XX, XY. 1, 2, X.

Le mie amiche – quelle che mi conoscono da sempre e anche quelle che se il tempo è minore tuttavia è come se – mi hanno riempito la casella di posta con l’articolo apparso oggi su Repubblica, quello secondo il quale gli scienziati inglesi stanno brigando per ricavare seme fecondante dal midollo spinale femminile.

E qua il mio sessismo ha raggiunto il picco massimo della storia, anche a seguito della terrificante notizia – apparsa un paio di giorni fa – sulle aziende giapponesi che offrono un tot (da uno a più, secondo l’età) di giorni di assenza giustificata dal lavoro in caso di patimenti amorosi.

Il che, da un lato, mi pare un fatto sacrosanto, visto che di mal d’amore si soffre, almeno e anche più di quanto si soffra di dolori mestruali, ma d’altro canto mi fa rabbrividire, in quanto non è prevista una quota azzurra su questa forma di tutela, il che spalanca tutto un mondo di riflessioni che vi fate da soli, come compiti per il fine settimana.

Ma torniamo al fatto degli scienziati inglesi, il cui operato non è altro che la traduzione, in termini di ricerca, di quanto da anni vado affermando, ossia che in natura non esistono uomini e donne, maschi e femmine.

Esistono femmine e femmine mancate.

Femmine e femmine incomplete.

Femmine e femmine imprecise.

(Il secondo termine di ciascuna diade si riferisce a ciò che – comunemente, per praticità e abitudine inveterata – chiamiamo uomini)

Qualche sera fa mi sorbivo le ire di uno dei miei più assidui compagni di tango, l’avvocato. Quello che mi fa i cazziatoni, per intenderci.

Il topos era il fatto delle quote rosa, che secondo lui sono una vergogna dell’umanità, uno scempio, un’offesa all’intero genere femminile, trattato come una composizione di minus habens che hanno bisogno di essere sostenute a monte, in via di principio, e non nel rispetto delle reali capacità.

Il che, da un lato, in via di principio, appunto, era giusto. Ma in via di fatto non lo era proprio per niente, in un paese in cui le donne sono ancora sottopagate, non accedono serenamente a posti chiave, e quando lo fanno vengono sistematicamente tacciate di essere andate a letto con qualcuno.

L’avvocato ce l’ha a morte con le donne, con quelle che ballano il tango, in special modo.

Sostiene che da quando la donna è emancipata, il tango non si possa più ballare, perché queste scellerate non seguono, non si abbandonano, mantengono troppa resistenza nella schiena e vogliono introdurre una parità che nel ballo no, proprio non ci azzecca. E come se non bastasse, queste disgraziate sono così anche nella vita intima. Che – lui sostiene – se almeno avessero la reale capacità di guidare, in pista come in camera da letto, uno le seguirebbe anche di buon grado, ma siccome è tutto un bluff, alla fine si perde questo, quello e  Mariastella.

L’avvocato sistematicamente mi acciacca le dita dei piedi, non lo so se lo fa apposta, con cattiveria, o se succede per caso.

Ma mo’ lasciamo perdere l’avvocato e torniamo al fatto degli albionici, proviamo a immaginare uno scenario fantasociale.

Anno 2000 e rotti, da un po’ di tempo le donne si riproducono da sole, tra una pastiera, un’ora di palestra,  l’accompagnamento della prole al catechismo e tutti gli altri fattarielli. Il pianeta è abitato da alcuni miliardi di femmine e poche centinaia di superstiti a cromosoma sbilenco.

Questi ultimi vengono tenuti in aree protette, simili a riserve, dove possono muoversi liberamente e dedicarsi ad alcune attività: la playstation, i campionati di zapping, qualche consiglio di amministrazione per gestire la mensa e poco altro.

Di tanto in tanto uno di loro si siede, raccoglie gli altri in cerchio e racconta antiche leggende, di quando uomini e donne si accoppiavano per generare i figli. Gli altri lo guardano e ridacchiano, si fanno segno alle tempie come a dire: è matto, e poi riprendono le loro attività.

Un giorno il più anziano dice: oggi vi racconto una storia.

Ma i giovani non ne hanno proprio voglia.

Lui insiste, con veemenza: oggi vi racconto di quando – ai miei tempi – si faceva la gara a chi ce l’aveva più lungo.

I giovani si siedono, inizialmente incuriositi, non riuscendo proprio a capire il senso di una simile competizione.

