Si accomodi, signora Rita

Ebbene sì, iniziano le interviste impossibili.

Su questo palcoscenico, a turno, senza costrizione alcuna, sfileranno tutti coloro che più o meno spontaneamente, ma anche no,  hanno richiesto di essere messi sotto i riflettori.

Qui le domande le faccio io.

E le risposte, pure.

L’ospite di oggi è: Zaritmac.

——-

F: signora Zaritmac, benvenuta qui. Lei è una bloggheressa dai toni accesi e intimi a un tempo, non è facile approcciarla in modo convenzionale. Come posso metterla a suo agio?

Z: sono a mio agio, Flounder, non tema. Qui, in questa casa dove le ombre si intersecano con sanguinose stille e sorrisi radenti, nel lusso di un’eternità sconosciuta che non cessa di ordire imperfetti esiti io mi assesto, ebbra di nostalgie rapaci e confusamente avvinta a riverberi di sguardi tenuti insieme da bave di ornitorinchi spavaldi e dimentichi di sé.

F: bene, signora Zaritmac. Ci parli del suo essere donna e bloggheressa del suo tempo. Del modo esatto in cui concilia la sua crescita professionale e letteraria con i problemi di infiltrazioni idriche nel suo appartamento.

Z: il mio lavoro è un do di petto che espando nell’intensa illusione di un breve gocciolare. Pungono, come piastrelle sbreccate, le note tristi di un salato conto idraulico che dovremo pagare, nostro malgrado, perché la vita, questa vita che può anche persuaderci ad agganciarci allo strascico di toccanti melodie, è anche l’esaurirsi spasmodico di un’ora segnata da una campanella, di abbrivi e ricorsi in salita, che ci zittiscono come guard-rail dei nostri desideri…

F: signora Zaritmac, del problema della sua auto parliamo dopo. Adesso stavamo parlando del lavandino che perde.

Z: ha ragione, Flounder, mi sono fatta prendere la mano dal toccante bisogno di un capitombolo furtivo, mentre tra queste braccia aride e mai consunte stringo il boiler del mio cuore disfatto e il tracciato irregolare di una conduttura dal silenzio eloquente e troppo rumoroso ai più.

F: vabbè. Passiamo al fatto della macchina, via. Quando pensa che la farà immatricolare e come pensa che ciò modificherà la sua vita di pendolare e quanto questo influirà sulla sua scrittura?

Z: negli ingranaggi scoscesi delle mie giunture che sanno di sale e sterpi ritroverò il disegno di un destino roboante. Io, che sono passata sotto il ponte di un Grumo nebbioso senza stringere patti col vento, adesso mi muovo come viandante testardo, che attende l’assicurazione per abbandonare il suo sudario, come tra le mani amorose di un boia che simile a un coro monocorde sussurra preghiere blasfeme nelle inesatte geometrie di una polizza con sogghigni smussati.

F: è vero che all’improvviso ha scoperto una nuova passione nella sua vita? Ce ne racconti.

Z: sì, è vero. Ho invertito le rotte di un rettilineo andare per ritrovarmi nell’anagramma di passi trattenuti, nell’ocho infinito dove incontro gli avvallamenti della mia anima, di sostantivi non più astratti. Ho appreso movimenti di disgiunzioni e agganci, per ripercorrere con azzardo antistatico l’inusitato scivolare di-pendenze e imp(r)udenze verso un dadovengoedovetango di impercettibile foga.

F: signora Zaritmac, purtroppo il tempo a disposizione è pochissimo. Ci dica solo un’ultima cosa: che c’è per cena a casa sua, stasera?

Z: nei piatti color malva che abbozzano un pasto di scialbi intenti mi stenderò cagliata,  schiumando  in rapide  inflessioni acidule,  nella  disuguaglianza  di po(r)zioni che restano impigliate tra rebbi impietosi, lasciva d’oli e di umori. Il basilico ci sarà coperta, a noi, nudi e troppo distratti per fingerci in un altrove di denti aguzzi. Finché arriveranno le formiche a incamerare le briciole di un tempo smarrito.

F: cioè, terra terra, caprese?

Z: sì, però non dica cosi, che suona volgare.

