Se non puoi convincerli, confondili. Appunti di contabilità .

Ma veniamo dunque all’ultima parte di questo studio, quella più ostica. Son giorni che guido e intanto parlotto al volante, cerco di fissare concetti astrusi in modo apparentemente sensato.

Mi interrogo da sola.

E siccome sono onesta, mi faccio le domande alle quali non so rispondere.

Poi attivo una zona di disonestà intellettuale e mi esercito a svicolare la questione provando a imbastire un discorso che distragga l’interlocutore da ciò che non so, per infilarci quello che invece so.

C’è una cosa che so per certo: gli uomini vivono per sovrapposizione, le donne per confronto.

Gli uomini semplificano, le donne complicano.

Gli uomini impilano, le donne sparpagliano.

Tranne che a casa, dove in genere avviene l’esatto contrario.

Ora, non voglio farne una regola universale, ma anche negli edipi tardivi il metodo è simile: gli uomini cercano la mamma (e spesso la trovano), alla quale far aderire l’amata con il minor scarto possibile, le donne fanno confronti tra l’amato e il padre e ragionano sulla forbice.

Lo so che qua si apre la polemica, ma d’altronde le catalogazioni sono un fatto soggettivo. Ognuno ha le sue, alle quali è affezionato come la copertina di Linus e può abbandonarle solo nel momento esatto in cui si dà conto che anziché una facilitazione, sono diventate una prigione

Vabbè, allora dicevo dello studio.

La contabilità.

Ci sono cose che posso imparare solo se riesco a snaturare, a trasformarle e riformulare in un modo più adatto e congeniale a me.

Ci ho girato per giorni intorno all’argomento, per trovare una forma che mi fissasse indelebilmente i concetti chiave. Adesso ci sono, più o meno. Più sul meno che sul più, onestamente.

Il bilancio si compone di tre documenti: Stato Matrimoniale, Conto Ergonomico e Nota integrativa.

Lo Stato Matrimoniale è quel documento che fotografa la realtà in un dato momento, fornendo un quadro di stock e non di flusso. E’ formato da due sezioni: in una ci sono le attività, in una le passività.

Il totale delle due sezioni deve essere uguale.

La partita doppia è dunque quel metodo che permette di non rilevare esperienze negative, ma di considerare comunque che tutto fa parte di un unico calderone in cui ciascuno ha le sue responsabilità. Per esempio: quando il marito prende l’iniziativa e la moglie si sottrae lamentando il mal di testa, l’annotazione viene riportata contemporaneamente nelle due colonne, senza utilizzare simboli negativi. A maggiore attività corrisponde maggiore passività. Per diminuire la passività si può lavorare diminuendo le attività.

Si ricorda che l’aumento di attività determinato da passività o finanziamenti esterni non riportabili in bilancio è reato.

Il Conto Ergonomico è invece quel documento che rappresenta la situazione di flusso e il processo di formazione del risultato complessivo, quello che viene poi sintetizzato nello Stato Matrimoniale, ossia l’impiego di risorse, le destinazioni, i costi, i ricavi, le comodità e le scomodità, i benefici, i dispiaceri e tutti i fatti straordinari.

Se alla resa dei conti si sta più comodi che scomodi, il Conto Ergonomico è in attivo. In caso contrario è in passivo.

La Nota Integrativa vi spiega nel dettaglio tutto quello che non capite. Se poi lo capite, me lo spiegate pure a me.

Ma attenzione: da qui le cose si complicano, per la presenza di Ratei e Risconti.

I ratei e i risconti altro non sono che le Aspettative e le Abitudini.

Osserviamo i Ratei, innanzitutto.

La caratteristica principale è di essere presunti, potenziali, ma al tempo stesso di essere considerati come quote attese di qualcosa già maturato. Qualcosa che dunque ci spetta o che ci si aspetta da noi.

Sono valori di integrazione, nel senso che vanno a completare e compendiare ciò che già abbiamo o che ancora non abbiamo.

Infine, variano in base al tempo.

I Risconti, per contro, sono delle rimanenze.

E’ ciò che resta anche quando ormai è finito tutto. Si riferiscono a gioie o dolori non ancora maturati e che forse non matureranno mai.

E’ la permanenza ostinata in una quotidianità, in un’abitudine forzata. Il costo già sostenuto per desideri non ancora realizzati. In un certo senso, vista dal lato positivo,  la scorta, la sedimentazione di qualcosa che ci permette di sopravvivere e andare avanti.

Più o meno dovrebbe essere questo. Più o meno. Ho le idee confuse. Assai.

Che tristezza, ‘sta contabilità. Proprio non ce la  faccio, no.

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31 Risposte to “Se non puoi convincerli, confondili. Appunti di contabilità .”

  1. EmilyCalmady Says:

    In una parola, geniale. Rivaluto il mio lavoro, eh!

  2. anonimo Says:

    Non ci ho capito un cazzo. Ma il pezzo mi sembra buono.

