a far la spesa al minimarket all’angolo.

  19. anonimo Says:

    Rivolgiti a Calende’s, del quale credo ci sia un reseller anche a Benevento.

  20. anonimo Says:

    Il villaggio del venerdì, quando la spesa va a far la donzelletta all’angolo del minimarket.

  21. Flounder Says:

    sta per iniziare la fase di commento demenziale?
    ditelo subito, che mi adeguo 🙂

    (che sto stressata, mi devo sfogare)

  22. egovirtuale Says:

    Ah beh, se la metti così, finisce anche.

  23. Flounder Says:

    tanto lo sapevo che eri tu.
    mi sei mancato.

  24. egovirtuale Says:

    Non dire così, bucherai il monitor col naso.

  25. Flounder Says:

    meglio col naso che con le corna.
    in ogni caso è a distanza di sicurezza.
    (ma perché non mi si prende mai sul serio quando dico le cose serie?)

  26. egovirtuale Says:

    Book her ray.

  27. egovirtuale Says:

    Non lo so, chiediamolo al dubbio.

  28. sabrinamanca Says:

    Io sarei interessata alle 360 più iva e al lato piacevole del “mestiere”…sui pop corn siamo addirittura in simbiosi!

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