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25 Risposte to “Si accomodi, signora Rita”

  1. anonimo Says:

    ahahahahahhahahahahahhahahahahhahahahhahaha 😀

  2. Flounder Says:

    uè, questa è un’intervista seria.
    fai poco la spiritosa.
    la prossima potresti essere tu.

  3. didolasplendida Says:

    devi campare 100 anni
    ho riso dall’inizio alla fine
    e continuo mentre scrivo questo commento

  4. anonimo Says:

    non darò mai il consenso al maltrattamento dei miei dati sensibili!!!

  5. Zu Says:

    Che impertinente, la nennella. 😀
    Allora aveva ragione chi ti chiamò Gianburrasca!

  6. 8e49 Says:

    se le risposte ce le metti tu, puoi intervistare anche me, altrimenti no 🙂
    (ma io vorrei una intervista alla gatta pazza)

  7. Flounder Says:

    zu, sei un perfido: quella foto è orribile, uno scempio.
    tutti, vi intervisto, tutti.
    vi faccio pure le domande intime.

  8. Flounder Says:

    (hanging, maltratterò solo i tuoi dati insensibili)

  9. Zu Says:

    I commenti (alla foto) però ristabiliscono l’equità.

  10. Dconzero Says:

    disdico tutti gli appuntamenti con l’analista, giuro ! e giuro pure che la parcella la pago a te, ché una boccata di buonumore mi ci voleva …
    😉

  11. zaritmac Says:

    Un Tena Lady, per favore, un Tena Lady! Che le perdite idriche s’accordano al sussultare ritmico del mio petto in un fluire ondeggiante, dai picchi aguzzi come singhiozzi. Insomma: me so’ pisciata sotto d”e risate!

  12. briciolanellatte Says:

    Uhmmm… mi sa che ti conosce proprio bene.

  13. Carlyssima Says:

    un’idea davvero simpatica, mi aspetto nelle prossime domande di tradizione Marzulliana.

  14. Effe Says:

    è un delirio esilarante di onnipotenza flounderiana.
    Si faccia pure gli autocommenti, si faccia.

  15. Flounder Says:

    mannaggia, effe, non ci avevo pensato: pure i commenti dovevo fare io.
    (lo vede, lo vede che lei è molto più narcisista di me?)

    comunque adesso vi comunico che vorrei intervistare – tra i primi: Calma Fuoridaidenti, HangingRock, Biancamara, Aitan.

    poi ce ne sarebbero certi altri, ma so che che non mi daranno mail il permesso: sono troppo permalosi e self-conscious.

    carlyssima, mi aspetto in che senso?
    vuoi essere intervistata pure tu? 🙂

    ciao, briciola.
    il tuo passaggio in questa umile dimora mi onora.
    (sto esagerando un poco, per far vedere che noi napoletani siamo assai ospitali)

  16. Flounder Says:

    e poi voglio intervistare pure Climacus e Omdahh

  17. farolit Says:

    Miii la ZarinaTmac ci è diventa tanguera! … Noi blogscrittoresse di tango ci emozioniamo e la pregustiamo, milongantemente.
    🙂

  18. amelia1 Says:

    ma è la versione femminile di bergonzoni! urca.

  19. Flounder Says:

    ame’, ho come il latente sospetto che se legge questa cosa si offende 😉

    farolita, ha già scritto una cosa molto molto molto bella su tango e polvere. sta qua

  20. amelia1 Says:

    ma io dicevo per l’uso giocoso delle parole. è offensivo? spero di no.

  21. Flounder Says:

    ma no, scherzavo.
    è che lei, quando scrive, ha un senso.
    io, nella mia parodia, l’ho svuotato tutto. 🙂

  22. FiocoTram Says:

    Io non potrei mai farmi intervistare, non riesco ad avere la giusta distanza psicologica dall’intervistatrice. Finirei per tentare di impressionarla dicendo fanfaronate.
    Poiché, segretamente,
    sommessamente,
    la bramo.

  23. Flounder Says:

    mi sento bramata.
    come il riso 🙂

  24. FiocoTram Says:

    ” Lui la guardò, fregandosene di tutto… le prese delicatamente la mano, e la pose sul suo stomaco.
    ” Come sei digeribile e ricca di minerali ” .

  25. Flounder Says:

    (o mia Yasmine, profumata e sottile)

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