  3. anonimo Says:

    e pensa che senza averci mai voluto capire nulla ho realizzato programmi a vagonate che permettessero la stesura dei bilanci 🙂

  4. sabrinamanca Says:

    Tu dovresti insegnare contabilità, credi a mme, una lezione magistrale! Ovviamente se non morirai di noia prima.
    Coraggio!(come dice mia zia)

  5. Flounder Says:

    riflettevo sul fatto che se riesco a pormi domande su cose che non so vuol dire che so di non sapere.
    dunque in un certo senso so.
    socraticamente aiuta molto.

  6. CarusoPaskoski Says:

    Vorrei essere ammortizzato per mano tua.

  7. Flounder Says:

    azz…mi ero scordata degli ammortamenti.

    è evidente che le quote di ammortamento, che vanno iscritte nella colonna delle attività, si riferiscono all’acquisto di donne e uomini oggetto, per loro stessa natura passivi.

    ‘sta contabilità non fa una piega 🙂

  8. aitan Says:

    Mi stavo divertendo così tanto, mi confrontavo col testo, riflettevo su questa teoria della differenza che mi assilla e consola da anni, poi è apparsa quella parola tronca – con-ta-bi-li-tà – e non ci ho capito più niente. A me i conti non tornano mai, anche se spesso il saldo è amio favore, credo.

  9. cf05103025 Says:

    Ma scusa, Flòu,
    e se poi di brutto alzano il tasso di sconto per cui nella duale ditta suddetta, per scompenso epocale, o borsistico o internazionale,
    a uno glie lo alzano e all’altro no?
    Cioè a uno gli va giù il pil,
    e all’altro gli salgono alle stellei valori dei fondi lussemburghesi.
    Ecco, magari lei, quella dei fondi, parte per Macao e va a impacioccarsi con quel tale gangsterman cinese che ha comprato gioni fa un tartufo per $ 330.000.
    Non c’è giustizia.

    MarioB.

  10. marcaspio Says:

    Gli uomini vivono per sovrapposizione. ci sto riflettendo, ma mi sembra una cosa giustissima già da adesso.
    .
    .
    .bella assai la tua voce nel finis terrae.

  11. Flounder Says:

    mario, uno dovrebbe sempre chiedere, di primo acchito: scusi, ma lei ha le plusvalenze o le minusvalenze?
    e poi si regola di conseguenza, ecco.

    poi per gli studenti del corso avanzato c’è una dispensa importantissima sul lato oscuro della contabilità.
    parla della differenza tra contabilità ordinaria e anal-itica.
    la prima si occupa solo di cose che entrano ed escono e del momento autorizzativo.
    la seconda invece approfondisce natura, destinazione e responsabilità circa l’utilizzo delle risorse.
    (sebbene alcuni economisti la ritengano un po’ contro natura)
    ma son cose un po’ osé, non è che ne possa parlare così davanti a tutti.

  12. Flounder Says:

    grazie, alessio.
    in un’altra vita vorrei fare a meno della contabilità e lavorare alla radio.

  13. riccionascosto Says:

    Oh, vedi che alla fine ratei e risconti te li ricorderai?
    (ma poi guarda che la contabilità allegra c’è. Solo che è roba da galera…)

  14. Flounder Says:

    oggi ho cercato di concupire il ragioniere dell’ufficio perché mi rivelasse i suoi più intimi segreti.

    fammi una fattura, scorporami l’iva, deducimi tutta.
    così gli dicevo.

    ma lui è un ragioniere serissimo, non m’ha degnato di uno sguardo. 🙂

  15. didolasplendida Says:

    i ratei e i risconti croce e delizia dei ragionieri
    dunque vediamo se mi ricordo
    i ratei sono debiti o crediti in corso di formazione
    i risconti sono costi o ricavi anticipati
    ma sai che all’enel mi chiesero i ratei e i risconti quando feci il concorso?
    forse devo a loro tutto il seguito….
    mo ratei e risconti a parte
    ccà ciamma verè!

  16. cf05103025 Says:

    m’hanno tagliato il tasso di sconto,
    sto senza plusvalenza,
    cado in orrida decandenza

  17. VENTODITERRA Says:

    Flou cara … vogliamo parlare della freudiana dimenticanza dei Conti d’Ordine ???

  18. Flounder Says:

    non si fa così il sabato pomeriggio, no. non è bello, non è corretto. 🙂
    io non so nemmeno cosa sia un Conto d’Ordine, non l’ho mai sentito nominare.

    perché mi date inutili preoccupazioni?

    posso parlare di un argomento a piacere? 😀

  19. VENTODITERRA Says:

    Per l’art. 2424 c.c.: “in calce allo stato patrimoniale devono risultare le garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi tra fideiussioni, avalli, altre garanzie personali o reali, ed indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate, nonché di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di queste ultime; devono inoltre risultare gli altri conti d’ordine”.