Il vecchio continua a raccontare, non senza un certo rimpianto,  di quando uomini e donne vivevano insieme, delle attività comuni, dei piaceri e dolori che ne derivavano. Ma niente, i giovani lo ascoltano senza alcun interesse, scalpitando per tornare alle loro attività consuete.

Alle sette la riserva chiude, le donne e le bambine in visita si affrettano all’uscita.

Le senti chiacchierare: l’hai visto quello con la barba?

Sì, e allora?

Non sembrava cattivo, e nemmeno aggressivo. Secondo te si può prendere in casa?

Per far cosa?

Boh, portare giù l’immondizia alla sera, per esempio.

Non è una cattiva idea…ma…hai visto quell’affare che aveva sotto la cintura? Visto che stranezza?

Sì, dev’essere un retaggio antico. Hanno anche i capezzoli:  un tempo, ma milioni e milioni di anni fa, forse allattavano.

Ma chi, quelli là?

Dici che non è possibile?

Mah, non lo so, non credo…ma secondo te com’è che si sono estinti?

Non lo so, proprio non lo so. Dev’essere stato un improvviso cambiamento climatico. Una cosa successa tanto tempo fa. Quando cadevano i governi e il Pil non cresceva più.

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31 Risposte to “XX, XY. 1, 2, X.”

  1. LovinGyOu Says:

    Salve!
    ti va uno scambio di link tra di noi?


  2. proteus2000 Says:

    Ma sì, andrà così: il secondo termine della diade, la femmina imperfetta, si estinguerà come il dente del giudizio. Oppure, chissà, scopriranno una cura ormonale miracolosa che trasformerà il sacco scrotale in un utero funzionante. Tanto il cesareo risolve tutto. Ma se il pseudofoemina non dovesse trarre alcun beneficio dal progresso della scienza – e dovesse invece, grazie al progresso delle idee, regredire a un ruolo sempre più marginale all’interno della società e della coppia – non potreste, invece che rinchiuderlo in una gabbia come il macaco che è, tenerlo nel sottoscala e utilizzarlo come bambolo gonfiabile?

  3. Dconzero Says:

    insomma…una sorta di pianeta delle scimmie ?!?
    e comunque da più ricerche è stato evidenziato che la crescita del pil (inteso come prodotto interno lordo e non come residuo di fatiche depilatorie) va di pari passo con l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e, soprattutto, con il ricoprire incarichi di alto livello, al di sopra del fatidico tetto di cristallo; il rapporto sulla strategia di Lisbona parla chiaro: l’Italia è l’ultimo paese in Europa, in un senso e nell’altro; altro che quote rosa, diglielo al tuo amico avvocato, qui ci vorrebbe l’intero pacchetto per ristabilire un po’ d’ordine, ché non si capisce perché noi ci dobbiamo fare un mazzo così…ed io sono sempre più convinte che nel meccanismo darwiniano c’è qualcosa che si è inceppato …

  4. HangingRock Says:

    vai oltre, vai oltre.
    anno 3000 e rotti. la supersollecitazione del clitoride in alcune tribù di femmine del sud, a sangue particolarmente caldo, determinerà un’evoluzione ipertrofica dell’organo. il pene risorgerà, e sarà stata la donna ad averlo ricreato.

    ti dico di più: tutto questo potrebbe essere già accaduto.

  5. anonimo Says:

    Io porto sempre la barba, e il pil cresce regolarmente.
    🙂
    Matteo

  6. pispa Says:

    io ci avrei paura, perché sono un’oca.

    perché credo che loro nella tribù con la play ci starebbero benissimo, aggiungi birra e spaghetti aglio e olio..

    però, mi dico pure, che li facciamo a fa’ i bambini?
    se non c’è n’omo, un marito, un amico, un ex compagno di scuola da maledire urlando in sala parto?
    da innamorarsi e per sei mesi continuare a dirsi “voglio un figlio da te” “no, sono io che voglio un figlio da te” eccetera..?

    è che io ci credo nell’amore, nella riproduzione no.
    è n’ata cosa! eh!

  7. Climacus Says:

    flounder ha il suo mito della caverna.
    brillante!

    (a proposito di ciò che afferma hanging rock potrei portare testimonianze, anche personali, sull’inefficacia in termini di misure dell’ipersollecitazione del pene, anche se, me ne rendo conto, la rinascita del pene tramite ipersollecitazione clitoridea, come tutti i grandi fenomeni evolutivi, potrebbe coinvolgere centinaia e centinaia di generazioni.
    Va detto inoltre che l’uomo della playstation tende a masturbarsi molto più rispetto al passato. [Riflettete sul concetto di intrattenimento]. Se l’ipersollecitazione funziona sia su clitoride che pene, nell’anno tremila gli ultimi esemplari di esseri umani a cromosoma sbilenco saranno cazzutissimi. Ciao.)

  8. arduous Says:

    signurì, voi non sapete che cosa non avete smosso in me co’ questa cosa del “…un tempo si faceva la gara a chi ce l’aveva più lungo…” che adesso mi fanno male i gomiti a furia di lucidare l’argentiera…

  9. melpunk66 Says:

    OT
    http://www.splinder.com/mediablog/rezzadefunno/media/15609678?context=album

  10. Flounder Says:

    mel, posso avere un futuro come animatrice da matrimoni

    ardusso, voi è inutile che vi sparate le pose (e oltretutto mi pare che avete pure aumentato le dimensioni della pecetta…che esagerazione)

    clim, caso mai ho il mito della taverna.
    (meno male che non ci arriviamo al 3000, sai che paura)

    pispa, io conosciuto gente che si innamorava e però voleva un figlio dal vicino
    (sarà che credo più nella riproduzione che nell’amore)

    matteo, e diglielo pure a bankitalia, questo fatto. forse è la soluzione per lo stallo salariale.

    hanging, quest’ipotesi è affascinantissima. la storia riscritta dalle donne prevederà che l’uomo venga ricreato da una costola?
    (seguono fantasie sulle possibilità di materie prime da usare per la creazione, tipo i peli avanzati dalle cerette e cose così)

    fornarina, il fatto del pil non l’ho buttato lì casualmente. è come il fatto della conflittualità sul posto di lavoro e l’aumento della produzione: ci sono studi, ricerche. solo che nessuno li legge.

    proteus (innanzitutto piacere e buonasera), sono contraria ai bamboli gonfiabili. si sgonfiano sul più bello, tocca avere sempre a portata di mano gonfiatori e toppe.
    riparliamone 🙂

    lovingyou, questo è un blog. mica l’album della panini.

  11. glider Says:

    bah, notizia tristissima. il rovescio della medaglia se non ricordo male er che pure gli ometti potrebbero ricavare i gameti mancanti dal midollo dell’osso.
    cribbio, non basta doversi radere sin dopo al trapasso, ci manca pure una vertebra o un femore con sindrome premestruale.

  12. melpunk66 Says:

    flounder
    lascia perdere, è un mestiere pericolosissimo

  13. Flounder Says:

    glid, la fonte. vogliamo la fonte.

    quanto pericoloso, melpunk?
    (ho un lungo trascorso giovanile come animatrice per bambini. quello è un mestiere davvero pericoloso, non ne resti indenne e a volte in sonno invochi erode)

  14. glider Says:

    le voilà!
    all’ultimo inquietante capoverso.

    http://tinyurl.com/2yfm9q

  15. Flounder Says:

    l’hanno scritto solo per farvi contenti 😀

  16. Effe Says:

    ma è una cosa mostruosa!
    Un mondo a parte per gli uomini, senza shopping estenuante e obbligatorio al sabato pomeriggio, senza suocere, senza collezione incontabile di stivali con tacco dieci che fuoriescono da ogni dove, senza biancheria da dover riporre per forza nell’apposito cassetto, senza fiction ogni santo martedì, senza proteste per le partite di calcetto alla sera, senza limite massimo al numero di amici che si possono invitare per una pizza improvvisata, senza pettegolezzi delle amiche delle amiche, e senza nemmeno i capolavori del genere chick lit?
    Mioddio, è una visione orribile, davvero orribile!

  17. Flounder Says:

    effe, ma lei mi è cromosomicamente affine!
    (e poi dopo la notizia del tacco dieci di questa mattina…ne vogliamo parlare?)

  18. glider Says:

    contenti?
    Oh myself! io dopo le distorsioni al ginocchio, traumi all’anca, affettate alle mani, ecc. di SPM al femore non ne voglio proprio sentir parlare!

    vade retro! avrete il mio midollo solo nell’ossobuco per il risotto.

  19. Flounder Says:

    tutto questo degenererà in una variante della sindrome di Kreutzer-Jacobs: il maschio pazzo

  20. glider Says:

    io già sgambetto.

  21. sphera Says:

    Oh accidenti. E io che pensavo che, dopo pillole spirali preservativi diaframmi e quant’altro si fosse una volta buona slegato il sesso dalla riproduzione, e si potesse fare amicizia coi maschi senza per forza pensare a come si fanno i bambini.
    Sarebbe un discorso lungo, lo so, ma io sulle quote rosa sono d’accordo con l’avvocato, mi sa.
    E un mondo tutto di donne mi pare un incubo agghiacciante. Quasi quasi preferisco la riserva: la playstation non mi affascina ma nemmeno mi disturba troppo, e potrei sempre presiedere il consiglio d’amministrazione della mensa.