    Insomma gli indicatori di impegno e di fiducia … detto questo, come ben sai, puoi parlare di quel che vuoi, tu …

  20. Flounder Says:

    ci sono.
    Conti d’ordine afferenti allo Stato Matrimoniale:
    l’album di foto del giorno del sì
    polizza vita intestata al coniuge
    attestato di comunione dei beni
    impegno finanziario verso il consulente di coppia.

    (pure va a finire che se mi chiedono queste cose, io rispondo così. poi dico che è colpa vostra 😀 )

  21. Flounder Says:

    comunque stamattina ho trovato una dispensa favolosa di un professore universitario che è peggio di me.

    testualmente scrive: la formulazione di un budget corrisponde a imparare ad andare in bicicletta o a pilotare un aereo, secondo le dimensioni aziendali.
    l’esercizio corrisponde al guidare gli stessi.
    il controllo di gestione a verificare di aver tenuto la rotta o essere rimasti nella pista ciclabile.

    lo Stato patrimoniale è la foto-ricordo di quando vi hanno regalato la bici e ci siete saliti
    il Conto economico il riepilogo di tutte le cadute, le sbucciature e le forature, insieme ai chilometri percorsi e i paesaggi visti.

    come amo la gente che semplifica e chiarisce.

  22. cybbolo Says:

    amo catalogare uomini e donne con metri di giudizio estemporanei e anomali, per poi fare (mascolinamente o femminilmente?) classifiche e comparazioni darwiniane o lombrosiche.
    e quindi stilo elenchi sulla base dell’alitosi o del canino prominente, se voglio mantenermi sul fisico, oppure sull’uso di parole composte e citazioni vernacolari, nel saggiare esibizionismi e narcisismi vari, o altro ancora di assolutamente atipico.
    scusa lo spazio rubato, nella considerazione che raglio d’asino non va in cielo…;-)

  23. Carlyssima Says:

    Il Rateo è sempre stato il mio sbalio, li sopravvaluto e l’anno dopo mi accordo che non integrato ricavi ma solo gonfianto le poste attive.

  24. aitan Says:

    (che poi a me questa cosa di patrimonio che viene da papà e matrimonio che viene da mammà m’ha sempre incuriosito)

  25. sarmigezetusa Says:

    Il titolo vale 100 post. Anch’io faccio così.

  26. sambigliong Says:

    oggi ho cercato di concupire il ragioniere dell’ufficio perché mi rivelasse i suoi più intimi segreti.
    fammi una fattura, scorporami l’iva, deducimi tutta.
    così gli dicevo.
    ma lui è un ragioniere serissimo, non m’ha degnato di uno sguardo

    magari è timidezza.
    magari c’aveva l’ansia da.
    penso che potresti insistere.
    così da raccontarci, poi.

  27. FiocoTram Says:

    >Gli uomini impilano, le donne sparpagliano.

    Io una settimana impilo, l’altra sparpaglio.

    >Che tristezza, ‘sta contabilità. Proprio non ce la faccio, no.

    Come si dice in questi casi, meglio a te che a me;P

  28. zaritmac Says:

    Premetto che mi gira la testa. E non sto nemmeno in pista. E’ proprio che a me i conti, i numeri, le rimanenze, le valenze, le plusvalenze, le minusvalenze, le mediovalenze mi mandano il cervello in tilt. Poi che mi scappa da ridere a immaginarti al volante che ti interroghi. Tu a me me fai murì! Sugli uomini che impilano non so. Ma che impalano, oh, quello sì. E delle donne che sparpagliano nemmeno, ma che sbarbagliano, sì. Quello sì. Che alla fine, vedi?, fetta di capogiro mi giro a guardare i bilanci e ignorare le bilance e alla fine mi pare che tra i dare e avere c’è sempre una terra di nessuno dove impazzano i deisderi, quelli veri, quelli che nessuno colma mai. Insomma, forse che io sia, e sono, una nota a margine, una nota a parte?

  29. zaritmac Says:

    e.c.: fatta di capogiro; ma fetta nemmeno era male, no?

  30. anonimo Says:

    Mai capito niente di queste faccende. La mia procedura è sempre stata quella di aprire, la mattina, il borsellino e vedere cosa c’è dentro, oggi. Questo è quanto sono ricca, oggi. Se sono ricca un’aragosta, bene, se sono ricca un ghiacciolo bene lo stesso (non alla menta).
    Il bello di questo sistema è che non puoi essere mai in passivo: mal che vada il borsellino è vuoto, non può essere in negativo, non può essere in rosso.
    (Quanto all’impilare, non so. Secondo me c’è anche l’allineare, che non è né sparpagliare né mettere una cosa sopra l’altra, che mi si confà di più).

  31. amelia1 Says:

    pensavo che i commercialisti non potevano entrare in queste stanze. invece.
    invece sarebbero indispensabili. al posto di beceri psicologi, magari.

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