  22. sphera Says:

    Devo i ricordarmi i tacchi a spillo, però, che il pavimento pelvico, si sa.

  23. Flounder Says:

    sono profondamente contraria agli esiti di questo studio, per un fatto puramente fisiologico, di muscolature antagoniste che – con il supporto del tacco a spillo – si contraggono e bloccano il bacino in anteroversione.
    più terra terra la gamba tesa impone una rotazione al bacino e determina una curva di iperlordosi. questo fa sì che i genitali femminili vengano spinti all’idietro e si contraggano, determinandone insensibilità.

    vorrei leggerlo, quello studio.

  24. proteus2000 Says:

    Oddio… di solito mi tengono in salotto (in quello letterario). Ma pur di compiacere a una signora che scrive come te, anche il sottoscala andrebbe bene.

  25. Flounder Says:

    a me se mi mettessero in un salotto letterario, farei pipì sui divani e i tappeti persiani.
    accordiamoci per la cucina, il mio personale locus genico

  26. cyrano56 Says:

    geniale! mi è piaciuto tantissimo 🙂 la storia della “riserva” l’avevo pensata anch’io tanti anni fa, ma come “maledizione” quando dovevo vedermela con il maschilismo imperante (tutt’ora più che presente, solo un po’ mascherato). Più o meno suonava così “verrà il giorno che finirete in gabbia o in riserve sorvegliate, dove sarete prelevati per quel tanto che basta”…al seme femminile non ci avevo proprio pensato (lol)

  27. Flounder Says:

    buongiorno e buonasera.
    stamattina mi sono svegliata con il senso di colpa.
    allora volevo precisare che quando scrivo queste cose io scherzo, eh.
    cioè, un poco.

    è che mi piace giocare a fare la megera. ma mica lo sono.

    poi pensavo al fatto del salotto letterario.
    io una volta – molti molti anni fa – avevo un fidanzato che voleva per forza fare i salotti letterari.
    abitavamo in una casa minuscola, al massimo potevamo fare un soggiorno letterario con angolo cottura.

    così ho penssto che potrei inaugurare una nuova rubrica, qui.
    salocho letterario, in cui intervistare di volta in volta bloggher e bloggheresse disponibili.

    la caratteristica del’intervista consisterebbe nel fatto che scriverei io sia le domande che le risposte.

    così, se vi volete candidare… 🙂

  28. Omdahh Says:

    Con il brodo in bocca non si parla.
    Anche volendo.

    L’intervista quindi, se ha delle sbavature, favorisce la comprensione..
    E apre la lavanderia.

    Tutti sono buoni a parlare con l’arrosto, hehe.
    Ma è lo sguardo fumoso (brodo che appanna gli occhiali) a fomentare (da fumenta) il respiro del salotto…

  29. Flounder Says:

    (signor omdahh, se dico che non ho capito quasi niente, faccio la figura da scema? chi è che ha il brodo in bocca? chi parla con l’arrosto? facciamo nomi e cognomi, che questa è una casa rispettabile e ci teniamo alla buona educazione)

  30. Omdahh Says:

    Salotto con pompa letteraria, soggiorno con fornello a meta-no, cucina semplice, donne che cucinano solo per altre donne… , tacchi a spillo che fasciano l’orgasmo ma sfasciano il ginocchio, senso di colpa con piaghe da decubito, consiglio d’amministrazione della mensa ma soprattutto : l’ Intervista.

    L’Intervista.
    La voglio.

    Quello che volevo dire (la voglio!) è che il suo brodino raccoglie (sempre) le dure sostanze del dialogo.
    Ma lei, cara signora, con l’Intervista mi tratta direttamente il dado.
    Lei, quindi, scioglie e comprime.

    Mi immagino pertanto alla sua tavola.
    In salotto.
    E mentre sorseggio il brodo sbavo dalla voglia di rispondere (il famoso per sé).

    L’arrosto invece è l’enigma del fuoco.
    Chi l’ha acceso ?

    E soprattutto (a questo serve l’Intervista) è stato il fuoco o la parola ?

  31. Flounder Says:

    ma io per la verità volevo fare una cosarella così, un divertissement da salottino, uno sfottò a vizi e virtù di quanti conosco – abbastanza bene -qui dentro.
    niente di impegnativo.
    solo un pochino dissacrante.
    un pochino.

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